9: La città sommersa

<< Sono ore che camminiamo…..almeno sappiamo dove stiamo andando? >> chiese Theodore.

<< Devi chiederlo a Simon e lui che ci sta guidando >> rispose Jeanette, Simon era sulla spalla di Dave e insieme a lui guardava la mappa della giungla per trovare una strada per arrivare in cima alla montagna, però Simon non riusciva a trovare una strada per salire.

<< Allora dove andiamo? >> chiese Dave.

<< Non lo so… ho cancellato tutte le strada principali e quelle secondarie che sicuramente saranno bloccate, non ci rimane che scalare la montagna >>

<< Non sono un ottimo scalatore come voi e poi senza protezioni e imbracature non ci penso proprio a scalare la montagna >> Simon gli fece una piccola risata.

<< Fermiamoci un po’ cosi riposiamo >> disse Dave rivolgendosi anche a gli altri.

<< Ooooh finalmente…. Non ne potevo più >> disse Theodore che si accasciò a terra a riposarsi, tutti si misero comodi come potevano anche Simon scese dalla spalla di Dave e cercò un posto dove pensare a qualcosa senza essere disturbato, Alvin lo guardava passarli davanti con un aria molto triste e arrabbiata, però Simon non lo notò e gli passò davanti come se nulla fosse, Dave si era seduto su una roccia e stava osservando la mappa, ma non sapeva neanche dove guardare.

<< Possibile che non c’è una via dove passare >> disse Dave.

<< Ci vorrebbe un po’ d’acqua adesso >> disse Eleanor che si era seduta affianco a Theodore.

<< Avete sete? >> chiese Dave.

<< Un po’ >> rispose Jeanette, Dave tornò a guardare la mappa e vide che erano vicini a un fiume visto che Simon segnava sulla mappa il percorso che avevano fatto.

<< C’è un fiume poco più a valle, ce la fate a camminare ancora un po’? >>

<< Camminare? Ancora?… io non posso camminare non c’è la faccio più >> disse Theodore, Dave si alzò e prese in braccio il piccolo chipmunk stanco.

<< Cosi va meglio? >>

<< Un po’…grazie Dave >>

<< Allora chi vuole bere mi segua ok? >>

<< Vai avanti Dave io ti raggiungo dopo ok? >> disse Simon, che aveva preso la mappa di Dave e la stava osservando ancora una volta.

<< Va bene, ma fai attenzione >>

<< Tranquillo >> lo rassicurò Simon mentre Dave e gli altri si allontanavano per andare a bere, tutti seguirono Dave tranne Alvin che rimase seduto con il broncio a fissare il pavimento, Simon notò che suo fratello era rimasto li con lui e fece un mezzo sorriso.

<< Guarda che non c’è bisogno che resti qui con me…so cavarmela anche da solo >>

<< Ti do cosi tanto fastidio? >> rispose in modo brusco Alvin.

<< Molto…. Anche solo la tua presenza mi irrita >> rispose Simon in maniera più brusca.

<< Pensavo che magari potevo aiutarti, dato che sono ore che ci fai girare a vuoto >>

<< Ah adesso vuoi essere di aiuto, non hai fatto altro che lamentarti di tutto e di tutti e adesso vuoi renderti utile, certo che sei veramente il re del mondo ma degli imbecilli però >>

<< Senti, lo so di aver sbagliato ma anche voi avete una parte di torto >> Simon sentendo queste parole non ci vide più e scoppio a ridere.

<< Che ci trovi da ridere? >> chiese Alvin.

<< Lo vuoi veramente sapere? >> Simon si tolse gli occhiali si asciugo le lacrime per la risata che aveva fatto e si rimise gli occhiali e assunse un aspetto estremamente serio.

<< Sono ormai passati 2 giorni da quando Brittany e stata rapita…. E nel tuo atteggiamento notò, anzi notiamo che sei diventato più aggressivo e poco riconoscente con le persone che ti vogliono aiutare >>

<< Non è vero e solo che io sono in pensiero per Brittany e fino ad adesso non abbiamo neanche la certezza che stia bene >>

<< Lo so Alvin, io sono preoccupato tanto quanto te…e questo discorso te lo gia fatto prima di partire…. Devi avere pazienza >>

<< Posso farti una domanda? >> Simon rimase in silenzio e annui.

<< Se quel tizio avesse rapito Jeanette…tu come avresti reagito? >> Simon ragionò su quello che Alvin gli aveva domandato e poi si preparò a rispondere.

<< Probabilmente mi sarei gettato come fai di solito tu per andare a salvarla >>

<< Visto quindi… >>

<< Ma non l’avrei fatto comunque >> Simon interruppe Alvin prima che finisse la sua frase.

<< Perché? >>

<< Perché io non sono te.. agisco per altre vie, tu pretendi di risolvere tutto con la forza e l’impulsività, mentre io la vedo in maniera diversa…. Per me problemi come questo vanno risolti con la ragione e non con la stupidità >> Alvin rimase immobile ad ascoltare il fratello ma non condivideva a pieno ciò che diceva, lui avrebbe fatto qualsiasi cosa per Brittany anche se ciò significasse togliersi la vita per lei.

<< E comunque prendersela con gli altri in quel modo come hai fatto poco fa e un chiaro simbolo di stupidità… e nessuno di noi ti ritiene stupido >>

<< Capisco >>

<< Non credo sia cosi >> disse Simon tornando a studiare la mappa.

<< Guarda che ho capito veramente >>

<< Mmm si lo hai detto anche quando Eleanor ti a tirato uno schiaffo… e adesso basta distrarmi devo trovare un modo per raggiungere Brittany >> Alvin rimase in silenzio accanto al fratello ma presto si allontanò e tornò a sedersi dove stava prima.

Intanto giù al fiume Dave e gli altri si stavano abbeverando e sciacquando la faccia dato che erano molto stanchi dalla lunga camminata che hanno fatto.

<< AAAAH mi ci voleva proprio >> disse Theodore riemergendo con la testa dal fiume, mentre Eleanor e Jeanette si erano sedute per riposare, Jeanette osservò Eleanor che non aveva detto una parola da quando erano arrivati in Peru.

<< Hey Ele >> la chiamo Jeanette.

<< Che c’è? >>

<< Sei cosi silenziosa… sei preoccupata per Brittany? >>

<< Si e no…. In realtà sono preoccupata per tutti noi >>

<< Che vuoi dire scusa? >>

<< Che da quando e iniziata questa storia…. La nostra famiglia si sta distruggendo >>

<< Non capisco cosa ti fa credere ciò? >>

<< Beh… c’è Simon che litiga con Alvin, Alvin che litiga con tutti e Dave che si sente dire dal suo stesso figlio che un codardo >> Jeanette capiva dove voleva arrivare la sorella, ma cercò di tranquillizzarla.

<< Non ti preoccupare… vedrai che tutto si risolverà per il meglio, e poi sono sicura che Alvin non pensava sul serio le cose che a detto, e in quanto a Simon se fa qualcosa che non deve ci penso io a raddrizzarli la coda >> disse Jeanette in tono sarcastico, infatti Eleanor si fece una piccola risata.

<< Grazie…. Mi hai risollevato il morale >>

<< E a questo che servono le sorelle no? >> Eleanor le vece un sorriso e annui, pochi secondi più tardi arrivarono anche Alvin e Simon.

Simon aveva in mano la solita mappa e si diresse da Dave.

<< Trovato qualcosa? >> chiese Dave vedendolo arrivare.

<< Si, ora sappiamo dove andare >> rispose Alvin.

<< Non lo chiesto a te Alvin stavo parlando con Simon >> rispose Dave in modo duro perché era ancora arrabbiato per il comportamento di prima.

<< Beh volevo solo farti vedere che mi sono reso utile anche io >>

<< Guarda che io non volevo dire che tu sei inutile….. mi ci hai costretto a dirlo >>

<< Lo so e ti chiedo scusa per il mio comportamento >> Dave fece un piccolo sorriso e accetto le sue scuse con anche la felicità anche di Eleanor e Jeanette.

<< Comunque, come diceva Alvin abbiamo trovato un modo per raggiungere la cima della montagna >> disse Simon.

<< E sarebbe? >> Simon aprì la mappa e la diede a Dave, sulla mappa Simon aveva segnato un percorso lungo il fiume dove si trovavano.

<< Lungo il fiume quindi? >> domandò Dave.

<< Si, secondo la cartina più a valle c’è una cascata e quella cascata nasce proprio sotto le rovine di Machu Pichu….. se siamo fortunati troveremo un sentiero che ci porterà in cima >>

<< Ok, ottimo lavoro Simon….. se siete tutti pronti io direi di partire >>

<< Io sono pronto >> rispose Theodore.

<< Noi pure >> rispose Eleanor.

<< Alvin? >> chiese Dave e Alvin gli rispose con un sorriso e incrociando le braccia.

<< Io sono nato pronto >>

<< Perfetto andiamo >> e il gruppo si incamminò.

Nel frattempo dall’altra parte della giungla in un antico castello, Gray, Brittany e Jean stavano attraversando i giardini del castello cercando di non farsi scoprire dalla banda di mercenari che li stava cercando, mentre sono alla ricerca del loro compagno Thomas, intanto durante la ricerca Gray a raccontato a Jean tutta la storia che la portato in Peru e perché ci fosse anche Brittany.

<< Certo che ne hai di coraggio…. E io che ti facevo uno un po’ codardo >> disse Jean a Gray

<< Chiamalo coraggio.. a rapito una povera ragazza nel cuore della notte, tentato di farmi morire soffocata e costretta a seguirlo in un impresa folle >> ribadì Brittany.

<< Se non mi sbaglio ti avevo anche detto che potevi andartene quando volevi >> rispose Gray in modo scherzoso.

<< Quanto sei simpatico…. Muoio dal ridere >>

<< Se non ti tappi la bocca adesso quelli ci scoprono e allora si che morirai ma non dal ridere >> Gray si muoveva in modo furtivo seguito da Jean lungo i corridoi del castello, a un certo punto il corridoio finì con una scala che portava al piano inferiore, scesero stando attenti che non ci fosse nessuno di guardia. Una volta arrivati giù si ritrovarono davanti a un lungo spiazzo che apparentemente sembrava deserto.

<< Che fortuna non c’è nessuno >> disse Gray che iniziava ad incamminarsi.

<< Aspetta… e troppo tranquillo per i miei gusti >>

<< Beh, non per forza ci deve essere qualcuno di guardia >> rispose Brittany, Gray osservò che infondo allo spiazzo c’era un portone, probabilmente era l’uscita del castello.

<< Dai andiamo… quella deve essere l’uscita >> mentre Gray si incamminava, Brittany gli si arrampicò sulla spalla e Jean si decise a seguirlo anche se non era tanto tranquilla, arrivati a metà dello spiazzo Jean si fermò di colpo.

<< Gray >>

<< Si? >> si girò per sentire cosa volesse.

<< Siamo osservati >> disse Jean guardandosi intorno.

<< Dove? >> chiese Brittany mentre Jean continuava a guardarsi intorno ma nel frattempo si avvicinava a Gray mettendo una mano dentro la sua sacca.

<< Al mio segnale abbassati dietro quel muretto >> disse Jean una volta che fu vicinissimo a Gray che era rimasto immobile a guardare Jean mentre Brittany si guardava intorno estremamente preoccupata, poi Jean appoggiò l’altra mano sulla spalla di Gray.

<< ORA! >> si gettarono tutti a terra dietro il muretto che venne crivellato di colpi, Jean estrasse una pistola della sua sacca e attese il momento opportuno per contrattaccare.

<< Tu li vedi >> chiese Jean a Gray mentre si sistemava dietro al muretto insieme a Brittany che aveva le mani nelle orecchie per il troppo rumore delle armi.

<< No, e non mi alzo per guardare >>

<< Certo che ne hai di coraggio >>

<< Fallo tu se ci tieni tanto >>

<< Devono essere tutti ai piani alti >> disse Jean

<< Quindi che facciamo? >>

<< Dobbiamo affrontarli, hai una pistola? >>

<< Certo che no! >>

<< E va bene lascia fare a me >> Jean si mise in posizione e aspetto che gli spari diminuissero, perché prima o poi qualcuno avrebbe avuto bisogno di ricaricare, infatti dopo pochi secondi gli spari cessarono quasi del tutto e Jean con uno scatto felino abbandono la copertura e sparò alla cieca, però questo gli diede la possibilità di individuare con precisione quanti nemici c’erano e dove si trovavano, una volta analizzata la situazione si nascose dietro una colonna e ricaricò, poi guardò Gray e gli disse di restare al coperto, dopo di che prese un bel respiro e usci di nuovo allo scoperto sparando non più alla cieca ma con un obiettivo preciso, riuscì a centrarne tre che erano sopra il portone, mentre altri cinque stavano arrivando verso di lei scendendo per delle scale laterali al portone che portavano al cortile, li vide arrivare e senza preoccuparsi del fatto che la stavano sparando, prese bene la mira e li centrò tutti e 5, Jean tirò un sospiro di sollievo e abbassò l’arma, Gray e Brittany riemersero da dietro al muretto e con gli occhi spalancati osservarono la scena.

<< Uff…..ok, adesso non c’è più nessuno >> Disse Jean soddisfatta, mentre Gray la raggiungeva.

<< D-dove hai imparato a sparare cosi? >>

<< Da mio padre, era un cacciatore…è mi ha insegnato qualcosa >> disse Jean ridendo.

<< Sarà meglio che ce ne andiamo.. gli spari avranno attirato l’attenzione e presto ne arriveranno altri >> detto questo Jean e gli altri corsero verso il portone e lo attraversarono, dall’altra parte c’era un porto ma non c’era nessuna nave, sembrava deserto, ma Jean sempre con la pistola in mano avanzò per le banchine seguito da Gray e Brittany.

<< Sembra un porto >> disse Gray.

<< Che acuta osservazione, non ci saremmo mai arrivati da soli >> rispose Brittany.

<< Spiritosa… adesso che si fa? >>

<< Beh, non so dove vorresti andare? >> chiese Gray, mentre Jean tirò fuori la videocamera e cominciò a fare qualche ripresa.

<< Non lo so, so solo che dobbiamo trovare il mio amico e andarcene a Machu Picchu… scusa ma ti sembra il momento di fare delle riprese? >>

<< Hey, ti ricordo che io sono qui per lavoro e non per farti da babysitter >>

<< Si lo so, ma dobbiamo muoverci altrimenti arriveranno altri tizi armati e ci toccherà combattere ancora >>

<< A dire il vero l’unico che qui a combattuto sono io, però hai ragione e meglio muoversi ma non andremo verso Machu Picchu >> rispose Jean.

<< E perché? >> chiese Gray.

<< Semplice, sono stata li prima di venire in questo castello e ti dico che li non c’è nulla di interessante, ho fatto delle riprese delle rovine e secondo me non c’è nulla, e poi adesso sarà pieno di mercenari, conviene non andarci >> disse Jean mentre controllava la sua videocamera che fosse tutto apposto.

<< Va bene però andiamo a cercare il mio amico adesso >> disse Gray, quando la ricetrasmittente che gli aveva dato Thomas iniziò a suonare… era Thomas.

<< Gray riesci a sentirmi? >> Gray sentito la ricetrasmittente che lo chiamava la prese e rispose subito.

<< Hey Thomas, dove ti trovi? >>

<< Sono su una torre del lato Est del castello, tu dove ti trovi? >>

<< Sono in un porto, come possiamo raggiungerti? >>

<< Non puoi il castello e piene di guardie, e sembra che sono rientrate quelle che erano andate alle rovine di Machu Picchu, ascoltami attentamente tu hai trovato qualcosa di importante nel castello? >>

<< No nulla >>

<< Allora senti, da qui riesco a vedere una piccola città sul fiume e c’è una cattedrale, probabilmente li potremmo trovare qualcosa di utile per la tua ricerca >>

<< Probabile ma come ci arriviamo? >>

<< Potremmo prendere una barca >> disse Brittany.

<< Si ma come puoi vedere qui non c’è ne sono >> rispose Gray

<< Ascolta, c’è un deposito navale li in zona potresti vedere se ci sono delle barche da usare per scendere il fiume >>

<< E tu come fai a saperlo? >> chiese Brittany.

<< Ho trovato una mappa del castello, ora vedete di fare in fretta ci vediamo in città  >>

<< Va bene >> rispose Gray mettendo apposto la ricetrasmittente.

<< Interessante >> disse Jean.

<< Avanti non perdiamo altro tempo in chiacchiere >> disse Brittany.

I tre si diressero verso il deposito navale speranzosi di trovare un imbarcazione, si fecero strada attraverso i moli e notarono una serie di imbarcazioni affondate, molte erano semplici barche a vela ma altre erano delle navi enormi, probabilmente erano dei mercantili, la cosa che incuriosiva Gray era che le imbarcazioni erano state bruciati o fatti saltare in aria, come se qualcuno non volesse lasciassero il porto.

<< Ecco questo dovrebbe essere il deposito >> disse Jean mentre si fermava davanti a un enorme capannone che dall’aspetto sembrava essere sul punto di crollare.

Jean entrò con la pistola in mano, nel caso ci fossero stati ospiti indesiderati all’interno del capannone, si guardò intorno sempre con la pistola ad altezza uomo e quando fu completamente sicura che non ci fosse nessuno, fece un cenno con la mano per dire che il posto era sicuro.

<< Ok, adesso dobbiamo cercare una barca >> disse Gray.

<< Una barca a remi va bene secondo voi? >> chiese Brittany che indicava l’unica barca all’interno del capannone, mentre Gray sbuffava..

<< Beh, sarà meglio accontentarci >>.

 

Nel frattempo lungo il fiume Dave e gli altri chipmunk erano arrivati vicino delle abitazioni sommerse, dalla posizione in cui si trovava Dave si poteva benissimo vedere l’imponente castello e la montagna dove in cima ci sono le rovine di Machu Picchu, la vista aveva un non so che di panoramico ma non era il momento di stare li ad ammirare le meraviglie della natura, quindi continuò a camminare inoltrandosi sempre di più nella città.

Poi si girò indietro a vedere quanta strada aveva fatto e notò che un lato della città era sommersa si vedevano solo i tetti delle case, anche Simon e gli altri restarono di stucco nel vedere un simile scenario.

<< Mi chiedo come sia potuto succedere una cosa come questa >> disse Eleanor.

<< Probabilmente hanno costruito qualche diga che infine a ceduto >> concluse Simon, Dave non perse altro tempo e si rimise in marcia verso quella che era un imponete cattedrale e molto probabilmente il centro della città.

<< Se posso chiedere perché stiamo facendo questa strada?… insomma, le rovine sono in tutt’altra direzione >> disse Alvin.

<< Lo so, Alvin… ma abbiamo bisogno di un posto dove passare la notte, fra poco farà buio e continuare a girare cosi a vuoto non serve a nulla >> rispose Dave.

<< Capito… e dove pensi di accamparti? >>

<< Pensavo di raggiungere quella Cattedrale, cosi saremmo al sicuro >>

<< E se invece di arrivare fin laggiù non ci fermiamo in una di queste case? Tanto i proprietari non credo che si arrabbieranno se dormiamo in casa loro >>

<< Per una volta sono d’accordo con Alvin, la città e deserta quindi non credo che daremmo fastidio a qualcuno >> intervenne Simon.

<< Va bene, fermiamoci pure qui >> concluse Dave, decisero di fermarsi in una casa che da fuori sembrava che dovesse crollare da un momento all’altro, ma dentro, una volta entrati sembrava calda e accogliente, subito i chipmunk e le due chipettes si cercarono un posto dove stare comodi, mentre Dave si assicurava che fuori non ci fosse nessun pericolo prima di entrare nella casa.

Dave si sedette vicino alla finestra a guardare fuori, preoccupato di cosa fosse successo a Brittany o cosa poteva succedergli, ma nello stesso tempo stava anche pensando che la zona brulicava di gente armata fino hai denti, c’era qualcosa sotto, probabilmente centrava il rapitore di Brittany.

<< Dave? C’è qualcosa che non va? >> li chiese Jeanette.

<< Eh? No nulla… ero un po’ pensieroso, quanto manca a quella cascata che dicevi Simon? >> Dave estrasse la mappa dalla sua tasca l’aprì e la passò a Simon.

<< Siamo ancora molto lontani… però penso che domani mattina se ci alziamo presto la raggiungeremo in mezza giornata >>

<< Troppo >> disse Alvin.

<< Lo so, ma che altro possiamo fare? >>

<< Io avrei un po’ di fame >> disse Theodore toccandosi il pancino.

<< Ma ti sembra il momento? >> disse Eleanor.

<< Beh e tutto il giorno che camminiamo, e non abbiamo messo nulla sotto i denti… e da quando siamo atterrati all’aeroporto che non mangiamo >> ribadì Theodore, mentre Dave si alzò con un piccolo sorriso sulle labbra.

<< Va bene ho capito, andrò a cercare qualcosa da mangiare >>

<< Da solo? >> chiese Jeanette.

<< No pensavo di chiamare Ian e di andare con lui, certo che ci vado da solo, non ti preoccupare so cavarmela… non sembra, ma so cavarmela >> disse Dave mentre usciva dalla casa.

<< Ah… guai a voi se vi muovete da qui >> raccomandò Dave prima di uscire.

<< Va bene Dave >> dissero tutti in coro.

<< Ok nel frattempo che Dave e fuori noi che cosa facciamo? >> chiese Alvin che sembrava aver riconquistato la sua normale vitalità.

<< Io credo che dormirò un po’ >> disse Jeanette che si era gia sdraiata su un piccolo mucchio di fieno che fungeva da letto.

<< Io credo che ti seguirò >> disse Eleanor che si mise di fianco alla sorella occupando tutto lo spazio che era rimasto.

<< Va bene, due sono fuori gioco… rimaniamo solo noi ragazzi >> continuò Alvin.

<< Come mai tutta questa vitalità? Non eri caduto in uno stato di depressione? >> commentò Theodore.

<< Si ma visto che continuate a dire che sono triste cerco di tirarmi su il morale, ma non credere che non sia preoccupato per Brittany >> disse Alvin, mentre guardava Simon che si era seduto di fianco a Theodore e aveva lo sguardo fisso nel vuoto.

<< Simon a che pensi? >> chiese Alvin

<< A un bel po’ di cose… questa storia e molto strana >>

<< A che ti riferisci? >> chiese Alvin mentre si avvicinava a Simon e a Theodore.

<< Beh prima di tutto, sto pensando ancora alla storia di Mitmas e del ragazzo che la sta cercando >>

<< Che appena lo becchiamo sai che fine che fa >> disse Alvin mentre stringeva i pugni.

<< E poi sto anche pensando ai tipi che abbiamo incontrato nella giungla >>

<< Perché? >> chiese Theodore.

<< Beh mi sembra un po’ strano… insomma ci hanno aggredito senza motivo, in più hanno conquistato l’intera area e non lasciano avvicinare nessuno, secondo me nascondono qualcosa >>

<< Sicuramente non stanno andando a funghi >> disse Alvin.

<< Voglio dire che è strano… se ci pensi un ragazzo che cerca una città che non esiste, viene fino in Perù per trovarla, poi un gruppo di soldati conquista un sito archeologico e un castello abbandonato, e infine ci viene rubato l’oggetto che ha dato inizio a tutto… >>

<< Quel ferma carte >> disse Alvin mentre Simon lo guardava con un aria arrabbiata.

<< Si…il ferma carte >> disse Simon.

<< Dici che sono tutti collegati tra loro? >> chiese Theodore.

<< Sembrerebbe cosi altrimenti non riuscirei a spiegare perché tutte queste persone siamo venuti fino a qui… ovviamente cercano tutti la stessa cosa >>

<< Ma che avrà di speciale questa città? >> chiese Alvin.

<< Oltre quello che vi ho detto quando eravamo in aereo, non so altro >>

Passarono i minuti e Dave non si era ancora fatto vivo, Simon iniziò a preoccuparsi mentre Theodore era in uno stato di coma da cibo in quanto non mangiava da quando erano arrivati in Perù, invece Alvin cercava di far riprendere il fratello saltandoli sulla pancia.

<< Avanti Theo, non lasciarci proprio ora Dave arriverà a momenti >>

<< Lo so Alvin, il problema e che quando Dave arriverà per me sarà troppo tardi >>

<< Avanti resisti ancora un po’ possibile che non riesci a stare più di mezza giornata senza mangiare? >>

<< Evidentemente… NO! >>

<< Ci sta mettendo troppo, dove sarà andato a cercare da mangiare? >> disse Simon.

Intanto lungo il fiume su una piccola imbarcazione a remi, Jean e Gray stavano remando mentre Brittany era seduta a prua della barca a osservare il cielo stellato e pensare a cosa stavano facendo gli altri in quel momento.

<< Quanto manca ancora? >> chiese Brittany.

<< Non lo so, forse qualche altro chilometro >> rispose Jean.

<< Ufff… voglio andare a casa >>

<< Dai Brit non sbuffare, vedrai questa storia finirà in men che non si dica >> disse Gray per confortare Brittany, ma lei con sguardo aggressivo li fece una smorfia e tornò a guardare la volta celeste.

<< Non andate molto d’accordo vero? >> chiese Jean.

<< Dipende dai momenti >>

<< Eheheh, o forse e perché non sei bravo con le donne >>

<< Può essere non sono mai stato bravo in queste cose >> disse Gray, da quel momento cadde un silenzio sulla barca, nessuno disse niente per minuti solo il rumore del fiume rompeva quel silenzio.

<< Hai scoperto qualcosa a Machu Picchu? >> chiese Gray rompendo definitivamente il silenzio.

<< Se mi stai chiedendo se ho trovato indizi su Mitmas ti dico gia che non ho trovato nulla di interessante… ma non te lo avevo gia detto? >>

<< Si, era solo per una mia curiosità… più che altro sono qui da un giorno e non ho ancora concluso nulla >>

<< Beh, questo significa che stai dando la caccia a un mito… sapevo che non esisteva questa città, quel tuo diario non è altro che un falso, la scritto uno che si immaginava le cose >> intervenne Brittany con un atteggiamento un po’ duro, infatti Gray smise di remare e con gli occhi bassi guardò l’acqua del fiume, mentre Brittany si rese conto che forse aveva esagerato un po’. Infondo lui stava facendo tutto questo per una persona che ama, e non gli importava dei rischi che correva, vuole solo aiutare il padre malato, non c’era bisogno di trattarlo male.

<< Gray mi dispiace, non volevo dire quelle cose… e solo che inizio a non reggere più questa situazione >> disse Brittany, Gray come risposta scuoteva la testa e disse.

<< Tranquilla… non devi scusarti di niente, e stato solo per colpa mia se tu sei finita qui con me… e sinceramente mi vergogno di quello che ho fatto a te e a tutti gli altri >>

<< Avanti su non ti abbattere, vedrai che tutto si sistemerà >> disse Jean dandogli un pugno in modo amichevole sulla spalla.

<< Si, Jean a ragione… e poi io ti ho gia perdonato per quello che hai fatto, so che lo stai facendo per il bene di tuo padre >>

<< Grazie >> rispose Gray mentre cercava di non mettersi a piangere.

<< Più tosto prima di dire che Mitmas non esiste, dai un occhiata a questo >> Jean prese la sua borsa, la apri e tirò fuori la sua videocamera, la accese riportò indietro la registrazione e la diede a Gray.

<< Che cose? >> chiese Gray mentre prendeva la videocamera, anche Brittany si stava avvicinando per vedere cosa stava guardando Gray. Il video mostrava una parete con delle incisioni nel video non si capiva bene se Jean era dentro una casa o in uno spazio più ampliò come un tempio, ma quelle incisioni avevano qualcosa di famigliare.

<< Dove le hai trovate queste incisioni? >>

<< Al castello, prima di incontrare te, erano situate nei sotterranei precisamente in una stanza nascosta vicino alle prigioni >>

<< Sai cosa c’è scritto? >> chiese Gray

<< No, non ho mai studiato questa lingua all’università di archeologia, più che altro e perché non lo mai vista >> Gray penso che anche Thomas aveva detto la stessa cosa quando erano arrivati in quel tempio in mezzo alla giungla.

<< Allora è inutile >> disse Gray restituendo la videocamera a Jean che la prese e se la rimise in borsa.

<< Sul diario non c’è scritto nulla? >>

<< Non molto a dire il vero, pensavo che contenesse tutto quello che mi serviva per trovare Mitmas, ma ci sono solo descrizioni e commenti, alla fine serve a poco >> mentre la barca continuava ad andare avanti spinta dalla corrente, si iniziarono intravedere nell’oscurità alcune casa, per la precisione dei tetti di alcune case, Jean notò che erano arrivati a destinazione, solo che lo spettacolo di desolazione le metteva i brividi, Brittany invece si arrampico sulla prua della barca e si guardò intorno, Gray si alzò per vedere meglio un posto dove approdare. Trovarono uno spiazzo poco più avanti, dovettero prima passare per alcune vie allagate fino a raggiungere un punto dove l’acqua era bassa, Gray scese dalla barca e iniziò a tirare la barca fino a riva, subito dopo scesero Brittany e Jean e partirono per raggiungere il luogo che aveva detto Thomas.

<< Riesci a vedere la cattedrale? >> chiese Brittany che era salito sulla spalla di Gray per avere una visuale migliore, nonostante fosse buio pesto e non si vedeva quasi nulla.

<< Deve essere quell’edificio li, il più alto e il più conciato male >>

<< Ok, andiamo >>.

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