4: Non è così che doveva finire

Sono passate 3 ore da quando Gray a lasciato la sua città natale, ed è finalmente arrivato a Los Angeles, una volta che l’aereo toccò terra e le porte si aprirono, Gray prese il suo zaino e scese in tutta fretta dall’aereo e una volta fuori dall’aeroporto chiamò un taxi.

<< Salve dove andiamo? >>

<< Al Orpheum Theatre, per favore >>

<< D’accordo >> il tassista regolo il tassametro e parti, durante il tragitto Gray ammirò le bellissime strade di Los Angeles e nello stesso tempo il tassista si era trasformato in una guida turistica facendoli vedere tutti i luoghi più importanti della città. Dopo aver attraversato praticamente l’intera città, finalmente Gray arriva davanti al Orpheum Theatre.

<< Eccoci arrivati, per la corsa sono 67 dollari >>

<< Ok… ecco, e tenga il resto >>

<< La ringrazio e buona giornata >> Gray scese dal taxi e ammirò per qualche istante l’ingresso del teatro, poi tornò con i piedi per terra e iniziò a cercare una pianta della città in modo da orientarsi, si stava facendo più tosto tardi il che per Gray era un bene, ma allo stesso tempo il buio poteva complicare la ricerca della casa dei chipmunks.

Gray si guardò a torno e sembrava che non ci fossero cartine stradali o piantine della città, allora decise di chiedere a dei passanti se sapevano dove abitavano i chipmunks, il bello era che a chiunque chiedesse di loro sapevano dirgli con esattezza dove abitavano, spiegandoli quali mezzi doveva prendere per arrivare con facilità. Sull’autobus cresceva un senso di paura in Gray per la cosa che stava per fare, però mentre cresceva la paura nello stesso tempo si rassicurava pensando a suo padre che se non avesse preso quel pugnale non lo avrebbe di certo più rivisto.

<< Non posso di certo tirarmi in dietro adesso che sono arrivato fin qui >> disse Gray per darsi coraggio e dopo essersi accorto che questa era la fermata dove doveva scendere.

<< Eccomi, da adesso in poi si fa sul serio >> Gray scendendo dall’autobus si trova qualche metro di distanza dalla famigerata casa dei chipmunks, prese coraggio e ci si avvicinò la guardò mentre ci passava di fianco dicendo tra se e se che per essere la casa di un famoso gruppo musicale si aspettava una villa con un enorme giardino, una piscina e un enorme cancello d’ingresso, invece no era una normalissima casa.

Gray guardò che ore erano, erano esattamente le 19:30 e stava iniziando a scendere la notte.

<< Bene, ho ancora tempo per analizzare il posto e escogitare un piano >> Gray si mise a girare l’intero isolato per vedere come era fatta la zona, se poteva entrare nella casa da qualche finestra e vedere in caso di fuga quale sarebbe stata la via migliore. Ci impiego mezz’ora a fare il giro e a osservare la zona, dopo aver finito il giro sei sedette su una panchina dietro la casa dei chipmunks e studio un piano.

<< Ok, non mi rimane che aspettare mezzanotte per attaccare e vediamo come va a finire, per ora cerchiamo un posto dove non attiri l’attenzione >> Gray si alzò e si andò a cercare un posto dove rimanere mentre aspettava la mezzanotte, per sua fortuna non tanto lontano dalla casa dei chipmunks c’èra un piccolo pub, decise di entrare e per passare il tempo prese in mano il diario del generale Scout e si mise a leggere, ma non per sentir parlare delle avventure del generale ma per capire dove si trovava esattamente il tempio.

27 Dicembre 1810

La regina a fatto preparare per noi delle enormi navi per affrontare quello che sembra il più pericoloso dei viaggi, ci disse che dovevamo raggiungere il nuovo mondo per una missione di vitale importanza, mi fu assegnato l’equipaggio più in gamba che l’esercito Brittanico avesse a disposizione, conobbi marinai che avevano viaggiato con Cristoforo Colombo nel primo grande viaggio verso il nuovo mondo, mi consigliarono una rotta per le Isole Canarie, mi dissero che cosi facendo avrei sfruttato a pieno le correnti oceaniche per arrivare nel giro di 3 mesi a l’isola di San Salvador, ma una volta arrivati li avremmo dovuto circumnavigare il nuovo mondo verso Sud, per seguire la rotta del grande Ferdinando nelle lande ghiacciate….

 

<< Salve, disturbo? >> Gray distolse lo sguardo dal libro e vide una affascinate ragazza dai capelli biondi, due bellissimi occhi azzurri e sorriso celestiale << Posso sedermi qui o è occupato? >>

<< A-ah, no siediti pure >>

<< Grazie, piacere Jean Marlowe fotoreporter >>

<< Piacere, Gray Sark >>

<< Mi sembri un po’ piccolo per stare in un posto come questo, quanti anni hai? >>

<< 18 gli ho compiuti qualche giorno fa >>

<< E tu quanti anni hai? >>

<< Lo sai che non si chiede mai l’età a una signora, comunque ne ho 20 >>

<< Vuoi qualcosa da bere? >>

<< No grazie, che ci fai tutto solo? >>

<< Ammazzo il tempo leggendo antichi diari di navigatori del passato >>

<< Sei un appassionato di archeologia? >>

<< Non esattamente, diciamo che sono un avventuriero e che sta cercando un luogo >>

<< E c’è scritto in quel libro? >>

<< Purtroppo no >>

<< Posso vedere un attimo >>

<< Certo >> Gray passò il diario a Jean che con molta cura lo prese e inizio a leggere, sfogliando anche qualche pagina.

<< Se o capito bene questo è un diario, giusto? >>

<< Si, e di un generale di nome Scout >>

<< E che cose che stai cercando? >>

<< Beh, forse mi crederai pazzo ma sto cercando un tesoro, e voglio capire dove si trova solo che questo tipo usa parole troppo difficili da capire >>

<< Non direi, a me sembra più tosto comprensibile come cosa >>

<< Ti intendi di questa roba? >>

<< Mmm, ho letto qualcosina >>

<< Allora mi puoi aiutare, ti prego ne ho bisogno>>

<< Certamente, che cosa non hai capito?>>

<< Qui, dice di aver seguito una rotta tracciata da un certo Ferdinando, e di essere passato per delle lande ghiacciate, solo che geograficamente non riesco a capire da dove sia passato >>

<< Doveva andare a Sud dall’isola di San Salvador, quindi avrà costeggiato tutta l’America Meridionale>> disse Jean mentre stava ragionando insieme a Gray, a un certo punto Gray tirò su la testa e guardò negli occhi Jean che le ricambiò lo sguardo con un sorriso.

<< Ci sei arrivato? >>

<< Lo Stretto di Magellano >>

<< Visto non era poi cosi difficile, ha seguito la rotta di Ferdinando Magellano  >> disse Jean ridendo.

<< Comunque non è li che si trova quello che stai cercando >> disse Jean

<< Cosa? >>

<< Si, beh lui è passato per lo Stretto di Magellano, però nelle pagine prima diceva di essere arrivato in un villaggio di nativi, allora non davano nomi alle popolazioni quindi non so in che villaggio e andato >>

<< Superato lo Stretto doveva per forza viaggiare verso Nord altrimenti finiva in mare aperto, non credi?>>

<< Si, direi di si, ma rimane sempre il dubbio di dove approda >>

<< Questa storia io lo gia sentita, e se è vera sarebbe una scoperta sensazionale >>

<< Scoperta? Che vuoi dire? >>

<< Questo tipo come lo chiami tu, approdò nelle coste del Perù vicino Lima e visito la città di Mitmas che secondo una leggenda era la città gemella di Muchu Picchu, e purtroppo per te quella città non è mai stata trovata >> Gray rimase sbalordito da quello che sentiva ma affascinato allo stesso tempo.

<< Quale leggenda? Come sai queste cose?>>

<< Non so, le avrò studiate a scuola, sai ho fatto un anno di Archeologia all’università, comunque sempre secondo la leggenda si dice che ci fu una guerra tra le due città, e che Mitmas abbia avuto la peggio, penso che non la troverai tanto facilmente >>

Gray si mise a pensare fra se e se “ Accidenti, se e vero quello che dice, so dove devo andare ma non so se troverò quello che cerco… e comunque non mi fido di lei, e venuta qui e si e rivelata più informata su questa storia solo leggendo due pagine, qui qualcosa non quadra”.

<< Però ridendo e scherzando si è fatta quasi mezzanotte, allora parlami un po’ di te, che fai di bello nella vita? >>

<< Cosa, mezzanotte!! >> Gray alzò lo sguardo sul orologio appeso sopra il bancone e vide che mancavano 10 minuti a mezzanotte, “ Oh no, devo andare” Gray prese il diario lo rimise dentro lo zaino, si alzò e saluto la ragazza.

<< Che fai te ne vai di gia? >>

<< Si ho una cosa urgente da fare, mi ha fatto piacere conoscerti e grazie per avermi dato una mano con il diario, ci vediamo >> Gray prese e si dileguo in tutta fretta.

Era appena passata la mezzanotte da 3 minuti, e Gray era davanti alla casa dei chipmunks che pensava per l’ultima volta se doveva fare questo colpo oppure no.

<< E se quella ragazza avesse ragione? Se non esistesse veramente quella città? Se sto per commettere solo un terribile errore? Che cosa faccio? >> Rimase a pensare, e decise di farsi forza per suo padre << Non mi importa, andrò fino in fondo e accetterò tutte le conseguenze che ne deriveranno >> Detto questo entrò nel giardino della casa e si portò verso la porta di ingresso, logicamente era chiusa, Gray si chinò e posso lo zaino a terra e osservò la serratura.

<< Eh, questa la apro come niente >>

Gray prese dallo zaino il suo coltellino svizzero e estrasse la lama e una specie di lungo spillo e ne creo una specie di grimaldello, e scassino la serratura in pochi minuti.

<< Devo ricordarmi di ringraziare Eddy per questo >> una volta che la porta fu aperta, Gray rimise tutti i suoi arnesi nello zaino e entrò in casa assicurandosi che nessuno fuori l’aveva visto e accertandosi che non ci fosse nessuno dentro, la via sembrava libera, entrò di scatto e chiuse la porta in silenzio per non destare sospetti e non svegliare nessuno.

<< Ok, se fossi una antico pugnale Inca in mano a delle rockstar dove mi metterebbero? >> disse Gray sottovoce, in quel momento Gray era spaventato e quindi cercava di essere il meno maldestro possibile, iniziò a cercare in soggiorno, guardò ovunque sul tavolino, negli scaffali, niente non era li.

<< In cucina lo escludo subito, rimangono le stanze da letto, solo che non mi va di addentrarmi troppo c’è il rischio che qualcuno si svegli… e va bene, forza e coraggio >> preso coraggio andò verso le camere da letto degli abitanti della casa, e la prima che visitò fu quella di Dave, che in quel momento russava talmente forte che poteva sollevare il tetto “ Dio, fa che abbia il sonno pesante” pensò Gray mentre entrava nella camera in punta di piedi, inizio a controllare sopra lo scaffale ma non vide niente che sembrava a un pugnale, allora guardo nei cassetti ma a parte la biancheria di Dave non c’èra altro.

“Ok, non ne neanche qui, ma dove diavolo l’hanno messo?” pensò Gray mentre usciva dalla stanza. Nel frattempo c’èra qualcun altro che era sveglio e girava per la casa ma era più tosto intontito, era il piccolo Theodore che si era svegliato per andare un attimo in cucina a bere un po’ d’acqua, infatti Theodore era appena sceso dal letto e si dirigeva fuori dalla stanza sbadigliando e strofinandosi gli occhi, una volta fuori percorse il corridoio per raggiungere la cucina e non si era corto di una figura umana che camminava piano per non far rumore, neanche Gray si accorse del piccolo Theodore e quindi i 2 si sfiorarono ma non si accorsero l’uno dell’altro.

Gray entrò finalmente nella stanza dei chipmunks e vide due letti a castello diviso da tre materassi nei due lati della stanza, Gray entrò senza fare rumore stando attento a eventuali ostacoli lungo il cammino “ Ho sempre sognato di entrare in questa stanza, ma ci volevo venire da fan non da ladro” una volta che raggiunse il centro della stanza si guardò in torno per cercare il pugnale, ma ogni tanto si distraeva dal cercare l’oggetto per controllare che nessuno si fosse svegliato, poi guardando verso il letto di Brittany vide sopra di lei una mensola con una specie di teca “eccoti la”.

L’aveva trovato ora doveva trovare il modo di arrivarci senza doversi arrampicare o appoggiarsi a qualcosa, si avvicinò piano hai letti delle chipettes e allungo le mani si mise anche in punta di piedi per arrivarci e presa la teca, la appoggio su un piccolo comodino infondo alla stanza e apri la teca, prese il pugnale tutto eccitato per l’ottimo lavoro svolto fin qui. Si mise il pugnale in tasca e richiuse la teca la prese e andò a risistemarla dove l’aveva presa.

“Ok, e con questa e fatta posso andarmene, è stato facile” all’improvviso si accese la luce della camera e entro Theodore con aria assonnata, che si trovò davanti Gray in punta di piedi che metteva apposto la teca.

<< Awwww, Dave che stai facendo? >> disse Theodore mentre tirava su lo sguardo e metteva a fuoco riabituando gli occhi alla luce, “Oh no, oh no, e adesso sono nei guai” pensò Gray che aveva iniziato a sudare freddo.

<< Mmmm, insomma spegnete questa luce sto cercando di….. >> disse Brittany che fu svegliata dalla luce della cameretta e si bloccò terrorizzata quando si trovò faccia a faccia con gli occhi azzurro cielo di Gray, “ Accidenti, che faccio adesso?”.

Nessuno parlo per una decina di secondi rimasero tutti immobili poi si svegliò anche Alvin per colpa della luce.

<< Ma allora la spegniamo o no questa luce, qui c’è gente che vuole dormire >> si alzo a modi dracula con gli occhi chiusi per colpa della forte luce e si girò verso gli altri aprendoli leggermente.

<< Insomma, si può sapere che combinate ma avete visto che ore so…… >> Alvin si bloccò dopo aver visto la figura di Gray sul letto di Brittany, Gray si giro verso di lui e vide Alvin con lo sguardo impaurito che lo fissava.

<< Alvin spegni la luce, voglio dormire accidenti a t….>> anche Simon si svegliò e vide Gray che ormai era completamente immerso in una doccia di sudore, poco dopo seguirono Jeanette e Eleanor che però si svegliarono contemporaneamente e si misero con la schiena contro il muro pensando che lo strano tipo no le abbia viste. “ok, adesso mantieni la calma e prova a non spaventarli, digli qualcosa”

<< Ok, P-posso spiegare >>

<< DAAAAAAVE!!!! >> urlarono tutti e 6 a squarcia gola.

<< AAAAAAH, Ma che diavolo succede? >> Dave si svegliò di soprassalto e si alzò di corsa per vedere che stava succedendo.

<< Accidenti, devo andarmene >> disse Gray in preda al panico, che non sapendo che fare e sentendo i passi di Dave che si facevano sempre più forti decise di prendere Brittany come ostaggio essendo la chipettes più vicina a lui.

Brittany non se l’aspettava e si fece catturare come nulla fosse.

<< Lasciami andare….mettimi giù >> disse Brittany mentre si dimenava.

<< Lasciala stare!! >> disse Alvin lanciandosi a salvare la compagna, ma Gray se ne accorse e tirò una manata a Alvin che lo prese in pieno volto facendoli sbattere la testa contro la parte in ferro del letto e svenne, nel frattempo Dave entrò nella stanza.

<< Che diavolo succede qui dentro?…e tu chi diavolo sei? >> Gray sempre più spaventato estrasse il pugnale e lo puntò alla gola di Brittany.

<< Fermi tutti, altrimenti lei farà una brutta fine, non scherzo >> Dave si guardò in torno per vedere se tutti gli altri stavano bene e vide Alvin stesso a terra.

<< Che cosa hai fatto a mio figlio? >>

<< E stato un incidente, i-io non volevo lo giuro >> Gray sempre più disperato nel tentativo di cercare una soluzione al problema.

<< Io ti ammazzo >>

<< No, Dave fermati >> disse Simon nel tentativo di fermare Dave che si era lanciato alla carica, però Gray prese il pugnale e con il manico colpi in piena fronte Dave che cade senza sensi per terra.

<< Oh no, Dave! >> dissero Jeanette e Eleanor in coro.

<< Scusa, non lo fatto a posta >> disse Gray mentre scappava schivando Theodore che era ancora pietrificato e aveva appena scaricato l’acqua che era andato a bere qualche minuto prima.

<< Aiutatemi vi prego, DAAAAVE! >> disse Brittany con una voce terrorizzata.

<< Brittany, NO >> disse Simon che iniziò a correre dietro a Gray, ma Gray era gia uscito di casa e correva per il viale a gran velocità e senza girarsi indietro.

Simon perse di vista Gray quando lui attraverso la strada e passo un camion in quel momento il piccolo chipmunks si limitò a urlare il nome di Brittany nella speranza di sentire la sua voce, ma non ci fu risposta.

<< Oh no, e adesso che si fa? >> Simon prese e tornò indietro a soccorrere Alvin e Dave.

Gray nel frattempo correva a perdifiato per le vie della città, mentre teneva stretta Brittany in una mano e il pugnale nell’altra.

<< N-non respiro, non riesco…a respirare >> disse Brittany mentre cercava di liberarsi dalla presa troppo stretta di Gray, che sembrò non notare che la chipettes stava morendo stritolata nella sua mano, dopo poco Brittany svenne per mancanza di ossigeno e Gray se ne accorse perché la chipettes aveva smesso di agitarsi nella sua mano. Allora Gray smise di correre e si fermò a soccorrere la chipettes.

<<Hey, hey, che ti prende, oh rispondimi >> Gray cercò di chiamarla dandoli anche qualche buffetto con il dito sulla guancia ma non ottenne risposta.

<< Se speri che ti svegli con un bocca a bocca ti sbagli di grosso >> tentò di ironizzare pensando che Brittany potesse sentirlo

<< No, no, cosi non va bene, ho combinato un casino >> disse Gray sempre più in preda al panico per Brittany che non si riprendeva,

<< Accidenti, non è cosi che doveva finire >>.

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