16 In Viaggio per la Jet Records

Il volo per Los Angeles duro 6 lunghe ed interminabili ore. 
Era stato un volo dei più tranquilli, senza nemmeno una piccola turbolenza a destare qualche piccola preoccupazione, quindi per tutto il viaggio era stata la noia a farla da padrona. Almeno questo era quello che pensava Harry, dal momento che le Chipettes, sedute nel posto accanto al suo, sembravano più impazienti che mai di arrivare a destinazione. Per fortuna, comunque, nessuno fece caso alle tre scoiattoline, né durante l’imbarco, né durante il viaggio né tantomeno all’atterraggio, quindi se non altro Harry non dovette dare spiegazioni di nessun tipo, anche se, in effetti, qualche piccolo gruppetto di passeggeri sembravano essersi accorti della loro presenza, soprattutto i due che si trovano nella fila opposta alla loro, che non potevano non vederle. Ma chi sa, forse la fama dei Chipmunks aveva raggiunto tali livelli che ormai la gente non si stupiva più se incontrava per strada (o sul sedile di fianco in aereo) un chipmunk parlante. 

Ad ogni modo, arrivati a destinazione e raccattata la sua valigia, Harry telefonò rapidamente a Scott per informarlo del suo arrivo. 
Dall’altro capo della linea, Scott lo informò di essere già al terminal e che l’avrebbero trovato ad aspettarli nei pressi dell’ufficio oggetti smarriti. 
Seguendo le indicazioni e chiedendo un paio di volte a qualche persona, riuscirono a raggiungerlo senza troppi problemi, ed eccolo lì, Scott… impaziente e ansioso più che mai di chiudere il più in fretta possibile la faccenda. Era un uomo di colore dalla carnagione chiara e sulla trentina, più o meno come Harry, con una folta barba nera e di corporatura robusta. 
Indosso aveva la divisa blu scuro della FedEx e un berretto del medesimo colore. 
<< Cavolo, amico! Non ti vedo da anni ma non sei cambiato affatto! Continui ad avere sempre l’aria del giovincello che sogna di sfondare come batterista! >> scherzò Scott, dopo essersi stretto la mano con l’amico, poi la sua attenzione passò alle tre Chipettes aggrappate alle spalle di Harry. 
<< Immagino che voi siate le famose signorine…ma lo sapete che sembrate proprio la copia al femminile dei Chipmunks! Potreste quasi essere le loro sorelle! >> 
Eleanore ridacchiò. 
<< Allora, come procediamo? >> gli chiese Harry. 
<< Giusto! Forza, seguitemi! >> 
Harry e le Chipettes seguirono Scott verso una serie di corridoi a stanze riservate solo agli addetti ai lavori. 
<< C’è una cosa che non capisco però, come fai ad avere le chiavi d’accesso a queste zone, non mi sembra che tu lavori qui… >> 
<< Bhe, Harry…diciamo che un paio di tizi mi devono alcuni favori, non chiedere >> 
<< Ok, l’importante è che non ci becchino quelli della sorveglianza! >> 
<< Ti preoccupi? Ricordati che qui sono io che rischia il posto! E poi non temere, sai i due tizi di cui ti ho parlato? Sono del turno di guardia, quindi stiamo a posto! >> 
<< Mi fa piacere sapere che nonostante gli anni, tu sia rimasto il teppista di allora! >> 
<< He he, bhe, ringraziate che il “teppista” sia ben organizzato allora! >>. 
Scott lì condusse all’esterno del terminal, in un’area isolata all’aperto, dove un grosso furgone bianco della FedEx li aspettava. 
L’uomo di colore poi aprì il retro del veicolo e tra le varie casse di pacchi e posta varia, estrasse un piccolo sacco con sopra stampato il famoso logo. Come gli era stato detto dall’amico, Harry notò che non aveva ne timbri ne affrancature di nessun genere. 
<< Ora ragazze, ascoltate bene… >> disse Scott, rivolgendosi alle Chipettes << …ho fatto in modo di bucare in diversi punti il pacco in modo da permettere all’aria di circolare…non sarà un viaggio comodo, ma per vostra fortuna la Jet Records non è lontana da qui… >> 
<< Capito >> disse Brittany. 
<< Inoltre, dall’interno del pacco dovreste riuscire a vedere senza grossi problemi quello che succede all’esterno, perciò fate attenzione a ciò che vi dico: caso vuole che la prima tappa del mio giro di consegne sia proprio la Jet Records, perciò quando ci fermeremo, state pronte a essere raccolte. Aspettate che io abbia percorso alcuni metri e poi saltate giù del cesto nel quale vi avrò riposto! E tutto chiaro? >> 
<< Certo, Scott, però tu dopo cosa farai? >> gli domandò Brittany. 
<< Bhe, piccola, io vorrei aiutarvi più di così, ma purtroppo non posso fare oltre…quando sarete saltate giù io farò finta di niente e proseguirò per la mia strada, a quel punto voi sarete da sole >> 
<< E se qualcuno dovesse notare il pacco che cade? >> domandò Harry. 
<< Amico, a quanto pare l’aria di provincia di ha confuso le idee! Qui siamo in città, a nessuno gli importa niente se a un povero postino di colore cade un pacco, ognuno si fa gli affari sui e chi se ne frega del resto! >> 
<< Hmm…può funzionare! >> commentò allora Harry. 
<< Come sarebbe a dire “Può funzionare”? Certo che funzionerà! >> 
<< Scott…non hai idea di quanto ti sia grato per questo! >> 
<< Nah, lascia stare amico! Come avrai notato, questa non è la prima volta che lo faccio, e per una volta sono contento di farlo per dei fini nobili come aiutare queste signorine ad avverare il loro sogno…a patto che accetti di fare un salto con me al bar sta sera, altrimenti non ti parlo più! >> 
<< He he! Puoi contarci! >> 
Alla fine venne anche il momento per Harry e le Chipettes di salutarsi, poi, dopo essersi scambiati a vicende gli addii, entrarono una dopo l’altra nel pacco preparato da Scott e cercarono di mettersi in posizioni il più comode possibili per il viaggio, mentre l’addetto della FedEx ne sigillava con molta cura e delicatezza l’estremità col nastro adesivo. 
<< Ragazze, state bene la dentro? >> urlo Scott alle Chipettes, che rispose tutte insieme con un “Sìì!!” 
<< Ciao, Harry! >> urlarono ancora le scoiattoline da dentro il pacco mentre Scott stava iniziando a chiude il retro del furgone. 
<< Ciao, ragazze! >> ricambiò Harry. 
<< Ah, Harry, mi sono preso la libertà di chiamare un mio amico taxista perché ti venga a prendere qui, ormai dovrebbe essere qui a momenti! >> 
<< Ah, sì? Ottimo! Grazie amico! E abbi cura di loro! >> 
<< Contaci! >> concluse Scott. 
Poi il furgone della FedEx partì per il suo viaggio verso la Jet Records. 

Alla fine Scott non mentiva, il viaggio durò non più di dieci minuti. 
Quando l’uomo, una volta parcheggiato il furgone, aprì il retro del veicolo per estrarre il pacco con le Chipettes e il resto della posta. Da dentro Brittany riuscì a cogliere di sfuggita alcune lettere sulla parete in un edificio… JT RECR…non c’era dubbio che il posto era quello. 
Da dentro il pacco, le Chipettes si fecero il segnale di saltare tutte e tre contemporaneamente e in un attimo si ritrovarono a volare per aria per schiantarsi, un istante dopo, al suolo. Scott, ovviamente, se ne accorse, ma il loro piano prevedeva che lui dovesse fare finta di niente, perciò proseguì per la sua strada. 
Tra agitazione mischiata a felicità e qualche battibecco, le scoiattoline ci misero un po’ a liberarsi dall’involucro del pacco, ma alla fine ci riuscirono. 
La prima cosa che Brittany disse, una volta uscita, fu << Ce l’abbiamo fatta! La Jet Records! >> al quale si aggiunse un’esaltazione di Jeanette. 
Il loro primo obiettivo, ora, era di addentrarsi negli uffici della casa discografica e andare alla ricerca del manager Ian Hawke. Stavano quasi per mettersi all’opera quando…eccolo lì di fronte a loro! 
<< Perbacco! Ma lui è…Ian Hawke! >> fece notare Brittany alle sorelle. 
Provarono a chiamarlo alcune volte, ma lui inizialmente non si accorse della loro presenza. Si avvicinarono ancora un po’ e lo richiamarono, e questa volta le sentì. 
Quello che successe dopo, bhe, lo conosciamo tutti! 

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