3 Forse questo è un addio

Sono passati tre giorni dalla serata in cui Linda aveva trovato le Chipettes. Le aveva portate a visitare dal veterinario ed erano risultate in eccellente stato di salute, quindi, come già deciso, non appena il maltempo se ne sarebbe andato, le avrebbe rimesse in libertà. Le dispiaceva doverlo fare, ormai si stava affezionando a loro, ma era la cosa giusta da fare, e il parco era il posto più adatto. Con i suoi prati rigogliosi e il sorprendente numero di specie diverse di alberi in cui vivere, le Chipettes sarebbero cresciute felici.
Quel giorno suo padre non doveva lavorare, perciò Linda poté prendere l’auto e portare le scoiattoline con maggior comodità, sarebbe stata un’impresa ben peggiore se si fosse vista costretta a trasportarle in bicicletta dentro una scatola.
Ormai non mancava molto a destinazione, e man mano che il veicolo si avvicinava alla meta, Linda lanciava occhiate sempre più insistenti verso il sedile del passeggero anteriore, dove le tre piccole giocherellavano, ignare di quanto stava accadendo intorno a loro, e ogni volta che le riguardava, provava una nostalgia sempre maggiore, benché le tre fossero ancora lì con lei.
Accese la radio, pensando che ciò l’avrebbe aiutata a scacciare i brutti pensieri e la tristezza. Si sintonizzò sulla sua stazione preferita, che in quel momento aveva da poco iniziato a trasmettere la canzone I want to know what love is. Le Chipettes smisero di dedicarsi alle loro attività e sembrava stessero ascoltando la canzone. Quel che a Linda parve per lo meno insolito era il modo in cui lo facevano…non come semplici animali che ascoltano un suono che li incuriosisce, bensì come ci si aspetterebbe da un gruppo di bambini…anche se forse in questo caso sarebbe più corretto parlare di bambine…e cosa ancora più insolita è che pareva muovessero le loro testoline a ritmo della canzone.
“Chi sa se è un comportamento normale per gli scoiattoli?” si chiese Linda. “Dovrò ricordarmi di chiederlo a papà quando tornerò a casa!”.

Cinque minuti dopo, l’auto giunse a destinazione.
Linda prese delicatamente tra le braccia le tre piccole Chipettes e cominciò a girare per il parco alla ricerca di un buon albero dove lasciarle. Intorno a lei gruppi di persone stavano passeggiando e dedicandosi alle loro attività, c’era chi faceva jogging, chi portava a spasso il cane e ogni tanto si poteva anche scorgere qualche mamma con i propri figli, ma Linda non badò a nessuno di loro, e nessuno badò a lei.
La ragazza scorse tra la boscaglia di siepi un alberello non troppo alto…era un nocciolo, quindi significava “cibo” per le Chipettes, e cosa ancora più importante, c’era un piccolo buco scavato al suo interno da qualche animale. Se in quel parco ci fosse mai stato un luogo adatto per lasciare le Chipettes, non poteva esserci niente di meglio di quell’alberello. Linda ispezionò per bene l’interno del buco per assicurarsi che non fosse già occupato. “Niente! E’ vuoto!” costatò, e non c’era nemmeno traccia di nidi, quindi quasi sicuramente non poteva nemmeno appartenere ad un uccello.
Linda decise che le avrebbe lasciate lì e le adagiò sempre con estrema delicatezza su uno dei rami più bassi. Le Chipettes si guardarono un po’ in giro, leggermente smarrite e confuse dal nuovo ambiente, ma in pochi secondi parvero ambientarsi.
<< Addio, piccoline… >> le salutò tristemente Linda, poi diede a ciascuna un piccolo bacetto sulla testolina e cominciò ad allontanarsi. Non si accorse che nel frattempo le tre Chipettes la stavano osservando.
“Non ti voltare…non ti voltare…è la cosa giusta! Hanno diritto alla libertà!” cercò di convincersi, anche se ogni suo passo la rattristava sempre di più. D’improvviso sentì un tonfo, come di qualcosa di molto piccolo che precipita al suolo, e subito dopo al primo ne seguì un altro e un altro ancora. A quel punto non poté non girarsi. “Forse sono cadute e si sono fatte male!”. No! Non erano cadute…erano saltate giù dal ramo, e stavano correndo verso di lei.
<< Oh no, piccoline, non seguitemi, per favore…e già difficile così! Non complicatemi ancora di più le cose! >> disse loro mentre le stava riprendendo in braccio e riportando sul ramo. Dopo averle nuovamente riappoggiate, aggiunse << E’ la cosa giusta! Anche voi mi mancherete, ma è questo il vostro posto, la natura… >>. “Certo, Linda…come se ti capissero…” si disse tra se e se. Si voltò e fece per allontanarsi di nuovo, ma a neanche tre metri sentì ancora quei tre tonfi e voltandosi vide per l’ennesima volta le Chipettes venirle incontro. La ragazza e le scoiattoline si fissarono e a un certo punto parvero quasi sorriderle.

Qualche minuto dopo Linda stava ripercorrendo in macchina la strada di ritorno, e di fianco a lei, nel sedile del passeggero anteriore, era ancora in compagnia delle Chipettes, più allegre e spensierate che mai.

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