8 Harry, un nuovo amico

Anno 2007.
Durante la terza settimana di dicembre, a pochi giorni dal Natale, non c’era mai molta clientela alla locanda, se poi si considera che proprio in quei giorni Carterson City era preda di una violenta bufera di neve, che aveva intasato tutte le strade della cittadina, non c’era da stupirsi se durante quella serata la tavola calda era completamente deserta nonostante fossero appena le 20.00 di sera.
Linda era appena uscita dalla cucina con in mano un piatto con tre toast al formaggio. In sala, su un tavolino, le tre Chipettes, ora tredicenni, la stavano aspettando.
<< Ecco a voi, ragazze! >> esclamò Linda appoggiando il piatto sul tavolo.
<< Grazie, Linda! >> esclamò Brittany.
<< Io mi prenoto per quello al centro, è il più grande! >> aggiunse Eleanore. Linda ridacchiò e poi << Oh, Ele, sei incorreggibile! >>.
<< Bene, buon appetito! >> disse Jeanette, poi tutte e quattro iniziarono a mangiare. Le Chipettes si divisero due toast, mentre, mentre Linda si prese l’ultimo rimasto.
Una decina di minuti dopo, quando ormai la loro cena stava per giungere al termine, Jeanette notò che qualcuno stava entrando nella locanda.
<< Linda, arriva qualcuno! >>
La ragazza si voltò in direzione dell’entrata.
<< Non l’ho mai visto da queste parti…forse è uno nuovo >> commentò Brittany.
<< Credo che tu abbia ragione…però è strano…di solito la gente se ne va da Carterson, non il contrario…forse vi conviene non farvi notare per ora, nascondetevi >>. Le Chipettes risposero a Linda con un << Sì >> e obbedirono, nel frattempo la ragazza si diresse in direzione del bancone del bar.
<< Salve >> si presentò l’uomo e si avvicinò. A Linda parve fosse sulla trentina, all’incirca come la sua età, ma nonostante questo aveva un aspetto giovanile, alto sul metro e ottanta e con capelli corti, ricci e bruni.
<< Salve, che desidera? >> gli chiese Linda.
<< Bhe, per iniziare, un caffè con questo tempaccio sarebbe proprio l’ideale! >>.
<< Un caffè, arriva dubito! >>.
Linda glielo preparò in una manciata di secondi e glielo portò al banco.
<< Sei nuovo di queste parti? Non ti ho mai visto in giro. >>
<< Bhe, sì, in effetti vengo da New York…Harry Smith, sono il nipote di Grace Wilson, forse la conosci? >>
<< Oh, sì! Grace…ho saputo che… >>.
<< Sì…la settimana scorsa, nel sonno… >>.
<< Mi dispiace… >>.
<< Sei molto gentile, ma non era necessario, eravamo preparati… >>.
Restarono entrambi in silenzio per un po’. Poi Linda riprese a parlare << O cielo, che maleducata, non mi sono nemmeno presentata, sono… >>.
<< Linda Green, lo so, alcuni qui mi hanno parlato di te, è per questo che sono qui. >>.
<< Sì? A che proposito? >>.
<< Bhe, Grace, mia nonna, mi ha lasciato in eredità la sua casa, e per rispondere alla tua domanda di prima, ho sempre odiato l’ambiente caotico della Grande Mela, quindi ho pensato che questa potesse essere l’occasione buona per cambiare ambiente…il problema è che mi serve un lavoro, ecco perché mi trovo qui…speravo che tu potessi essermi d’aiuto… >>.
<< Capisco, bhe, non che ci sia molto da fare in un paesello di trecento abitanti, però, penso che posso metterci una buona parola con l’altro titolare >>.
<< E io te ne  sarei grato! >> concluse Harry.
<< A proposito, Harry, tu non sei bravo a fingere, non è vero? >> gli chiese d’improvviso Linda.
<< Che intendi? >>.
<< Dai, andiamo! Non dirmi che quando ti hanno parlato di me non ti abbiano accennato ad un particolare?!? >>
Harry restò in silenzio per un po’, poi con un sorriso le rispose << E’ vero… >>.
Una volte che la verità era uscita allo scoperto, Linda decise di chiamare da loro le Chipettes.
<< Brittany, Jeanette, Eleanore, potete venire! >>.
Le tre uscirono dalla cucina e salirono sopra al bancone, e dopo le presentazioni con Harry, l’uomo disse << Devi scusarmi…non volevo che pensassi che sia qui per chi sa quale motivo, sto davvero cercando un lavoro >>.
<< Oh, lo so, Harry, non c’è bisogno che ti giustifichi, quando vivi con delle scoiattoline parlanti e cantanti devi imparare a riconoscere le persone cattive da quelle buone, è per questo che ho detto loro di uscire allo scoperto, per nostra fortuna, qui a Carterson ci si può fidare della gente >>.
<< Non si può dire lo stesso di New York…avevo proprio bisogno di cambiare aria…anche se avrei preferito che accadesse in circostanze diverse >> aggiunse Harry.
<< Prima dove abitavi? >>.
<< In un pessimo condominio pieno di vicini rumorosi, e il lavoro, bhe, ero in una band, ma non guadagnavamo abbastanza e abbiamo sciolto il gruppo, ero il batterista… >>.
<< Mitico! Bhe, magari puoi affiancarci durante alcuni dei nostri spettacoli! >> propose Brittany.
<< Sarebbe fantastico! Sempre se Linda è d’accordo… >> aggiunse Eleanore.
Linda ci pensò un po’, poi rispose << Non sarebbe affatto una cattiva idea! Che ne pensi, Harry? >>
<< Bhe, io sono qui a vostra disposizione, ragazze! >> rispose l’uomo.
<< Sì, e vai! >> conclusero in coro le Chipettes.
Linda, Harry e le Chipettes restarono ancora a chiacchierare tra di loro per un’oretta. Un periodo di tempo durante il quale Linda poté notare la malinconia mal celata di Harry per la sua recente perdita, perciò fece del suo meglio per non accennare niente che potesse ricordargli il lutto per la sua anziana nonna.
Una delle principali cose di cui, invece, avevano discusso erano le tre scoiattoline.
<< Non hai mai pensato di farle esibire di fronte a qualche platea più grande? Insomma, una dote come la loro andrebbe sfruttata anche se fossero delle persone, e loro sono scoiattoli… >>.
<< Le Chipettes SONO PERSONE…più piccole della norma, ma pur sempre persone! >> lo interruppe Linda ad alta voce.
Harry si azzittì per un istante.
<< Non…non volevo dire…scusa. >>.
<< Oh no, scusami tu…sono piccole…e come dicevi tu sono scoiattoli, non so se riuscirebbero a reggere i ritmi di una normale band…tu mi capisci, vero? >>. Le Chipettes la guardarono per un istante con aria malinconica, poi la loro attenzione passò a Harry, che rispose << Sì, hai ragione. >>.
Linda si dispiacque per averlo aggredito in quel modo, per fortuna lui non parve essersela presa.
Quando erano giunte le nove di sera, Harry si alzò, le salutò tutte e quattro cordialmente, lasciò loro il proprio numero di cellulare nel caso Linda avesse deciso di assumerlo e uscì dalla tavola calda. Guardando dalla vetrata, lo vide salire su una vecchia auto che sembrava sul punto di cadere a pezzi e allontanarsi percorrendo a fatica la strada innevata dalla bufera.
<< Sembra un tipo simpatico! >> commentò Eleanore.
<< Peccato che non se la stia passando alla grande… >> aggiunse Jeanette.
<< Che farai? Lo assumerai? >> chiese Brittany.
<< Devo parlarne al telefono con Michael, ma penso che non sarà un problema per lui >>. Michael era l’altro titolare della locanda. Un simpatico cinquantenne amico di suo padre. Durante il periodo natalizio aveva l’abitudine di partire con sua moglie per andare a trovare fuori città i figli. Perciò in quel periodo Linda si trovava sempre a essere la sola a gestire la locanda, quindi un aiuto le avrebbe giovato. E poi Harry, nonostante in quel periodo non stesse navigando in buone acque, le era parso una persona molto cordiale e intelligente.

Quella sera chiamò Michael al telefono, gli propose l’assunzione di Harry e come era prevedibile, accetto senza problemi. Il giorno dopo, la mattina, Linda gli comunicò la buona notizia e da allora Harry lavorò con loro.
Ben presto Linda, Harry e le Chipettes divennero grandi amici.
Nel frattempo i giorni passarono, e pochi giorni prima di Natale, una mattina…

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