Capitolo 3

Quella notte Jeanette per un po’ sogno di essere già lì. Si vide insieme a Simon che chiacchieravano e si godevano la loro giornata speciale, mangiando nel frattempo i panini che nel suo sogno “aveva preparato Simon” (nella realtà ci avrebbe pensato Dave, dal momento che il chipmunk era decisamente una schiappa in cucina). 
Dopo due notti, la Chipette finalmente sentiva di essere tornata a sognare normalmente. 
Fu svegliata nel cuore della notte da un rumore. Si sveglio, sentendosi un po’ intontita e disorientata, cerco di mettere a fuoco e capire cosa potesse averla svegliata, guardò verso la porta della loro stanza, mentre intorno a lei, negli altri letti, le sue sorelle e i Chipmunks dormivano tranquillamente. La porta era leggermente socchiusa, e da fuori una luce intensa stava penetrando nella camera da letto. 
Incuriosita, la Chipette saltò giù e corse verso la porta, la aprì e si trovò di fronte ad una scena a lei ormai familiare…il Nulla. Lo stesso Nulla a cui ormai si era abituata nel corso delle ultime notti, si giro rapidamente e notò che la camera da letto con dentro gli altri chipmunk era sparita. “Non c’è dubbio, sto ancora sognando…” concluse. 
Cominciò a camminare ancora una volta nel Nulla, con i pianeti e le stelle in miniatura che volteggiavano intorno a lei. 
<< Jeanette >> 
La voce di Mark la chiamò da dietro di lei. Sì girò e vide il chipmunk. 
<< Ciao Mark >> lo salutò lei. 
<< Ciao, sono felice di rivederti >> 
<< Allora, mi vuoi dire chi sei? >> gli chiese subito, senza dargli il tempo di sviare la conversazione verso altri argomenti. 
Mark ci pensò su un po’, poi rispose semplicemente << Un amico…almeno è quello che vorrei essere per te, ed è l’unica cosa importante… e tu, vuoi essere amica mia? >> 
Jeanette si rassegnò, Mark non le avrebbe mai detto chi fosse per davvero. Ma chi sa, forse la soluzione non era poi nemmeno così complicata, se Mark era davvero frutto dei suoi sogni, forse rappresentava una specie di ricordo che cercava di venir a galla, se lei non ricordava chi fosse, allora nemmeno lui poteva ricordarselo…certo, presumendo che il chipmunk fosse veramente frutto dei suoi sogni e non qualcos’altro. Del resto, più lo guardava e più notava che in lui c’era qualcosa di familiare, anche troppo. Conoscete il termine “Ce l’ho sulla punta della lingua”? Ecco, era quello che stava pensando in quel momento Jeanette. 
Ad ogni modo, chiunque fosse quello strano chipmunk, la Chipette sentiva di provare un grande affetto per lui, quindi quando Mark le chiese se potevano essere amici, lei rispose << Sì! >>. Sicura e decisa come non mai. 
<< Fantastico, vieni con me allora >> 
“Andare dove?” stava per chiedergli, ma alla fine non disse nulla. Tanto l’avrebbe saputo tra poco, si limitò solo a rispondere << Va bene >>. 
Mark distese il braccio destro verso la Chipette e la invitò a prenderlo per mano. Lei obbedì, poi, nel momento in cui le loro mani si toccarono, entrambi cominciarono a levitare, come se d’improvviso la forza di gravità si fosse azzerata, e iniziarono a volare nel Nulla. Era Mark a condurla, tenendola sempre stretta per mano. Sembrava sapesse dove andare, anche se a Jeanette il paesaggio vuoto del Nulla le sembrava tutto uguale. 
Volarono per almeno tre minuti e in quel lasso di tempo a Jeanette tornò in mente la famosa scena di Superman e Lois che volano tra i grattaceli di Metropolis che lei e Simon avevano visto in quel vecchio film in tv qualche sera prima. “Forse Mark sta sfruttando questo mio ricordo per condurmi più velocemente a destinazione…o forse è solo una coincidenza…”. Jeanette non l’avrebbe mai scoperto. 
D’improvviso Mark, che fino a poco prima non aveva aperto bocca durante il volo, la avvertì che erano arrivati, scesero di quota lentamente e atterrarono con dolcezza sul pavimento invisibile del Nulla. 
A pochi centimetri dal punto in cui si erano fermati, Jeanette vide una grossa massa di luce, molto più grande di tutte le altre stelle in miniatura che fino ad ora aveva visto nel sogno, era grande quanto un chipmunk. 
Non fu necessario chiederglielo, perché Mark iniziò subito a spiegarle cosa stava guardando. 
<< Tu vorresti sapere chi sono, Jeanette…purtroppo non posso dirtelo… >>. 
Mark notò l’espressione di delusione negli occhi della Chipette, e ci restò male, ma continuò a parlare << …ma posso dirti chi siamo Noi! >> 
<< Noi? Vuoi dire… io e te? >> 
Mark ridacchiò e poi rispose << No, non noi due… >>. 
La afferrò per mano e insieme saltarono dentro la luce. Jeanette fu momentaneamente accecata da un bagliore intenso, ma poi, quando finalmente tornò a vedere di nuovo si accorse di non essere più nel Nulla, ma da qualche altra parte. Questo nuovo luogo era completamente diverso: non era più buio, ma incredibilmente luminoso, intorno a lei non c’erano più le stelle e i pianeti in miniatura, ma luci di tutti i colori, che come nuvole si spostavano nell’ambiente di qua e di là, ma la cosa più sorprendente per Jeanette non era questo, bensì lo scoprire che in quello strano luogo in cui Mark l’aveva condotta tramite quel “portale” e che con il Nulla aveva in comune solo l’apparenza di essere infinito, non era disabitato! La Chipette vide volteggiare di qua è di là esseri umani adulti e bambini, animali di ogni forma e specie e persino altri chipmunk. Mentre lei le fissava a bocca aperta, quelle strane entità volteggianti sembravano nemmeno accorgersi della loro presenza. 
<< Mark, io…io davvero non riesco a capire…chi sono quelle persone? >> 
<< Questi, Jeanette, siamo Noi! >> 
Quando si accorse che la risposta non aveva risolto i dubbi della Chipette, Mark si disse che forse era arrivato il momento di essere più chiari. 
<< Queste persone e questi animali sono “Viaggiatori dei Sogni” >>. 
<< Viaggiatori dei…? >> 
<< Sì, Jeanette, Viaggiatori dei Sogni, e prima che tu me lo chieda…sì, anche io lo sono. In questo momento ci troviamo nel luogo dove i sogni vengono creati. Quando qualcuno sogna, la sua mente si collega a questo mondo, e tramite quelle luci che vedi tutto intorno a noi, che si chiamano la “Materia dei Sogni”, crea i propri mondi partendo dai suoi ricordi e dalle sue emozioni. Tu e tutti quelli che vivono nella tua realtà credono che il sogno sia solo frutto della vostra immaginazione…in realtà non è così. I mondi che voi vi create sono reali, e potete accedervi solo durante il sonno. Non chiedermi il perché, non lo comprendo nemmeno io… >>. 
<< E i Viaggiatori? >>. 
<< I Viaggiatori sono solo le anime che abitano in questa realtà. Purtroppo la nostra vita è molto monotona, non abbiamo la TV o la musica per divertirci come voi, non proviamo il bisogno di cercare cibo o acqua per sopravvivere, ci limitiamo solo ad esistere. L’unico modo che abbiamo per rendere interessanti le nostre giornate è intrufolarci nei mondi creati dai sogni della gente e fare da spettatori, mi capisci? >> 
<< Sì…ma quindi vuoi dire che…insomma…quando in un sogno incontriamo qualcun altro, vuol dire che ci troviamo di fronte ad uno di voi? Un Viaggiatore? >> 
<< No. Quelli sono per davvero frutto della vostra immaginazione. Noi Viaggiatori abbiamo una regola, non possiamo in nessun modo interferire con i vostri sogni, possiamo solo stare in disparte a guardare, o al massimo a fungere da comparse… >>. 
<< E allora tu? >> 
<< Io ho scelto di violare la regola >>. 
<< Ma perché? Non capisco! Perché violarla…perché con me? >> 
Più cose apprendeva su Mark e sulla sua identità e più dubbi le venivano in mente, ormai stava per perdere la calma. 
<< Insomma…prima mi dici di voler essere mio amico…poi mi porta in questo luogo strano parlandomi di “Viaggiatori e Materia dei sogni”, io ormai non ci sto capendo più niente…se davvero avete delle regole che vi vietano di entrare in contatto con i sognatori, per quale motivo ogni notte torni da me? >> 
Mark non le rispose. 
<< Ti prego…dimmelo >> 
Ancora silenzio. 
Mark avrebbe voluto dirle la verità, evitarle tutto quel tormento, ma non poteva…conosceva le regole, e ne ha già violate troppe per permettersi altri sgarri. 
<< Mark…? >> 
“Diglielo!” gli intimava la sua coscienza. 
Jeanette lo chiamò ancora una volta. 
“Diglielo, diglielo, diglielo, diglielo” gli martellava la vocina dentro la sua testa. 
<< Se vuoi essere davvero mio amico, me lo devi dire! >> lo minacciò la Chipette.
“Non ho altra scelta…” 
<< PERCHE’ VOGLIO STARE CON TE! >> le urlò quasi in faccia. 
Quella reazione improvvisa la azzittì di colpo e persino gli altri Viaggiatori intorno a loro, che fino a poco prima non si curavano minimamente dei due, pensando solo a spostarsi da un portale all’altro per invadere i sogni della gente nel mondo, ora si voltarono a fissare il piccolo chipmunk. Mark fu quasi convinto di sentire i loro pensieri…pensavano: “Ecco cosa succede a parlare con i sognatori”. 
<< Mark, io… >> 
<< Lascia stare, Jeanette…sento che tra pochi secondi ti dovrai svegliare, ci vedremo domani sera…se tu lo vorrai… >>. 
<< Che cosa vuoi dire? >> 
<< Che non voglio più invadere i tuoi sogni…se vorrai rivedermi basterà che mi chiami per nome, e io arriverò… >> 
Jeanette stava per dire qualcosa, ma quando aprì bocca, scomparve d’improvviso dalla vista di Mark, si era svegliata, e svegliandosi era tornata nella sua realtà. 
Il piccolo Viaggiatore dei Sogni si sentì uno stupido, si pentì di averle detto che poteva scegliere. Aveva bisogno di parlare con lei ancora, era importante! E se Jeanette non avesse più voluto avere niente a che fare con lui avrebbe dovuto invadere ancora i suoi sogni, violando così la sua promessa e rischiando di perdere la fiducia della Chipette. 
Avrebbe dovuto aspettare molte ore prima di poterla rivedere, nel frattempo avrebbe potuto fare decine di cose…invadere i sogni di qualcuno per passare il tempo, usare i suoi poteri per manipolare la Materia dei Sogni e crearsi un sogno tutto suo in cui poter vivere nell’attesa, trovarsi un posticino tranquillo per dormire (eh sì, anche i Viaggiatori ogni tanto dormono, anche se lo fanno solo per passare il tempo, non certo per riposare, dal momento che non ne sentono mai il bisogno, e di sicuro non potevano sognare)…invece decise di tornale nel portale e rientrare nel Nulla, e lì per tutto il resto del tempo restò seduto in silenzio ad aspettare Jeanette, sperando in una sua chiamata. 

Jeanette sì sveglio più stordita che mai. 
Questa volta era stata la sveglia e riportarla alla realtà. Dopo quello che era successo quelle ultime notti, aveva pensato bene di farla sistemare nella loro camera, in modo che né le sorelle né i Chipmunks, che fino ad ora erano stati svegliati da lei, rischiassero di far tardi a causa sua. 
Fu Alvin a scendere mezzo addormentato per spegnerla, e subito dopo tentò quasi in automatico di ritornare sotto le coperte, ma fu fermato da Brittany che lo afferrò per la coda. Era ancora arrabbiata con lui per il giorno prima. 
Jeanette scese dal suo letto in silenzio, senza quasi accorgersi del suo amato Simon e del buon giorno che questi le aveva augurato. 
<< Ah, sì…ciao Simon >> 
<< Dormito bene? >> le chiese. Era una domanda praticamente retorica, si vedeva lontano un miglio che non aveva affatto dormito bene. 
<< Non proprio >> gli confermò Jeanette. 
<< Riguarda ancora quegli strani sogni? >> 
<< Sì >> 
<< Me ne vuoi parlare? >> 
<< Non voglio…DEVO, altrimenti rischio di impazzire >>. 

E così fece. 
Glielo raccontò tutto, razionandolo nell’arco di tutta la giornata. Un poco per volta gli parlò della Materia dei Sogni, dei Viaggiatori e di come si spostano tra un sogno e l’altro. Gli riferì parola per parola tutto quello che Mark le aveva detto, senza omettere nulla. Inizialmente aveva pensato di escludere dal racconto ciò che il chipmunk Viaggiatore le aveva detto pochi minuti prima che si svegliasse, che “Voleva stare con lei”, ma se conosceva bene Simon, non avrebbe avuto di che preoccuparsi. Il suo compagno è sempre stato un chipmunk molto razionale, probabilmente per lui quelli erano solo semplici sogni ricorrenti, quindi non avrebbe dovuto preoccuparsi delle avance di un ipotetico rivale immaginario. Al contrario della Chipette, che dopo quello che aveva visto la notte precedente, non credeva più che fosse tutto frutto della sua immaginazione. I Viaggiatori dei Sogni esistono davvero, anche se non poteva dimostrarlo. 
Non se ne rese conto, ma purtroppo si sbagliò in parte, perché in effetti, quelle parole turbarono eccome Simon. Certo, il chipmunk era sempre dell’opinione che quelli fossero solo sogni, ma vedeva in Mark e nell’insistenza di quei sogni, un segno di distacco da lui. 
Jeanette gli raccontò della frase di Mark poco dopo la cena. Quando finì il racconto, questo, sommato al fatto che durante la giornata non avevano minimamente accennato al loro pic-nic, rese improvvisamente Simon insicuro. 
Quel che è peggio è che Jeanette non parve manco accorgersi dell’improvviso cambiamento d’umore del fidanzato e quando è arrivato il momento di andare a dormire, sembrò essere quasi ansiosa di buttarsi sotto le coperte e addormentarsi per continuare qui suoi sogni. 
Simon si accorse che quella giornata, che lui si era immaginato potesse essere una giornata dedicata ai preparativi del loro pic-nic, invece era volata via troppo rapidamente e senza un nulla di fatto. Mentre era sdraiato a letto, guardò dall’altra parte della stanza, verso il letto di Jeanette, e vide che si era già addormentata…non gli aveva neanche augurato la buona notte. 

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