Capitolo 8

Quante volte si era risvegliata Jeanette dall’inizio di questa storia? Molte di sicuro.
Guardandosi intorno si accorse di trovarsi in un letto d’ospedale. Intorno a lei, figure indistinte la fissavano, ma non riuscii a identificarle. Com’era finita là? Ricordava il fulmine…i rami della quercia che precipitavano…e Simon che le ha fatto da scudo con il corpo buttandosi sopra di lei. “Oh no! Simon!!”
<< Sono qui di fianco a te >> le disse, come se avesse letto i suoi pensieri.
Lei si voltò e la prima cosa che mise a fuoco era la sua facciona sorridente. Nel volto aveva dei piccoli graffi, ma niente di grave, invece, notò che la sua gamba destra era ingessata, e quello sì, era grave. Anche lei aveva un’ingessatura, ma nel suo caso si trattava del braccio sinistro.
Guardandosi attorno vide Dave e gli altri quattro chipmunk che li fissavano con quell’espressione tra il felice e il preoccupato che hanno tutti quando scoprono che un loro famigliare ricoverato in ospedale sta bene.
<< Che… >> tento di chiedere lei.
<< Che è successo? >> la anticipò Dave.
<< Sì…voglio dire…ricordo che Simon mi ha salvata da quei rami…ma poi? >>
<< Tu avevi perso i sensi, mentre Simon ero rimasto intrappolato sopra di te senza potersi muovere, cadendo, alcuni rami gli avevano provocato una frattura alla gamba… >>
<< Niente di grave! I medici dicono che in due mesi dovrei riprendermi >> la rassicurò prontamente Simon << Però mi dispiace per il braccio… >> continuò.
Jeanette guardò il suo gesso, Simon probabilmente si riferiva a questo, anche se non capiva come avesse fatto a ferirsi. Ci pensò Dave a risponderle << Buttandosi su di te l’ha leggermente slogato… >>.
<< Mi dispiace davvero… >> si scusò ancora Simon.
<< No, non devi dispiacerti, so che non l’hai fatto di proposito, stai tranquillo >> gli disse dolcemente.
La famiglia Seville restò a parlare con i due fidanzatini, che dividevano lo stesso letto d’ospedale, per un’altra oretta, poi un’infermiera entrò nella loro stanza e li avvertì che l’orario delle visite era finito. Solo in quel momento Jeanette si rese effettivamente conto che era tarda sera.
Simon e Jeanette sarebbero dovuti restare su quel letto d’ospedale, uno accanto all’altra per almeno una notte, dopotutto una grossa porzione di una giovane quercia gli era appena caduta addosso, e per degli scoiattoli non è cosa da poco.
I Seville dovettero obbedire alle regole dell’ospedale, non avevano altra scelta. Salutarono i malati e li lasciarono soli.
Poco dopo Jeanette chiese a Simon << Ti fa male? >> alludendo alla gamba ingessata.
<< Un pochino, ma niente di insopportabile, e a te invece? >>
<< A me no…forse non dovrebbe nemmeno farmene…chi sa, è la prima volta che mi slogo un braccio >>
<< Probabilmente sopporti meglio il dolore…sei più eroica di me >> scherzò Simon.
<< No…sei tu l’eroe…il mio eroe! >>.
Si sorrisero a vicenda e si scambiarono un altro bacio, prima di addormentarsi insieme.

Jeanette stava sognando.
Si trovava in quella spiaggia tropicale che aveva visto diversi giorni prima, chiedendosi ancora una volta cosa l’avesse spinta a sognare proprio quell’isola.
<< Jean! >>
A chiamarla era stato Mark, che come ai vecchi tempi le era apparso alle spalle, ma sta volta il suo tono di voce non era calmo come al solito, ma agitato.
<< Mark…non pensavo di rivederti…cosa c’è? >>
<< Ho trovato il portale per raggiungere il sogno di Simon! Presto, prima che lo perdiamo! >>
E prima ancora che la Chipette avesse il tempo di dire qualcosa, lui la afferrò per un braccio e la condusse nella sua dimensione di luce. Insieme corsero tra un mondo dei sogni all’altro, passando da diversi portali e sbagliando strada un paio di volte, dovunque fosse il portale per il sogno di Simon, era molto ben nascosto, ma alla fine lo trovarono!
Nel suo sogno, Simon era un insegnante. Jeanette lo vide dal fondo dell’aula mentre stando in piedi sulla cattedra, spiegava ad un gruppo di studenti del liceo. Quando la Chipette e Mark passarono attraverso il portale e finirono nel suo sogno, Simon arrestò di colpo la sua lezione, e guardò verso di loro. Gli studenti fecero altrettanto dai loro banchi.
<< Jeanette? Cosa ci fai tu qui? >> le chiese dalla cattedra.
<< Simon, questo è… >> tentò di presentargli Mark, ma il Viaggiatore la blocco.
<< Aspetta >>. Poi si diresse verso uno degli studenti e gli disse << Potresti andartene, per favore? >>
Il ragazzo, un biondino atletico e dai capelli a spazzola gli rispose << Non ci penso nemmeno! >>
Mark, senza dire una sola parola, aprì un enorme portale sotto la sedia su cui era seduto il ragazzo e questi ci cadde dentro.
<< Viaggiatori …se un sogno inizia a farsi interessante l’unico modo per cacciarli via è usare le maniere forti, bene Jeanette, ora possiamo continuare >> le disse mentre scendeva dal banco e tornava da lei.
<< Ma cosa dobbiamo fare? Perché ci hai portati qui? >> chiese la Chipette.
<< Dobbiamo parlare con Simon, mi sembra ovvio…allora, inizi te o inizio io? >>
<< Oh…bhe, suppongo di dover parlare io… >>
<< Ottima scelta >> concluse Mark.
Jeanette e il chipmunk Viaggiatore si avvicinarono alla cattedra di Simon e ci salirono sopra, mentre lui li guardava ammutolito e confuso.
<< Simon…sono Jeanette…voglio dire…la Vera Jeanette… >> iniziò lei. Non sapeva come fare a spiegargli la situazione, forse avrebbe dovuto lasciar parlare Mark.
Simon restò zitto ancora per qualche secondo, ma alla fine si decise a parlare.
<< Ma…ma è chiaro che sei la vera Jeanette…chi altri dovresti essere? >>
La Chipette rivolse uno sguardo verso Mark << Fiuu! E’ stato facile! >>
Ma Mark non era dello stesso parere.
<< No, Jean. Guardalo bene…non si rende ancora conto che sta sognando >>
<< Allora…se mi permettete, intanto io non sto sognando perché mi sembra ovvio che sono sveglio e pimpante, in secondo luogo, chiunque tu sia, stai interrompendo la mia lezione! >>
<< Davvero interessante, e dimmi…a chi staresti spiegando? >>
<< Ma alla mia classe, e ovvio! >>
<< Quale classe? >>
<< Quella dietro di voi…oh… >>
Guardando al di la di Mark, Simon notò che tutti i ragazzi erano spariti d’improvviso lasciando vuoti i vari banchi dell’aula.
<< Ma…un attimo fa erano lì! >> cercò di spiegare.
<< Certo, perché li ho appena fatti sparire io >>
<< Tu? E chi saresti TU? >>
Mark gli si avvicinò e lo fisso dritto negli occhi.
<< Guardami molto bene, Simon…non ti sembra di avermi già visto? >>
Guardandolo da vicino, dovette dargli ragione. Anche se non ricordava dove e quando, sentiva di averlo già visto di recente da qualche altra parte.
<< Ti aiuterò a capire, Simon. Quello in cui ti trovi è un sogno. La tua mente razionale ti impedirà di credermi, ma voglio che ripensi ai tuoi ultimi ricordi…pensa Simon…guarda Jeanette e cerca di ricordarti dov’eravate l’ultima volta che siete stati insieme… >> Mark parlava con voce lenta e calma…a Jeanette tornò in mente la seduta di ipnosi a cui era stata sottoposta un paio di giorni prima.
<< …so che non è facile, ma cerca di ricordare…dov’eravate l’ultima volta? >>
Simon cercò di ricordare, proprio come gli stava suggerendo il misterioso chipmunk che aveva davanti.
<< Ricordo…il parco…il fulmine…e…oh…io e Jeanette che siamo finiti in ospedale! >>
<< Sì, è dopo? >>
<< Dopo…dopo ci siamo addormentati… >>
<< E scommetto che non ricordi come sei finito qua, non è vero? Bene Simon, benvenuto nel tuo sogno…anche se in questo caso dovresti essere tu a dare il benvenuto a noi… >>
Simon si guardò in torno sorpreso e meravigliato e realizzò quello che Mark cercava di dirgli.
<< Questo…questo è il mio sogno…wow! >>
Poi guardò verso Jeanette.
<< Jeanette…sei…sei davvero tu? >>
Lei gli sorrise e con gioia glielo confermò.
<< Sì, Simon, sono davvero io…e questo è Mark >>
<< Piacere di conoscerti, Simon >>
Riguardandolo, finalmente ricordò dove l’aveva visto.
<< Quel flash…sei stato tu ad avvertirmi! >>
<< Esatto, Simon! E non sai quanto mi fa piacere che tu mi abbia dato retta >>
Ora era Jeanette quella confusa.
<< Mark…di che flash state parlando? >>
Il Viaggiatore prima guardò lei, poi Simon e infine di nuovo lei, prima di iniziare a parlare.
<< Jeanette…credo che sia arrivato il momento di darvi qualche spiegazione… >>
Si allontanò di qualche passo da Simon e Jeanette e continuò << Intanto, prima di iniziare, io vorrei dirvi qualcosa…ho dei poteri, questo è vero, e tu Jeanette lo sai molto bene, ma nonostante questo, non sono onnipotente…ho commesso molti errori, quindi mi scuso con voi fin dal principio per tutto quello che vi ho fatto passare… >>
<< Nessun problema, Mark. Continua pure >>
A parlare era stato Simon, e ciò sorprese molto la Chipette, non se lo aspettava.
<< Grazie, Simon…dovete sapere che io vi osservo da molto tempo…entrambi…vi ho visti nascere…vi ho visto crescere…imparare prima a parlare e poi a cantare…vi ho visto mentre diventavate delle star di fama mondiale nel vostro mondo, vi ho visti il giorno in cui vi siete innamorati l’uno dell’altra e vi ho seguito mentre la vostra storia cresceva…ma…una cosa che non ti ho detto, Jeanette…è che noi Viaggiatori dei Sogni abbiamo il potere di vedere il futuro dei sognatori…di conoscere il loro destino…ricordi tutte le regole di cui ti avevo parlato? >>
Lei annuì.
<< Ecco, tutte quelle regole hanno uno unico, grande scopo. Cercare di prevenire la nostra intromissione nel destino di voi sognatori…una volta la curiosità mi aveva spinto a dare un…chiamiamola “sbirciatina” nel vostro futuro…e quello che vidi…non l’avrei mai creduto possibile… >> Mark si fermò, non riusciva a dir loro quello che doveva.
Jeanette e Simon se ne stavano lì, in silenzio ad aspettare…aspettare che dicesse loro cosa avesse visto.
<< …secondo quello che il vostro destino aveva in mente per voi…oggi sareste dovuti andare a quel vostro pic-nic…vi sareste divertite e sareste stati felici… esattamente come è andata…ma non avreste fatto in tempo ad accorgervi del fulmine che stava per colpire la quercia…del resto come potevate…e insomma…colti di sorpresa e spaventati avreste tentato la fuga quando ormai era troppo tardi…e secondo quello che il vostro destino aveva previsto per voi…insomma…i rami vi sarebbero caduti addosso…Dave vi avrebbe trovato pochi minuti dopo e vi avrebbe condotti in ospedale…ma per voi non ci sarebbe stato più nulla da fare… >>
<< Stai dicendo che… >>
<< Si, Jeanette…sareste morti >>
<< O mio dio… >> Simon non sapeva in che altro modo commentare, quanto era sconvolto. A Jeanette cominciarono a scendere le lacrime agli occhi e si portò le mani alla bocca, mentre Mark continuava a parlare.
<< …ho visto e rivisto quella scena decine e decine di volte mentre voi nel vostro mondo svolgevate la vostra vita di sempre…non potevo credere a quello che vi sarebbe successo…non lo potevo accettare…così ho fatto quello che nessun Viaggiatore dovrebbe fare…ho cercato di cambiare il vostro destino… >> fece una pausa per riprendere fiato, Simon e Jeanette non dissero una sola parola << …forse vi chiederete il perché non ve l’abbia detto giorni fa… >>
<< In effetti sì, io me lo sto chiedendo >> gli disse Simon.
<< Devi sapere, Simon, che il destino non è come ve lo immaginate voi…non è un percorso prestabilito e immutabile, se qualcosa interferisce con i suoi piani, trova altre strade per raggiungere il suo scopo…se vi avessi avvertito per tempo di quello che vi sarebbe successo oggi e mi fossi semplicemente fatto da parte, in un modo o nell’altro voi vi sareste comunque trovati lì per un motivo o per l’altro, e non avreste avuto scampo… ho pensato a decine di modi diversi in cui avrei potuto tentare di cambiare la vostra sorte, ma in tutti i casi avrei fallito…così…non mi rimaneva altra scelta che improvvisare, se davvero volevo salvarvi…ho pensato che…se in qualche modo fossi riuscito ad allontanarvi l’uno dall’altra, forse…sarei riuscito impedirlo… così voi non avreste più organizzato il pic-nic in questa data e sareste sfuggiti all’incidente…perciò ho fatto in modo di stabilire un contatto con Jeanette. Ho cercato si spingerla ad affezionarsi a me…a innamorarsi di me…e sai, Jean…ti ho mentito quando ti avevo detto che non potevo usare i miei poteri per manipolare la tua mente…è stato proprio quello che ho fatto… >>
Jeanette realizzò.
<< Ma allora…è per questo che non mi rendevo conto di quanto… >>
<< Sì, Jeanette, non serve che continui, hai capito benissimo…ho fatto in modo di manipolare le tue emozioni nell’inconscio…in modo che la tua parte razionale ti impedisse di far prevalere l’affetto che avevi per Simon, e devo dire che la tua psicanalista ha fatto davvero un ottimo lavoro nel sabotarmi… >>
<< Quindi…la ragione di tutto quello che hai fatto…era solo per impedire che avessimo quell’incidente? >>
<< Sì, Simon…lo so…era stata un’idea stupida…infatti alla fin fine il destino ha rigirato tutto al suo volere…alla fine il pic-nic l’avete organizzato comunque…quando Jeanette mi isolò, io capii che ormai non c’era più tempo per i piani elaborati…tentai di stabilire un contatto coi suoi sogni, ma lei mi respingeva sempre…e così ho dovuto violare una delle più importanti regole che noi Viaggiatori dobbiamo seguire: “Mai, per nessun motivo al mondo, far perdere i sensi a un sognatore al solo scopo di invadere il suo sogno”…possiamo farlo…ma ci è vietato…e inoltre richiede un enorme dispiego di energia…era tutto ieri che cercavo di provocare uno svenimento a Jeanette senza riuscirci…immagino tu abbia provato una strana sensazione di stanchezza, vero? >>
<< Sì…pensavo di essermi presa l’influenza…invece eri tu, a quanto pare…scusami Simon, non te l’ho detto perché non volevo farti preoccupare! >>
<< Non fa niente, tranquilla…Mark…per quanto riguarda oggi, invece? >>
<< Oggi ero riuscito effettivamente a provocarle lo svenimento…quindi se te lo stavi chiedendo, sì…era svenuta a causa mia…avevo provato ad avvertirla di andarvene, ma non avevo considerato il fatto che tu potessi non crederle…forse è stata la tua mente razionale a impedirtelo…o forse il destino stesso, che fino alla fine ha cercato di ostacolarmi…e così ho tentato di fare una cosa che probabilmente non aveva mai tentato di fare nessun altro Viaggiatore dalla notte dei tempi…provocare un sogno ad occhi aperti in un soggetto sveglio e invaderlo…era quello che è successo a te, Simon…quel flash che tu hai visto, che per te è durato solo pochi istanti, per me è stato più che sufficiente per entrare nel tuo sogno, convincerti a fidarti di me e a guardare nel tuo immediato futuro…e così hai saputo esattamente cosa fare per impedire la vostra morte…e ad essere onesti…mai avrei creduto che proprio questo potesse funzionare…sta di fatto che è andata così…sareste dovuti morire oggi, alle 15.21 sotto quella quercia, ma siete ancora vivi, e ora vi aspetta un intera vita da vivere insieme…se avessi saputo come sarebbe andata, vi avrei evitato tutto questo tormento…ma come vi dicevo, ho dovuto improvvisare…e per fortuna è andato tutto bene >>
<< Un momento…Mark, che ti sta succedendo? >> gli chiese d’improvviso Jeanette.
Simon capì solo in un secondo istante cosa intendesse dire, ma al contrario di lui, il Viaggiatore non sembrava per niente sorpreso di quanto gli stava accadendo.
Il corpo di Mark aveva lentamente iniziato a disgregarsi e trasformarsi in Materia dei Sogni. Jeanette l’avevo visto succedere solo una volta, e comunque nel processo inverso a causa della sua intrusione in un sogno che doveva ancora nascere. L’aveva visto crearsi davanti ai suoi occhi, ma ora stava scomparendo.
<< C’è un’altra cosa che non ti ho detto, Jeanette…noi Viaggiatori dei Sogni non siamo immortali…possiamo vivere in quella nostra dimensione di luce solo a determinate condizioni, e una di queste è “seguire le regole”…come ti dicevo, non sono leggi inutili siglate per pura noia da qualcuno di noi…hanno il preciso scopo di impedirci di interferire con il destino di voi sognatori…se uno di noi le viola e riesce a modificarlo, perde il diritto di vivere in questo mondo… >> le spiegò mentre gradualmente il suo corpo spariva dalla sua vista e da quella di Simon.
<< Stai…morendo? >> chiese lei.
<< Non nel modo che intendete voi…non potrò più vivere qui, ma non scomparirò…semplicemente, finirò in un altro posto…anche se non so dove… >>
<< Mark…hai fatto tutto questo…per noi…non so come ringraziarti… >>
<< Per prima cosa, non piangere per me… >> la pregò il Viaggiatore << …e poi l’unica cosa che voglio da voi è che mi promettiate che resterete sempre insieme, qualunque cosa accada, per sempre…vi ho dato una seconda possibilità, non sprecatela! >>
<< Non lo faremo, Mark. Puoi stare tranquillo…e sì, ti promettiamo che staremo insieme >> disse Simon rivolgendosi a quel poco che rimaneva del loro salvatore…un mezzo busto e la testa.
Il Viaggiatore restò in silenzio, aspettando l’inevitabile, quando poi una domanda di Jeanette gli regalò l’ultima gioia di questa sua vita, chiedendogli << Ti rivedrò mai? >>
Mark le sorrise.
<< Speravo me lo chiedessi! Sì Jeanette, un giorno tornerò…dovrete aspettare ancora alcuni anni prima che ciò accada, ma quando tornerò resterò insieme a voi per sempre! >>
<< Insieme a…NOI? >>
<< Sì, Simon, insieme a voi! >> e dopo quest’ultima frase sparì!
Simon e Jeanette restarono a fissare l’aula vuota del sogno per un po’.
<< Ci ha salvato la vita…e io non gli ho mai voluto credere per tutto questo tempo… >>
<< No, Simon…TU ci hai salvato >> lo confortò Jeanette mettendogli una mano sulla spalla, lui gliela afferrò e la tenne stretta tra le sue.
<< Sai, un po’ ti assomigliava >> le disse.
<< Come? >>
<< Non ci hai fatto caso? Io sì…avevate i lineamenti molto simili… >>
Jeanette restò muta per un po’, poi chiese a Simon di togliersi immediatamente gli occhiali.
<< Perché? >>
<< Togliteli e basta! >>
Lui li tolse, così Jeanette poté confermare la sua teoria.
<< Ero certa di aver già visto il suo volto da qualche parte!! >>
L’affermazione colse Simon alla sprovvista.
<< Che vuoi dire? >>
<< Tu e Mark avete lo stesso naso e gli stessi occhi! >>
<< Dici davvero? >>
<< Sì! >>
<< Ma…ma allora questo significa che Mark… >>
<< Sìì!! >>

Jeanette e Simon si svegliarono nella camera d’ospedale. Gli ci volle qualche secondo per riordinare le idee e capire di essere finalmente nella realtà, ma quando finalmente si erano ripresi, si guardarono l’un l’altra sorridendosi. Grazie a quell’ultima, shockante deduzione di Jeanette, finalmente i tasselli del puzzle erano tornati al loro posto.
Ora comprendevano il perché Mark aveva fatto di tutto per salvarli, e anche il perché ad entrambi quel misterioso chipmunk era così familiare, ma soprattutto, ora sapevano cosa intendesse dire quando aveva detto che un giorno sarebbe restato con loro per sempre.
Simon era bloccato a causa della gessatura e non poteva muoversi, così fu Jeanette ad avvicinarsi a lui e insieme decisero di recuperare quell’attimo magico che l’improvviso svenimento della Chipette e il successivo incidente quasi mortale li aveva costretti ad interrompere. Iniziarono a baciarsi e non si fermarono per oltre tre minuti, poi si augurarono la buona notte a vicenda e dormirono abbracciati.
Per il resto della notte non sognarono più, ma non ne avevano il bisogno, un sogno lo stavano già vivendo.

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