10 Il compleanno

Nei mesi seguenti la fama di “Alvin e dei Chipmunks” crebbe sempre di più e le Chipettes, come delle fedelissime Fan, seguivano costantemente tutti i loro progressi in Tv, su internet e nelle riviste specializzate. In particolare queste ultime avevano letteralmente invaso la casa di Linda! Ogni volta che qualche rivista accennava a un loro articolo, per le scoiattoline era d’obbligo averla, e la povera Linda non poteva fare altro che accontentarle, se non voleva rischiare che scoppiassero pandemoni in casa o a lavoro a causa delle proteste delle tre.
Nel frattempo, come in qualunque band di successo, anche i Chipmunks si erano ritrovati in mezzo ad uno scandalo. Era successo tutto durante l’anteprima del loro tour mondiale all’Orpheum Theater di Los Angeles, quando, per motivo che la Jet Records ha sempre evitato di rivelare nelle successive interviste, hanno sabotato il loro concerto rivelando anche, tra le altre cose, di essersi esibiti facendo uso del “play back”.
Nei periodi seguenti la “febbre dei Chipmunks”, il nome con il quale i Media chiamavano l’incredibile fama del gruppo, sembrò sparire improvvisamente. Di loro non si seppe più nulla.
Per le Chipettes quello era stato un vero dramma, nessuno parlava più dei loro beniamini, nessuno dava spiegazioni di alcun tipo.
D’improvviso, verso la fine del 2008, negli scaffali dei negozi di musica di tutto il mondo fece la sua entrata in scena un nuovissimo album, “Undeniable”…la prova che “Alvin e i Chipmunks” erano tornati! Nuove date di nuovi concerti erano iniziate a comparire nei vari forum dei loro fan, e le Chipettes non mancavano mai di segnalarle a Linda, sperando di convincerla, un giorno, a portarle. Non che Linda non volesse farlo, ma gli impegni alla locanda glielo impedivano.
Ad ogni modo, anche la donna e le tre scoiattoline erano state avvantaggiate dal ritorno dei Chipmunks! La notizia che anche nella modesta Carterson City esisteva una locanda dove si esibivano dei chipmunk parlanti aveva iniziato a girare, e d’improvviso la piccola cittadina di provincia si era ritrovata con un flusso di turismo mai visto prima. Tutti facevano la fila per andare a vederle e ben presto, grazie ai sostanziosi guadagni delle loro esibizioni, la piccola tavola calda “Da Michael” si era tramutata nel “Club Chipette”, anche Harry sembrò rinato, ritrovando la sua vecchia passione per la batteria.

Tutto stava andando a gonfie vele!
E così il tempo per Linda e la sua piccola famigliola passò molto rapidamente, finché un giorno, il 12 luglio 2009, corrispondente al quindicesimo compleanno delle Chipettes:

Vedendole spesso piangere, quando erano piccole, a Linda talvolta capitava di pensare al fatto di non averle mai sentite gridare, e non era raro che si chiedesse tra se e se come potrebbe essere l’urlo di un chipmunk parlante. Un famoso detto recita “Bisogna fare attenzione a ciò che si desidera”, e di fatti Linda si pentì di esserselo sempre chiesta, ma forse è meglio fare un piccolo passo indietro e dare un po’ di spiegazioni.
Come ho già detto, era il giorno del quindicesimo compleanno delle Chipettes e si era deciso di organizzare la festa al “Club Chipette”, luogo dove ormai le tre scoiattoline erano divenute delle piccole star. E tra regali e auguri, dalla folla fece capolino Harry.
<< Hey, ma dov’eri finito? >> gli chiese Linda.
<< Ah…lascia stare…scusate per il ritardo, ho cercato di fare il prima possibile, ma quella bagnarola della mia auto alla fine ha tirato le cuoia…la strada per arrivare me la sono fatta di corsa >>
<< Ma no, Harry, si può sapere perché non mi hai chiamato? >> gli chiese Linda a quel punto.
<< Già, potevo passare a prenderti io, tanto sei solo a due chilometri da qui! >> aggiunse Michael, che in quel momento era lì con Linda e le Chipettes, in mezzo ai vari ospiti della festa.
Harry ci penso su un po’…o forse stava cercando di riprendere fiato, Linda non lo capì, poi rispose << Mah, in quel momento non c’ho pensato…mi importava solo di arrivare qui il prima possibile per portare il regalo alle ragazze >>
<< Jeanette! Britt! Avete sentito? Anche Harry ci ha portato un regalo, yuhuu! Grazie Harry >> esulto Eleanore.
<< Sì! Grazie! Che cos’è?!? Che Cos’è?!? Che cos’è?!? >> aggiunse impaziente, Brittany.
Linda notò che Harry teneva la mano sinistra nascosta dietro, probabilmente ci teneva il loro regalo.
Quando lo rivelò, per un po’ nessuno capì di preciso cosa fosse. A Linda sembravano solo quattro piccoli volantini…forse dei biglietti. Fu in quel momento, quando appoggiò i quattro biglietti sul tavolo dove si trovavano le Chipettes, che Brittany strillò.
In sala ci fu d’improvviso il silenzio. E quando Brittany svenne di colpo, qualcuno cominciò anche a preoccuparsi, al contrario di Harry, che invece parve quasi compiaciuto. Anche Jeanette ed Eleanore strillarono, ma al contrario della loro sorella, i loro strilli erano decisamente più contenuti e lasciavano chiaramente intendere che erano urla di gioia.
Quando Linda guardò con più attenzione i biglietti, scoprì che erano niente meno che i biglietti del concerto dei Chipmunks che si sarebbe tenuto a breve a New York.
<< Ma…come hai fatto ad averli?? Sono introvabili da mesi! >> non poté trattenersi dal chiedere Linda.
Con un ghigno compiaciuto, Harry << Ricorda che anch’io sono pur sempre di New York! Ho chiesto ad un paio di amici di procurarmene alcuni per te e per le ragazze, non è stato difficile…almeno…da quanto mi hanno detto! >>
<< Harry è…è incredibile…non so come ringraziarti per quello che hai fatto per noi… >> iniziò a dire Linda.
<< Però? >> la anticipò Harry.
<< Però non credo che potremo andarci… >>
Brittany riprese di colpo i sensi e chiese gridando << Che cosa?!? >>.
<< Già…perché dici che non potrete andarci? >>
<< Perché c’è bisogno di me qui alla locanda… >>
Michael si lasciò sfuggire una piccola risatina prima di dire << Oh, ma andiamo, Linda, per chi mi hai preso? Per un dittatore? Un tiranno, per me non c’è nessun problema se andate a quel concerto! Per un po’ di giorni me la caverò anche da solo, non preoccuparti! >>
Linda rimuginò per un po’ sulle sue parole prima di chiedergli << Un momento! …perché dici “da solo”? >>
<< Bhe, perché verrò anch’io con voi! >> si intromise Harry.
<< Anche tu? >> chiese, sorpresa, Linda.
<< Certo! Quei quattro biglietti sono per voi, ma anch’io me ne sono fatto spedire uno. Le Chipettes non sono le uniche fan dei Chipmunks a Carterson City! >>
<< Mitico! >> commento Jeanette.
<< Io e Michael siamo già d’accordo, manchi solo te a questo punto. >>
<< Allora Linda, possiamo? Ti prego, ti prego, ti pregoooo!!! >> la supplicò Brittany.
<< Linda, tutti e cinque avete fatto molto per questa locanda, se non fosse per voi questa sarebbe ancora una banale tavola calda, quindi devi andare…anzi…come secondo titolare ed ex datore di lavoro, te lo ordino: dovete andarci >>
<< Grazie, Mike! >> lo ringrazio Jeanette, poi tutte e tre le Chipettes si arrampicarono sulle spalle di Michael e lo abbracciarono.
Linda ci rifletté su per un po’ e poi accettò << Bhe, ok allora! Si va a New York! >>
<< Yuhuu!! >> esultarono le Chipettes.

Qualche ora dopo.
Molti degli invitati alla festa se ne erano già andati, e i pochi rimasti stavano piano piano raccattando le loro cose e stavano già salutando Linda e le ragazze prima di uscire. Un gruppetto di loro non esitò a rivolgere anche un amichevole cenno di saluti a Harry, che dietro il bancone della locanda, intanto ad asciugare una serie di bicchieri, ricambiò più che volentieri.
Ormai in sala erano rimaste solo un paio di persone, un uomo e una donna entrambi sulla cinquantina, molti simili tra loro, forse fratello e sorella, seduti a uno dei tavoli e intenti a sorseggiare un caffè. Lui era parecchio trasandato, capelli lunghi, neri alternati a grigi e mal pettinati, abiti anonimi e stropicciati, il contrario di Lei, capelli corti, rossi, probabilmente tinti, pesante trucco sul viso che invece di ringiovanirla sembrava renderla ancora più vecchia, e abbigliata con capi d’alta moda firmati che probabilmente, pensò Harry, se li avesse venduti avrebbe potuto non solo pagarsi le riparazioni della sua povera auto, ma con cui magari ci poteva benissimo comprare una nuova di zecca. Due personaggi talmente stereotipati che non c’era bisogno di chi sa che intuito per capire che non erano esattamente quel che si dice, dei “poco di buono”, e la cosa aveva iniziato a turbarlo, ma Linda e le Chipettes, dall’altra parte della sala, sembravano non essersi accorte della loro presenza.
Harry mentre riprendeva la sua mansione decise di tenerli d’occhio, non davano l’idea dei criminali, ma non erano il tipo di clientela abituale della locanda, quindi era un motivo più che sufficiente per essere sospettosi.
Ogni tanto l’uomo al tavolo lanciava delle insistenti e quanto mai insolite occhiate a Linda e alle scoiattoline, e questo non faceva che accrescere in Harry il sospetto nei loro confronti, poi quando lei e le Chipettes si erano avvicinate al bancone e sono passate per la porta della cucina, lasciandolo da solo Harry in compagnia di quella strana coppia, l’uomo si alzò e gli si avvicinò.
<< Desiderate qualcos’altro? >> gli chiese Harry per rispettare la formalità tra cliente e barista.
<< No, grazie, molto gentile… >> rispose garbatamente l’uomo, cogliendo di sorpresa Harry, che di certo non se lo aspettava da un individuo così palesemente rozzo.
<< Il mio nome è Charles Reeve, mentre quella che vede lì seduta al tavolo è mia sorella, Amanda Reeve… >> disse indicando la donna dagli abiti eleganti, che come risposta si limitò ad un vago cenno con la testa
<< Harry Smith, piacere. >> e si strinsero la mano.
<>. Charles continuava a parlare molto lentamente e con assoluto garbo, ma c’era qualcosa in lui che a Harry non piaceva per niente…qualcosa di malvagio…era fin troppo evidente, ma Harry cercò di non mostrarsi sospettoso mentre l’individuo proseguiva col suo discorso << …sono già diversi giorni che veniamo qui a seguire le vostre esibizioni, e se lo lasci dire, signor Smith, avete del talento! >> si complimentò Charles.
“Stai mentendo, mio caro Charles! Conosco a memoria il nome di tutti i clienti che sono stati qui nelle ultime due settimane…e voi due non vi ho mai visti prima!” si disse tra se e se Harry.
<< Bhe, non posso che ringraziarla, signor Reeve… >>
<< La prego, mi chiami Charles, o ancora meglio…che ne dice se ci diamo del “TU”…le formalità sono così antipatiche, non trova? >>
<< E va bene, Charles, per me non ci sono problemi, ma non mi è ancora del tutto chiaro che cosa tu e tua sorella volete da noi… >>
<< Bhe, ma mi sembra ovvio! Siamo qui per proporre alle Chipettes di diventare delle star, e vorremo che ci faceste l’onore di diventare i loro agenti… >>
<< No! >>
A gridare era stata Linda, che evidentemente aveva origliato la loro conversazione fin da prima.
<< Noi qui non abbiamo problemi, la gente ci vuole bene e siamo felici, non abbiamo bisogno della popolarità, ne tantomeno che VOI ci facciate da “agenti”! >>
“E’ la prima volta che vedo Linda furiosa, gli ha proprio detto il fatto suo!” pensò ancora Harry.
Tra Charles e Linda si era immediatamente formato un alone di antipatia tanto intenso che quasi si potevano vedere i lampi e le saette che si lanciavano tra loro con gli occhi.
<< Bhe, signorina, noi non siamo qui per lei, ma per le Chipettes… >>. Linda lo interruppe all’istante << E io sono la loro madre e tutrice, e come tale glielo ripeto: No! >>
<< Madre? Più tosto strana come famigliola, sono curioso di vedere il padre… >> la prese in giro Charles. Harry sta volta non riuscì a tacere << Ma come ti permetti! Venite qui di punto in bianco e pretendete di diventare “agenti” delle Chipettes dopo esservi spacciati per degli ipotetici talent-scout senza nemmeno averci mostrato alcun documento o delle credenziale e avete pure il coraggio di offenderci! >>.
<< Hey, ragazzino, ma chi ti credi di essere… >>. Cercò di replicare Charles, ma fu fermato dalla sorella Amanda, che aveva finalmente deciso di interrompere il suo silenzio e di parlare << Ora basta, Charles, è chiaro che non sono per niente interessati alla nostra offerta, ben presto se ne pentiranno, per ora togliamo il disturbo >>
Charles sbuffò, ma poi acconsentì << E va bene, come vuoi tu, Amanda >>
La donna si alzò dal tavolo, si avvicinò al bancone e lasciò una manciata di monetine.
<< Queste sono per i caffè, grazie della vostra ospitalità e per la bella festa! >>
<< Oh, è stato un “piacere” >> rispose Harry sarcasticamente.
<< Arrivederci >> concluse Amanda prima di uscire dalla locanda con suo fratello. “Si, certo, a MAI PIU’ arrivederci” avrebbe voluto rispondere Harry, ma alla fine pur di mandarli via si morse la lingua e non aprì bocca.

Poco dopo, quando Charles e Amanda se n’erano andati.
<< Ma tu guarda che razza d’individui! >> commentò Harry.
<< Ora capisci perché non ho mai voluto mettere troppo in mostra le Chipettes? >> gli chiese Linda.
<< Immagino di sì…ma ormai sono andati, coraggio! Abbiamo un concerto a cui partecipare! >>
L’entusiasmo di Harry tirò su di morale Linda. Non era più il malinconico ometto che aveva conosciuto anni prima durante il suo periodo di lutto, ora era straordinariamente simpatico e allegro, e la donna sentiva che forse un giorno la loro non sarebbe stata solo una grande amicizia, ma che avrebbe potuto diventare anche qualcos’altro.
Quel pensiero le ricordo le Chipettes. Si chiese se mai un giorno anche loro avrebbero trovato dei ragazzi. Chi sa, forse il concerto sarebbe stato la loro grande occasione…

Commenta l'articolo!

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: