15: Epilogo

Thomas era immobile con la pistola puntata alla testa, Dave e gli altri osservavano la scena senza muovere un muscolo intanto era calato un silenzio tombale. Blake era immobile anche lui e non si muoveva di un centimetro, Thomas non riusciva a capire aveva sentito un colpo di pistola, e allora perché era ancora vivo?

La risposta arrivò quando dal naso e dalla bocca di Blake uscì del sangue, molto sangue e a un certo punto cade di lato e rimase a terra privo di vita, Tutti rimasero sconcertati da quello che vedevano, Thomas intanto estrasse il coltello dalla sua spalla e lo lanciò a terra, infine cerco di capire chi avesse sparato, quando si girò vide Gray con la pistola ancora bella tesa verso di lui e sulla sua spalla c’era Simon, e dietro di lui Jean che corse subito ad aiutare Dave.

<< Tutto bene Thomas? >> chiese Gray mentre abbassava l’arma, Thomas rimase in silenzio per un po’ ancora schioccato dall’accaduto, ma poi fece un cenno con la testa e si portò una mano sulla spalla per bloccare la ferita che stava sanguinando copiosamente.

<< Dave tutto bene? >> chiese Simon che nel frattempo.

<< Ho avuto giorni migliori, Argh! >> intanto Jean stava cercando di fasciargli la ferita con un pezzo di stoffa strappato dalla sua maglia cercando di fermare l’emorragia.

<< Hanno colpito Dave, Simon gli hanno sparato >> disse Alvin in preda al panico.

<< Lo so, lo vedo adesso calmati Alvin, Dave si riprenderà >> lo rassicurò Simon.

<< No invece, guarda quanto sangue… Dave morirà >>

<< Alvin sto bene e solo un graffio >> disse Dave mentre cercava di rimettersi in piedi ma fu bloccato da Alvin che gli saltò addosso.

<< Stai fermo, dobbiamo estrarre la pallottola dalla gamba o dovremo amputartela >>

<< Cosa? >>

<< Alvin non c’è ne bisogno >> ribadì Simon.

<< Invece si, presto chiamate un ambulanza… Dave non andare verso la luce ok? Guardami dritto negli occhi e dimmi che c’è la farai >>

<< Alvin non c’è bisogno di… >>

<< Invece si, dillo, guardami negli occhi e dillo >> Dave guardò negli occhi Alvin con una faccia seccata.

<< Se non ti levi e non la finisci… ti giuro che ti tirò una testata >> Alvin vedendo la serietà di Dave lo lasciò stare facendo un piccolo sorriso e scese, Simon lo guardò e si mise a ridere, Dave si alzò con l’aiuto di Jean e si avvicinò a Gray.

<< Hey, tutto bene ragazzo? >> Dave gli fece questa domanda perché dopo aver sparato a Blake era rimasto con lo sguardo fisso sul suo corpo sembrava sbigottito, infondo come dargli torto aveva sparato per difendere Thomas, ma non voleva uccidere.

<< Si sto bene, grazie >> rispose passando la pistola a Dave.

<< Non ho più bisogno di questa >> Dave la prese e rimase in silenzio intanto anche Thomas si stava facendo medicare da Jean.

<< Ecco fatto dovrebbe andare… però è una brutta ferita dobbiamo andare subito in un ospedale >>

<< Si va bene, Gray se sei pronto… possiamo andarcene >>

<< Va bene… si torna a casa >> detto questo Gray aiuto Jean a trasportare Dave fino all’uscita mentre Thomas e i chipmunk li seguirono. Tornati all’ingresso fecero ripartire l’ascensore con il pugnale lasciando per sempre la città di Mitmas.

<< Hey Dave >> lo chiamò Thomas.

<< Si? >>

<< Ricordami di non prenotare le mie prossime vacanze qui >> disse Thomas in modo sarcastico, Dave rise alla battuta.

<< Io spero tanto di non viaggiare mai più con voi >>

<< Non ci sperare troppo >> Tornati in superficie c’erano delle jeep abbandonate, ovviamente erano le vetture di Blake e dei suoi uomini, ne presero una e partirono velocemente.

<< Adesso che facciamo? >> chiese Brittany.

<< Andiamo all’ospedale cosi curiamo Dave e Thomas >> rispose Gray.

<< No… Jean, vai all’aeroporto >> intervenne Thomas.

<< Cosa? >> intervenne Brittany

<< Non dire sciocchezze hai bisogno di cure >> ribadì Gray.

<< No, ha ragione Thomas… vai all’aeroporto, tanto una volta arrivati in America dobbiamo andare in ospedale da tuo padre no? >>

<< Si ma non c’è la farete ad arrivare fino in America in questo stato >> disse Simon

<< Simon a ragione, Dave devi andare in ospedale >> disse Jeanette

<< Sto bene, tranquilli c’è la possiamo fare >> continuava Dave a insistere nonostante tutti continuassero a dire che dovevano curarsi, alla fine Jean fu costretta a prendere la strada che portava all’aeroporto. Arrivati all’aeroporto di Lima Gray e Jean cercarono subito il primo volo disponibile per Portland, ma purtroppo non c’era nulla, cosi tornarono alla macchina dove avevano lasciato Dave, Thomas e i chipmunk.

<< Allora? >> chiese Alvin quando li vide arrivare.

<< Non ci sono voli diretti per Portland >> disse Jean.

<< Quindi adesso Dave morirà >> disse Theodore spaventato.

<< Qui non morirà nessuno va bene? Troveremo un’altra soluzione >> disse Dave.

<< Io un idea ce l’avrei, ma non so se vi piacerà >> disse Thomas.

<< E sarebbe? >> chiese Brittany un po’ preoccupata.

Diversi minuti più tardi…

<< Torre di controllo a YZT32, fermate subito l’aereo non siete autorizzati al decollo, ripeto non siete autorizzati al decollo >> disse un uomo in spagnolo la cui voce  proveniva da la radio di bordo di un aereo che Thomas e gli altri avevano rubato.

<< Mi scusi ma non parlo in spagnolo, comunque non si preoccupi ve lo riporto >> disse Thomas chiudendo la radio.

<< Non ci credo… l’abbiamo fatto di nuovo? >> disse Gray che era seduto affianco a lui che ancora non ci credeva che il piano di Thomas consisteva nel rubare un altro aereo.

<< Guarda il lato positivo… questo viaggio non te lo faccio pagare >>

<< Ci mancherebbe altro >> disse Gray irritato, intanto Thomas aveva effettuato il decollo, ormai il suo viaggio poteva considerarsi finito, non vedeva l’ora di dare la linfa della vita a suo padre e chiudere definitivamente questa storia, anche se infondo si era divertito.

<< Mi raccomando Thomas, questa volta cerca di non farti abbattere >> disse Brittany.

<< Tranquilla piccola, sono un asso con gli aerei >>

<< Si, un asso nel farli schiantare >> disse Dave ridendo mentre gli altri si preoccupavano.

<< Comunque sia, tutto e bene quel che finisce bene, abbiamo trovato Mitmas, la linfa della vita e c’è ne stiamo tornando a casa… non si può dire che non ci siamo divertiti >>

<< Gia, anche se siamo da buttar via >> disse Dave

<< Però in cambio io ho preso questo bel rubino >> disse Alvin mentre teneva il rubino che aveva preso dalla statua d’oro.

<< Ehehe, un piccolo souvenir >> disse Theodore.

<< Simon >> disse Gray.

<< Si, che c’è? >> Simon si avvicinò a Gray che gli passò il pugnale.

<< Come promesso, ve lo restituisco >> Simon prese il pugnale li diede un occhiata e poi decise di ridarlo a Gray.

<< Meglio che lo tenga tu… a noi ha creato soltanto guai >> disse sorridendogli, Gray rispose con una piccola risata e rimise il pugnale nello zaino. Diverse ore più tardi l’aereo era sopra la città di Portland doveva solo raggiungere l’aeroporto per atterrare, Gray non stava più nella pelle voleva rivedere sua madre per darli la buona notizia anche se prima doveva spiegare il perché era sporco e un po’ malconcio e infine suo padre per darli la linfa della vita cosi finalmente sarebbe guarito e potevano finalmente tornare a essere una famiglia unita, come aveva sempre desiderato, intanto gli altri parlavano e non vedevano anche loro l’ora di scendere da quell’aereo per rimettere piede in territorio americano.

<< Qui è YZT32 richiedo permesso di atterrare, ripeto richiedo permesso di atterrare >> disse Thomas alla radio.

<< Qui torre di controllo, richiesta di atterraggio accetta, venite avanti YZT32 >> rispose pochi secondi dopo un signore alla radio, cosi Thomas poté atterrare con tutta tranquillità. L’aereo venne scortato dopo l’atterraggio fino a un capannone dove venne fatto parcheggiare. I passeggeri al suo interno scesero velocemente sotto gli occhi confusi degli addetti dell’aeroporto che non capivano perché c’erano i chipmunk e le chipettes in un aereo peruviano e perché il loro manager avesse la gamba fasciata piena di sangue. Infine scesero anche Gray e Thomas il quale prima di seguire il gruppo si fermò vicino a uno degli addetti e gli lasciò le chiavi dell’aereo.

<< Mi raccomando trattalo bene, fagli anche il pieno di benzina, non si sa mai che mi tocca fuggire fino in Cina quando torno >> Disse Thomas dando una pacca sulla spalla all’addetto sempre più confuso.

<< Come scusi? >>

<< Niente lasci stare >> Gray e gli altri ripresero Thomas e uscirono di corsa dall’aeroporto.

<< Adesso come arriviamo all’ospedale? >> chiese Theodore.

<< Non lo so, Gray e di queste parti, lo sa lui >> disse Simon.

<< Gray non per metterti fretta ma qui c’è gente che perde sangue >> disse Thomas indicando Dave che zoppicava e si faceva dare una mano da Jean.

<< Potremmo prendere i mezzi pubblici… ma è troppo lontano non ci arriveremo mai >> disse Gray.

<< Quindi che proponi di fare? >> chiese Brittany.

Gray prese il telefono dalla sua tasca e per suo sollievo la batteria era ancora carica almeno quel tanto per fare una chiamata, anche se gli venne quasi un infarto quando vide sul display del telefono più di 15 chiamate perse, era sua madre che cercava di chiamarlo. Gray sapeva che quando sua madre era preoccupata per qualcosa, per qualunque cosa chiamava come una pazza fino a quando non gli avrebbe risposto, ovviamente Gray non si faceva sentire da diversi giorni, però è anche strano che non si sia accorto del telefono che squillava, preso un po’ di coraggio fece il numero per chiamare sua madre e si portò il telefono all’orecchio, il telefono non fece in tempo a prendere la linea che sua madre aveva gia risposto urlando come una pazza.

<< DOVE DIAVOLO ERI FINITO SONO 2 GIORNI CHE TI CHIAMO INITERROTAMENTE >> urlava sua madre dall’altra parte del telefono, logicamente Gray tentava di spiegare cosa gli era successo anche se sua madre non lo lasciava parlare.

<< Lo so mamma, scusa e che ho avuto un paio di problemi >> tentò di giustificare.

<< Problemi un corno!! Questa è l’ultima volta che ti mando in gita con la scuola, quando torni a casa poi facciamo i conti >>

<< Ehm mamma, io sono all’aeroporto… ti avevo chiamato per sapere se puoi venirmi a prendere >> ci fu un attimo di silenzio e poi sua madre chiuse la conversazione.

<< Ma cosa? >>

<< Che è successo Gray? >> chiese Brittany mentre Gray si girava verso di lei.

<< Ha riattaccato >>

<< E ora? >> chiese Alvin, intanto in lontananza una macchina sfrecciava senza controllo per le strade dell’aeroporto, infatti tutti si girarono per vedere la scena mentre Gray nel frattempo era diventato di colore bianco come il latte, perché la macchina che stava arrivando a folle velocità era quella di sua madre.

<< Non dirmi che quella e tua madre >> chiese Dave.

<< No… quello è il demonio >> disse Gray impaurito, mentre la macchina di sua madre fece una brusca frenata con derapata e parcheggiò perfettamente tra due macchine, sua madre aprì lo sportello dell’auto quasi sfondandolo e scese dell’auto, si guardò rapidamente intorno e una volta localizzato il suo bersaglio si incammino con passi pesanti e rumorosi che in confronto quelli di Godzilla sembravano dei passi di danza. Mentre sua madre si avvicinava il gruppo di Gray si allontanava sempre di più lasciandolo solo e scoperto, Gray iniziò a tremare come non aveva mai tremato in vita sua sperando in una morte rapida e indolore, quando ormai gli fu a un metro di distanza, Gray poté sentire il suo sbuffare che usciva dal naso come un toro prima di caricare il torero.

<< C-c-ciao mamma >> tentò di parlare Gray con una voce sottile.

<< GRAY! >> gli urlò in faccia con tutta la rabbia che aveva in corpo facendogli alzare i capelli per aria, perfino Dave non poteva sfogare tanta rabbia con Alvin.

<< So che sei arrabbiata >>

<< E da cosa lo noti? >>

<< M-ma p-posso spiegare ogni cosa >>

<< Sono tutta orecchie >>

<< Ecco… si insomma, te lo posso raccontare in macchina mentre andiamo da papà? >>

<< No… voglio saperlo ora >> disse sua madre sbattendo un piede per terra e rompendo il cemento del marciapiede ( ovviamente non lo ha rotto per davvero, e un modo per dire quanta potenza abbia usato).

<< Ti prego mamma ci sono i miei amici che mi guardano, anzi tutto l’aeroporto ci sta guardando >> disse Gray per placare l’ira di sua madre, in effetti tutti stavano guardando l’evolversi della vicenda, sua madre notando questo acconsenti alla richiesta del figlio.

<< Chi sono i tuoi amici? >> chiese sua madre, intanto il gruppo di Gray che si era riunito qualche metro più in la per vedere se veniva ucciso o meno, alzarono lentamente la mano per farsi riconoscere.

<< Siamo noi signora >> disse Jean anche lei con voce sottile. La madre di Gray diede una rapida occhiata al gruppo e non disse nulla si avviò verso la macchina prendendo per l’orecchio Gray.

<< Ahi, ahi, ahi, ahi >>

<< Forza andiamo >> disse la madre di Gray.

<< Se non le dispiace signora io rimango qui perché… >> disse Dave in quanto voleva tornare a casa sua, ma la madre di Gray lo bloccò girandosi di scatto e urlando.

<< Ho detto ANDIAMO! >> Dave e tutti gli altri sobbalzarono e corsero verso la macchina.

<< Si signora, subito signora >> disse tutti in coro.

Una volta che tutti erano saliti in macchina, la mamma di Gray accese la macchina e partì più veloce della luce in direzione dell’ospedale.

<< Ok, parla >> disse sua madre, Gray raccontò tutto quello che era successo in quei giorni, da quando aveva scoperto il tesoro di Mitmas fino ad adesso, anche Dave e gli altri raccontavano quello che era successo.

La madre di Gray non credeva a quello che sentiva, suo figlio aveva messo a rischio la sua vita per salvare quella del padre, ovviamente ogni figlio se avesse un occasione di salvare il proprio padre lo farebbe senza pensarci due volte, quindi la madre di Gray limitò la rabbia.

<< E questo e quanto >> finì di parlare Gray, sua madre restò in silenzio per un po’.

<< E sicuro almeno? >> chiese sua madre.

<< Non lo so… però, io credo che dobbiamo tentare >> La macchina si fermò davanti l’ospedale e tutti scesero, dirigendosi verso la camera del padre di Gray. Gray era tutto emozionato non vedeva l’ora di dare la bella notizia a suo padre, arrivato davanti alla porta fece un piccolo respiro e poi bussò.

<< Avanti >> Gray apri la porta e vide suo padre seduto con le gambe distese sul letto a leggere un giornale, quando vide Gray smise di leggere e appoggiò il giornale sul comodino di fianco al letto.

<< Ciao Gray, sei tornato dalla gita allora com’è andata? >> chiese suo padre, Gray si avvicino a lui e li diede un lungo abbraccio.

<< Bene papà… non poteva andare meglio >> Mentre Gray stava ancora abbracciando suo padre, Dave, Thomas, Jean e tutti i chipmunk entrarono nella stanza con enorme stupore del padre di Gray nel vedere tanta gente.

<< E questi chi sono? >> chiese suo padre un po’ sbalordito.

<< Amici papà, mi hanno aiutato a prendere la cura >> disse Gray che si era staccato da suo padre e aveva iniziato a cercare nello zaino la linfa della vita.

<< Cura? Quale cura? Di che stai parlando? >> chiese suo padre che iniziava a non capire più nulla.

<< Di questa >> Gray tirò fuori l’ampolla contenete lo strano liquido dorato e la diede in mano a suo padre che la prese stupito di quello che vedeva.

<< Che cos’è? >>

<< Si chiama linfa della vita e una potente pozione curativa, diciamo un rimedio antico per curare ogni sorta di malattia >>

<< Dove l’hai presa? >> chiese suo padre.

<< In Peru >>

<< Sei andato fino in Peru, ma non dovevi andare a Los Angeles? >>

<< E stato anche li >> intervenne Alvin però Theodore gli diede una gomitata e Simon gli fece segno di far silenzio.

<< Si ma vedi… ho intrapreso un viaggio per poter cercare e recuperare questa pozione per te, con questa il tuo tumore sparirà e potremo tornare a essere una famiglia normale >>

<< Sei certo che funzionerà? >> Gray rimase in silenzio, lui non sapeva se avrebbe funzionato o meno però arrivati a quel punto valeva la pena provare.

<< Io sono sicuro che funzionerà, avanti bevila >> Gray prese l’ampolla dalle mani di suo padre e la aprì poi la ripassò a suo padre. Il padre di Gray rimase a osservare lo strano liquido per diversi secondi, poi decise di berla intanto tutti nella stanza era ansiosi di vedere cosa sarebbe successo specialmente Gray e sua madre.

Quando ormai l’ampolla era vicino a sfiorare le sue labbra, il padre di Gray prese e lanciò l’ampolla contro il muro di fronte a lui facendola andare in mille pezzi e spargendo liquido ovunque, sotto lo sguardo stupito di tutti.

<< Ma… ma che hai fatto? >> chiese Gray mentre suo padre rimase in silenzio a osservare la macchia dorata sul muro.

<< Ti rendi conto di che cosa ho dovuto passare per recuperare quell’ampolla? >> disse Gray irritato e sbigottito.

<< Posso immaginare >> rispose suo padre con uno sguardo serio.

<< Perché l’hai fatto? >>

<< Perché Gray… ormai sono pronto per andare >> Gray rimase in silenzio con lo sguardo perso nel vuoto.

<< Cosa? >>

<< I dottori mi hanno fatto un altro test e… e non mi resta molto ormai >>

<< Allora perché non hai bevuto da quella maledetta ampolla >> chiese Gray urlando e con il viso ricoperto da lacrime.

<< Te lo detto… sono pronto ad andare, ho accettato il fatto che fra non molto non ci sarò più >>

<< Ma non pensi a noi? Non hai pensato a come staremmo io e la mamma senza di te? >>

<< Certo… ne avevo gia parlato con la mamma, e aspettavo il tuo ritorno per darti questa notizia >> Gray si allontano dal letto di suo padre con la faccia ricoperta dalle lacrime e allo stesso tempo infuriata.

<< Grazie… bella notizia, si veramente ottima >>

<< So che sei arrabbiato, ma cerca di capire >>

<< Che cosa dovrei capire? Che ti stai lasciando morire, questo lo capisco bene la mia domanda è perché papà, perché? >>

<< Perché io ho fatto… ho fatto la mia scelta e dopo tanti sforzi sono in pace con me stesso… sento che lascerò questo mondo con l’anima pulita e serena, e anche perché non posso ingannare la morte o il mio destino con una spremuta di non so cosa >>

<< Ma… >> Gray venne interrotto da suo padre.

<< Nessun ma Gray… Sei il figlio che ho sempre desiderato, gentile, altruista e vivace, tutte qualità che io avevo alla tua età. Pensi che io non abbia paura di morire? Pensi che io non abbia paura di lasciarti solo a te e a tua madre? Pensi che non me ne importi nulla? >> Gray rimase in silenzio.

<< Ti sbagli… io ho paura, paura di non averti accanto quando accadrà, di non poterti dire addio, di non poterti dire quanto ti sono grato di tutto quello che hai fatto per me in questi ultimi anni, o di non poterti aiutare nei momenti in cui tu avrai bisogno di me… Forse se fossi venuto da me con quella brodaglia qualche mese prima, probabilmente avrei bevuto senza esitazioni. Ma se sono arrivato fino a questa decisione e solo perché tu sei pronto a prendere il mio posto >> Gray si stava asciugando le lacrime anche se non riusciva a smetteva di piangere.

<< Quindi… hai…hai deciso? >> chiese Gray.

<< Si… >> rispose suo padre, Gray non riuscendo a trattenersi uscì velocemente dalla stanza e corse via.

<< Gray! >> urlarono Brittany e Simon seguendo Gray che correva per i corridoi dell’ospedale.

Intanto nella stanza del padre di Gray era calato un silenzio tombale, fino a quando il padre di Gray non rivolse lo sguardo verso Dave e Thomas.

<< Alla fine… chi non muore si rivede e Dave? >> Dave sorrise alle parole del padre di Gray.

<< Si ma avrei preferito rivederti in una situazione migliore >> Alvin, Theodore e tutti gli altri erano stupefatti di quello che stavano sentendo tranne Thomas che stava a braccia conserte come se stesse aspettando qualcosa.

<< Dave tu conosci il padre di Gray >> chiese Theodore.

<< Si >> rispose Dave.

<< Eravamo compagni nell’esercito e comunque mi chiamo Cole >> rispose il padre di Gray.

<< Ehm… non vi state dimenticando di qualcuno? >> intervenne Thomas.

<< Eheh, non potrei mai dimenticare la tua buffa faccia Thomas >> disse Cole.

<< Chi è che ha la faccia buffa? >> rispose Thomas un po’ irritato.

<< Ma ti credevo morto in quell’incidente >>

<< Lunga storia poi ti racconterò, invece tu mi devi raccontare come diavolo hai fatto a ridurti in questo modo… non posso lasciarti solo per qualche anno che mi combini dei pasticci >>

<< Gia >> intervenne Dave.

<< Ehehe, anche la mia è una storia lunga >>

<< Raccontamela >>

Intanto nel retro dell’ospedale Gray era seduto su una panchina con gli occhi immersi nelle lacrime a fissare il vuoto, ripensando al gesto di suo padre e più ci pensava più li saliva la rabbia.

<< Idiota… sei… un idiota >> disse Gray riferendosi al padre, nel frattempo Simon e Brittany avevano raggiunto Gray per consolarlo, salirono sulla panchina e si avvicinarono piano piano.

<< Gray >> disse Brittany, Gray si girò verso di lei e vide che c’era anche Simon.

<< Andate via… lasciatemi solo >>

<< Volevamo solo sapere come stavi >> disse Simon, al suono di queste parole Gray fece uscire tutta la rabbia che aveva in corpo.

<< Come vuoi che mi senta? Dopo tutto quello che ho fatto per recuperare la linfa della vita, dopo tutto quello che vi ho fatto passare, i casini che ho combinato negli aeroporti e il fatto che ho anche ucciso un uomo per poi vedere mio padre che mi guarda e mi dice che vuole morire, ti lascio immaginare come mi senta >> dopo questa sfuriata, Gray si asciugò le lacrime e riprese fiato, Simon si avvicino a Gray e gli appoggiò la sua mano su quella di Gray.

<< Posso immaginare come ti senta, e normale che tu sia arrabbiato per la scelta che tuo padre a fatto ma… non sei riuscito a capire le sue vere intenzioni? >> Gray guardò dritto negli occhi Simon.

<< Che vuoi dire? >> chiese dubbioso Gray.

<< Quello che Simon cerca di dirti… e che tuo padre a visto che tu sei pronto per prendere il suo posto >>

<< Ma… io non voglio prendere il suo posto, io voglio solo che lui si riprenda e torni a casa con me e la mamma >>

<< Lo so, e sono sicuro che lo vorrebbe anche lui >>

<< E allora perché ha buttato la linfa della vita l’unica possibilità per far si che guarisse >>

<< L’hai sentito… perché non vuole ingannare la morte e nemmeno il destino… a scelto di vivere fino alla fine… e poi diciamocelo, non era sicuro che quella linfa avrebbe funzionato veramente >> disse Simon, Gray ripensando alle sue parole si rese conto che Simon aveva ragione, non c’era prova che la linfa funzionasse davvero.

<< Ma nel diario di… >>

<< Lascia stare quel diario Gray… quel diario ti è stato utile solo per trovare la città di Mitmas non sapevi nulla degli effetti di quel liquido, per come la vedo io tuo padre a preso la scelta giusta >>

<< Forse… ma non riesco ad approvare questa scelta >> disse Gray mentre si asciugava gli occhi un’altra volta.

<< E giusto che sia cosi… vedrai con il tempo, tutto si sistemerà. Pensa a le cose belle che ti sono capitate in questa avventura >>

<< Cioè? >>

<< Hai incontrato noi, hai viaggiato per il mondo, vissuto un avventura, scoperto l’amore >>

<< Questo te lo ha detto Theodore? >>

<< Ehehehe si >> Gray fece un piccolo sorriso a Simon e a Brittany.

<< Grazie ragazzi… mi sento un po’ meglio >>

<< Quando vuoi siamo sempre qui per darti una mano >> disse Brittany. Intanto nella stanza del padre di Gray.

<< E alla fine siamo venuti qui da te >> fini di spiegare Dave.

<< Capisco… mi spiace che Gray sia entrato in casa tua a rubare, di solito non lo fa >>

<< Non ti preoccupare, se non fosse venuto a rubare in casa mia io non ti avrei incontrato quindi alla fine è stato un bene >>

<< Ma come avevi capito che era mio figlio? >>

<< Ci ha mostrato una foto dove c’eri tu insieme a lui e ti ho riconosciuto subito, da li ho dedotto che fosse e fu in quel momento che decisi di aiutarlo nella sua ricerca >>

<< Io invece avevo gia dei sospetti riguardo al suo cognome quando si è presentato, ma poi dopo aver visto la foto non avevo più dubbi >> intervenne Thomas, poi nel medesimo istante Gray, Brittany e Simon entrarono nella stanza.

<< Tutto bene? >> chiese Jean, Gray annui e si sedette vicino a suo padre.

<< Gray, senti io… >>

<< No papà, non c’è bisogno… sono io a chiederti scusa, sono stato arrogante ed egoista, e non è da me >> disse Gray sorridendo al padre.

<< Cosi hai capito? >>

<< Si, anche se… anche se non voglio perderti >> disse Gray mentre iniziarono a scendere le lacrime anche suo padre e sua madre che stava dietro a guardare cominciarono a piangere.

<< Lo so, nemmeno io lo voglio >>

Dopo qualche mese, Cole il padre di Gray ebbe un malore e morì, il suo funerale fu svolto il giorno seguente e presenziarono tutti anche Jean. Dave, Thomas e i chipmunk cercarono di consolare il povero Gray che era distrutto dal dolore, dopo quel giorno ognuno ritorno sulla sua strada… Gray riprese gli studi e si diplomò l’anno seguente, si iscrisse all’università di archeologia in quanto dopo l’avventura del Perù rimase affascinato dall’archeologia e dalle antiche civiltà. Arrivato al terzo anno di università decise di abbandonare per cercare lavoro, visto che iniziava ad avere qualche problema finanziario e non poteva permettersi di continuare gli studi, fino a quando un giorno non rincontrò Thomas che gli propose di lavorare per lui e in cambio avrebbe pensato alla sua istruzione, logicamente il lavoro offerto era un lavoro illegale si trattava di recuperare reperti storici e rivenderli al mercato nero, a Gray non andava tanto a genio però girava il mondo, guadagna abbastanza per comprarsi da mangiare e studiava i reperti di ogni tipo… era molto meglio dell’università non credete?

Jean invece su licenziata qualche giorno dopo la visita al padre di Gray in quanto aveva perso la telecamera in Perù con il servizio su Mitmas, riuscì a trovare lavoro come cameriera in un bar nella periferia di New York dove lavorò per 3 anni, ma non le piaceva come lavoro appena avrebbe potuto avrebbe cercato un altro lavoro, fino a quando per puro caso nel bar di Jean entrarono due vecchie conoscenze… Gray e Thomas, che gli proposero un posto di lavoro come pilota, dato che negli ultimi 3 anni Thomas aveva fatto ribaltare 9 macchine, schiantare 4 aerei e affondare 3 navi. Jean accettò subito l’incarico con enorme felicità e anche per la felicità di Gray che non voleva vedere un’altra nave affondare.

Tutti e tre si trasferirono a Seattle dove comprarono un appartamento e si sistemarono, Gray studiava archeologia e per ingannare il tempo aveva aperto un agenzia investigativa insieme a Thomas, mentre Jean era stata presa come fotografa per il giornale locale.

Invece a Los Angeles, Dave e i chipmunk ricominciarono la solita vita, non prima di aver comprato una nuova serratura per la porta… comunque Dave ricominciò a organizzare le tournee per i chipmunk, infatti negli ultimi 3 anni hanno organizzato 4 tour, due nel paese e due in Europa.

Alvin e Brittany si erano fidanzati, ma la loro storia non durò molto, esattamente 1 anno dopo la loro unione Alvin decise di fare il casca morto con una bella ragazza della scuola, Brittany lo venne a sapere, anzi scopri Alvin mentre si vantava con lei di quanto fosse popolare e mentre li faceva un regalo ed era il rubino che aveva preso dalla statua d’oro. Brittany venne investita un onda di rabbia e delusione tanto che quando si avvicino ad Alvin gli tirò un potente calcio in mezzo alle gambe facendo finire all’ospedale il piccolo chipmunk. Alvin resterà in ospedale per due settimane.

Simon invece continuava a studiare a dare il meglio di se nei concerti e logicamente a provarci con Jeanette ma senza molto successo visto che il massimo che riusciva a dire era “Ciao”. Decise di chiedere aiuto a Brittany visto che lei era riuscita a mettersi con Alvin e voleva sapere cosa fare, Brittany per aiutarlo lo convinse a contattare Gray visto che era grazie a lui che Brittany era riuscita a fidanzarsi con Alvin (anche se a dire il vero non ha fatto nulla), cosi fece. Simon cominciò a scambiare messaggi con Gray il quale fu lieto di aiutare Simon (ora vi chiederete come diavolo a fatto Simon a ottenere l’indirizzo e-mail di Gray? Beh…. Facebook perché cosa è stato creato secondo voi?) ma nonostante tutto ci vollero 3 anni prima che Simon riuscì a invitare a cena Jeanette e a non concludere nulla lo stesso.

Theodore invece oltre a mangiare e giocare ai videogiochi di guerra non fece nulla di importante… diciamo che si godeva la vita, anche se ogni tanto Eleanor gli chiedeva di uscire e doveva staccarsi dal suo mondo per una manciata di ore per accontentare la sua amica.

E cosi vissero tutti felici e contenti.

<< Che c’è Gray ti vedo pensieroso >> disse Thomas.

<< Stavo pensando… che mi sono dimenticato di fare una cosa >>

<< Sarebbe? >> chiese Jean.

<< Vi ricordate il diario di Scout? >>

<< Si e allora? >>

<< Mi sono dimenticato di restituirlo all’anziana signora dove l’avevo preso >> disse Gray sorridendo e grattandosi la testa.

 

Fine?

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