14: La fine

Gray e tutti gli altri erano arrivati davanti alla struttura che avevano visto in cima alla cattedrale, Gray aveva il pugnale in mano e lo teneva stretto come se avesse paura che qualcuno potesse portaglielo via di nuovo.

<< Allora è questo il posto? >> chiese Dave.

<< Si… >> rispose Gray con determinazione osservando l’imponente struttura in pietra.

<< Beh? Entriamo o stiamo qui tutto il giorno? >> intervenne Brittany che fece tornare con i piedi per terra Gray. Thomas e Dave furono i primi ad avvicinarsi alla porta di ingresso con le armi in pugno, Thomas aprì la porta e Dave si infilò subito controllando che non ci fosse nessuno.

<< Libero >> disse Dave cosi entrarono tutti senza problemi, Jean richiuse la porta dietro di se per essere più sicuri, si addentrarono e entrando in una enorme stanza illuminata da migliaia di candele sparse ovunque, con al centro una piccola piscina piena di acqua infine, una statua gigante fatta interamente d’oro e ornata di diamanti e rubini.

<< Ooooooh, Siamo in paradiso? >> chiese Theodore a Simon.

<< Non credo, ma questo posto è stupendo >> intanto Alvin si stava avvicinando alla statua d’oro per ammirarla più da vicino.

<< Incredibile >> disse Alvin mentre si strofinava gli occhi per lo stupore.

<< Alvin non toccare nulla intesi? >> disse Dave.

<< Tranquillo Dave, non tocco nulla >> intanto aveva gia appoggiato una zampa sulla statua, infatti Dave roteò gli occhi e lo lasciò perdere.

<< Allora, sembra che ci siamo ma adesso? >> chiese Jean.

<< Senza il diario non ho neanche la minima idea di come proseguire >> disse Gray mentre si guardava intorno.

<< Su una cosa siamo certi però >> disse Simon.

<< Cioè? >> chiese Thomas.

<< Come abbiamo detto prima la città si trova sottoterra giusto? >>

<< Si, giusto >> rispose Jeanette.

<< E sappiamo che si trova qui sotto hai nostri piedi >>

<< Esatto >> rispose Eleanor.

<< Quindi basta cercare un ingresso che ci porti sotto questa stanza e il gioco e fatto >>

<< Va bene, allora Theodore con me >> disse Thomas.

<< Jean, Jeanette e Gray cercate vicino alla statua insieme ad Alvin e Brittany >>

<< Mentre io, Simon ed Eleanor cerchiamo nel resto della stanza >> intervenne Dave, dopo la disposizione delle squadre tutti iniziarono a cercare un possibile ingresso per Mitmas… tutti tranne Alvin che era ancora imbambolato ad ammirare la statua fino a quando non si avvicinò Brittany.

<< Si può sapere che stai facendo attaccato a questa statua? >>

<< E… d’oro >> rispose Alvin ancora imbambolato.

<< Però che occhio, e con questo? Vuoi aiutarci si o no? >>

<< Certo ma prima voglio farti un regalo per farmi perdonare da te >> disse Alvin mentre staccava le mani dalla statua e prendeva quelle di Brittany.

<< Un regalo? >> chiese Brittany confusa.

<< Si, ecco in questi giorni… ho capito quanto veramente tengo a te… quando sei stata rapita e non potevo salvarti mi sono sentito debole e inutile >>

<< Eri svenuto… ci credo che ti sentivi cosi >> disse Brittany ridendo.

<< Si va bene, ma adesso non rovinare il momento, gia sono estremamente timido quindi fammi parlare >> cosi Alvin si schiarì la voce e ricominciò a parlare.

<< Brittany… vuoi… vuoi, essere la mia… la mia >>

<< La tua? >> Brittany non credeva alle parole che uscivano dalla bocca di Alvin, infatti non vedeva l’ora di sentire quella parola.

<< La mia… fidanzata? >> disse Alvin chiudendo gli occhi pensando che Brittany gli dicesse un no secco. Invece ci fu solo silenzio fino a quando Alvin non riaprì gli occhi per vedere il viso di Brittany sbalordito, però non dava segni di vita sembrava paralizzata, tanto che Alvin gli muoveva la mano davanti a gli occhi per vedere se era ancora viva.

<< Oh, Brittany… stai bene? >> chiese Alvin.

<< Si… sto più che bene >>

<< Oh… beh, mi fa piacere… quindi? >>

<< Quindi cosa? >>

<< Vuoi essere la mia ragazza? >>

<< Certo che lo voglio ma che domande fai? Aveva ragione Gray >>

<< Gray? Che centra Gray? >>

<< Nulla e una storia lunga… che bel regalo che mi hai fatto Alvin >> disse tutta eccitata Brittany.

<< Oh ma quello non era il regalo di cui ti parlavo >> Brittany rimase in silenzio.

<< Ah no? >>

<< No il mio regalo per te è quello! >> disse Alvin indicando un rubino rosso fuoco che ornava la statua.

<< E tuo se lo vuoi >>

<< Alvin, non è necessario mi basta la dichiarazione >>

<< Allora te lo vado a prendere >> Alvin si arrampicò per la statua salendo più velocemente possibile per non essere visto da Dave che sicuramente gli avrebbe urlato dietro.

<< Trovato nulla? >> chiese Jeanette.

<< No nulla… tu? >> rispose Jean.

<< Idem, continuo a cercare >> Jean annui e si spostò vicino a Gray che era vicino alla statua e guardava dei solchi nel terreno, che gli sembravano molto strani.

<< Trovato qualcosa di interessante? >> chiese Jean.

<< Forse >>

<< Posso farti una domanda? >> Gray era curioso di sapere cosa avesse di tanto urgente da chiederli per distrarlo dalla sua ricerca.

<< Certo… di che si tratta? >>

<< Oh nulla di importante… vuoi un po’ d’acqua? >> Jean tirò fuori una bottiglia d’acqua dalla sua sacca e la porse verso Gray che non capiva il senso della domanda, ma non rifiutò.

<< Grazie >> mentre Gray beveva ci fu un silenzio di tomba fino a quando…

<< Tu mi trovi attraente? >> Gray sentendo quelle parole gli finì l’acqua di traverso e sputò quella che aveva in bocca, iniziando a tossire.

<< M-ma che cavolo di domanda è? >> chiese Gray mentre si asciugava la bocca.

<< Una semplice domanda… ti ho visto che mi guardavi quando ti curavo >> Gray diventò tutto rosso in viso e si girò dall’altra parte.

<< N-non è vero, t-ti stai sbagliando >>

<< Ehehe va bene come vuoi… comunque mi trovi carina si o no? >>

<< Si cioè no, cioè forse, no volevo dire può darsi, cosi su due piedi non saprei cosa dirti >>

<< Di quello che pensi >> Gray in quel momento non stava pensando a nulla solo alla strana e inaspettata domanda fatta da Jean… al quale non sapeva rispondere.

<< Hai una domanda di riserva? >> chiese Gray che oramai aveva cambiato colore della pelle, era diventato rosso come un peperone.

<< Ok… ti va di uscire con me quando torniamo in America? >>

<< E-eh, ma non dovrei essere io a farti questa domanda >>

<< Dovresti… ma sei cosi timido che non riesci neanche a trovare le parole cosi ti semplifico il compito… >> Gray rimase in silenzio a bocca aperta a guardare negli occhi Jean ancora incredulo di quello che stava succedendo.

<< … cosi possiamo finire quello che abbiamo interrotto a Los Angeles >> disse Jean con un sorriso.

<< A-ah, o-ok si può fare >>

<< Ottimo, adesso torniamo a noi che hai scoperto >>

<< S-si, ecco vedi questi segni? Sembra che qualcosa di molto pesante sia stato trascinato fino a qui >>

<< Probabilmente la statua >>

<< Gia, potrebbero averla messa li per coprire qualcosa >> disse Gray riprendendo il suo colore naturale.

<< Oh, per chiudere qualcosa >> intervenne Theodore da dietro i due ragazzi.

<< Da quanto sei qui tu? >> chiese Gray.

<< Circa da quando ti stavi strozzando con l’acqua >>

<< Hai ascoltato tutto? >>

<< Tutto >>

<< Ottimo, ci mancava anche lo spione di turno, comunque ho trovato l’ingresso >> Gray si alzò e chiamò tutti gli altri e spiegò cosa aveva scoperto, intanto…

<< Alvin scendi di li, ti ho detto che non serve che mi prendi quel rubino >>

<< Ma è il mio regalo per te, per dimostrarti quanto ti voglio bene >>

<< Si ma non ho bisogno di rubini >> Alvin non la stava a sentire come sempre, infatti era impegnato a disincastrare il rubino e ci stava mettendo tutta la sua forza ma riusciva a spostarlo solo di qualche centimetro, ogni tanto si fermava per riprendere fiato e controllare che Dave non lo stesse guardando, infatti Dave era impegnato ad ascoltare cosa aveva da dire Gray e nessuno badò a lui.

<< E poi… pensaci, potrai far vedere… questo rubino a tutte le tue amiche che… moriranno di invidia >>

<< Beh, ora che mi ci fai pensare >> Brittany si immaginava in mezzo alle sue compagne di scuola con il suo bel rubino dicendo che era un regalo del suo nuovo fidanzato… il solo pensarlo li fece letteralmente perdere la testa.

<<PRENDIMI QUEL RUBINO!!! >> urlò Brittany attirando l’attenzione anche degli altri, primo di tutti era Dave.

<< Oh no che sta combinando quell’idiota >> disse Simon riferendosi ad Alvin.

<< Questo… maledetto rubino…non… si… stacca >> disse Alvin saltando sulla pietra preziosa con i piedi, intanto a ogni salto che Alvin faceva la statua emetteva dei rumori poco rassicuranti.

<< Alvin, fermati subito >> gli ordinò Dave.

<< Ci sono quasi Dave >>

<< No Alvin fermati ora! >>

<< Eccolo, eccolo!! >> con un ultimo salto, Alvin staccò la pietra dalla statua facendola cadere vicino Brittany, poi arrivò lui che la prese in mano e la sollevò verso l’alto.

<< Ta-Daaaaa >> tutti tirarono un sospiro di sollievo mentre Brittany era contenta di ricevere la sua preziosa gemma, però la statua emetteva ancora dei rumori.

<< Che cos’è questo rumore? >> chiese Eleanor.

<< Non è il mio stomaco… o forse si >> intervenne Theodore, pochi secondi dopo un pezzo della statua di staccò dal muro, seguito da un cedimento alla base, infine la statua iniziò a spostarsi in avanti lentamente.

<< Cade…cade…cade…CADE >> disse Simon sempre più preoccupato dall’avanzamento della statua, alla fine la statua atterrò con un rumoroso tonfo al centro della stanza dove c’era anche la piscina tirando su un enorme polverone, la statua era caduta a pochi passi da Dave, il quale non si era mosso neanche di un centimetro e non aveva nemmeno il minimo segno di terrore in viso… anzi aveva uno sguardo infuriato e aveva iniziato a tremare.

<< C’è mancato un pelo >> disse Gray.

<< Hey Dave, tutto bene? >> chiese Thomas avvicinandosi per vedere come stava, ma non ci fu risposta, però Simon, Theodore e tutti gli altri chipmunk capirono subito cosa stava per succedere.

<< Presto, tappatevi le orecchie >> urlò Simon e tutti lo fecero subito, ci fu qualche attimo di silenzio e poi…

<< ALVIIIIIIIIIIIN!!!! >> Dave urlò con tutto il fiato che aveva in corpo e con una potenza tale che in confronto lo scoppio della bomba atomica era nulla.

Alvin e Brittany intanto erano riemersi dalle macerie della statua d’oro e avevano visto un Dave infuriato avvicinarsi, Alvin ancora con il rubino in mano non sapeva che fare quindi decise di darlo a Brittany e disse solo tre parole per giustificare l’accaduto.

<< E stata lei! >> Brittany non credeva a quelle parole tanto che gli tirò il rubino in testa.

<< Vigliacco >>

<< Alvin… quante volte ti devo ripetere di smetterla di fare il bambino, non ne posso più delle tue bravate tu mi farai morire >> disse Dave stra infuriato.

<< Scusa Dave non volevo tirare giù tutta la statua, volevo prendere solo questo rubino >> cerco di giustificarsi Alvin.

<< Spiegami a che ti serve questo stra maledetto rubino >>

<< E beh… ecco io… volevo >>

<< Guarda non mi interessa, ma adesso rimedi al casino che hai fatto >>

<< Perché? E solo una stupida casa abbandonata che non ci viene mai nessuno perché devo sistemare le cose >>

<< Perché con tutto questo casino adesso sarà più difficile trovare l’ingresso che cerchiamo… e quel brutto ceffo che ti ha ingabbiato prima sarà qui da un momento all’altro >>

<< Ah Dave! >> intervenne Thomas, Dave si girò di scatto.

<< Che c’è? >> Thomas gli indicò sorridendo l’enorme buco che Alvin aveva provocato buttando giù la statua e aveva scoperto una stanza segreta.

<< Eh ma che colpo di fortuna >> disse Simon irritato.

<< Tutta invidia, io sapevo benissimo che li c’era un passaggio segreto >> disse Alvin felice di aver trovato l’ingresso e di essersela cavata.

<< Per questa volta sei salvo… >>

<< Eheheh, sono stato bravo eh? >>

<< … Ma d’ora in poi tu non ti stacchi da me neanche per andare in bagno >> detto questo Dave e gli altri si incamminarono dentro la stanza segreta dove non c’era assolutamente nulla tranne un piedistallo al centro della stanza.

<< Non c’è nulla >> disse Jeanette, Gray intanto si era avvicinato al piedistallo e aveva ancora il pugnale in mano quando notò che sopra al piedistallo c’erano dei simboli di color oro e alcuni argentati sui lati e al centro un triangolo, non ci mise molto a scoprire a cosa serviva quindi prese il pugnale e lo infilò all’interno del triangolo, dopo qualche secondo si sentì un rumore di ingranaggi che lavoravano e il pavimento sotto i loro piedi si stava abbassando.

<< Stiamo scendendo >> disse Jean.

<< E una sorta di ascensore >> disse Simon.

<< Ci siamo… ottimo lavoro Alvin hai trovato l’ingresso >>

<< Oh finalmente qualcuno che riconosce il mio operato >> rispose Alvin guardando Dave.

<< Stai zitto per favore >> disse Dave scocciato, dopo un po’ l’ascensore si bloccò e c’era un enorme porta in oro davanti a Gray e a tutti gli altri, il rumore degli ingranaggi che lavoravano non era ancora finito, infatti, la porta in oro iniziò ad aprirsi, Gray e gli altri vennero investiti da una luce accecante.

<< Non ci vedo più! >> disse Theodore coprendosi gli occhi, quando la porta fu completamente aperta, Gray e gli altri entrarono e rimasero meravigliati da lo spettacolo che si presentò davanti hai loro occhi.

<< I-incredibile è… >> provò a parlare Jean meravigliata.

<< Oro… e tutto d’oro >> aggiunse Brittany.

L’immagine che si trovarono davanti Gray e gli altri era di un enorme città completamente d’oro; le strade, le case, le fontane, erano tutte fatte in oro, Gray non poteva crede a quello che vedeva, l’aveva trovata, la misteriosa città dell’oro era finalmente davanti a suoi occhi ora non doveva far altro che cercare la linfa della vita e tornare da suo padre.

Gray senza perdere altro tempo iniziò a correre verso il centro della città seguito da tutti gli altri senza la minima idea di dove fosse situata la linfa, infatti mentre correva, si guardava intorno ma non è che servisse a molto… c’erano solo case abbandonate, qualche bancone qui e la, e strade che si perdevano all’infinito tutto rigorosamente d’oro.

<< Gray, ma hai un idea di dove stiamo andando? >> chiese Simon che correva affianco a lui.

<< No, non so dove cercare… la città è troppo grossa >> rispose Gray.

<< Forse se ti fermi un attimo e ragioniamo, magari troviamo pure quello che cerchi >> disse Dave dietro di lui, cosi Gray si fermò e insieme a lui tutti gli altri.

<< Direi che cosi va meglio >> disse Alvin.

<< Sul diario non c’era scritto nulla? >> chiese Jean.

<< Non lo so, non mi ricordo di aver letto qualcosa a riguardo >>

<< Forse io ho la soluzione >> intervenne Thomas.

<< Cioè? >> Thomas indicò un edificio che assomigliava a una piramide.

<< Potrei anche sbagliarmi ma mi sembra il posto perfetto dove tenere la linfa >>

<< Allora andiamo su >> disse Theodore mentre iniziò a correre verso la piramide seguito da tutti gli altri. Arrivati alla base Gray senza perdere tempo salì l’enorme scalinata che si trovò davanti e arrivò in cima, da li aveva una perfetta visuale di tutta la città.

<< Accidenti, che scalinata… potevano montarci delle scale mobili >> si lamentava Thomas che anche lui era arrivato in cima.

<< Ci siamo… e vicino lo sento >>

<< Anch’io lo sento… un tremendo mal di gambe sento… non potevano nasconderlo un po’ più in basso questa maledetta linfa >> disse Alvin mentre finiva di salire i gradini, che per la statura di un chipmunk erano dei gradoni quindi dovevano letteralmente arrampicarsi, infatti Theodore stava facendo una fatica bestia a salire gli ultimi due gradini aiutato da Simon e Jeanette.

<< Dai Theo un ultimo sforzo >> disse Jeanette mentre cercava di tirarlo verso di se.

<< Non c’è la faccio, sono stanco, ho il latte alle ginocchia, ho fame, ho sete, datemi da mangiare vi prego >>

<< Chiudi quella bocca Theodore è muovi questo maledetto sedere su per quel gradino >> disse Simon mentre da sotto spingeva Theodore, alla fine Theodore riuscì a salire anche se rimase sdraiato per terra a riprendere fiato stessa cosa fecero Jeanette e Simon.

<< Che fatica >> disse Jeanette.

<< A chi lo dici >> rispose Theodore.

<< A te lo sto dicendo razza di scansa fatiche >> gli urlò dietro Jeanette, Simon intanto stava riprendendo fiato appoggiato con la schiena al gradino osservando lo splendore della città, quando in mezzo alle vie vide delle figure che camminavano, all’inizio pensava che se le fosse immaginate infatti si tolse gli occhiali e li diede una pulita, poi se li rimise e osservò di nuovo.

<< Ehm, ragazzi >>

<< Che c’è Simon? >> chiese Dave.

<< Abbiamo visite >>

<< Spero siano visite di piacere >> disse Thomas mentre si avvicinava a Simon.

<< Non so… un intero plotone di uomini armati che si dirige verso di noi la vedi come una cosa positiva? >>

<< In un certo senso >> rispose Thomas che sembrava divertito da quello che stava succedendo.

<< Che facciamo adesso >> chiese Eleanor.

<< Beh mi sembra ovvio… combattiamo >> rispose Thomas imbracciando il suo mitra.

<< Dave sei con me? >>

<< Certo che no, hai visto quanti sono? >>

<< Tanti, ma pensaci bene… dopo che Gray avrà preso la linfa ci toccherà affrontarli lo stesso, quindi diminuiamo il numero e poi appena Gray avrà la linfa c’è ne andiamo di corsa >> Dave pensò a quello che gli aveva detto Thomas e in effetti non aveva tutti i torti, prima o poi avrebbero dovuto affrontare i mercenari.

<< D’accordo… ma se mi uccidono mi avrai sulla coscienza >> Thomas rise e iniziò ad avviarsi seguito da Dave.

<< Ah mi sono dimenticato ci servirà un po’ di supporto >> disse Thomas.

<< Non se ne parla, non metto a rischio anche le loro vite >>

<< Si ma se muori saranno a rischio comunque, non è meglio che siano tutti vicino a te? Cosi posso darci una mano >> Dave guardò male Thomas.

<< Prometto che sopravvivranno tutti… almeno uno o due >> aggiunse Thomas, Dave alla fine si rassegnò e si girò verso Alvin e gli altri.

<< Alvin, Theodore e Eleanor con Thomas, Jeanette e Brittany con me >>

<< E io? >> chiese Simon.

<< Tu vai con Gray, sono sicuro che sei più utile a lui che a noi >>

<< Va bene >>

<< Gray >> lo chiamò Brittany.

<< Si? >>

<< Fai attenzione va bene? >>

<< Ci proverò >> rispose con un sorriso.

<< Prova anche a darti una mossa, non possiamo aspettare i tuoi comodi >> ribadì Thomas.

<< Va bene, farò in fretta >> Gray si addentrò seguito da Simon e Jean, mentre Dave e Thomas seguiti da tutti gli altri scesero le scale della piramide.

<< Allora qual è il piano? >> chiese Alvin che era salito sulla spalla di Thomas.

<< Quale piano? >> rispose Thomas mentre controllava che la sua arma fosse in perfetto stato.

<< Non hai un piano? Come non hai un piano? Dave, non ha un piano ci farà ammazzare tutti >>

<< Si lo so… la sua bravura di ex marines sta nel creare piani all’ultimo secondo >>

<< Quindi in parole povere stiamo andando a farci uccidere? >> chiese Theodore.

<< E un opzione >> rispose Dave che sembrava divertito mentre i chipmunk se la stavano facendo letteralmente addosso. Arrivati giù Dave e Thomas analizzarono la zona per vedere come agire, intanto Alvin e gli altri si erano riuniti in cerchio a pregare a finche le loro vite non finissero in quel momento.

<< Allora qualche idea? >> chiese Dave.

<< Si… raffiche mirate e c’è la possiamo fare >> rispose Thomas.

<< E con i ragazzi che si fa? Forse era meglio se non venivano con noi >>

<< Tranquillo, ci saranno utili basta solo aspettare il momento giusto per usarli >>

<< Ti ricordo che non sono oggetti, e che devono restare vivi e interi >> Thomas li vece un sorriso e annuì, intanto il plotone di mercenari si avvicina sempre di più a dove si trovavano Dave e Thomas si fermarono e rimasero in attesa, calò un silenzio fino a quando non arrivo l’uomo che aveva quasi tagliato un braccio a Simon, aveva uno sguardo più tosto irritato e non vedeva l’ora di vendicarsi per quello che Dave e Thomas avevano fatto ai suoi uomini.

<< Hai visto e più tosto arrabbiato >> fece notare Thomas a Dave.

<< Gia >>

<< Dave tu hai perso la ragione non possiamo vincere contro tutta quella gente ritiriamoci >> gli suggerì Alvin.

<< Tranquillo Alvin, vedrai andrà tutto bene >> lo rassicurò Dave anche se non serviva a molto.

<< Vi conviene arrendervi e gettare le armi, se non volete che mi arrabbi sul serio >> urlò da lontano l’uomo.

<< E se ti proponessimo un accordo? >> gli urlò Thomas.

<< Che tipo di accordo? >> chiese l’uomo.

<< Un semplice incontro due contro due, la squadra che vince potrà prendersi il tesoro >>

<< E se mi rifiutassi? >>

<< Che c’è hai paura di perdere? >> lo provocò Dave.

<< Potresti pentirti di quello che hai detto >>

<< Io non credo? >>

<< Allora ci stai si o no? >> chiese Thomas, l’uomo esitò un attimo.

<< Accetto la sfida >>

<< Bene, scegli il tuo compagno e iniziamo >> disse Dave.

<< Non ho bisogno di compagni, posso benissimo farvi a pezzi da solo >>

<< Come vuoi, ma ti dico gia che non si usano le armi, deve essere un combattimento corpo a corpo >> detto questo Dave e Thomas lasciarono li tutte le loro armi, anche l’uomo fece la stessa cosa e iniziò ad avanzare verso di loro.

<< Dave non andare ti ucciderà >> disse Alvin, anche Theodore e gli altri gli dissero la stessa cosa più e più volte ma non voleva ascoltarli.

<< Ragazzi ascoltate, non vi preoccupate per me, me la caverò voi più tosto la vedete quella mitragliatrice li? >> Dave si riferiva a una mitragliatrice portatile che avevano piazzato qualche metro più indietro il plotone.

<< Che dobbiamo farci? >> chiese Eleanor.

<< Mentre io e Thomas siamo impegnati a combattere, voi andate li e usatela, ma solo quando vi dico di farlo >>

<< E questo il tuo grande piano? Vuoi farci diventare degli assassini? >> si lamentò Alvin.

<< No, non dovete uccidere nessuno solo sparare a cavolo per creare confusione, tutto chiaro? >>

<< Non sono molto d’accordo, e se per sbaglio becchiamo qualcuno oppure tu e Thomas? >> chiese Brittany, Dave gli diede una carezza sulla testa e disse.

<< Sono sicuro che non lo farai >> dopo di che si alzò e insieme a Thomas si avvicinarono all’uomo che era li ad aspettare.

<< Ok, siamo pronti >> disse Dave.

<< Vi pentirete di questa scelta >>

<< Lo vedremo, un’altra cosa bestione… possiamo sapere il tuo nome? >>

<< Blake… mi chiamo Blake, cerca di memorizzare anche la faccia perché e la faccia dell’uomo che ti ucciderà >>

<< Scommetto che guardavi molti film da piccolo >> gli disse Thomas per provocarlo, infatti Blake caricò un destro che cercò di colpire Thomas ma lui si abbassò e schivò il colpo, Dave invece caricò il sinistro ma il colpo fu parato, intanto Thomas cercò di colpirlo da sotto ma Blake lo vide e gli sferrò un calcio dritto in faccia, che lo fece accasciare a terra dolorante, poi colpì Dave allo stomaco e in faccia facendolo indietreggiare, intanto Thomas si era rialzato.

<< Bel colpo bestione… bel colpo, adesso tocca a noi >> Thomas si lanciò all’attacco tirò un gancio destro e uno sinistro entrambi parati, Blake provò a colpirlo di nuovo con un calcio ma stavolta Thomas si spostò di lato e lo schivò, intanto Dave gli era saltato sulla schiena da dietro e tentava di strozzarlo mentre Thomas lo riempiva di pugni allo stomaco ma sembrava non avere effetto, Blake tentò di liberarsi di Dave che gli faceva peso dietro la schiena e allora si lanciò all’indietro atterrando sulla schiena di Dave che mollò la presa urlando di dolore, Blake si rialzò subito e vide Thomas che tornava alla carica, lo aspettò e quando fu abbastanza vicino gli diede una ginocchiata nello stomaco, poi lo sollevo in aria lanciandolo contro Dave che era ancora a terra.

<< Accidenti se continuano cosi si faranno ammazzare >> disse Eleanor.

<< Dobbiamo fare qualcosa >> disse Jeanette.

<< Forza ragazzi andiamo alla mitragliatrice, e l’unico modo che abbiamo per aiutarli >> disse Theodore che gia si stava avviando ma venne fermato da Brittany.

<< Ma sei pazzo? Hai visto quanta gente c’è li, ci noteranno di sicuro >>

<< No Brit, perché il piano di Dave e Thomas consisteva in questo… loro stanno combattendo per attirare l’attenzione mentre noi ci infiltriamo tra le linee nemiche e li cogliamo di sorpresa >>

<< Ma questa non è la scena di quel film di guerra che ti sei visto a casa? >> chiese Eleanor, Theodore gli rispose con un sorriso e annui.

<< Forza… quale altra scelta abbiamo? >> tutti erano titubanti a fare quello che diceva Theodore… per il semplice fatto che lo stava dicendo proprio Theodore, ma vedendo che Dave e Thomas si stavano facendo letteralmente massacrare, decisero di ascoltarlo.

<< Che dobbiamo fare allora? >> chiese Alvin.

<< Gli aggiriamo, cosi mentre loro sono distratti dal combattimento noi azioniamo la mitragliatrice >> dopo essersi messi tutti d’accordo partirono più veloci che potevano e senza farsi notare. Intanto nella piramide d’oro Gray, Simon e Jean stavano cercando la linfa della vita ma non l’avevano ancora trovata, stavano percorrendo un lungo corridoio fino a quando non trovarono una stanza con sei altari disposti a cerchio, dove su ognuno di questi altari c’era uno scheletro.

<< Che posto lugubre che è questo >> disse Jean, intanto a Gray quella stanza gli ricordava qualcosa.

<< Io… conosco questo posto >>

<< Ah si? Che posto è? >> chiese Simon incuriosito.

<< Qui è dove preparavano la linfa della vita… e la sala della cerimonia o meglio… la sala del rituale >>

<< E questi scheletri sono… >> chiese Jean mentre alzava un braccio di uno scheletro.

<< Si, sono le ragazze che usavano per il rituale, venivano uccide ne raccoglievano il sangue e poi… >> Gray si fermò bruscamente e rimase immobile per alcuni secondi.

<< E poi cosa? >> chiese Simon.

<< Offrivano il sangue agli dei, mettendolo li dentro >> Gray indicò un piccolo buco nel muro.

<< Come fai a esserne sicuro? >> chiese Simon.

<< Un po’ di cose le ho lette sul diario e me le ricordo, altre invece vado a intuito >> detto questo Gray prese il pugnale e lo conficcò nel buco, aspettò qualche secondo… e non accade nulla.

<< Mi sa che hai sbagliato >> disse Simon.

<< Lo vedo da me che ho sbagliato, ma non può essere… secondo quanto mi ricordo e questo il posto >>

<< Forse il buco che cerchi è questo >> disse Jean che era al centro della stanza e nel pavimento c’era lo stesso buco, Gray ci riprovò infilo il pugnale e questa volta successe qualcosa. Da terra si alzo una colonna con la tanto agognata linfa della vita, era un ampolla di colore oro intenso, Gray stava quasi per mettersi a piangere dalla felicita, ma trattene le lacrime e afferrò subito l’ampolla la osservò incuriosito, anche Simon e Jean si avvicinarono a lui per osservarla.

<< E questa allora? >> chiese Jean.

<< Credo di si >> rimasero in silenzio a osservare l’ampolla quando alla fine si ricordarono che fuori Dave e gli altri li stanno aspettando, infatti Gray mise subito via l’ampolla nello zaino e corsero subito fuori dalla piramide. Nel frattempo fuori Dave e Thomas le stavano prendendo di santa ragione, però in compenso Blake stava sentendo anche lui la fatica del combattimento, però era sempre in vantaggio rispetto agli avversari.

<< Allora non ne avete ancora prese abbastanza? >> chiese Blake mentre riprendeva fiato.

<< È forte… molto, molto forte >> disse Dave mentre si stava rialzando, intanto Thomas stava guardando dietro per vedere se i chipmunk erano ancora li a guardare, ma non c’erano quindi il piano di Dave stava funzionando. I chipmunk erano arrivati vicino alla mitragliatrice senza farsi notare, il primo a salire fu Theodore che era tutto eccitato sia per il fatto che era vicino a una vera mitragliatrice si per il fatto che fremeva dalla voglia di usarla, ma Dave gli aveva detto di aspettare il suo segnale.

<< Dave… e l’ora del piano B >>

<< Era ora… non ne potevo più di questo scontro >>

<< Che fate vi arrendete con le buone oppure no? >> Dave fece un cenno a Thomas, i due si alzarono doloranti e malconci e indietreggiavano piano piano.

<< Che fate? Ve la date a gambe? >> chiese Blake ridendo, intanto Alvin e gli altri si erano sistemati alla mitragliatrice e aspettavano il segnale di Dave.

<< Theo sicuro di sapere come usarla? >> chiese Eleanor preoccupata, Theodore si girò verso di lei con uno sguardo da psicopatico.

<< Eheheh tranquilla, adesso vedrai come ci divertiamo >> Intanto Alvin guardava quando Dave avrebbe lanciato il segnale.

<< Alvin, posso sparare? >> chiese Theodore.

<< Non ancora >>

<< Adesso? >>

<< No, aspetta >>

<< Ora posso? >>

<< Theo non puoi va bene? Non adesso >> Theodore non poteva aspettare oltre quindi si portò verso l’impugnatura dell’arma cosi da poterla sia girare che avere un ottima visuale di tiro, visto che la mitragliatrice era automatizzata aveva in dotazione sul fianco dell’impugnatura un bottone rosso che era il grilletto che consentiva di sparare, Theodore nel vederlo urlò.

<< FUOCO!!! >>

<< No aspetta Theo >> gli urlò Brittany ma non servi a nulla, intanto i mercenari si erano girati verso i chipmunk e vedendoli sulla mitragliatrice gli si era gelato il sangue nelle vene, specialmente quando videro la mano di Theodore raggiungere il grilletto dell’arma.

<< Dave, CORRI!! >> gli urlò Alvin ma fu troppo tardi, Theodore azionò l’arma che inizio a sparare senza controllo, colpendo e ferendo chiunque si trovasse li vicino, i più fortunati si ripararono dietro alle case, cosa che fece anche Blake, insieme a Dave e Thomas.

<< Questo non faceva parte del piano >> gli urlò Thomas.

<< Lo so >> rispose Dave, intanto nella confusione generale alcuni mercenari riposero al fuoco sparando nella direzione di Theodore e gli altri, Alvin si lanciò sopra le tre ragazze per metterle a riparo mentre Theodore che sembrava posseduto da un demone continuava la sua furia distruttrice.

<< Tuo fratello è impazzito >> gli urlò Brittany.

<< Purtroppo e caduto dal ramo quando era piccolo, e questo è il risultato >>

<< Qualcuno lo deve fermare, finirà per far del male anche a Dave >> disse Jeanette.

<< Io non ci vado li a farlo smettere >>

<< Alvin >> disse Brittany con un sorriso.

<< No, sei pazza? Quello sparerebbe anche a me se ne avesse l’occasione >>

<< Alvin! >> dissero in coro Brittany e Eleanor.

<< Dite quello che volete ma io non ci vado chiaro? >>

<< ALVIN!! >> urlarono tutte e tre le ragazze.

<< Va bene, va bene… ci vado >> Alvin a malincuore abbandonò la sua copertura e salì il più velocemente possibile sulla mitragliatrice per arrivare da Theodore, e per poco non veniva colpito da due proiettili. Intanto Dave e Thomas si stavano battendo contro il gruppo di mercenari sopravvissuti.

<< Dave, dov’è Blake? >> chiese Thomas mentre tirava un pugno in pieno volto a un tizio.

<< Non lo so non lo vedo più >> rispose Dave mentre col calcio della pistola stordiva un mercenario, poi ne sbucò uno dietro a Dave che se ne accorse.

<< Hey, tieni un po’ qui >> disse Dave lanciandogli la pistola tra le mani, il mercenario l’afferrò confuso, cosi Dave gli assestò un pugno in pieno volto stordendolo, il mercenario lanciò in aria la pistola e Dave la prese al volo.

<< Grazie >>

<< Dave… Dammi una mano >> chiese Thomas che era in difficoltà, infatti un uomo lo teneva da dietro mentre un altro gli tirava i pugni sullo stomaco, Thomas riuscì a colpire in mezzo alle gambe l’uomo davanti a se che cadde dolorante a terra mentre l’altro fu colpito da Dave con un colpo di pistola lasciando andare Thomas.

<< Grazie amico >>

<< Quando vuoi sono qui >> i due si diedero una stretta di mano e eliminarono gli ultimi mercenari rimasti con un conflitto a fuoco.

<< Quello era l’ultimo >> disse Thomas.

<< Si ma chi è che continua a sparare? >> chiese Dave.

<< Ho una vaga idea >> Dave e Thomas si misero al riparo dietro una casa e sporgendosi un po’ videro una mitragliatrice che si muoveva in ogni direzione e che sparava all’impazzata.

<< Theo, basta non c’è più nessuno a cui sparare fermati >> urlava Alvin mentre cercava di staccare la mano di Theodore dal grilletto ma sembrava incollata.

<< No lasciami, Dave mi ha dato un compito >>

<< Lo so, ma quel compito e finito adesso >>

<< Chi te l’ha detto? >>

<< Il fatto che non c’è più nessuno >>

<< Theodore basta!!! >> urlò Eleanor, Theodore sentendola urlare si fermò.

<< Scusa Ele >>

<< Uff, grazie Eleonor >> disse Alvin scendendo dalla mitragliatrice, Theodore invece osservava la distruzione che aveva combinato.

<< Hey… non c’è più nessuno, ho combinato un casino >> Alvin intanto lo guardava male e poi si girò verso Brittany e le ragazze.

<< Quando torniamo a casa, ricordatemi di buttare via tutti i film di guerra che abbiamo >> Le ragazze annuirono mentre intanto Dave e Thomas si avvicinarono stanchi e doloranti.

<< Ottimo lavoro ragazzi, siete stati grandi >> disse Dave.

<< Hey cicciotello, la prossima volta… aspetta che ti diamo il segnale >> disse Thomas tutto irritato per la bravata di Theodore, il quale si limito solo ad annuire.

<< Però sono stato bravo? >> chiese il piccolo chipmunk, Thomas si girò verso il campo di battaglia osservando tutti i fori lasciati dai proiettili e qualche persona sparsa qua e la.

<< Si… te la sei cavata >>

<< E adesso? >> chiese Brittany.

<< Beh… aspettiamo, Gray e gli altri staranno tornando ormai >>

<< Ah, senti Theodore… per caso durante la sparatoria hai preso anche Blake? >> chiese Thomas.

<< No, non mi ha preso >> disse una voce proveniente da dietro una casa, Dave e Thomas puntarono subito le armi verso la presunta direzione della voce e attesero che venisse fuori.

<< E ancora vivo >> disse Brittany impaurita.

<< Eheheh, ci vuole ben altro per uccidermi piccola >>

<< Vieni fuori vigliacco, ormai hai perso >> gli intimò Dave, mentre fece segno a Thomas di avvicinarsi alla casa e sussurrandogli un “Ti copro io”. Thomas si avviò lentamente pronto a tutto, mentre Dave gli stava vicino coprendogli le spalle, Alvin e gli altri rimasero a guardare l’evolversi della situazione.

<< Però chi l’avrebbe mai detto, che un gruppo di boy scout mi avrebbe fatto infuriare cosi tanto >> disse Blake che non era ancora uscito dal suo nascondiglio.

<< Ho passato 5 anni della mia vita a cercare questo tesoro… >>

<< Si questa parte di storia c’è l’hai gia raccontata >> disse Thomas, che oramai aveva raggiunto la casa e si era messo con le spalle attaccate al muro, aspettando il segnale di Dave per intervenire.

<<… E non vi permetto di rubarmelo!! >> con queste parole Blake uscì di colpo dal suo nascondiglio con un coltello in mano e lo conficcò nella spalla di Thomas, che urlò dal dolore, Dave rispose sparando un colpo di pistola ma lo mancò, allora Blake sparò un colpo anche lui colpendo Dave alla gamba.

Dave cadde all’indietro e si portò subito la mano sulla ferita per fermare l’uscita di sangue, arrivarono anche in suo soccorso Alvin e gli altri.

<< Oh no, ha colpito Dave, hanno colpito Dave >> urlò Alvin

<< Lo so, lo so >> rispose Brittany.

<< Dave tutto bene? >> chiese Eleanor.

<< AAAAAH >> rispose Dave mentre tamponava la ferita.

<< Lo prendo come un no >>

<< Vi pentirete amaramente di avermi sfidato, di avermi umiliato, e di aver sconfitto i miei uomini >> Blake era infuriato e scatenato, tanto che si concentro su Thomas puntandogli la pistola alla testa e lo guardava con il suo penetrante sguardo.

<< Prima ucciderò te, poi toccherà al tuo amico, a seguire spellerò quei ratti e mi ci farò dei bei guanti, infine ucciderò gli altri vostri amici e farò in modo che sia una morte lenta e dolorosa >> Dopo queste parole Blake appoggiò la pistola sulla fronte di Thomas che ormai vedeva tutta la vita scorrerli davanti, mentre Dave tentò di alzarsi per andare ad aiutarlo ma non c’è la fece, Brittany invece lanciò un urlò disperato per fermarlo, fino a quando non si udì un colpo di pistola e ci fu un silenzio tombale per alcuni secondi.

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