15 All’aeroporto

La mattina del giorno dopo.
<< Allora, è tutto pronto? >>
<< Sì, Mike, puoi stare tranquillo, tanto l’aeroporto di TannerVille dista solo una quindicina di chilometri da qui >> lo rassicurò Harry.
<< Ah, bhe, lo so ragazzo, sono qui da molto prima di te…e sono pure più vecchio! >>.
I due uomini risero.
<< Direi che possiamo andare >> li avvertì Linda. Secondo il programma che avevano stabilito, lei avrebbe accompagnato Harry e le Chipettes fino all’aeroporto più vicino, che era per l’appunto, nella vicina TannerVille. Poi avrebbe fatto ritorno a Carterson City mentre l’uomo e le scoiattoline avrebbero proseguito da soli il viaggio per Los Angeles. In questo modo, se mai i Reeve avrebbero improvvisamente deciso di far ritorno dalle parti della locanda, vedendo Linda, per un po’ non avrebbero potuto sospettare di nulla, e questo avrebbe dato ai Nostri qualche giorno di vantaggio extra per favorire la fuga delle Chipettes.
Brittany, Jeanette ed Eleanore uscirono dalla locanda e si avvicinarono a Michael per salutarlo. Lui le raccolse in braccio e le abbraccio per la prima volta da quando le aveva conosciute.
<< Mi raccomando, ragazze, statemi bene e sbrigatevi a diventare delle rock star di fama mondiale, così quando comincerà a spargersi la voce che le famose Chipettes una volta lavoravano qui, sarò sommerso dai clienti! >>
Le Chipettes ridacchiarono, poi Brittany << Certo, contaci! E anche tu stacci bene! >>
<< Ma certo che sì! Lo dubitate forse? >> aggiunse ironicamente Mike, e le Chipettes risero ancora.
<< Addio, Mike, ci mancherai! >> lo salutò Eleanore.
<< Anche voi, piccole! E ora andate! Non vorrete far tardi per l’aeroporto! >>
Le Chipettes salirono in macchina, dove Harry e Linda le stavano già aspettando. Con loro non avevano portato niente, ne un vestitino ne qualche effetto personale. Quando Linda si era messa a preparar loro delle piccole valige, le dissero che non volevano portarsi niente e che volevano lasciarle le loro cose come ricordo, e anche se non era del tutto d’accordo alla fine accettò.
Il motore dell’auto (quella di Linda, perché se ben ricordate, il catorcio di Harry era ormai irrimediabilmente defunto) si accese e il veicolo parti per la sua destinazione.
Ora l’unico problema per Michael era di dover dare spiegazioni alla gente di Carterson City per l’improvvisa scomparsa delle Chipettes…ma a pensarci bene non era un vero problema…la gente del posto avrebbe capito. E per quanto riguardava i Reeve, bhe…ora che le Chipettes sarebbero andate ad abitare a Los Angeles, quei due molto probabilmente non avrebbero più rappresentato un problema.

Durante il viaggio per l’aeroporto di TannerVille, Linda cercava di intrattenere il gruppo raccontando divertenti aneddoti sull’infanzia delle Chipettes, come quel giorno in cui avevano appena detto la loro prima parola e il padre di Linda aveva fatto di tutto per insegnarle a dire “papà”.
<< E alla fine ci riuscì? >> le chiese Harry.
<< Bhe, non proprio…alla fine si sono messe a chiamarlo “nonno” >>
In auto tutti scoppiarono a ridere, e andarono avanti così fino all’arrivo all’aeroporto. A quel punto tutto quel clima di gioia e spensieratezza si spense di colpo.
<< Siamo arrivati >> disse Harry, cercando di spezzare la tensione.
<< Già >> rispose Brittany.
Dopo qualche breve secondo di triste silenzio, Linda << Forza, su. O rischiate di fare tardi >>

Mentre Harry stava sbrigando tutte le formalità al check-in, Linda e le Chipettes approfittavano dell’attesa per salutarsi.
<< Ci mancherai moltissimo, Linda! >>
<< Oh, anche voi mi mancherete Brittany… >>
<< Ciao…mamma… >>
<< Eleanore…ti prego, non piangere…ci sentiremo ancora…questo non è un addio, ma solo un arrivederci >>
<< Me lo prometti? >>
<< Ma certo che sì! >> si inginocchiò e le diete un piccolo bacio in fronte.
<< Ah, e quando incontrerai Theodore, convincilo a dimagrire un po’! Non è molto salutare per una rockstar essere così grasso! >> ironizzò Linda
<< He he…ok, ci proverò! >>
<< E tu, Jeanette, cerca di non mostrarti superiore a Simon…ai secchioni maschi non piace quando una ragazza vuole essere più intelligente di loro…anche se alla fin fine le più intelligenti siamo e resteremo certo noi! >> bisbigliò infine a Jeanette.
<< He he, certo, Linda, non temere, sono sicura che andremo d’accordissimo con loro! >>
<< E un’ultima cosa…questa volta non tiratevi indietro come nella sera del concerto… >>
<< Non ci pensiamo nemmeno! >> recitarono in coro le tre scoiattoline.
<< Ottimo, questo è quello che volevo sentire! >>
Harry tornò da loro.
<< Ok, è tutto a posto con i biglietti! >>
<< Anche con le Chipettes? >>
<< Certo, sembra che da quando esiste il gruppo dei Chipmunks, le compagnie aeree hanno iniziato a considerare gli scoiattoli parlanti come persone a tutti gli effetti, quindi alla tizia del check-in è stato sufficiente vedere da lontano voi quattro che parlavate ed era tutto a posto! >>
<< Che fortuna, e io che pensavo che ci sarebbero stati dei problemi…quando parte io vostro volo? >>
<< Allora…mancano esattamente… >>
Harry controllo sul suo orologio da polso.
<< Oddio…sta partendo ora! Ragazze, dobbiamo andare, forza arrampicatevi su di me e reggetevi forte! >>
<< Ok! >> obbedirono le Chipettes
<< Ciao, Linda, ci rivediamo tra due giorni! >> la salutò Harry.
<< Ciao, ti vogliamo bene, Linda! >> gridò Brittany mentre, arrampicata sulle spalle di Harry insieme alle sorelle, si allontanava dalla donna. Anche le altre Chipettes la salutarono, e lei ricambiò tutti i loro saluti.

Poco dopo, mentre si trovava ancora nel terminal dell’aeroporto, Linda vide dalle grandi vetrate trasparenti dell’edificio, l’aereo diretto a Los Angeles in cui si erano imbarcati le Chipettes e Harry prendere quota e mentre lo vedeva librarsi nel cielo e rapidamente allontanarsi dal suo campo visivo, ripensava a quei tredici anni della sua vita trascorsi insieme alle Chipettes. Grazie alla loro esuberanza e simpatia aveva avuto con loro una vita fantastica, e non si pentiva affatto di averle convinte a partire per quella nuova avventura a Los Angeles. Se fossero rimaste, probabilmente, avrebbero continuato a convivere con la minaccia constate di Charles e Amanda Reeve e con la consapevolezza che forse un giorno i due sarebbero riusciti a catturarle. Uscì dal terminal e tornò alla sua auto. Mentre rievocava i suoi ricordi, le tornò in mente il sogno che aveva da ragazza, di diventare una scrittrice di successo…da quando aveva conosciuto le Chipettes se ne era completamente dimenticata, ma chi sa…forse ora aveva finalmente la storia giusta da raccontare! La storia delle Chipettes!

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