12: Mitmas

Simon era uscito a cercare Gray, ma non lo trovava da nessuna parte si aggirava per le rovine della città fino a quando non raggiunse la parte della città che era sommersa si guardo intorno ma non vide niente e nessuno sembrava sparito.

<< Ma dove diavolo e andato a finire >> continuò a cercare in giro lungo la parte sommersa della città fino a quando non lo trovò seduto su una roccia che fissava l’acqua, Simon li corse in contro e quando li fu abbastanza vicino vece piccoli passi prima di parlarli.

<< Ehm… ciao >> Gray si girò e vide che Simon li sorrise e alzò una mano per salutarlo, Gray lo fissò qualche secondo poi si rigirò senza dire una parola, Simon continuò ad avanzare a piccoli passi fino a quando non li fu affianco.

<< Però che bella luna che c’è stasera, non e vero? >> Gray non rispose stava in silenzio a osservare l’acqua, Simon lo fissava e pensava a come ottenere la sua attenzione.

<< Senti, siamo partiti con il piede sbagliato… >>

<< Per ben due volte >> lo interrompe Gray.

<< E vero, ma insomma non si possa dire che tu non abbia stile nelle presentazioni >> disse sarcasticamente Simon per cercar di sollevare il morale a Gray, ma senza molto successo.

<< Ok… sentiamo che posso fare per tirarti su di morale? >> Gray sollevò lo sguardo e disse.

<< Avrei una mezza idea >>

<< E sarebbe? >> chiese Simon curioso.

<< Ti andrebbe di lasciarmi solo nella mia depressione? >> Simon pensò alla domanda che Gray gli aveva fatto.

<< Mmmm… fammi pensare…fammi pensare, NO! >>

<< Aaah io ci rinuncio, ragionare con un chipmunk e la cosa più difficile che un essere umano possa fare… si può sapere che vuoi? Non vi basta avermi sgridato prima dovete continuare ancora? >>

<< Non sono qui per sgridarti come dici tu >>

<< E allora perché sei qui? >>

<< Per ricominciare tutto da capo, da quanto ho capito non sei un delinquente >>

<< Oh Grazie, la hai capito dal fatto che non ho sbattuto Alvin contro un muro quando mi insultava o dal fatto che me ne sono andato lasciandoti la mia foto? >>

<< Un po’ tutte e due… anche se vedere Alvin contro un muro non mi dispiacerebbe molto >> Simon fece un piccolo sorriso sulle labbra immaginandosi la scena.

<< Comunque… io sono Simon il più intelligente >> disse Simon allungando una mano come di solito si fa quando ci si presenta a qualcuno. Gray rimase a osservare il piccolo chipmunk che li porgeva la mano e alla fine Gray gli allungo un dito.

<< Gray Sark, studente in fuga alla ricerca di una città nascosta per curare mio padre e tuo grande fan >>

<< Ehehe, beh… come presentazione non c’è male, davvero sei un mio fan? >>

<< Da quando siete apparsi la prima volta in tv >>

<< Capisco, bei tempi quelli, cantavamo, ballavamo, venivamo sbattuti in gabbia >>

<< Come sbattuti in gabbia? >>

<< Eh, storia lunga e poco interessante, invece raccontami la tua di storia >>

<< Beh…la conosci gia, ho un padre che sta per morire all’ospedale, mia madre crede che sono in gita a Los Angeles con la scuola, la polizia di mezza America mi da la caccia, mi trovo in Perù alla ricerca di qualcosa che potrebbe non esistere… insomma una vita poco interessante >> Simon era rimasto ad ascoltare con attenzione le parole di Gray, cercava di ottenere la sua fiducia in quanto la storia di Mitmas gli interessava un sacco e voleva arrivare fino in fondo, e secondo perché voleva sistemare le divergenze che si erano create in questi ultimi giorni tra lui e la sua famiglia.

<< Beh, e una bella vita tuttavia >>

<< Si, contando che mi sto facendo odiare dal mio gruppo musicale preferito e il suo manager vuole strozzarmi con le sue mani >>

<< Chi Dave? Nah, vai tranquillo Dave e un pezzo di pane non farebbe del male neanche a una mosca >> Gray si voltò a osservare Simon mettendo in risalto i punti dove c’erano dei tagli in cui Dave lo aveva colpito nel combattimento di qualche minuto prima.

<< Ok, forse alle mosce no, ma agli scoiattoli, ne sono sicuro >>

<< Guarda caso eh! >> disse Gray sorridendo e Simon dietro a lui.

<< Che avete deciso di fare? >> chiese Gray.

<< In che senso? >>

<< Beh, avete recuperato Brittany… quindi >> Simon rimase in silenzio, poi diede la notizia a Gray.

<< Dave vuole che ce ne andiamo domani mattina >> Gray non era sorpreso della decisione di Dave, e non avrebbe fatto nulla per contrastarla però voleva almeno avere il tempo di spiegarsi e di chiarire il tutto come stava facendo ora con Simon.

<< Capisco >>

<< Però abbiamo delle buone notizie per te >>

<< Cioè? >> Simon inizio a spiegare tutto quello che aveva scoperto insieme a gli altri sull’ubicazione di Mitmas, a Gray li si illuminarono gli occhi, poteva ancora trovare quello che stava cercando.

<< Però e un peccato che non possiamo venire con te, avrei tanto voluto vedere questa città misteriosa >> disse Simon con un aria un po’ triste, mentre Gray saltò in piedi, afferrò Simon che non se lo aspettava e corse più veloce che poteva.

<< Dove stai andando? >> chiese Simon preoccupato.

<< Torno da gli altri, domani mattina sarà una lunga giornata >> Gray correva a più non posso per tornare alla casa diroccata dove si erano rifugiati per la notte, Simon invece era sulle spalle di Gray che si teneva per non cadere giù visto che Gray correva come un toro infuriato, attraversarono la città e arrivarono alla casa diroccata, Gray spalancò la porta e si ritrovò davanti Thomas che lo fissava mentre Jean e Dave stavano mettendo a dormire i chipmunk e le chipettes e lo guardavano chiedendosi perché era arrivato cosi di fretta.

<< Bentornato >> gli disse Thomas mentre si sedeva vicino al camino.

<< Simon ti ha trovato alla fine >>

<< Si… grazie… per avermelo mandato >> disse Gray affannosamente.

<< E ora dove? >> chiese Dave.

<< Qui Dave >> disse Simon riemergendo da dietro la spalla di Gray con gli occhiali tutti storti.

<< Che è successo perché state correndo? Sono iniziate le olimpiadi? >> chiese Jean.

<< No… volevo solo tornare qui… per… per ringraziarvi >> Dave e gli altri non capivano cosa volesse dire e quindi…

<< Oh non c’è di che >> disse Jean.

<< Figurati >> disse Dave.

<< Lo rifarei altre cento volte >> disse Thomas.

<< E poi vorrei chiedere scusa a lei signor Seville >>

<< A me? >>

<< Si… per tutto il fastidio che le o procurato e eventualmente i lividi delle nostre azzuffate >> Dave lo guardò senza dire una parola alla fine gli scappò un sorriso.

<< Tranquillo… e acqua passata >> Gray al suono di queste parole si rasserenò e si sedette vicino a Thomas di fianco al camino, Simon invece andò vicino a Dave e si addormentò di fianco a lui.

<< Simon ti a raccontato quello che abbiamo scoperto? >> chiese Jean.

<< Si… quindi domani andrò a cercarla >>

<< Come sarebbe a dire andrai… andremo a cercarla >>

<< No Jean, ho gia messo in pericolo troppe persone per trovare questa città >>

<< Lo so, ma dimentichi che io sono qui per fare un servizio per la BBC, e non ricordo di aver assunto un babysitter >> disse Jean ridendo.

<< E io aspetto sempre i miei 300 dollari per il passaggio >> disse Thomas.

<< Beh quelli posso darteli subito >>

<< Non ora, sono più interessato a vedere quali ricchezze potremmo trovare in questa maledetta Mitmas, e poi voglio aiutarti >>

<< Grazie ragazzi >> disse Gray che quasi stava per piangere, mentre Dave li osservava e nello stesso tempo faceva delle carezze sulla testa di Simon che si era addormentato profondamente e ogni tanto faceva qualche verso e scalciava… chissà che stava sognando. Dave poi si mise una mano in tasca e tirò fuori la foto che Gray aveva dato ad Alvin e la osservò, pensava che aiutare quel ragazzo sarebbe la cosa giusta da fare, anche se gli aveva procurato un sacco di rogne e per questo aspetto assomigliava molto ad Alvin. Dave prese Simon e lo appoggiò vicino a suo fratello Theodore, poi si alzò e portò la foto a Gray.

<< Tieni, questa e tua >> Dave porse la foto a Gray che la prese e la rimise nello zaino.

<< Grazie >>

<< Da quanto e in ospedale tuo padre? >>

<< Ormai sono due anni >> disse Gray rimettendo la foto nello zaino.

<< Comunque, volevo chiederti scusa ancora per tutti i problemi che ho creato, ti giuro che non avevo intenzione di fare del male a nessuno >>

<< Tranquillo… non pensarci più, però adesso tutti a letto domani dobbiamo alzarci presto per partire >>

<< A gia tu domani torni a casa >> disse Thomas

<< Non ho detto che torno a casa >>

<< Ma se prima hai detto che… >>

<< Prima e prima, adesso ho cambiato idea >> Thomas aveva capito a cosa si riferiva Dave e non disse nulla, gli vece solo un gran sorriso e li diede una pacca sulla spalla.

<< Perché hai cambiato idea? >> chiese Gray.

<< Ti basta sapere che mi ha convinto Thomas e che se non ti metti subito a dormire cambierò idea alla svelta >>

<< No no, buona notte >> Gray prese lo zaino e si lancio letteralmente vicino al muro e con lo zaino messo a modi cuscino chiuse gli occhi e si mise a dormire, lo seguirono anche Dave, Jean e Thomas.

L’indomani tutti si svegliarono freschi e riposati e si misero subito in marchia anche se Alvin era contrario ad aiutare Gray ed era molto arrabbiato per il cambio di decisione di Dave.

La cattedrale, non distava molto l’unico problema che ogni tanto le strade erano bloccate da macerie che impedivano il passaggio quindi per arrivare alla cattedrale hanno dovuto cambiare strada più e più volte, infine arrivarono davanti alla cattedrale che si mostrava imponente sopra di loro, la piazza della cattedrale era bella grande e al centro c’era una statua di un tizio a cavallo ricoperta dalla vegetazione del luogo.

<< Ok, adesso vediamo di raggiungere la cima della torre >> disse Thomas, tutti lo seguirono mentre entrava nella cattedrale, si avvicinò all’imponente porta e provò ad aprirla, ma sembrava bloccata.

<< Dave, dammi una mano >> Dave andò a dare una mano a Thomas ad aprire la porta.

<< Ok, al tre spingi… pronto? >> gli disse Dave.

<< Aspetta >> lo fermò Thomas.

<< Che c’è? >>

<< Come facciamo 1,2,3 spingi oppure 3,2,1 e spingi? >> Dave  e gli altri lo osservarono per qualche secondo senza dirgli niente poi Dave li disse.

<< Spingi è basta >> Dave e Thomas tornarono in posizione e iniziarono a spingere con tutta la loro forza ma la porta non si spostava neanche di mezzo centimetro.

<< E inutile è bloccata >> disse Dave sfinito.

<< Dovremmo trovare un’altra entrata >> disse Simon che iniziò a guardarsi in giro, intanto Jean insieme a Eleanor e Jeanette stavano facendo il giro della cattedrale quando trovarono un grosso buco di fianco al muro della chiesa.

<< Direi che possiamo passare di qua >> disse Jean che era gia entrata nella cattedrale, seguita da tutti gli altri, la cattedrale era senza ombra di dubbio in pessime condizioni, c’erano colonne spezzate e macerie ovunque e sembrava potesse venir giù solo con uno starnuto, Dave e Thomas insieme a Simon e Theodore cercavano un modo per raggiungere la cima della cattedrale, ma non c’erano scale o altri modi per raggiungere i piani superiori della cattedrale, solo macerie e passaggi bloccati, invece Alvin e Brittany erano rimasti fuori insieme a Eleanor a fare la guardia.

Gray cercava insieme a gli altri un modo per salire sulla torre della cattedrale, ma non trovava nulla neppure lui.

<< Ho paura che non ci sia modo di arrivare in cima alla torre >> disse Theodore mentre saliva sul altare della chiesa seguito da Simon.

<< No, deve esserci un modo >> disse Thomas che era vicino a loro e osservava degli a freschi su una parete e notò uno strano forò nel muro, e non era un buco normale ma era ornato d’oro con delle piccolissime incisioni.

<< Aaah Gray! >>

<< Si? >>

<< Puoi venire un secondo qui? >>

<< Scoperto qualcosa? >> disse Gray mentre si avvicinava a Thomas.

<< Passami il tuo pugnale >> Gray posò lo zaino a terra e prese il pugnale lo passò a Thomas intanto tutti gli altri si erano avvicinati per vedere cose stava combinando Thomas che preso il pugnale lo portò vicino al buco che aveva trovato e infilò con forza il pugnale al suo interno, ci furono tre secondi di silenzio seguiti da un rumore di serratura e di ingranaggi che lavoravano, infatti tutti indietreggiarono quando videro che una parte della parete indietreggiava e si abbassava.

<< Ehehe… Bingo! >> disse tutto felice Thomas mentre restituiva il pugnale in mano a Gray e si addentrava nel passaggio che aveva aperto, seguito da Gray e Simon. Theodore, Dave e Jean invece rimasero indietro per avvisare gli altri. Thomas e Gray salivano una notevole scala a chiocciola che li stava portando certamente in alto ma sarebbero finiti in cima alla torre? Arrivati alla fine della scala si ritrovarono davanti a una porta di legno, Thomas provò ad aprirla ma era chiusa a chiave.

<< Chiusa a chiave >> disse Thomas

<< Aspetta ci penso io >> Simon scese dalla spalla di Gray e si infilò in un piccolo buco che c’èra in mezzo alla porta, ci passò senza fatica e entrò nella stanza.

<< Ok adesso aspettate che cerco la chiave >> disse Simon guardandosi intorno.

<< E una buona idea ma io preferisco questa >> Thomas prese la un po’ di rincorsa e tirò un poderoso calcio alla porta che si stacco di netto dalla parete in quanto il legno era marcio e i cardini arrugginiti e atterrò con un tonfo a terra. Simon per sua fortuna era rimasto immobile infatti era ripassato per lo stesso buco da dove era entrato prima, cosi a evitato che la porta lo schiacciasse.

<< Permesso >> disse Thomas passando sopra la porta abbattuta e evitando Simon che era rimasto ancora immobile per la paura.

<< Simon, tutto bene? >> chiese Gray avvicinandosi a Simon che si girò lentamente verso di lui.

<< R-riformula la d-domanda >> disse balbettando Simon, Gray gli fece un piccolo sorriso e iniziò a cercare qualsiasi indizio potesse esserli utile per trovare Mitmas. La stanza era piccola e piuttosto incasinata, Thomas si mise a frugare sulla scrivania che era piena di fogli ingialliti dal tempo mentre Gray e Simon uscirono sul piccolo balcone a osservare il panorama. Da quel punto si poteva vedere tutta la valle, ma l’unica cosa che si vedeva era la giungla… un enorme distesa di vegetazione.

<< Allora cosa stiamo cercando esattamente? >> chiese Simon, Gray posò il suo zaino a terra e tirò fuori il diario, lo aprì e tirò fuori la foto dove era raffigurato il simbolo delle 2 spade incrociare e lo passò a Simon.

<< Ecco, questo e quello che cerchiamo >> disse Gray mentre sfogliava le pagine del diario in cerca di ulteriori indizi.

<< E che cosa significa? >> chiese Simon curioso.

<< All’inizio non lo sapevo nemmeno io… ma poi >> Gray smise di sfogliare le pagine e passo il diario a Simon che vide il disegno di una struttura a cupola con lo stesso simbolo riportato sopra.

<< Gray leggi qua >> arrivò Thomas con un foglio in mano e lo diede a Gray.

<< Che cos’è? >> chiese Simon.

<< Leggi potrai stupirti >> disse Thomas con un sorriso.

18 Marzo 1811

 La situazione ci è sfuggita di mano, sono mesi che combattiamo contro li spagnoli a fianco dei nativi… il mio esercito e stremato e ogni giorno ne muoiono a decine, sono riuscito a ottenere una tregua di una settimana, il tempo per riposare e seppellire i cadaveri dei nostri compagni che erano stati abbandonati a marcire sul campo di battaglia.

Questa missione per la regina, sembrava una cosa facile una semplice spedizione mentre adesso… si è trasformata in un inferno senza fine.

Anche i nativi sono disperati… parlano di sventura e molte volte accusano i miei uomini di ciò, le donne e i bambini fuggono nel cuore della notte per salvarsi la vita chiedendo rifugio nella città d’oro, ma ormai nessun posto era più sicuro.

La notte scorsa gli Spagnoli ci hanno attaccato nel cuore della notte siamo riusciti a respingerli per nostra fortuna ma sembrano non arrendersi mai, per quanto ancora questa gente dovrà soffrire? Perché la regina ci ha mandato al macello? Cosa crede di ottenere sacrificando tutti questi uomini per una boccetta di liquido dorato?

Ho preso la decisione di abbandonare la missione della regina, anche se questo significherà essere disonorato… ma non posso morire qui… stanotte andrò a sigillare la città d’oro nelle profondità della terra in modo che nessun uomo la possa trovare.

<< Sigillare nelle profondità della terra? >> chiese Simon confuso.

<< La città è sotto terra… ecco perché nessuno la mai trovata >> disse Gray tutto eccitato.

<< E hai capito dov’è? >> chiese Thomas, Gray osservò ancora la pagina ingiallita dal tempo e vide che infondo c’era un timbro, lo osservò e vide che il simbolo era lo stesso della foto che aveva passato a Simon.

<< Qui! >> Gray indicò la struttura che era disegnata sul libro.

<< Come fai a essere sicuro? >> chiese Thomas.

<< Questo è il simbolo di Scout, e con questo che lui ha segnato la città >>

<< In che senso segnato >> chiese Simon.

<< Guarda >> Gray sfogliò altre pagine del diario e arrivò verso la fine di quest’ultimo la pagina era piena di disegni di costruzioni tutti marchiati con il simbolo di Scout.

<< Vedi questi sono tutte le opere urbanistiche che Scout aveva in mente di costruire qui per espandere la colonia Inglese, però per colpa della guerra con li Spagnoli riuscì a costruirne solo una >>

<< E cioè quello che sta sopra la città di Mitmas >> disse Thomas.

<< Esatto, li spagnoli volevano la città d’oro ma visto che era stata costruita sottoterra e non sopra come pensavamo, non riuscivano a individuarla allora volevano conquistare la città di Machu Picchu >>

<< Ma gli Inglesi glielo impedirono, cosi che furono costretti a entrare in guerra >> disse Simon.

<< Gia, infatti Scout voleva solo fare il bravo comandante con gli Inca cosi che dopo aver ottenuto la loro fiducia poteva consegnarli la linfa della vita senza dover combattere, infatti ho letto un punto del diario che li veniva mostrato come si faceva a creare la linfa >>

<< Però come dice qui, la situazione era diventata ingestibile >> disse Simon.

<< Cosi Scout decise di abbandonare la missione, e per farlo sigillò la città di Mitmas cosi che tutte le sue ricchezze e i suoi segreti non cadessero in mano agli Spagnoli e nemmeno in mano alla regina d’Inghilterra >>

<< Si però non avrebbe senso… perché mettersi contro la regina? Capisco la ritirata strategica ma perché nella fuga non ha portato con se la linfa? >> chiese Thomas.

<< Probabilmente aveva scoperto qualcosa che noi ancora ignoriamo… e che scopriremo solo trovando la città >>

<< Quindi dove si trova questa struttura? >> chiese Simon, Gray chiese a Thomas di passarli il suo binocolo, Gray osservò l’intera vallata ma non riusciva a vedere nulla, solo alberi che si perdevano all’infinito, poi vide qualcosa che assomigliava vagamente ha una cupola ricoperta da un sacco di vegetazione.

<< Forse… >> disse Gray mentre cercava il simbolo con le spade incrociate che riuscì a vedere attraverso la fitta vegetazione.

<< Trovato? >> chiese Thomas, Gray li sorrise passandoli il binocolo.

<< Eccolo li >> disse Gray indicandoli dove guardare.

<< Ok adesso scendiamo e avvisiamo gli altri >> disse Simon , Gray annui e ripose il diario dentro lo zaino che si rimise in spalla, Simon lo seguì insieme a Thomas che mise il binocolo in tasca e seguì Gray.

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