14 Una nuova vita

<< Che cosa?? >> gridarono tutti in coro, a eccezione di Michael, che invece si limitò solo a mostrare un’espressione di stupore.
<< Linda…ma che…che stai… >> cercò di parlare Harry.
<< No, aspetta, lasciami spiegare, per favore… >>
Harry tacque.
<< Da quando siamo usciti dalla centrale non ho fatto altro che pensare a tutta questa storia…ai Reeve, alle Chipettes…a quel masso nella mia cucina… >> si fermò un attimo, poi riprese << …ormai è chiaro che i responsabili sono stati quel Charles e quella Amanda! Harry…l’hai detto tu stesso! >>
<< Ma io, veramente…l’ho detto solo perché ero arrabbiato… >>
<< No, Harry, pensaci bene…insomma, dopo quella prima volta sono spariti per interi mesi…poi d’improvviso tornano e iniziano a venire qui ogni due giorni… >> altra pausa << …e dopo due settimane che non facciamo che giocare alle “Spie” tenendoci d’occhio l’un l’altro, quelli vengono qui a farmi di nuovo quella proposta assurda di diventare gli agenti delle Chipettes…e guarda caso, subito dopo il mio ennesimo rifiuto, questa stessa notte qualcuno lancia verso la finestra casa nostra un masso come se volesse mandarci un messaggio d’avvertimento…oh, non abbiamo alcuna prova contro di loro, ma non c’è dubbio che sono invischiati in questa storia fino al collo! >>.
<< Io però continuo a non capire, Linda…cosa volevi dire poco fa? >>
Linda guardò le tre Chipettes in piedi sul tavolo che la fissavano in silenzio.
<< Credo…credo che per le ragazze Carterson City non sia più un posto sicuro… >> si avvicinò alle scoiattoline << Brittany, Jeanette, Eleanore…credo che sia arrivato il momento per voi di unirvi ai Chipmunks… >>
<< Che cosa? >> le chiese Brittany sobbalzando.
<< Voi lo sapevate, non è vero? Lo sapevate dalla sera del concerto, ho ragione? >>
Jeanette capì cosa volesse dire Linda, e le rispose << Bhe, si…sapevamo che prima poi sarebbe arrivato il giorno giusto in cui avremo potuto finalmente conoscerli…però…non pensavamo che potesse succedere così presto…e in queste circostanze… >>
<< Linda, quello che stai dicendo è ridicolo…insomma… >>
<< No, Harry, per favore…non sono impazzita! Insomma, guardami negli occhi e ascoltami…ti sembro pazza forse? >>
<< …no >>
<< C’ho pensato per tutta la giornata…qui ormai è troppo pericoloso per loro! I Reeve sono furbi! Lo sai anche te…aspetteranno solo che lo sceriffo archivi il caso e non appena saremo distratti torneranno, e se le Chipettes saranno ancora qui quel giorno, forse non riusciremo più a proteggerle… >>.
Linda parlava trattenendo a stento le lacrime.
<< Ma Linda…la situazione non si risolverà solo perché manderai via le Chipettes…come pensi che reagiranno i Reeve quando verranno a sapere che non si trovano più a Carterson City…pensi davvero che si limiteranno a farsene una ragione e a lasciarti in pace? >>
<< Preferisco che prendano di mira me che loro, Harry… >>
Si rivolse verso le Chipettes e continuò a parlare << …ragazze, voi avete sempre avuto un talento incredibile…e io…io…non vi ho mai permesso di realizzarvi per davvero…voi…siete nate per cantare…siete nate per essere delle star, quindi…credo sia arrivato il momento per voi di andare a Los Angeles e di unirvi ai Chipmunks…una volta che li avrete conosciuti sono certa che sarete felici con loro…però non voglio costringervi a fare nulla…se volete restare con noi non ci saranno problemi…ce la siamo sempre cavata fino a questo momento, e ce la caveremo ancora… >>
Le Chipettes si scambiarono diverse occhiate a vicenda, mentre intorno a loro le persone che fino a quel momento erano state la loro famiglia aspettavano una risposta. Tutti loro sarebbero stati disposti ad aiutarle a raggiungere Los Angeles, se lo avessero voluto, e in caso contrario, anche se restare a Carterson City sarebbe stato probabilmente molto pericoloso per la loro incolumità, quelle persone avrebbero fatto di tutto per proteggerle. Non era necessario che discutessero…era bastato scambiarsi un paio di occhiate tra di loro affinché le tre Chipettes giungessero alla stessa decisione.
<< Linda… >> a parlare per prima fu Jeanette << Noi eravamo piccole quando ci hai adottato, quindi non ci ricordiamo tutte le cose che invece ricordi te… >>
Poi fu il turno di Eleanore << …tu ci hai crescite come se fossimo state le tue figlie…e anche tu per noi sei stata come una vera mamma… >>
A udire queste parole Linda si commosse e alla fine scoppio in lacrime, intanto Brittany riprese il discorso << …hai fatto tutto per noi, e noi non siamo per niente arrabbiate con te per il fatto che non ci hai mai fatto diventare delle superstar … >>
Jeanette << …alla fine l’unica cosa di cui avevamo sempre avuto bisogno era una madre…e tu sei stata la migliore … >>
Eleanore << … se adesso noi restiamo qui, però, dovrai continuare a escogitare nuovi modi per proteggerci… >>
Brittany << …quindi, hai ragione quando dici che la soluzione migliore per noi sia una nuova vita…e dopo tutto quello che hai fatto per noi, anche tu meriti di iniziarne una nuova! Ci hai dato tutto, e anche noi vogliamo darti qualcosa! >>
Linda e le Chipettes si abbracciarono, e il loro abbraccio, anche se durò pochi secondi, per ciascuna di loro era come se fossero ore.
In disparte, Harry e Michael seguivano la scena.
<< Michael, tu che ne penso di tutta questa storia? Fino ad ora non hai aperto bocca >> gli chiese Harry.
<< Non mi sembrava che fosse una discussione in cui avessi il diritto d’interferire…dopo tutto Linda è solo la mia socia in affari e tu il mio dipendente… però, anch’io credo che quella di mandare le Chipettes a Los Angeles sia la soluzione migliore, qui alla locanda ce la caveremo lo stesso, la gente capirà…anche se forse dovremo cambiare il nome… >>.
<< Il problema è COME… >> li ricordò Harry.
<< Già, è vero, come possiamo fare? Los Angeles è lontanissima da qui, andiamo in aereo? >> chiese d’improvviso Jeanette.
<< Hmm…il punto non è arrivare a Los Angeles, ma fare in modo che vi incontriate con i Chipmunks…bisognerebbe fare in modo di farvi parlare personalmente con il loro manager, Ian Hawke…e non credo che presentarsi semplicemente alla segreteria e chiedere di essere ricevuti dal Boss della Jet Records sia così facile… >>
<< E allora come facciamo? >> chiese quindi Brittany.
Linda ci pensò su per qualche minuto, cercando di farsi venire un’idea…camminando di qua e di la per la sala della locanda…d’improvviso, come i pezzi un puzzle che si ricompongono alla perfezione, le venne l’idea!
<< Una volta mi parlasti di un certo tuo amico…Scott… >> disse d’improvviso.
<< Un momento…che centra Scott? Mi vuoi spiegare…huhuu…adesso ho capito! >>
<< Sono molto contento per te, Harry, ma vi dispiace spiegare anche a me? >> chiese Mike.
<< Scott è un mio amico che lavora per una delle filiali di Los Angeles della FedEx…in effetti è anche da un po’ che non lo sento…ma insomma…se ho capito bene, Linda…conti di farle entrare dentro uno dei loro pacchi…e come conti di organizzare la cosa? >>
<< Basterebbe che arrivassero alla sede della Jet Records, poi per loro non dovrebbe essere un problema entrare senza farsi notare >>
<< Forte! Chipettes agenti segreti! >> commentò Eleanore.
<< Hai il suo numero di cellulare…di Scott? >> gli chiese Linda.
<< Credo di sì… >>
<< Bene, chiamalo e passamelo >>.
Harry compose il numero e aspettò che dall’altro capo della linea, Scott rispondesse al telefono, poi gli raccontò del loro problema e del fatto che avevano un’idea per come risolverlo, ma che avevano bisogno del suo aiuto. Alla fine passò il cellulare a Linda, in modo che potesse spiegargli il loro piano nei dettagli. Dopo un po’:
<< Non lo so ragazzi, insomma…quello che mi state chiedendo di fare è roba rischiosa, insomma… >> si lamentò Scott dall’altro capo del telefono.
<< Mi stai dicendo che non ci vuoi aiutare? >>
<< Ma no, Harry, è solo che, cavolo…non ci sentiamo da una vita e mi chiedi d’improvviso una cosa del genere, cerca di capirmi… >>
<< Scott, da quanto tempo ci conosciamo? >>
<< Direi dal liceo, ma adesso questo che centra? >>
<< E in tutti questi anni quanti favori ti ho fatto? >>
<< Molti…ok, senti, so cosa mi chiederai ora: “E io quanti te ne ho chiesti?” “Nessuno!”…il fatto è che qui si tratta di caricare un pacco senza contrassegni ne timbri di ogni tipo dall’aeroporto di Los Angeles alla sede di quella casa discografica, la Jet Records…se qualcosa va storto e mi beccano io qui rischio come minimo il posto…e anche l’arresto forse! >>
<< Quindi mi stai dicendo che ci aiuterai? >>
<< …e va bene Harry…vi aiuterò >>
<< Grande! Sei un amico! >>
<< Sì, sì, va bene…allora fammi sapere quando sarai arrivato! >>
<< Ci puoi scommettere, Ci sentiamo! >>.

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