1: Una triste giornata

Era un giorno come un altro a casa Sark, Gray quella mattina si alzò di buon umore pronto a passare un indimenticabile giornata.

Era ancora sdraiato sul letto a fissare il soffitto quando la voce di sua mamma lo chiamava dalla cucina.

<< Gray alzati o farai tardi a scuola!! >> disse sua madre << Arrivo mamma!! >> Gray si alzò, si vestì in fretta e corse in cucina.

Sua madre notò nella faccia di suo figlio un espressione di felicità mentre li porgeva una tazza di latte con i biscotti accanto << Ti vedo felice sta mattina, come mai? >> gli chiese la madre.

<< Sai mamma il concerto dei chipmunk chi si terrà fra un mese in città >>

<< Ah si, quello che da un mese a questa parte continui a parlarne >>

<< Ecco, e visto che ho messo i soldi da parte oggi andrò a comprare i biglietti giù al centro, cosi avrò i posti in prima fila, perché i biglietti escono oggi >>.

Solo al pronunciare di quelle parole Gray prese la tazza e in un sol sorso fini il latte prese un biscotto, si alzo da tavola e si diresse in bagno, mentre sua madre sparecchiava la tavola.

Quando Gray uscì dal bagno prese la sua cartella che era in camera e si avviò per andare a scuola.

<< Comunque se vuoi andare a comprare i biglietti del concerto per me non c’è problema basta che per le 16:30 sei a casa che andiamo in ospedale a trovare papà, d’accordo? >>

<< Si mamma, a più tardi >> e uscì in tutta fretta.

 

Ah, ma non vi ho ancora parlato bene di Gray, è un ragazzo alto 1, 70 cm, di una corporatura robusta, a dei bellissimi capelli biondi a spazzola e due occhi azzurro cielo, veste con un jeans blu con una T-shirt nera e una felpa leggera blu scuro, e ha 17 anni, ma fra un mese ne compie 18, proprio il giorno del concerto.

 

Frequenta la Riverdale High School a Portland ed è alla fine del 4 anno, anche se a Gray non gli è mai andata a genio quella scuola e non vede l’ora di andarsene da li.

La scuola non dista molto da casa sua deve solo attraversare qualche incrocio che ci si ritrova davanti.

“Non vedo l’ora che la scuola finisca, non ne posso più” pensò tra se e se, arrivato all’ingresso c’èra il suo amico Eddy ad aspettarlo.

<< Ciao Eddy >>

<< Hey, Ciao Gray allora hai preso i soldi per i biglietti? >> gli chiese Eddy, << Certo, secondo te mi dimentico di una cosa cosi importante come i soldi per il concerto >>

<< No, era solo una domanda >> parlarono ancora un po’ prima di entrare a scuola, la giornata passo tranquillamente fino all’ora di educazione fisica, dove la lezione di oggi era una normalissima partita di calcio.

L’insegnante arrivo e fece l’appello dopo di che organizzo le squadre.

<< Gray, tu stai in porta, tieni i guanti >> disse Eddy all’amico, << Perché io, non toccava a te oggi? >>

<< No, io ho fatto il portiere la volta scorsa, ora tocca a te >>, “se se sempre la solita storia, solo perché hai paura di prenderti una pallonata in faccia” penso Gray,

<< E va bene, dammi sti guanti >> Gray prese i guanti di malavoglia e se gli infilò, cosi la partita poteva finalmente iniziare.

 

Finita la scuola i due ragazzi uscirono contenti e pronti ad andare a comprare i biglietti del concerto, l’unico luogo dove vendevano i biglietti era in un supermercato in centro città, per arrivarci i due dovevano prendere l’autobus e fare una decina di fermate.

<< Senti pensi che potremmo chiedere un autografo hai chipmunk? >> chiese Eddy.

<< Penso di si gli hanno sempre fatti dopo il concerto, non vedo perché questa volta dovrebbe essere diverso, solo che dobbiamo sbrigarci altrimenti si creerà una fila che non finisce più >>

<< Spero che saremmo davanti al palco cosi li vedremmo meglio >>

<< Hey, siamo quasi arrivati preparati >>

L’autobus stava per arrivare alla fermata in cui i due ragazzi dovevano scendere, quando li si parano davanti tre ragazzi più grandi di loro con un aspetto minaccioso.

<< Guarda, guarda, cosa abbiamo qui >> disse quello più grande

<< Scusa, noi dovremmo scendere, ci puoi far passare? >> gli fece Eddy un po’ impaurito, ma il ragazzo che gli stava davanti scosse la testa e spinse talmente forte Eddy da farlo sbattere contro Gray e facendoli finire per terra.

Gray si rialzo subito << Hey, cos è vuoi litigare per caso? Noi Non ti abbiamo fatto niente >>

Il ragazzo fece una sorriso compiaciuto mentre anche Eddy si rimise in piedi,

<< Ooooh, ma questo lo so anche io, e solo che io e i ragazzi siamo a corto di soldi e visto che vi abbiamo sentito parlare che volete comprare i biglietti per il concerto di quei tre roditori, abbiamo pensato….. perché non usare quei soldi per cose più importanti di uno stupido concerto, o no ragazzi >> riferendosi a i suoi due compagni, che si fecero una grassa risata.

<< Allora ce li date con le buone o dobbiamo passare alle cattive? >> Gray indietreggiò di qualche passo seguito da Eddy.

<< Scordatelo, per me quel concerto e troppo importante non te li darò mai >>

<< D’accordo, sentito ragazzi vuole fare il duro >>

<< Facciamoli passare la voglia di fare lo spaccone >> disse un l’altro ragazzo quello più piccolo dei tre, “ Accidenti, questi non scherzano devo inventarmi qualcosa” penso Gray, nel frattempo l’autobus aveva raggiunto la fermata.

L’autobus si fermò e apri le porte, Gray afferrò per un braccio Eddy e iniziarono a scappare, furono subito inseguiti da tre ragazzi << Corri Eddy, quelli se ci prendono siamo finiti >> Eddy correva più veloce che poteva, e gli si leggeva anche in faccia che era molto spaventato.

<< Gray, dobbiamo raggiungere il centro commerciale, li sarà più facile seminarli >>

<< Lo so, ora risparmia il fiato e continua a correre >>

<< Inutile che scappate, tanto vi prendiamo >> disse il ragazzo che gli correva dietro, mentre correvano Eddy inciampo e cade a terra, Gray si accorse del fatto e torno indietro a prendere l’amico, << Forza, tirati su >>

<< Non posso mi sono slogato la caviglia >> disse Eddy toccandosi la caviglia.

Gray alzò lo sguardo per vedere se gli altri lo avevano raggiunto, e ha quanto pare non mancava molto, Gray si alzo e corse verso i tre ragazzi e gli urlò << Hey, buffoni volete i soldi venite a prenderli se ci riuscite >> e gli sventolò in faccia il portafoglio e corse in un vicolo che era affianco a lui, sperando che i tre lo seguivano lasciando in tanto il tempo a Eddy di alzarsi e di andare via di li, infatti entrato nel vicolo, guardo indietro e vide che tutti e tre lo stavano seguendo allora continuò a correre più veloce che poteva, infilandosi nei vari vicoli che incontrava al fine di seminare i tre inseguitori, dopo un paio di metri si trovo in un vicolo cieco e la paura cominciò a crescere in lui.

<< no, no, NO, e adesso? >>

<< E adesso fine della corsa, sei al capolinea >>

Gray rabbrividì al suono di quella voce e rimase per qualche secondo con la faccia che fissava il muro, poi si girò lentamente e guardò i tre ragazzi che riprendevano fiato.

<< La pagherai per averci fatto stancare cosi >>

E i tre si avvicinavano in modo minaccioso, Gray pensò “ E inutile tentare di scappare tanto vale che mi arrenda” infatti Gray si appoggiò al muro che stava dietro di lui aspettando la mossa di uno dei tre.

Eddy nel frattempo era andato a cercare Gray, la caviglia li faceva un male allucinante, senti mentre camminava che stava arrivando un temporale, e gia stavano cadendo le prime gocce d’acqua, sentì anche dei passi molto veloci che si avvicinavano, si guardò rapidamente intorno e si nascose dietro un bidone della spazzatura, fino a quando non vede passarsi davanti i tre ragazzi di prima corre via come saette.

Eddy aspettò un po’ prima di uscire allo scoperto, ma quando uscì corse subito a cercare Gray anche se correva zoppicando, raggiunse il suo amico e lo trovò seduto per terra con la schiena appoggiata al muro.

<< Gray, tutto bene? >>

Gray tossi e rispose << Secondo te come sto? >> mentre si alzava a fatica << Tu più tosto come stai? Ah…… sei tutto intero? >> gli chiese mentre si toccava dolorante un braccio.

<< Si grazie a te, mi sono fatto male solo alla caviglia, e ora che facciamo dovremmo andare a denunciarli >>

<< No, grazie, la mia famiglia a gia troppi gratta capi poi se mi presento a casa col fatto che sono stato picchiato, non so cosa succederà, a mia madre li prenderà un infarto >>

<< Capisco >>

<< Bene, visto come stanno le cose, penso che tornerò a casa, ah a proposito che ore sono? >>

<< Le 17:02 perché? >>

<< Devo essere all’ospedale per fare una visita a mio padre, si sta riprendendo e i medici ci diranno l’esito degli ultimi esami che ha fatto >>

Gray sembrava essersi ripreso dalle botte che lo avevano stordito e prese sotto braccio Eddy e se ne andarono via da quel vicolo.

<< Senti io devo andare via di fretta, ti lascio alla fermata dell’autobus, riuscirai a cavartela da solo? >>

<< Si vai tranquillo, ho chiamato mia madre prima sta venendo a prendermi perciò non ti preoccupare >>

Lasciò Eddy alla fermata e si diresse all’ospedale il più velocemente possibile. Arrivato all’ospedale, trovo subito sua madre fuori dalla stanze di suo padre,  è sua madre lo vide arrivare.

<< Eccoti finalmente, guardati sei tutto bagnato, ma dove sei stato? >>

<< Lo so, scusa il ritardo e che l’autobus non passava e allora…>>

<< Lascia stare sei perdonato, allora gli hai comprati i biglietti per il concerto >>

<< Eeehm….. possiamo parlarne più tardi, piuttosto come sta papà? >>

<< Non lo so, gli esami non sono ancora finiti, ma penso che fra un po’ possiamo vederlo >>

Dopo qualche minuto uscì un dottore che chiamò Gray e sua madre.

<< Allora dottore, qual è il verdetto, mio marito si riprenderà? >>

il Medico abbasso la testa e fece un sospiro.

<< Non so come dirglielo signora, ma suo marito e in pessime condizioni, il tumore che eravamo riusciti a togliere dal polmone destro, sembra che sia ricomparso e molto più esteso di prima, sembra che durante l’ultimo esame hai raggi X non siamo riusciti a rilevare niente, ma adesso la situazione e critica >>

Con queste parole Gray e sua madre rimasero con lo sguardo fisso nel vuoto.

<< Q- Quanto gli rimane? >> chiese la madre che astento tratteneva le lacrime.

<< Pensiamo un 3-4 mesi, mi dispiace tanto signora >>

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