CAPODANNO COL BOTTO

INTRODUZIONE:Ho scritto questa storia in omaggio al capodanno 2011.
Il mio ideale sarebbe stato iniziarla e terminarla il 31 dicembre 2010, per poi pubblicarla prima della mezza notte di capodanno. Purtroppo una serie di imprevisti mi ha fatto leggermente tardare con la pubblicazione. Spero vi piaccia ugualmente, anche se arriva leggermente in ritardo.
TRAMA: I Chipmunks e le Chipettes vengono invitati ad esibirsi al festival di capodanno di un prestigioso hotel situato in aperta campagna.
Al termine della serata, quando è arrivato il momento per loro di tornare a casa con la limousine che li ha accompagnati fino a lì, Alvin convince l’autista a prendere una strada alternativa che li conduce in un’area isolata sulle sponde di un lago, dove lo scoiattolo è intenzionato a fare le prove per una sorpresa che ha fatto preparare a Dave. Una serie di eventi imprevisti li costringeranno, però, e restare bloccati lì senza alcuna possibilità di tornare a casa in tempo per festeggiare in famiglia il capodanno…


31 dicembre 2010, a mezzogiorno.
<< All’Hotel Nemì?! >> chiesero in coro i tre Chipmunks e le tre Chipettes mentre discutevano con Dave nel salotto di casa Seville riguardo al concerto di capodanno a cui avrebbero dovuto partecipare quella sera.
<< Esatto! >> confermò loro Dave.
<< Si!! Evviva!! >> gridò Alvin gioioso. Del resto partecipare al grande festival di capodanno all’Hotel Nemì era un onore che era riservato solo alle più grandi band musicali del mondo, e anche se i sei chipmunk non erano stati scelti per l’esibizione finale, quella che sarebbe stata l’ultima dell’anno 2010, assegnando loro solo l’esibizione delle 22.00, il semplice fatto di poter cantare lì era già di per se un grande risultato per il loro gruppo.
<< Questa mattina ho ricevuto una telefonata da Marcus Monroe, che… >>
<< Aspetta aspetta aspetta…Marcus Monroe?! Il proprietario dell’Hotel Nemì in persona?! >> domandò Simon.
<< Esattamente! Ha ascoltato alla radio una delle vostre prime canzoni, Undeniable, e mi ha chiesto se foste interessati a cantare quella e alcuni altri testi di quell’album durante il festival di capodanno di stasera. Immaginavo che ne sareste stati entusiasti, quindi ho accettato al volo l’offerta! >>.
<< E allora che aspettiamo? Cominciamo subito a provare! >> li incitò Brittany, tutti gli altri le risposero in coro con un fragoroso Siiii.
I ragazzi provarono per tutto il resto della giornata le canzoni che avrebbero cantato al festival. Si fermarono alle 17.00, quando ormai era giunto il momento di prepararsi per andare all’Hotel Nemì. Un’ora dopo, alle 18.00 in punto, arrivò a prenderli a casa Seville una delle limousine dell’Hotel.
<< Ci fanno pure accompagnare con la limousine?! Non fanno mancare proprio niente ai loro ospiti! >> commentò entusiasta Jeanette.
Simon, Theodore e le Chipettes salirono sulla vettura, che rispetto alle loro ridotte dimensioni da scoiattolo, sembrava ancora più immensa. Il ritardatario (come sempre, del resto) Alvin era ancora in casa, e mentre si dirigeva verso l’uscita, trascinava con se una grossa busta di plastica nera, il cui contenuto dava l’idea di essere decisamente pesante, a giudicare dallo sforzo che il piccolo chipmunk compiva ad ogni suo passo.
Alvin si fermò un momento a riprendere fiato quando ormai era a mezzo metro dalla porta. Dave era a pochi centimetri da lui, e indossava ancora gli abiti trasandati della giornata. << Ma Dave…tu non vieni? >> gli domandò giustamente il chipmunk.
<< Purtroppo non posso, Toby e la zia Jeckie saranno qui a momenti ed io devo ancora terminare i preparativi per la cena di capodanno. Ho parlato con il signor Monroe e con l’autista della limousine, se non ci sono imprevisti dovreste riuscire a tornare a casa in tempo per la mezzanotte…anche prima se tutto va per il verso giusto…più tosto, Alvin…si può sapere che hai in quella busta? >>
<< Ehm…diciamo che è una sorpresa…lo vedrai sta notte! >>
<< Ah…ok, vuoi che ti aiuti a caricarla in auto? >>
<< Eh…no, non preoccuparti, ce la faccio! >>
Con la scusa dell’aiuto Dave sperava di riuscir a scoprire il contenuto della busta, ma il suo piano era fallito miseramente .
Lo chauffeur della limousine uscì dal veicolo e aprì il bagagliaio per aiutare Alvin a riporvi al suo interno il sacchetto nero, poi gli aprì la porta dell’enorme automobile e lo fece accomodare con gli altri.
<< Alvin, cosa c’è dentro quel sacchetto? >> gli domandò Theodore.
<< Lo vedrete >>.

L’Hotel Nemì si trovava a un’ora di viaggio da casa Seville, durante il tragitto i Chipmunks e le Chipettes poterono costatare che lo chauffeur della limousine era anch’egli un loro grande fan, a giudicare dallo spropositato numero di loro cd che teneva nel sedile passeggero anteriore. L’autista, un ragazzo che avrà avuto sì e no una trentina di anni, inserì nel lettore cd dell’auto-radio un disco la cui copertina aveva colpito l’attenzione di Simon.
<< Un momento! Ma quello è l’album Team Chip ! Uscirà il 15 gennaio, come fai ad avercelo già?! >>
<< He he…diciamo che ho un paio di amici che lavorano nella vostra casa discografica, e loro mi riforniscono costantemente in anteprima dei vostri album…e visto che siamo sull’argomento…beh, me ne vergogno un po’, ma…potreste farmi un autografo? >>.
<< Ma certo! Dai qua! >> rispose Alvin. Lo chauffeur passò loro la confezione del disco e una penna e i 6 chipmunk a turno lasciarono il loro autografo. Quando tutti ebbero terminato, Eleanore gli riconsegnò il disco.
<< Ragazzi! E’ fantastico! Siete unici…grazie mille!! >>.
<< E’ stato un piacere! >> concluse Alvin. “Ma và…” si disse tra se e se Simon.

Giunti a destinazione, i sei chipmunk rimasero esterrefatti dall’immensità dell’hotel e dalla bellezza del luogo. L’Hotel Nemì era stato costruito in cima ad una collina che si ergeva maestosa su un immenso paesaggio di prati, boschi e laghi. Un vero paradiso terrestre, e probabilmente uno dei principali motivi che hanno reso famoso l’hotel.
Arrivati nello sconfinato cortile del Nemì e scesi dalla limousine, furono immediatamente accolti da una giovane donna dai capelli biondi che si era presentata a loro con il nome di Samantha Monroe, la figlia del proprietario.
Dopo le presentazioni, la donna li invitò a seguirla all’interno dell’enorme edificio.
<< Ehm, ragazzi…voi andate pure avanti, io vi raggiungo tra un secondo… >> li avvertì Alvin. Detto ciò, tornò di corsa dallo chauffeur.
<< Avrei una richiesta da farti… >> cominciò a parlare il chipmunk.
<< Alvin Seville che chiede a me un favore?! Ma certo che si! Qualunque cosa!! >>
<< Conosci qualche strada che al ritorno ci permetta di fare tappa in una valle, o comunque in una zona all’aperto ampia e un po’ isolata? >>
La domanda di Alvin gli suonò insolita, ma pur di accontentare un suo idolo, il giovane autista della limousine era pronto a tutto.
<< Beh…in effetti, una stradina la conosco…si trova nei pressi della riva di uno dei laghi…è un posto abbastanza tranquillo, ma se non sono indiscreto…perché ci tieni tanto? >>.
<< Dovrò fare le prove per una sorpresa che sto preparando a Dave, e preferirei non dare troppo nell’occhio… >>.
<< Ok, è chiaro che si tratta di qualcosa di grosso, non temere, non ti deluderò! >>.

La serata era stata un vero successo! Nonostante non spettasse loro l’onore di terminare il festival di capodanno con la loro esibizione, i Chipmunks e le Chipettes erano stati il vero pezzo forte della festa, ottenendo più applausi di qualunque altra band tra quelle presenti.
Al termine della loro esibizione erano le 23.00 in punto, se tutto fosse andato per il verso giusto sarebbero riusciti a permettere ad Alvin di mettere in atto il suo piano e tornare a casa in tempo per festeggiare con Dave e con gli altri il capodanno.
Rientrando nella limousine che qualche ora prima li aveva condotti all’Hotel Nemì, Alvin e lo chauffeur si fecero un cenno a vicenda, come a volersi dire “Procediamo!”.
Naturalmente, gli altri cinque chipmunk erano completamente all’oscuro di tutto, quindi immaginatevi l’espressione di sorpresa di ciascuno di loro quando notarono che l’autista cominciò a percorrere una strada completamente diversa da quella compiuta durante l’andata. Alvin era l’unico del gruppo che manteneva l’assoluta calma, e questo fece capire loro che anche questo probabilmente faceva parte del suo presunto piano. Quale che fosse questo piano restava ancora un mistero.
Percorsero diversi chilometri di strada, molti dei quali in mezzo ai boschi, e quando ne uscirono, Alvin capì che ormai erano giunti nel luogo di cui gli aveva parlato lo chauffeur: sul lato destro della strada che stavano percorrendo c’era una zona pianeggiante di prato, abbastanza grande da ospitare un piccolo campo da calcio, e oltre ad essa c’era la riva del lago. Quel prato sarebbe stato l’ideale per quello che doveva fare, pensò Alvin.
La limousine uscì dalla strada e principale e percorse un’altra decina di metri sulla zona del prato, e quando fu a cinque metri dalla riva del lago, si fermò.
<< Qui è perfetto! Ti dispiacerebbe aprire il bagagliaio e tirarmi fuori la busta? >> chiese Alvin all’autista.
<< Certo, con piacere! >> e uscì dalla limousine.
<< Ok, Alvin. Sono stato zitto fino adesso, ma ritengo sia arrivato il momento che cominci a spiegare che accidenti ci facciamo qui! >>
<< Vieni fuori e te lo mostrerò >> gli rispose Alvin, uscendo poi a sua volta dal veicolo. Simon lo segui, e insieme a lui uscirono anche Theodore e le Chipettes.
L’autista tirò fuori dal bagagliaio la busta di Alvin, richiuse lo sportello e, aspettando, guardo l’ora sul suo orologio da polso. Anche lui, come i sei chipmunk, avrebbe voluto essere a casa per festeggiare il capodanno con la sua famiglia, ma al contrario di loro non avrebbe mai fatto in tempo a riportare la limousine all’Hotel Nemì e tornare a casa in tempo. Decise, dunque, di telefonare ai familiari per avvertirli della sua assenza. Estrasse da uno dei taschini della divisa il suo cellulare, ma costatò subito che in quella zona non c’era campo, la telefonata era fuori questione.
<< Ehm, se non vi dispiace dovrei allontanarmi un momento…vorrei provare a chiamare a casa, ma qui non trovo il segnale, quindi se voi qui avete da fare vorrei provare a vedere se riesco a trovare campo qua intorno… >>
<< Vai pure, qui ce la caviamo da soli >> acconsentì Alvin.
<< Ecco, per l’appunto, Alvin, ti dispiacerebbe dirci che diavolo hai in mente? >> gli chiese ancora una volta Simon.
Alvin aprì la busta di plastica nera ed estrasse da essa un enorme fuoco d’artificio. Non aveva ne marca ne etichetta, e a prima vista sembrava proprio uno di quegli ordigni illegali di cui si parla tanto in TV durante questo periodo dell’anno.
<< E questo che diavolo è?? >> lo assillò Simon.
<< Un razzo! Non si vede?! >> gli rispose Alvin.
<< No, un momento…non mi verrai a dire che tutto questo casino che c’hai organizzato è per quel…coso?! >>.
<< Ah, Simon! Certe volte sei proprio fastidioso! Lo conosci Louis Smith? Il tipo che lavora in quel negozio d’antiquariato… >>.
<< E adesso che centra?? >>.
<< In questo periodo dell’anno per arrotondare gli incassi certe volte produce e vende da se alcuni di questi fuochi artificiali…niente di illegale, ha le licenze e i permessi per farlo… >>
<< Alvin, tutto ciò è “molto” interessante, ma ti spiacerebbe tagliare corto? >> insistette Simon.
<< Insomma, mi era venuta quest’idea: un fuoco d’artificio che una volta esploso andava a formare il nome “Dave” nel cielo… per Louis creare qualcosa del genere era teoricamente possibile, e allora mi ha creato questi… >> fece una pausa, indicando con entrambe le mani il razzo poggiato a terra. << …ne ha creati due, e uno di essi è questo…ma mi ha avvertito di non aver fatto in tempo a collaudarli, e che quindi non era sicuro che alla fine il risultato che ne verrà fuori sarà quello da me voluto! Mi ha chiesto, quindi, di testarlo in qualche luogo isolato, in modo da non correre il rischio di rovinare la sorpresa a Dave, capisci ora? >>.
<< A dire il vero no…Alvin, non ci verrai e dire che ci hai portato in mezzo al nulla solo per far esplodere un razzo…un razzo rudimentale fatto da un antiquario…e per giunta un razzo che forse potrebbe non funzionare nemmeno come dovrebbe?! >>
<< E’ appunto per questo che ci ho fatto portare tutti qui! Non devo fare altro che sistemarlo, accendere la miccia e verificare se il razzo fa il suo dovere, poi potremo tranquillamente andarcene, e quando scoccherà la mezza notte, se tutto sarà andato per il verso giusto, potrò fare questa sorpresa a Dave…ma prima devo assicurarmi che Louis abbia fatto un buon lavoro… >>.
<< E va bene! Fai questo test, ma muoviti! Siamo già in ritardo, evitiamo di peggiorare ulteriormente le cose! >>. Mentre Simon parlava, Alvin aveva già iniziato a preparare il tutto. Arpionò il terreno sottostante con l’asta del razzo e si assicurò che puntasse perfettamente verso l’alto. Dalla borsa nera estrasse un’altra cosa, un accendino, con il quale appiccò il fuoco alla miccia del razzo.
<< Visto?! Facile! Ora non ci resta che attendere e goderci lo spett… >>.
<< Alviiiin!! Fa attenzione!!! Quel dannato affare sta cadendo!!!! >> lo interruppe, gridando, Simon. Alvin non capì finché non si voltò a guardare il razzo. Solo allora, con improvviso terrore, notò che il fuoco d’artificio si era sbilanciato ed era caduto al suolo. Con la miccia che rapidamente veniva consumata dalle fiamme e con la punta del razzo che puntava esattamente in direzione della limousine.
<< Oh no… no! No! No No!!! Simonnnnnn!!! Aiutami a sollevarlo!!! >> lo implorò Alvin.
<< Ma sei pazzo!! Allontanati immediatamente, Alviiiin!! >>.
Alvin obbedì, e insieme ai fratelli e alle Chipettes cominciarono a fuggire il più lontano possibile dal razzo e dall’auto che era inconsapevolmente diventata il suo bersaglio. La miccia si consumò e la fiamma incendiò i composti esplosivi all’interno del razzo, facendogli spiccare il volo, anche se sarebbe più corretto dire che si muoveva rasoterra, puntando rapidamente verso il veicolo abbandonato. Il fuoco d’artificio terminò la sua corsa proprio sotto la limousine, e lì esplose in un inferno di colori, ai quali seguì l’esplosione dell’intero veicolo.
I sei chipmunk furono sbalzati in avanti a causa dell’onda d’urto dell’esplosione, e quando il caos si placò il gruppo si trovò stordito e confuso ad osservare l’orribile spettacolo che si parava davanti ai loro occhi. Della limousine che li aveva condotti fino a lì e che avrebbe dovuto condurli fino alla loro casa erano rimasti soltanto una massa incendiata di rottami.
<< State tutti bene? Ragazze? Theo? >> domandò loro Simon. Gli altri annuirono. Nessuno di loro era ferito, e questa era già una buona notizia.
Dalle fiamme si sollevò in aria una piccola massa di fumo che per ironia aveva assunto la forma di una parola… “Dave”.
<< Beh…he he…in effetti il razzo funzionava… >>.
<< Ma…ma tu sei un completo decerebrato!!!! Ma ti rendi conto di che cosa hai appena fatto?! Pezzo di cretino!!! Hai fatto esplodere la limousine!!! Ora mi spieghi come diavolo facciamo a tornare a casa?! >>
<< Hey! Non è mica colpa mia! Ti ho pure chiesto di aiutarmi! >> cercò di giustificarsi Alvin.
<< Se ti avessi dato retta probabilmente ci avrebbero portato via con scopa e paletta, perché saremmo finiti inceneriti!! >>.
<< Ma che diavolo avete fatto?! >> a chiederlo era stato lo chauffeur, che era spuntato dal nulla con la stessa rapidità con cui era sparito pochi minuti prima.
<< E’ stato un incidente, noi… >> tentò di spiegare Alvin.
<< E adesso come faccio a spiegarlo al capo?! Dannazione…sono rovinato!! >> lo interruppe l’autista.
<< Ti dico che è stato un incidente! >>
<< No questo non è un incidente!!! Un incidente è quando pesti un piede a qualcuno sulla metro, o quando uscendo da un parcheggio gratti la vernice all’auto a fianco della tua! Voi avete distrutto una limousine di decine di migliaia di dollari!! Questo non è un incidente…questa è una tragedia!! >>.
<< Beh, è vero, però guarda il lato positivo…il cd Team Chip è salvo! >> commentò Alvin dopo aver trovato tra i rottami la custodia autografata, miracolosamente intatta.
<< Sì…ma il cd era rimasto dentro il lettore!!! >>
<< Ops… >> era l’unica risposta che riuscì a dire Alvin.
<< Lasciamo perdere i cd ora…c’è modo di chiamare aiuto? >> chiese Simon allo chauffeur.
<< E come?! Qui non c’è segnale!! Come diavolo facciamo a chiamare aiuto?! Me lo vuoi spiegare?! >>.
Eleanore disse qualcosa, ma nessuno sembrò darle ascolto, così decise di lasciare da parte le parole e si allontanò dal gruppo per cercare qualcosa tra i rottami.
<< Quando i miei superiori verranno a sapere di questa storia io sarò un uomo morto!! Dannazione! Ma perché mi sono lasciato coinvolgere in questa storia!! >> si lamentò l’autista, sempre più agitato e nervoso, poi, senza aggiungere parola, scappò via. Lasciando il gruppo dei chipmunk di sasso.
<< Ma dove diavolo stai andando?! >> cercò di gridargli Simon, ma lo chauffeur sembrò non sentirlo mentre correva via.
<< Ci ha lasciato soli! E adesso che cosa facciamo? >> domandò Brittany.
<< Perché non lo chiediamo al genio qui, ci ha ficcato lui in questa storia! Forse ha anche pronto un piano per farci tornare a casa…che ci dici, Alvin?! >>.
<< Ma la vuoi smettere una volta per tutte?! Simon! Non ho mica distrutto io quella dannata limousine!! >>.
<< Noooo, infatti! E’ stato solo un razzo che TU ti sei portato dietro! Direi che sei riuscito in pieno nel tuo intento!! Gran bella sorpresa gli hai fatto a Dave!! >>
<< Hey ragazzi! >> cercò di chiamarli Eleanore, ma fu ignorata.
<< Sarebbe andato tutto per il verso giusto se tu mi avessi aiutato a rimetterlo apposto quand’era caduto! >>
<< Ancora con questa storia?! Ringraziami che ti ho salvato la vita invece!! >>
<< Hey…ragazzi! >> cercò ancora di farsi sentire Eleanore.
<< Si, però ora ci troviamo bloccati in mezzo al nulla!! Almeno avresti potuto aiutarmi a spegnere la miccia!! >>
<< E come?!!! La caricavo in spalla fino al lago?! >>
<< Sei un super cervellone, no? Potevi farti venire una di quelle tue idee >>.
<< STATE ZITTI!!! >> con sorpresa generale da parte di tutti, questa volta ad intervenire era stato Theodore. E la sua intromissione aveva ottenuto l’effetto desiderato. Alvin e Simon si azzittirono.
<< Eleanore vuole dirci qualcosa, quindi ora noi la ascolteremo! >>. Theodore si volto verso di lei e le fece un cenno con la testa per invitarla a parlare.
<< Grazie Theo…forse so come fare ad andarcene da qui! >>.
<< Ah sì? E come, di preciso? >> domandò Simon, notando che Eleanore stava nascondendo qualcosa dietro di essa.
La chipette rivelò quel che teneva nascosto: un telefono cellulare.
<< Ma…ma quello è il cellulare di Dave! Come fai ad avercelo tu?! >> le chiese, stupito, Alvin.
<< Mel’ha dato in caso ci fossero stati dei problemi…>>.
<< E perché non ce ne hai parlato prima?! >> questa volta a parlare era stata Brittany.
<< E’ quello che ha fatto! Ma nessuno di voi le ha dato retta! >> si intromise Theodore, infuriato per la mancanza di rispetto che tutti gli altri hanno manifestato nei confronti della sua amica quando questa aveva cercato di parlar loro.
<< Era rimasto nella limousine tutta la serate, e temevo che con l’esplosione fosse andato distrutto…invece sono riuscita a trovarlo tra i rottami sano, salvo e perfettamente funzionante! >>.
Non si poteva certo dire che era sano e salvo, dal momento che quasi tutta la superficie era stata rovinata dal calore delle fiamme e una profonda crepa attraversava in diagonale lo schermo, tuttavia era perfettamente funzionante, e nella loro situazione era praticamente un miralo! Visto e considerato anche che il telefono era uscito praticamente intatto da un’esplosione violentissima.
<< E non vi ho ancora detto la parte più bella! >>. Eleanore premette un pulsante della tastiera facendo illuminare il display del cellulare. Non erano necessarie le parole per spiegare, perché tutti avrebbero guardato per prima cosa le barre del segnale, e tutti avrebbero immediatamente notato che il telefono di Dave era riuscito a captare un minimo di campo…una tacca su cinque…il minimo assoluto, ma era più che sufficiente per fare quella telefonata!
<< Che stiamo aspettando?! Chiamiamo subito Dave!! >> disse, agitato, Simon. Theodore compose il numero, e poi lasciò che fosse suo fratello a parlare.
Il cellulare squillo un paio di volte prima che Dave rispondesse.
<< Ragazzi, va tutto bene? Quanto vi manca per arrivare? >> chiese Dave, dall’altra parte delle linea, ignorando, ovviamente, quanto appena successo ai sei chipmunk.
<< Ehm…Dave…forse arriveremo un po’ tardi… >>. Simon si era ripromesso di non girarci troppo intorno prima di raccontare i fatti, ma per quanto lui fosse innocente, era comunque un’impresa trovare le parole adatte.
<< Oh,no! Che ha combinato Alvin? >>
<< Perché Dave da sempre per scontato che sia io a combinare i guai?! >> bisbigliò Alvin al resto del gruppo. Tutti gli altri per risposta lo fulminarono con lo sguardo.
<< Ah…he he, giusto…la limousine… >>

<< Vedi, Dave… >> riprese a parlare Simon al suo interlocutore dall’altra parte della linea << …ha…ha fatto esplodere la limousine… >>.
<< CHE COSA?! Alviiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiinnnnn!!!!! >> urlò l’uomo.
<< Hey, Dave, hai mai pensato di mettere sotto copyright questo tuo urlo? >>
<< ALVIIIIINNN!! COME DIAVOLO HAI FATTO A FAR ESPLODERE UNA DANNATA LIMOUSINE?!! >>
<< E’ stato un incidente! >>
<< NO, QUESTO NON E’ UN INCIDENTE! UN INCIDENTE E’ QUANDO PESTI UN PIEDE A QUALCUNO SULLA METRO! O MAGARI QUANDO GRATTI LA VERTICE DELL’AUTO ACCANTO, USCENDO DAL PARCHEGGIO!! >>.
<< Simon, mi sbaglio o questa frase l’abbiamo già sentita da qualche altra parte? >> ironizzò Alvin.
<< Grrrr…senti…Dave, quando torneremo a casa, ti darò una mano ad ucciderlo, per ora abbiamo bisogno che tu ci venga a prendere…siamo bloccati in mezzo al nulla e l’autista della limousine se l’è svignata! >>
<< Va bene…dimmi dove siete, arrivo subito >>.
Dave si fece spiegare la strada da Simon, poi chiuse la conversazione al telefono e cominciò a prepararsi per uscire, lì con lui c’erano Claire, Toby e la zia Jeckie, che non poterono fare a meno di chiedersi cosa fosse successo.
<< A quanto pare Alvin si è fatto venire la geniale idea di far esplodere una limousine la notte di capodanno! >>.
<< Cosa?! >> grido Claire.
<< Eh già! E ora sono bloccati in mezzo alla campagna, chi sa dove, ad attendere che venga a recuperarli >>.
<< Vuoi che ti accompagni? >> si propose Toby.
<< No, grazie, non c’è n’è bisogno…più tosto, togliete un posto dalla tavola, perché questa volta Alvin non ne esce vivo! Se non l’ha ammazzato l’esplosione, ci penserò io! >>.
Dave uscì di corsa da casa, entrò in auto e si avviò.

<< Beh, una cosa è certa! Non faremo in tempo a tornare a casa per la mezzanotte! >> commentò Simon.
I Chipmunks e le Chipettes si erano ormai rassegnati all’idea di festeggiare lì, con la sponda del lago da una parte e i rottami in fiamme dall’altra, e chi sa che fine ha fatto lo chauffeur, che era sparito senza lasciare traccia.
<< Simon, io non l’ho mica fatto apposta… >>
<< Lo so, Alvin…lo so…ormai ti conosciamo da troppo tempo…è solo che dopo l’incedente di Parigi…dove hai mandato all’ospedale Dave con il 70% del corpo fratturato cominciavo a pensare che ormai il tuo limite l’avevi raggiunto…che peggio di allora non potevi fare! Evidentemente mi sbagliavo… >>
<< Tutto sommato non è male qui, il fuoco dei rottami ci tiene al caldo, la notte è serena e il lago dà un’atmosfera magica…come capodanno è gradevole! >>
<< Confesso che non hai torto, Jeanette >> le rispose Simon. Guardò l’ora sul display del cellulare…erano le 23.57…ormai mancava poco! Simon e Jeanette, insieme a Theodore e Eleanore si sedettero intorno ad un frammento di limousine, la piccola fiamma che bruciava ancora su di esso fungeva da ottimo falò per le due coppie. Alvin e Brittany, invece si trovarono poco più in là, vicinissimi alla riva del lago, stavano abbracciati e guardavano il cielo stellato.
<< E’ proprio vero! Questa notte è magica! >> disse Brittany all’amico e fidanzato.
<< E se non fosse stato per me e per il mio razzo ce la saremo persa! >> rispose Al.
<< Già…prova a raccontarlo al signor Monroe quando chiederà spiegazioni per la sua limousine, vedremo se questa giustificazione sarà sufficiente! >> aggiunse Simon da alcuni metri più in là.
<< Grazie, Simon, per averci regalato l’ultima delle tue perle di saggezza del 2010! >> ribatté Alvin.
<< Non c’è di che! >>. Simon ricontrollò l’ora sul cellulare…erano le 23.59.
<< Hey, Alvin… >>
<< Sì, Britt? >>. La chipette non rispose, si limitò a baciarlo. A guardare loro due, anche le altre coppie fecero lo stesso con i loro rispettivi compagni. Data la situazione, nessuno di loro si accorse della macchina che stava arrivando. Era Dave.
Scendendo dall’auto, vide i Chipmunks e le Chipettes scambiarsi baci romantici, mentre a pochi metri da loro, quella che probabilmente era stata la limousine, stava bruciando. Li lasciò fare ancora per un po’, non voleva essere lui a interrompere quel momento così importante per loro. Quando, poi, guardò sul suo orologio da polso, notò che ormai mancavano veramente pochi secondi.
<< Hey, ragazzi… >>
I Chipmunks e le Chipettes, finalmente accortisi della sua presenza, gridarono in coro e con gioia il suo nome.
<< …non volete perdervi il conto alla rovescia, vero? >>
<< Certo che no! >> rispose subito Alvin.
<< E vai! >> esultò Theodore.
<< Bene, ragazzi, allora…10…9…8…7…6…5… >>. Dave stava contando, e insieme a lui, anche i sei chipmunk << …4…3…2…1… >>
<< Buon 2011 a tutti!! >> gridò Alvin, e a lui si unirono anche tutti gli altri. Si scambiarono l’uno con l’altro gli auguri, poi cominciarono ad ammirare i fuochi d’artificio che puntualmente stavano esplodendo nel cielo, lanciati dagli abitanti del luogo. Vedendo quelle luci in cielo, ad Alvin tornò in mente una cosa di cui si stava quasi dimenticando.
<< Ah, Dave…ti dispiacerebbe aprire il bagagliaio della tua auto e tirar fuori quello che c’è dentro? >>
<< Ehm, sì, ma di che si tratta? >>
<< Ah, niente…solo la sorpresa che ti avevo promesso… >>. Nonostante il caos provocato da Alvin quella serata, Dave acconsentì alla richiesta del chipmunk, e tirò fuori dal bagagliaio dell’auto una borsa nera identica a quella che aveva caricato nella limousine quella mattina.
<< Oh, no! Ancora quell’affare… >>
<< Simon, sta calmo e non agitarti! Per favore…questa volta fidati di me! >> quasi lo implorò Alvin.
<< E’ un razzo! E’ con uno di questi che hai sfasciato la limousine? >> domandò Dave.
<< Si, e ho bisogno del tuo aiuto questa volta. Dobbiamo sistemarlo e accendere la miccia…e che punti in alto questa volta! >>.
I due si aiutarono a vicende per preparare il razzo nel modo corretto, mentre gli altri cinque chipmunk se ne stavano in disparte ad osservarli.
<< Fatto! E ora accendi la miccia, Dave…e speriamo che funzioni…sai, non è stato facile caricarlo da solo nel bagagliaio della tua auto! >>
<< Sono proprio curioso di vedere che cos’è di speciale questo fuoco d’artificio da spingerti a fare tutto questo! >>.
Dave accese la miccia, poi lui e Alvin si allontanarono a una distanza di sicurezza. Il razzo partì nel modo corretto e volò su, in alto, e quando esplose nella notte stellata, i fuochi colorati che ne fuoriuscirono andarono a formare la parola “Dave”. La scritta, all’inizio blu, divenne poi verde e in fine bianca, e scomparse nel buio.
<< E’…è stata una cosa incredibile! Ma…come ci sei riuscito, Alvin? >> chiese, sbigottito, Dave.
<< Ringrazia Louis Smith! E’ suo il merito! >>
<< Louis…l’antiquario?! >>
<< Esatto! >>.
L’attenzione di tutti fu improvvisamente distratta dal suono di alcune sirene che si avvicinava sempre di più. Dalla strada giunse rapidamente un camion dei pompieri, seguito da un’auto della polizia. Quando quest’ultima si fermò vicino all’auto di Dave, oltre a due agenti della polizia, da essa uscirono anche Marcus Monroe e lo chauffeur.
<< Hey, ma allora l’autista non ci ha abbandonati! Era andato a chiamare i soccorsi! >> esclamò Brittany.
<< Beh, ragazzi…tutto è bene quel che finisce bene! Buon 2011 a tutti! >> concluse Dave.

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