Capitolo 4

Come le era stato promesso, Mark non invase il suo sogno. Jeanette era sì ritornata nel Nulla, ma del Viaggiatore dei Sogni non c’era traccia. Provò a muoversi e spostarsi, si guardò intorno, cercandolo, ma niente, era sparito.
Si rese conto di iniziare a detestare quel sogno desolante e buio, e così fece in modo di sognare altro. Il Nulla cominciò a disintegrarsi e le piccole particelle di polvere di luce che componevano il sogno si dispersero e cominciarono ad assumere nuove forme, a creare un nuovo mondo dei sogni. Si ritrovò su una spiaggia di un’isola deserta, in mezzo al mare. Si chiese cosa l’avesse spinta a sognare proprio quello, ma non importa, le piaceva! Tutto sarebbe stato meglio del Nulla.
Percorse qualche metro sulla spiaggia, ammirò lo splendido paesaggio, poi cominciò a pensare a Simon.
In verità Jeanette non si era minimamente accorta di averlo trascurato durante la giornata, l’unica cosa a cui aveva pensato era la strana situazione che si era creata tra lei e Mark, e per quanto riguarda il suo fidanzato, secondo lei Simon non era rimasto per niente turbato dal suo racconto. Ovviamente si sbagliava, ma non aveva modo di saperlo in quel momento.
I suoi pensieri passarono rapidamente da Simon a Mark, e al fatto che avesse onorato la sua promessa di non intromettersi più nei suoi sogni. Fino a ieri notte era arrabbiata con lui per tutte la situazione in cui l’aveva coinvolta, ma ora, forse complice la bellezza del paesaggio che stava sognando, l’unica cosa che provava era il desiderio di vederlo ancora. Del resto, che sia reale o immaginario, faceva parte di una realtà che non aveva niente a che vedere con la nostra e con cui non avrebbe mai potuto interferire, se non fosse state Jeanette a volerlo, perciò tanto valeva accettare la richiesta di Mark di stare insieme e vedere come la situazione si sarebbe evoluta.
Le aveva detto che bastava chiamarlo per nome, e così fece.
A pieni polmoni gridò << Mark! >>. Poi attese.
<< Sono davvero contento che tu mi abbia chiamato >>.
A parlare era stato lui. Che le era apparso alle spalle.
<< Hey! Ciao! >>
<< Non sei più arrabbiata, vero? >>
Jeanette ci rifletté un po’, ma poi rispose con sicurezza << No, non lo sono >>.
<< Mi fa davvero piacere sentirlo >>
E si abbracciarono.
“Si può davvero essere legati così tanto a qualcuno dopo solo pochi giorni? Evidentemente sì…forse nei sogni funziona così” si disse la Chipette tra se e se.
<< Per la verità sono sorpreso che tu abbia cambiato idea così presto, ieri sembravi davvero una furia >>.
<< Se per te è strano allora lo è ancora di più per me…non è che mi stai facendo qualcosa…con questi tuoi poteri? Che so…manipolare le mie emozioni per farmi affezionare a te? >>
Mark rise divertito, poi rispose << Tranquilla, non ho questo potere! >>
<< E allora che cosa sa fare un Viaggiatore dei Sogni? >>
Tra i due ci fu un attimo di silenzio.
<< Bhe, posso siamo modificare il mondo che voi create sognando… >>
<< Vuoi dire…cambiarlo? >>
<< Non siamo così potenti…non possiamo tecnicamente…cambiarlo…i mondi dei sogni possono essere formati solo con l’impiego di molta energia, e solo la mente di voi sognatori ne ha a sufficienza. Però in compenso possiamo leggermente alterarli… >>.
Mark afferrò per un braccio Jeanette e la invitò a ripararsi dietro di lui.
<< Può essere pericoloso, se sbagliassi qualcosa e creassi una frattura in questo sogno rischieresti di finire chi sa dove >>
<< Ok, ricevuto! >>
Mark protese entrambe le braccia in avanti e cominciò a mimare dei movimenti, come se stesse sollevando qualcosa di molto pesante ed invisibile. Qualsiasi cosa stesse facendo, sembrava faticoso, ma Jeanette non riuscì a resistere alla tentazione di fargli una domanda.
<< Mark, c’è qualcosa che ancora non ho capito >>.
<< Cosa? >>
<< La polvere luminosa con cui si sono formati le stelle e i pianeti in miniatura nel mio sogno era la Materia? >>
<< La Materia dei Sogni dici? Certo, che altro potrebbe essere >>
<< Ma quindi, se voi vi spostate attraverso i portali, come mai la prima volta ti ho visto formarti dalla Materia dei Sogni? In teoria non avresti dovuto semplicemente apparire dal nulla come tutte le altre volte? >>
Qualsiasi cosa stesse facendo Mark in quel momento (dopo 15 secondi non era ancora successo niente), si fermò, si voltò verso di lei, le lanciò un occhiataccia come a volerle dire “Ma che accedenti stai dicendo?!?”
<< Ma ti sembrano domande da fare? Io qui sto sudando sette camice per farti una dimostrazione di quello che so fare e tu mi deconcentri con sti discorsi? >>. Scherzò Mark.
I due risero allegramente, ma poi Jeanette << Sì, lo so scusa…ma seriamente, come mai? >>
<< La verità è che avrei voluto contattarti già da molto tempo…almeno da un mese. Le prime volte non avevo il coraggio di farmi avanti, un po’ per paura delle conseguenze del violare la regola del contatto, un po’ per timore della tua reazione nel caso mi avessi incontrato. Quando poi mi sono fatto forza, non sono mai riuscito a raggiungerti in tempo…sai non è facile trovare uno specifico sognatore viaggiando con i portali, soprattutto se il sognatore ha sogni così vari come i tuoi, così quando ti trovavo, tu finivi sempre per svegliarti. Allora ho accettato di violare una seconda regola, invadere un sogno prima che il sognatore finisca effettivamente di crearlo, e questo dovrebbe rispondere alla tua domanda, perché al di fuori della nostra realtà, noi possiamo esistere agli occhi di un sognatore solo quando anche il suo sogno è completo. >>
<< Capisco…bhe, continua! >>
<< Ok, allora: ho pensato che se avessi imparato il genere di sogni che tu fai e mi ci fossi introdotto PRIMA che fosse completo, per lo meno avrei avuto più tempo per cercarti…quei pochi secondi in più che risparmiavo sarebbero stati sufficienti per raggiungerti. Per un po’ nemmeno questo sembrava funzionare, ma immaginati la mia sorpresa nello scoprire che il sogno che avevo invaso prima della sua creazione era il tuo! >>
<< Dunque è per questo che all’inizio eri rimasto muto come un pesce a fissarmi! >> capì Jeanette.
<< Esatto! Eheh…se hai pensato a qualcosa di più strano, scusami, ero solo contento a modo mio di averti finalmente trovato >>.
Jeanette gli sorrise ancora una volta, poi << Me lo dirai mai il perché hai voluto incontrarmi a tutti i costi >>
“ Lo spero, Jeanette, spero davvero di poterlo fare, quando arriverà il momento…”
<< How, Mark? >>
<< Oh…ah, scusa mi ero distratto un attimo…si, magari un giorno te lo racconterò >> e le fece l’occhiolino. Un gesto che venne ricambiato da Jeanette con un altro sorriso.
<< Ora se vuoi scusarmi, dietro di me, prego, e niente più distrazioni! >>
<< Signor sì signore! >> obbedì la Chipettes.
Mark protese ancora una volta le braccia in avanti e stavolta qualcosa effettivamente successe.
La terra sotto di loro cominciò a vibrare, come se un terremoto avesse colpito la piccola isola del sogno. Mark rassicurò Jeanette dicendole di stare tranquilla, e che le scosse erano colpa sua. A sentire quelle parole la Chipette si tranquillizzò.
Improvvisamente un enorme cumulo di sabbia cominciò a sollevarsi in aria e cambio improvvisamente colore, diventando Materie dei Sogni, poi cominciò a roteare su se stessa e a compattarsi, mentre le scosse sismiche gradualmente calarono d’intensità fino ad arrestarsi.
Jeanette fu piacevolmente sorpresa di quello che aveva fatto appena fatto Mark. Aveva creato una grande statua di pietra, alta come un essere umano, con le fattezze della Chipette.
Jeanette si avvicinò alla statua per ammirarla meglio.
<< Uff…eh, lo so…ho quasi demolito l’intero sogno per costruirla…te lo dicevo io che noi Viaggiatori non abbiamo la forza dei sognatori…in effetti avrei anche potuto farla meglio…allora…che ne pensi? >>
<< A me piace! >>
<< Davvero? >> chiese stupito Mark.
<< Sì, e venuta molto bene! Davvero, ma anche se così non fosse stato, è il pensiero che conta…grazie Mark! >>
I due si scambiarono un altro sorriso, poi la faccia di Mark si fece improvvisamente seria.
<< Oh no…Jeanette! Stai per svegliarti! >>
<< Cosa? Di già! Ma io voglio stare ancora un po’ qui! >>
<< Ci rivedremo domani notte, ok? Sempre su questa isola! >>
<< D’accordo, cia…>>
Non fece in tempo a finire la frase, sì svegliò prima di riuscirci.

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