Capitolo 6

Di solito, quando un sognatore dorme, il mondo in cui viene ambientato il sogno viene creato casualmente dalla parte inconscia della mente del soggetto, senza che questo possa in alcun modo determinare ambientazione ed eventi all’interno di esso. Il caso di Jeanette era un po’ diverso, in quelle quasi tre settimane da quando l’aveva conosciuto, Mark le aveva insegnato molto cose, tra cui la capacità di scegliere a suo piacimento in quale mondo ambientare il suo sogno. Poteva benissimo crearne uno nuovo oppure tornare in uno di quelli già esistenti.
La Chipette sapeva che quella sarebbe dovuta essere l’ultima volta in cui incontrava il Viaggiatore, perciò si disse che tutto sarebbe dovuto finire esattamente da dov’era cominciato. Scelse quindi di tornare nel mondo che lei una volta chiamava il Nulla, e che non visitava più da giorni. In quel lungo lasso di tempo lei e Mark avevano trascorso insieme il tempo del sogno tra isole deserte e foreste tropicali, per passare poi a mondi ambientati in grandi città come New York e Los Angeles, perciò quando tornò in quel mondo buio e vuoto che era il Nulla, si sentì spaesata e confusa.
Dovette attendere qualche secondo prima di riabituarsi alla desolazione di quel mondo, e quando si riprese chiamo subito Mark, che comparse all’istante alle sue spalle, come sempre.
<< Il Nulla? Ha ha, come mai questa scelta? >> le chiese il chipmunk Viaggiatore, con quel suo tono di voce sempre allegro e amichevole, che però ora a Jeanette suonava ipocrita.
La Chipette non gli rispose, e lui non tardò a notarlo.
<< C’è qualcosa che non va? >>
Jeanette non parlò subito, priva volle pensar alle parole da utilizzare, ma niente le sembrava potesse andar bene per dirgli quello che doveva.
<< Jeanette? Va tutto bene? >> ripeté la domanda.
Alla fine decise: “Tanto vale rispondergli, e vedere come reagisce”.
<< Lo sai bene >> si limitò a dirgli.
<< Sapere cosa? Non ti capisco? >>
<< Oh andiamo, Mark! Lo so benissimo che puoi vedere quello che faccio mentre sono sveglia! Me l’hai detto tu stesso almeno tre volte! >>
Jeanette aveva ragione, Mark sapeva già tutto, e l’improvviso mutamento dell’espressione del Viaggiatore, che da allegro, passò a serioso glielo confermò.
<< Non possiamo più vederci…questa cosa ha finito per sfuggirmi di mano…insomma…è vero, tu mi hai fatto capire che i sogni sono una cosa reale, ma sono pur sempre sogni…questo non è il mio mondo, non posso vivere qui con te… >> Jeanette continuò a parlare praticamente farfugliando, non si poteva certo definire il discorso preparato che avrebbe voluto lei, ma non aveva importanza, Mark la ascoltava in silenzio. Se c’era una cosa positiva di quel chipmunk, era che sapeva ascoltare.
<< …la mia vita è lì fuori, con le mie sorelle, con Dave, con i Chipmunks…con Simon… >>
Nel momento in cui terminò di pronunciare il suo nome, una piccola nuvoletta di Materia dei Sogni si avvicinò a lei e prese la forma del suo Simon, che ora le stava di fianco e la fissava sorridendo. Non era il Vero Simon, era solo una creazione del sogno di Jeanette, ma vederlo lì, vicino a lei, le diede la forza di cui aveva bisogno per affrontare la situazione.
La Chipette aveva esaurito le parole, e ora sta semplicemente ferma e immobile, aspettando una reazione di Mark. Il Viaggiatore stette a sua volta fermo per qualche secondo, pensando al da farsi, poi, molto lentamente, inizio ad avvicinarsi a lei.
“Che stai facendo?” avrebbe voluto chiedergli, ma scelse di tenersi per se la domanda, tanto l’avrebbe saputo tra poco.
Mark le si avvicinò ancora, fino a quando i due non si trovarono uno di fronte all’altra, molto vicini, poi il Viaggiatore fece qualcosa che la Chipette non si sarebbe mai immaginata…iniziò a baciarla…un bacio sulle labbra lungo e duraturo, che la colse completamente di sorpresa. Lei non si mosse, non tentò di ribellarsi. D’improvviso tutto quello che gli aveva detto fino a poco prima sembrava aver perso di significato. Si disse che non avrebbe potuto far a meno di lui e ricambiò a sua volta i baci di Mark.
La proiezione di Simon, che le era stata di fianco qualche secondo prima, iniziò ad allontanarsi da lei, e man mano che si allontanava, la Materia dei Sogni di cui era composta iniziò a disintegrarsi, fino a che di quel Simon non restò più nulla.
“Che cosa sto facendo? Cosa sto diventando…Simon…io…io… ti amo”
Jeanette spinse via Mark con violenza, facendolo cadere a terra, e urlò << Nooo!! >>
Cadendo, il Viaggiatore emise alcuni gemiti di dolore.
<< Non mi porterai via da Simon, non te lo permetterò!! Simon, svegliami!! >>
“Oh no, ho sbagliato tutto!”
<< No Jeanette, ascoltami, c’è una cosa che devo dirti… >> tentò di dire Mark.
<< Non ti voglio più ascoltare! Ho capito tutto, stai solo cercando di farmi rompere con lui per potermi avere tutta per te, non te lo lasceremo fare!! >>
Jeanette era furibonda. La sua rabbia aveva iniziato a sconvolgere lo stesso mondo del sogno, intorno a loro il Nulla stava iniziando a sgretolarsi.
Mark sentì che tra poco Jeanette si sarebbe svegliata, non aveva più tempo, doveva dirglielo.
<< No, Jeanette, non è così, ti prego…ASCOLTAMI!! >>
<< NO!! >> urlò ancora la Chipette.
Mark tentò di rialzarsi in piedi, ma proprio sotto di se si formò una voragine, e il Viaggiatore ci precipitò dentro. Poco prima di sparire nel baratro che lo stava per inghiottire, riuscii a lanciare un’ultima occhiata verso Jeanette, appena in tempo per vederla sparire. Si era svegliata.
Mark si lasciò precipitare ancora per un po’ nel vuoto, deluso e amareggiato dalla piega che avevano preso gli eventi. Ce l’aveva quasi fatta, ormai tutto sembrava andare nel verso sperato, ma come aveva previsto, alla fine qualcosa è andato storto.
Il Viaggiatore dei Sogni aprì un portale per tornare nella sua dimensione e in men che non si dica si ritrovò nuovamente con i piedi per terra, circondato da altri suoi simili di varia forma e dimensione, ma con la consapevolezza di aver fallito, e che forse non c’era più nulla da fare.
<< Avrei dovuto dirglielo e basta… >> disse ad alta voce. Intorno a lui, nessuno degli altri Viaggiatori fece caso alle sue parole.

Qualche ora prima, nella realtà:
Simon e Jeanette stavano rientrando a casa dalla loro uscita serale. Si accordarono sul fatto che la Chipette avrebbe dovuto sognare per un’ultima volta Mark, e durante il sogno avrebbe fatto in modo di chiudere per sempre con lui.
Simon giustamente si chiedeva come facesse a essere così sicura del fatto che non l’avrebbe più sognato, e così Jeanette, pur di fargli comprendere la realtà dei fatti, decise di approfondire il discorso su lei e Mark. Nella precedente versione lei gli aveva spiegato che il Viaggiatore le appariva nei suoi sogni senza che lei potesse impedirlo, ma fu obbligata ad ammettere che invece in quelle ultime due settimane era stata lei a chiamarlo e che lui appariva solo in seguito alle sue chiamate.
<< Quindi eri tu a desiderare di rivederlo… >> commentò Simon con un filo di delusione nelle sue parole.
<< Sì… >> gli confermò Jeanette.
Anche Simon le raccontò qualcosa. Le disse che in quelle ultime famigerate due settimane lei aveva preso l’abitudine di agitarsi e parlare costantemente nel sonno, facendo il più delle volte svegliare anche gli altri. Quello che diceva era per il 90% incomprensibile, solo dei farfugliamenti, secondo lui, ma ogni tanto si poteva cogliere qualche parola. Gliene riferì qualcuna, e lei, che era sempre stata brava a ricordare i sogni, arrivò alla conclusione che quelle parole comprensibili le aveva pronunciate quando, nei suoi sogni, le era capitato di gridare o comunque di parlare con voce più alta del normale.
Sulla base di quanto appena appreso, elaborò un piano.

Pochi minuti prima del risveglio di Jeanette:
Simon, e i suoi fratelli, insieme a Brittany ed Eleanor, erano seduti tutti intorno a Jeanette, che in quel momento stava dormendo nel suo letto. Aspettavano un segnale.
La Chipette disse loro che ad un certo punto avrebbero dovuto svegliarla, secondo lei era l’unico modo per spezzare definitivamente il legame tra lei e Mark. Fino a quando non avesse dato loro quel preciso segnale che, a detta di lei, “avrebbero capito di che genere”, non avrebbero dovuto svegliarla per nessun motivo.
Ad un certo punto i cinque chipmunk svegli la videro iniziare ad agitarsi nel sonno e a farfugliare suoni incomprensibili. Alvin, che era estraneo a tutta la faccenda, ma pur sempre un tipo impulsivo, pensò che fosse proprio questo il segnale, e tento di svegliarla, ma venne fermato da tutti e quattro gli altri chipmunk.
<< Non ancora >> bisbiglio, poi, Simon.
Mentre i cinque nella realtà erano tornati a fissare Jeanette che dormiva, aspettando il suo segnale, lei nel sogno aveva appena respinto Mark buttandolo a terra.
Il Viaggiatore sapeva del suo piano e aveva cercato di impedirle di dare il segnale per spezzare il loro legame, era questa la conclusione a cui era arrivata Jeanette.
Nella realtà, i cinque d’improvviso sentirono la Chipette dormiente pronunciare la parola “Nooo!!” e poco dopo anche un’altra frase: “Non mi porterai via da Simon, non te lo permetterò!! Simon, svegliami!!”. Era questo il segnale che aspettavano.
Simon la prese per le spalle e iniziò a strattonarla, gridandole contemporaneamente di svegliarsi.
Nel sogno Jeanette sentiva che finalmente il legame con Mark si stava spezzando, e poco prima di svegliarsi, fece in tempo a vederlo precipitare in un baratro apertosi nel Nulla. “Ma perché i sogni finiscono sempre sul più bello?” fu l’ultima cosa che pensò prima di riaprire gli occhi.

Svegliandosi, trovò intorno a se le sue sorelle e i Chipmunks che la fissavano. Avevano tutti un’espressione ansiosa.
<< Allora? Cos’è successo? >> le chiese Simon.
<< Ho spezzato il legame, non tornerà più! >> fu la risposta di lei.

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