5 Linda, una strana mamma

<< Lo sai che a papà non andrà giù questa cosa? >>
<< Lo so,mamma, ma che potevo farci?!? Ho provato a lasciarle nel parco, ma continuavano a seguirmi…non potevo andarmene e abbandonarle così, in balia di chi sa cosa! E se poi un gatto le aggrediva?? O se arrivava un falco… >>
<< Va bene, va bene, non dire altro, Linda, spero solo che tu sappia quello fai, ormai non sei più una bambina, hai vent’anni, se vuoi tenerle va bene, ma dovrai prenderti cura di loro, e dovrai farlo bene! Sono piccole, e animali così giovani sono molto delicati, immagino che tu lo sappia. >>
<< Certo, puoi fidarti di me! >>
<< Non è una questione di fiducia, Linda! Qui se sbagli, ci rimetteranno loro, e io so che ogni tanto sai essere tremendamente sbadata, come quando hai lasciato la bicicletta sotto la quercia in balia del temporale! >>
<< Beh, se non fosse stato per la bicicletta, non le avrei mai trovate! E in mezzo a quel tempaccio probabilmente non se la sarebbero cavate così bene! >>. Linda e sua madre restarono in silenzio, nella sala da pranzo, a fissarsi per alcuni secondi.
<< E dai, mamma! Tanto lo sappiamo entrambe che ti ho già convinto! >>. Sua madre aspetto un po’ prima di rispondere << Speriamo solo che tuo padre non se la prenda troppo male…sai cosa ne pensa lui del tenere in casa animali! >>.
“Già, è vero…è convinto che sia un atto di crudeltà nei loro confronti…non ha mai capito che anche gli animali si possono affezionare al proprio padrone…” si disse tra se e se Linda.

Con grande sollievo (e sorpresa) di madre e figlia, il padre di Linda non reagì, tutto sommato, così male. Certo, inizialmente, varcata la soglia di casa, trovandosi di fronte alla scena delle tre Chipettes che correvano e saltavano di qua e di là come delle piccole indemoniate, a stento riuscì a trattenersi dall’urlare << Ma che sta succedendo?!? >> , limitandosi, però a chiederselo solo ad alta voce.
Linda lo accolse con baci e abbracci, gli stampo sulla guancia un bel bacione e inizio a ripetere insistentemente quanto fosse contenta che suo padre fosse tornato a casa, poi gli raccontò la storia di come le Chipettes si erano rifiutate di essere abbandonate e di come, insistentemente, aveva cercato di tornare da lei ogni volta che tentava di lasciarle.
Suo padre non si infuriò come previsto, ma ciò non gli impedì di esprimere il suo disappunto.
<< Sono ancora piccole, Linda! Probabilmente la madre le ha abbandonate da pochissimo e non si sono ancora abituate all’idea di dover crescere da sole…tu le hai salvate, le hai nutrite e hai passato con loro tutto questo tempo senza mai lasciarle solo un minuto…ora loro ti vedono come la loro VERA madre! Ecco perché ti hanno seguito. Avresti dovuto semplicemente andartene… >>
<< Non ti sembra di essere un po’ crudele?!? >> lo interruppe Linda.
<< Questa non è crudeltà, è la Natura…così come ha fatto la loro vera madre, avresti dovuto fare lo stesso anche te…possono essere tenere e carine, ma sono pur sempre animali, e come ogni animale, in loro c’è l’istinto della libertà, e un giorno, quando saranno cresciute ne sentiranno il bisogno, ma più aspetti a liberarle e peggio sarà per loro! Come faranno, un giorno, a badare a loro se non lo imparano ora? >>.
Linda rifletté sulle parole di suo padre. “ Ha ragione, Linda!”, si disse poi tra se e se.
<< Vorrà dire che le terrò solo per qualche altro giorno, e poi farò come dici tu…tornerò al parco e le lascerò lì… e sta volta non tornerò indietro a prenderle! >>.
<< Siamo d’accordo allora? >> aggiunse suo padre.
<< Siamo d’accordo! >> confermò lei, ed in seguito si strinsero la mano per sigillare il loro patto.

Ore 23.00.
Mentre finiva di asciugarsi i capelli in bagno dopo una bella e rilassante doccia, Linda stava ancora rimuginando sulle parole di suo padre. Questa volta le aveva dato un motivo più che valido per dargli retta, come aveva detto lui, le Chipettes sono solo animali, e per quanto fossero carine, liberarle era davvero la soluzione migliore. Decise che le avrebbe tenute con se solo un altro paio di giorni, e poi basta.
Poco dopo uscì dal bagno e si diresse verso la sua camera, ma prima fece una rapidissima tappa dai suoi per augurare la buonanotte.
Quando, alla fine, entrò in camera sua, le Chipettes erano ancora lì.
Brittany ed Eleanore erano accoccolate nella cuccetta e stavano già dormendo, Jeanette invece non si vedeva.
Linda si guardò rapidamente intorno senza trovarla, poi la sua attenzione cadde su qualcosa che si muoveva sopra il suo letto, era Jeanette. La Chipette camminava di qua e di là confusa eretta sulle zampette posteriori. Quelle anteriori, come delle braccia, le tendeva in avanti camminando, come farebbe un miope che ha appena perso gli occhiali.
Guardandola da prima Linda ridacchiò, ma poi le venne un’idea! Frugò in un cassetto alla ricerca di una sua vecchia bambola con cui ormai non giocava più da almeno dieci anni, e con sua grande sorpresa la trovò senza troppe difficoltà! Era una bambola strana, ad essere onesti, e Linda ormai neanche ricordava più come l’aveva avuto. Era vestita con un curioso maglioncino blu e una gonna viola, indossava un paio di calzini bianchi e lunghi che le arrivavano fino alle sue caviglie di plastica e calzava delle scarpe blu della stessa tonalità del maglione. Inoltre questa bambola aveva una folta chioma di capelli bruni raccolti con un lungo nastro violaceo, ma la cosa che più di tutte aveva sempre colpito Linda (e che era anche il motivo per il quale aveva appena recuperato la bambola) erano quel paio di occhiali dalla montatura grossa, decisamente un look stravagante per una bambola!
Linda prese gli occhiali e rimise la bambola nel cassetto, poi tornò dalla piccola Jeanette e glieli fece indossare. Immediatamente la Chipette sembrò riacquistare la vista e a camminare senza traballare. “Incredibile! Non avrei mai creduto potesse funzionare!” pensò la ragazza.
Linda se sdraiò nel letto, con Jeanette ad una ventina di centimetri da lei, e iniziò a leggere le ultimissime pagine del suo romanzo, ansiosa di terminarlo una volta per tutte. Si rese presto conto, però, che avrebbe dovuto rimandare la conclusione ancora una volta, perché quello che fece Jeanette quasi subito richiamò tutta la sua attenzione! Jeanette si mise di fianco a lei e cominciò timidamente a sbirciare le pagine del libro. Linda, incuriosita più che mai dallo strano comportamento della scoiattolina, la incitò a parole e a gesti ad avvicinarsi di più, poi, quando la piccola era ormai a pochi centimetri, Linda le avvicinò il libro per vedere come si sarebbe comportata la Chipette. Non riuscì a credere a quello che stava vedendo! Sembrava quasi che Jeanette stesse leggendo!
Tutte le convinzioni che le aveva messo in testa sua padre improvvisamente erano volate via… e se prima il suo era solo un dubbio, ora era una certezza: le Chipettes erano speciali!
In un modo o nell’altro, Linda le avrebbe tenute con se. Suo padre avrebbe protestato fino alla fine, ma ormai la decisione era presa! Da quel momento in poi sarebbe stata lei la loro madre, e se per diventarlo avrebbe dovuto sciogliere il patto siglato a parole con sua padre, allora l’avrebbe fatto!

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