3: L’inizio di una grande avventura

<< Alvin cosa voleva quel tipo? >> chiese Dave nonostante avesse ascoltato la conversazione avuta tra i due.

<< Non lo so, non ho capito bene voleva che gli consegnassimo il premio che ci hanno dato >>

<< E perché lo voleva? >> chiese Eleanor.

<< Non so neanche questo, non ha fatto in tempo a spiegarsi, perché Dave aveva fretta di andare! >>

<< Senti Alvin siamo gia in ritardo, non potevo perdere altro tempo >> ribatté Dave un po’ scocciato.

<< Secondo me, sarà stato uno dei nostri soliti fan che voleva un autografo >> disse Brittany.

Alvin scotendo la testa disse << No, non ha voluto nessun autografo, chiedeva insistentemente di quel sopramobile >>

<< Per l’ultima volta Alvin, non è un sopramobile >> disse Simon irritato mentre guardava Alvin, quest’ultimo decise di non approfondire l’argomento e si mise seduto a parlare con Brittany del concerto.

<< Ah, Dave mi puoi per cortesia passare il pugnale, vorrei finire di vedere una cosa >>

<< Va bene, aspetta che mi fermo e te lo prendo >>

Arrivato ad un incrocio dove scatto il semaforo rosso,  Dave fermò la macchina, si mise la mano in tasca e tiro fuori il pugnale si giro verso Simon e glielo porse con delicatezza, Simon si mise sulla punta dei piedi per prendere il pugnale, appena lo prese Dave lascio andare la presa e il piccolo chipmunks cade all’indietro per il peso dell’oggetto.

<< Tutto bene? >>

<< Si, grazie Dave >> disse Simon mentre si sistemava gli occhiali e si sedeva meglio per poter analizzare l’oggetto, nel frattempo Theodore e Eleanor  insieme a Jeanette si avvicinarono per vedere cosa stava combinando Simon.

<< Che cosa stai facendo? >> chiese Jeanette

<< Voglio analizzarlo per capire di che si tratta, devo solo finire di decifrare queste scritte >>

In quel momento anche Alvin e Brittany si girarono verso Simon per vedere che stava facendo

<< Beh! Che c’è scritto >> chiese Alvin impaziente, Simon lo guardò con uno sguardo di fuoco

<< Se stai zitto 2 minuti, te lo dico che cosa c’è scritto >> ribatte Simon tornando a interessarsi del pugnale.

<< Allora, da quello che ho capito si tratta di un antico pugnale rituale usato dalla civiltà degli Inca, per i sacrifici umani, e sul fianco della lama c’è scritto che solo chi è puro di cuore potrà aprire la porta al tempio >>

<< Tutto qui? Non dice altro? E quale porta del tempio dovrebbe aprire?>> disse Alvin.

<< Non ne ho la minima idea di sicuro non quella di casa nostra, so solo che appena arrivo a casa mi metterò subito a studiarlo >> concluse Simon.

Nel Frattempo, Gray era tornato a casa in tutta fretta.

<< Gray, sei tornato, scommetto che avrai fame? >>

<< Non ora mamma, sono leggermente impegnato in questo momento >> disse Gray senza rivolgere il minimo sguardo alla madre, corse in camera sua e si barrico dentro.

<< Gray? Tutto bene? Papà come sta? >>

<< OOOH benissimo mamma, si riprenderà te lo prometto >> Gray accese il computer, mentre aspettava che si accendesse, si mise a cercare nel suo armadio alla ricerca del suo zaino.

<< Ma dove è? Eppure ero sicuro che fosse qui…….. ah eccolo >> prese lo zaino lo appoggio sul letto e ci mise dentro tutto il necessario per un viaggio, proprio in quel momento arrivò sua madre

<< Che stai combinando? >>

<< Ehmm…. Niente preparo la borsa per la gita scolastica di domani >>

<< Non mi avevi detto che domani andavi in gita >>

<< Infatti….. non l’avevo ancora fatto……ecco ora lo sai >> e si rimise a preparare lo zaino.

<< Ma non ho firmato nessuna autorizzazione >> Gray alzo gli occhi in alto, si girò verso sua madre e disse << Te lo fatta firmare due settimane fa mamma >>

<< Non ricordo >>

<< Fidati me lo ricordo io >>

<< Va bene e dove pensate di andare? >>

<< Los Angeles, passeremo 4 settimane a visitare musei e giardini zoologici >>

<< Va bene, ma ti serviranno dei soldi? >>

<< Molti mamma non hai neanche la minima idea di quanti me ne servono >>

<< Ok, domani mentre sarai in aereo andrò a ricaricare la tua carta pre pagata, cosi non avrai problemi >> Mentre la mamma di Gray stava per andarsene lui la abbraccio da dietro e gli disse trattenendo a fatica le lacrime.

<< Grazie mamma, non immagini neanche cosa significa per me >>

<< Non c’è di che, ma adesso smettila di piangere non ne capisco il motivo, in fondo te lo meriti >> mentre Gray si riprendeva la madre stava uscendo dalla stanza, ma Gray la fermò di nuovo

<< Mamma! >>

<< Si? >>

<< Ti prometto che quando tornerò a casa papà starà meglio >>

<< Lo spero >> uscì chiedendo la porta, Gray vedendo che il computer era finalmente accesso si precipito su di esso per cercare qualche volo a basso prezzo per Los Angeles, riuscì a trovare un buon prezzo con la compagnia JetBlue, l’unico problema e che l’aereo atterrava al Long Beach Airport, ma Gray non ci bado tanto, per lui l’importante e andare a casa dei chipmunks a prendere quel maledetto pugnale.

<< Allora, 110 dollari solo andata perfetto, il problema saranno i soldi per il taxi che mi dovrà portare a casa dei chipmunks… mmmm potrei farmi lasciare davanti al Orpheum Theatre, da li casa loro non dista molto >>

Gray dopo aver finito i preparativi per il viaggio andò a letto, doveva alzarsi presto domani altrimenti avrebbe perso il volo.

Il mattino seguente Gray si alzo di scatto, si vestì in tutta fretta prese lo zaino per il viaggio, si ricordò di infilarci dentro il foglio con la prenotazione del volo, usci dalla sua stanza e andò in cucina dove trovò sua mamma che lo aspettava.

<< Buongiorno Gray, allora sei pronto per andare? >>

<< Si, credo di si >> disse Gray mentre controllava nello zaino di non aver dimenticato niente.

<< Allora corda, coltellino svizzero, borraccia, la prenotazione dei biglietti…che altro mi manca? >> mentre continuava a rovistare nello zaino si accorse che mancava il Diario del generale Scout, la cosa più importante se la stava dimenticando a casa.

Tornò di corsa in camera sua lo trovò dove lo aveva lasciato la sera prima sul suo comodino e se lo mise nello zaino, tornò in dietro da sua madre che aveva gia preso le chiavi della macchina per accompagnare il figlio all’aeroporto.

<< Ah mamma, senti dove tieni il navigatore che papà usava quando andava a fare le escursioni in montagna? >>

<< A che ti serve? >>

<< Beh, nel caso mi perdessi e non riesco a chiamare nessuno con il telefono posso sempre trovare la strada con il navigatore >>

<< Dubito che tu lo voglia prendere per questa stupidata,  comunque si trova nel suo studio, dentro la scrivania il primo cassetto a destra >>

<< Ok, vado a prenderlo e torno subito >>

<< Ti aspetto in macchina >>

Dopo pochi minuti, Gray uscì di casa entrò in macchina e si avviò verso l’aeroporto.

Durante il tragitto Gray aveva per la testa un solo e unico pensiero, il suo pensiero era che una volta arrivato a Los Angeles e a casa dei chipmunks aveva pensato o di provare a richiedere gentilmente se potevano consegnarli il pugnale o se passare direttamente al piano B. Il piano B consisteva in un piccolo furto con scasso, la cosa non lo rassicurava più di tanto ma avrebbe fatto qualsiasi cosa per prendere quel pugnale.

Arrivati in aeroporto, la macchina di Gray si fermò proprio davanti all’ingresso, mentre Gray stava per scendere la madre lo fermò per digli due paroline.

<< Dai mamma non c’è tempo per parlare, rischio di perdere l’aereo >>

<< Calmati mancano ancora mezz’ora prima che l’aereo parta, lasciati almeno che ti saluti, sarai lontano di casa per 4 settimane >> Gray si fermò a pensare, ma dopo pochissimi secondi abbraccio sua madre.

<< Ciao mamma stammi bene e salutami papà d’accordo? >>

<< Si, non ti preoccupare lo farò… adesso vai altrimenti arrivi tardi >>

Gray scese dalla macchina, prese lo zaino che aveva appoggiato nel lato posteriore della macchina e saluto sua madre mentre ripartiva per andare a casa, Gray rimase fermo a guardare la macchina di sua madre allontanarsi.

<< Probabilmente starò lontano di casa per più di 4 settimane >> detto questo si incamminò all’interno dell’aeroporto per ritirare i biglietti e partire.

Quel giorno l’aeroporto era pieno di persone, Gray si fece largo tra la folla per cercare la reception, trovata la reception si mise in fila e aspettò il suo turno.

<< Accidenti, ma quanta gente c’è? Ma che partono tutti oggi? >>

<< Buongiorno mi dica >> disse la receptionista

<< Ehm…. Si salve, senta io ho prenotato un biglietto per Los Angeles e qui che si ritirano i biglietti vero? >>

<< Certo, può favorire gentilmente un documento d’identità e il foglio della prenotazione >>

<< Certo >> Gray rovistò nello zaino e prese il foglio della prenotazione, poi cercò nella sua tasca il portafoglio e diede anche la sua carta di identità

<< Ecco a lei >> la signora della reception controlla che i dati della carta d’identità risultassero con la prenotazione.

<< Perfetto, sono 110 dollari >> Gray sfilò i soldi dal portafogli e li consegnò alla signora che gli restituì la carta di identità con il biglietto aereo.

<< L’imbarco e al Gate 7, le conviene fare in fretta il check-in, l’aero partirà tra venti minuti esatti >>

<< La ringrazio, arrivederci >> Gray prese i biglietti, si rimise il portafoglio in tasca e si recò al Gate numero 7 per eseguire il check-in, il controllo fu rapido e avene senza problemi, Gray si imbarcò nell’aereo, sistemo lo zaino nel portabagagli e dopo qualche minuto l’aereo partii.

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