6 Le prime parole

14 settembre 1997.

Era passato più di un anno dall’incontro di Linda con le Chipettes, e le tre scoiattoline erano ormai diventate parte della famiglia.
Linda stava mantenendo la sua promessa di prendersi cura di loro come una mamma e dovunque lei andasse, Brittany, Jeanette ed Eleanore la seguivano come delle brave figlie.
Da quando la ragazza aveva preso la decisione di tenersele, per i primi mesi né suo padre né sua madre erano mai stati d’accordo con lei, ma alla fine l’ostinazione di Linda aveva avuto il sopravvento sui suoi.
Durante i suoi turni di lavoro le Chipettes restavano a casa, accudite dalla madre di Linda, che badava a loro come una nonna bada ai nipoti. Come diceva sempre Linda: delle Chipettes si poteva dire di tutto tranne che erano solo dei semplici animaletti domestici. Era come se lo spirito di tre sorelline umane si era incarnato nel corpo di tre chipmunk. Adoravano ascoltare le canzoni alla radio quando la loro mamma-Linda la accendeva in camera sua e la divertivano improvvisando curiosi balletti a ritmo di musica. Inoltre amavano giocherellare con i vecchi accessori delle bambole della ragazza, come i piccoli pettini di plastica con i quali mimavano il gesto di pettinarsi, benché non avessero capelli, ma solo lunghe ciocche di pelo, che Linda aveva l’idea di fargliele tenere raccolte con piccoli nastrini cuciti su misura per le loro piccole testoline.

Quel giorno Linda era appena tornata dal turno di lavoro e come di consueto, all’entrata di casa sua era stata amorevolmente accolta dalle tre piccole Chipettes, che senza neanche darle il tempo di varcarla, cominciarono a saltellarle tra le gambe.
<< Oh ciao, piccole! Come state? >> chiese loro mentre le raccoglieva da terra e le avvicinava a se per permettere loro di abbracciarla.
Le Chipettes squittivano e ridacchiavano allegramente.
<< Avete fatto le brave mentre io non c’ero? >>
<< Oh sì, hanno corso e saltato di qua e di là come delle monelle…come sempre! >> scherzò la madre di Linda, appena uscita dalla cucina per salutare la figlia.
<< Dai, mamma, sono cuccioli di scoiattolo! Ci sarebbe da preoccuparsi se non fossero vivaci! Almeno hanno rotto poche cose oggi? Ti prego! Dimmi di sì! >>
<< Per la verità…sembra strano pure a me, però non hanno ancora combinato niente… >>.
<< Hmm, sono le cinque di pomeriggio e non avete ancora distrutto nessun vaso di fiori o ribaltato mezza libreria?!? Fate progressi! >> commentò Linda mentre dava a ciascuna un piccolo buffetto sulla loro testolina.

Ore 20.00.
In tavola era tutto pronto per la cena.
Linda e i suoi genitori, insieme alle Chipettes avevano appena iniziato a mangiare quando Brittany aveva deciso di fare la capricciosa. Non era una novità! Al contrario Jeanette ed Eleanore, che stavano educatamente sedute sopra il tavolo e pasteggiavano con biscotti, ciotole di latte e cereali o frutta secca, Brittany aveva sempre il brutto vizio di saltellare di qua e di la sulla tavola imbandita, senza disdegnare di abbattere qualche bicchiere o di rovesciare per terra qualche piatto spingendolo con le zampette.
<< Ci risiamo! >> disse sarcasticamente il padre di Linda. Come dargli torto?!?
<< BRITTANY!! >> ad urlare era stata la ragazza.
La Chipette si fermò all’istante e fisso negli occhi Linda, poi, ubbidiente, torno al suo posto con le sorelle.
<< Complimenti, Linda! Stai imparando a farti rispettare! >> si complimentò con lei suo padre. La ragazza ricambiò con un sorriso soddisfatto.

Il resto della cena stava trascorrendo tranquillamente. Si parlava del lavoro, di progetti futuri riguardati la casa, delle Chipettes. Insomma, conversazioni comuni nella loro famiglia.
Le tre scoiattoline stavano finendo di sgranocchiare un grosso biscotto che Linda aveva dato loro. Per alcuni minuti se l’erano condiviso tra di loro senza troppi problemi, staccando a turno piccoli pezzettini che poi mangiavano in disparte, ma ad un certo punto Brittany, egoisticamente, aveva deciso di tenersi il biscotto tutto per se. Ne seguì una lite tra le tre scoiattoline che in un primo momento non fu notata né da Linda né dai suoi genitori. Solo quando le Chipettes iniziavano a gridarsi l’una sull’altra con i loro piccoli squittii, mamma-Linda si rese conto di cosa stava succedendo.
Le scoiattoline, come i personaggi di un cartone animato, si stavano litigando il pezzo rimanente del biscotto. Linda tentò di sequestrarglielo per dar loro il tempo di calmarsi, ma non fu abbastanza veloce. Brittany diede un violento strattone al biscotto, strappandolo dalle zampette delle sorelle, ma allo stesso tempo anche lei perse la presa, col risultato che il dolcetto volo fuori dal tavolo e cadde a terra.
I genitori di Linda non riuscirono a trattenersi dal ridere, mentre la ragazza si chinò a recuperarlo.
<< Accidenti, ma voi tre non ce la fate a mangiare un semplice biscotto senza sbranarvi a vicenda ogni volta?!? >> commentò mamma-Linda mentre lo coglieva da terra e si rialzava.
Le tre Chipettes la guardavano tranquille, come se fino ad ora non fosse successo niente.
<< Sapete che cosa faccio adesso? Questo ve lo sequestro! >>. Linda avrebbe voluto dirlo con la serietà e l’autorità che qualunque madre dovrebbe avere con i propri figli, ma in quel momento non le riusciva possibile. Insomma! Le Chipettes erano lì, in piedi sul tavolo che la fissavano con un sorrisetto un po’ ingenuo, aspettando solamente di riavere il loro amato biscotto, mentre i genitori di Linda se ne stavano in disparte ad osservare divertiti la scena.
<< Ahhh, e va bene! Riprendetevelo!! >> acconsentì alla fine Linda, rassegnata.
<< Grazie mamma! >>.
Il tempo si congelò.
Madre, Padre e figlia, improvvisamente, si paralizzarono, increduli!
<< Grazie! >>
<< Mammina, grazie! >>
Una dopo l’altra, Brittany, Jeanette ed Eleanore ringraziarono mamma-Linda con queste parole, lasciando esterrefatta lei e i suoi Genitori.
<< P…parlano!! >>. A rompere il silenzio era stata la ragazza, che nel frattempo continuava a fissarle mentre, indifferenti, stavano continuando a mangiare il loro biscotto.
<< Ok, Linda…avevi…avevi ragione tu… >> balbettò il padre della ragazza.
<< Su…cosa? >> chiese lei.
<< Sono speciali… >>.

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