BELLAAAA!!!

INTRODUZIONE DELL’AMMINISTRATORE ALEX: In questa nuova storia del grandeaatc4ever, nell’attesa di ricevere una telefonata importante dall’amica Jeanette, Simon si troverà invece vittima di una serie di fastidiosi scherzi telefonici da parte dei restanti membri della famiglia Seville.



Era un normalissimo giorno nella casa dei Chipmunks e delle Chipettes. Brittany stava nel piano di sotto, distesa a pancia in giù sul divano, a guardare il video di Justin Bieber della canzone “Never Say Never” sul suo piccolo PC portatile davanti a lei. Sospirò sognante mentre ascoltava la sua ‘meravigliosa’ canzone. Non riusciva a capire perché Alvin lo odiasse così tanto e gli desse dell’omosessuale.(Nota dell’amministratore per le Belibers: non ho scritto io questo! Non coinvolgetemi nella vostra ira XDXD ).
Eleanor stava lavorando in cucina, ed era intenta a preparare lasagne al forno per cena.
Jeanette stava seduta sul divano, persa nel pensiero di qualcosa che Simon le aveva chiesto la sera prima.
Dave era seduto sulla poltrona, occupato a scrivere una canzone per i sei chipmunk in occasione del loro prossimo concerto a Boston.
I tre Chipmunks erano nella loro stanza, seduti sui loro tre letti diversi. Alvin stava seduto sul suo letto, con la sua testa che faceva su e giù al ritmo della musica che gli suonava nelle orecchie e che usciva dalle cuffie del suo iPhone.
Theodore era occupato a leggere un libro di cucina francese sul suo letto, pensando a cosa avrebbe potuto cucinare la sera dopo per Eleanor. I due avevano fatto un patto secondo il quale ogni giorno si alternavano nella cucina, e quella sera era il suo turno.
Infine Simon era seduto sul suo letto, tenendo in mano il suo cellulare. Fissava il display con ansia, aspettando che si accendesse e suonasse.
La sera prima aveva finalmente trovato abbastanza coraggio per chiedere a Jeanette se voleva uscire con lui. Era rimasta talmente sorpresa che gli disse che ci avrebbe pensato e lo avrebbe chiamato quando avrebbe preso una decisione.
Simon guardò l’orologio. Erano le 19:20
‘E dai, Jeanette. Chiamami e di’ sì’, pensò Simon nervosamente. Tornò a fissare il cellulare. Lo fissò per 30 secondi senza staccargli gli occhi di dosso, fino a che…
RING! RING! RING! RING!, suonò il cellulare. Il suono spaventò Simon, il quale saltò dallo shock. Velocemente, si aggiustò gli occhiali e spinse il tasto di avvio della chiamata. Infine si portò il cellulare all’orecchio.
“P-pronto?”, disse lui nel telefono, aspettandosi di sentire la meravigliosa voce di Jeanette. Ma tutto quello che sentì fu…
“BELLAAAAAAAAAAA…”. Simon si portò via il telefono dall’orecchio mentre il suono fastidioso continuò. Capendo chi fosse l’idiota che gli aveva telefonato, Simon si affacciò dal suo letto, solo per trovare Alvin che gridava “BELLA!” nel suo iPhone.
“Alvin?”, iniziò Simon. Ma Alvin non lo sentì a causa del suo grido.
“…AAAAA! BELLAAAAAAAAAAA…”
“Alvin!”. Simon lo chiamò un po’ più forte.
“…AAAAAAA!”
“ALVIN!”. Alvin finalmente smise di gridare “BELLA!” e posò il suo iPhone. Scoppiò a ridere quando vide Simon sul suo letto, con un’espressione furiosa in volto.
“Alvin, sono qui di fronte a te!”, urlò Simon. Alvin smise di ridere e prese un bel respiro, ma poi scoppiò a ridere di nuovo.
“Avresti dovuto vedere l’espressione sulla tua faccia, Simon!”, disse tra le risate. “Davvero! Grandiose!”
“Alvin, smettila di chiamarmi!”, replicò suo fratello indispettito.
“Cosa? E dai, Simon. Stavo solo facendo un piccolo scherzo”, disse Alvin.
“Beh, non era molto divertente. Era immaturo, infantile e MOLTO irritante”, replicò Simon, provando a contenere la sua rabbia.
“E va bene, Einstein. Diavolo, i secchioni non hanno senso dell’umore”, mormorò Alvin.
“Ti ho sentito!”, lo chiamò Simon. Poi aspettò di nuovo la chiamata, prima che il telefono squillasse di nuovo.
“Bene, finalmente”, disse aggiustandosi gli occhiali. Poi premette il tasto verde di nuovo e si portò il cellulare all’orecchio.
“Qui Simon Seville”, disse Simon nel telefono con calma.
“BELLAAAAAAAAAAA…”
“SMETTILA!”, urlò Simon. Alvin chiuse la chiamata e riscoppiò a ridere.
“Alvin, ti dispiace smetterla?”, gridò Simon mentre guardava Alvin che si rotolava sul suo cuscino senza contenere una sola risata.
“Mi dispiace, Simon!”, disse Alvin tra le risate.
“E dovrebbe, Alvin! Non è affatto divertente! Sta iniziando a diventare davvero fastidioso!”, gridò Simon.
“Appunto per questo è divertente”, replicò suo fratello, iniziando a calmarsi.
“Beh, non è divertente per me, Alvin!”, inveì Simon con ira. “Sto aspettando una chiamata importante! E non ce la faccio più a sopportare questo sch-“. Il suo telefono squillò di nuovo.
“Alvin!”, urlò lui iniziando ad uscire di senno.
“Non sono io”, replicò Alvin.
“Oh, davvero?”, chiese Simon sarcasticamente, senza credergli in minima parte.
“Non sono io!”, protestò Alvin alzando in aria il suo iPhone e dimostrando che diceva la verità.
“Bene…”, si lamentò Simon aprendo la conversazione.
“Pronto?”. Questa volta udì una voce più dolce provenire dall’altra parte… ma non era quella di Jeanette.
“BELLAAAAAAAAAAAAAAA…”. Era Theodore. Alvin aprì velocemente la conversazione tra Theodore e Simon sul suo iPhone e si unì.
“…AAAAAAAA…”
“Basta!”, urlò Simon.
“…AAAAAAAAAAAAAA…”
“…AAAAAAAAAAAAAAAAAAAA…”
“BASTA!”. Theodore andò sul letto di Alvin con il suo Nokia in mano e si unì alla risata di Alvin.
“Ho detto che sto aspettando una chiamata importante!”, urlò Simon iniziando ad arrabbiarsi sul serio.
“Scusa, Simon”, replicò Theodore tra le risate. “Ho sentito Alvin farlo, e non ho resistito a farlo anche io”
“Giusto, Theo. Vedi, Simon? A quanto pare qualcuno ha un po’ di senso dell’umorismo, a differenza tua”, rise Alvin.
“Non è divertente!”, urlò Simon. “È solo STUPIDO! Perché non riuscite a-“. Il suo urlo fu interrotto dal suo cellulare che squillava di nuovo. Guardò male i suoi due fratelli, che però gli dimostrarono che non erano loro. Simon ruggì e rispose.
“Pronto? Parla Simon Seville”, disse provando a restare calmo. Poi la porta della sua stanza si aprì di scatto, rivelando Brittany che gridava nel suo telefono…
“BELLAAAAAAAAAAAAA…”, gridò nel telefono. Theodore e Alvin si unirono.
“…AAAAAAAAAAAAA…”
“…EEEEEEEEEEEEEEEEEEE…”
“AIUTOOOOOO!”, urlò Simon, con le mani alle orecchie.
“…AAAAAAAAAAAAAAAAA…”
“…EEEEEEEEEEEEEEEE…”
“STATE ZITTIIIIIIIII!”. Alvin, Theodore e Brittany chiusero la chiamata e risero a crepapelle.
“Cosa vi ho appena detto?”, urlò Simon furioso.
“Che stai aspettando una chiamata importante”, disse Alvin.
“Appunto! Allora perché continuate a farmi quello STUPIDO scherzo?”, chiese Simon, con la sua testa che stava fumando. Brittany saltò sul letto, tenendo il suo cellulare in mano.
“Ci dispiace, Simon. Non riusciamo a resistere”, disse tra le risate. “È troppo divertente!”
“Già, sei divertente quando sei arrabbiato”, ridacchiò Theodore. Simon si girò di scatto per stare faccia a faccia con il suo fratello più giovane.
“Attento a te, ratto!”, disse guardando malissimo Theodore. Alvin e Brittany smisero di ridere e raggelarono, entrambi scioccati e pallidi in volto. E Theodore sembrava che stesse per piangere.
“Cavolo, Simon. Calmati un po’”, disse Alvin.
“Sappiamo che sei arrabbiato, ma non hai il diritto di offendere il tuo stesso fratello!”, disse Brittany in accordo, mettendo una mano sulla spalla di Theodore per confortarlo.
“Già”, disse Theodore, cercando di evitare di far cadere le lacrime.
“E chi se ne importa! STATE ZITTI!”, urlò Simon, adesso in pura ira. “Oddio, che idioti! Mi farete esplodere!”. Alvin, Brittany e Theodore erano scioccati. Non avevano mai visto Simon così arrabbiato, visto che era sempre molto calmo. Poi il cellulare squillò di nuovo.
“Okay, okay, okay! Questa volta potrebbe essere lei!”, disse prima di fissare freddamente gli altri. “Nessuno di voi mi sta chiamando, giusto?”
“Non sono io”
“No, no”
“Giuro”
“Bene”, disse Simon pericolosamente. “Perché se apro la chiamata e uno di voi grida ancora ‘BELLA!’ conoscerete di persona il signor dolore! Sono stato chiaro?”. I tre chipmunk che lo circondavano annuirono velocemente con la testa.
“Bene”. Simon aprì la chiamata.
“Sì, pronto?”
“BELLAAAAAAAAAAA…”
“BELLAAAAAAAAAAAAAAAAAA…”
“BELLAAAAAAAA…”, gridarono Eleanor, Jeanette e Dave, entrando nella stanza con i loro cellulari. Come tre fulmini Alvin, Simon e Theodore si unirono.
“…AAAAAAAAAAA…”
“…EEEEEEEEEEEEEEEEE…”
“…AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA…”
“AAAAAAARGH!”
“…AAAAAAAAA…”
“…AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA…”
“…UUUUUUUUUUUUUUU…”
“BASTAAAAAAAA!”
“…EEEEEEEEEEE…”
“BELLAAAAAAAAAAAAAAAA…”
“…AAAAAAAAAAA…”
“…EEEEEEEEEEEEEEEEE…”
“…UUUUUUUUUU…”
“Jeanette? Dave? Non anche voi due!”. Dave e Jeanette si zittirono per un momento, prima di sorridersi a vicenda e guardare Simon.
“E invece sì!”, dissero all’unisono. “BELLAAAAAAAAAAAAA…”
“…UUUUUUUUUU…”
“…EEEEEEEEEEEEEEEEEEEE…”
“…AAAAAAAAAAA…”
“…AAAAAAAAAAAAAAAAA…”
“AIUTOOOOOOOOOOO!”. Simon sentiva la sua testa diventare più calda del sole.
“BELLAAAAAAAA…”
“…AAAAAAAAAAAAAAAA…”
“…UUUUUUUU…”
“…EEEEEEEEEEEEEE…”
“…AAAAAAAAAAA…”
“AAAAAAAAAAAAAARGH!”. La testa di Simon stava ora andando ai fumi, mentre il suo cervello era al fuoco.
“…EEEEEEEEEEEEEEEEEE…”
“…AAAAAAAAAAA…”
“…UUUUUUUUUUUUUUU…”
“…AAAAAAAAAA…”. Con delle smorfie raccapriccianti Dave, Alvin, Brittany, Jeanette, Theodore, Eleanor e Dave circondarono Simon, alzano anche la voce.
“…UUUUUUUUUUU…”
“…AAAAAAAAAAAAAAAAA…”
“…EEEEEEEEEEEE…”
“AAAAAAAAAAARGH!”. Simon sentì la sua testa gonfiarsi come un palloncino, mentre gli occhi gli diventavano rossi.
“…AAAAAAAAAAAAAAAAA…”
“…EEEEEEEEEEE…”
“…AAAAAAAAAAAAAAA…”
“…UUUUUUUUUUUUUUUUUUUU…”
“AAAAAAAAAAAAAAAAAARGH!”. Le pareti del cranio di Simon iniziarono a rompersi, mentre il suo cervello fondeva ed andava a fuoco. La sua testa aveva raggiunto le dimensioni di una palla da pallacanestro.
“…EEEEEEEEEEEEEEEE…”
“…UUUUUUUUUUUUUUUU…”
“…AAAAAAAAAAA…”
“…AAAAAAAAAAAAAAAAA…”
“AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAARGH!”. Parti del cranio di Simon si staccarono e fuoriuscirono dalla sua testa, rivelando il suo cervello che stava in fiamme. Del sangue iniziò ad uscire dalle fratture nel cranio.
KABOOM!
“AAARGH!”, urlò Simon scattando seduto sul suo letto. Si guardò intorno, e vide che era nel suo letto. Sentì la sua testa, che non era affatto esplosa. Simon guardò l’orologio sul muro. Segnava le 10:30
“Phew… è stato solo un incubo”, mormorò a se stesso. Poi Theodore apparve dal suo letto.
“Simon, tutto a posto?”, chiese lui.
“Oh. Ehi, Theodore”, disse Simon. “Sì, sto bene. Era solo un brutto sogno”
“Oh, okay”, replicò il piccolo chipmunk tornando a letto. Simon sospirò per il sollievo e lanciò la sua testa sul cuscino, sollevato che l’incubo era finito. Improvvisamente Alvin fece capolino dal suo letto.
“Yo, bella, Simon. Cosa c’è?”, chiese Alvin. Gli occhi tranquilli di Simon si dilatarono in orrore.
“AAAAAAAAAAAAARGH! BASTA! BASTA!”, gridò portandosi appresso il cellulare e scappando dalla stanza. Alvin e Theodore lo guardarono confusi.
“Che cosa gli succede? Gli ho solo chiesto cosa c’era”, disse Alvin.
“Forse quell’incubo che ha avuto lo ha fatto impazzire”, pensò Theodore ad alta voce.
Nel frattempo Simon era sceso al piano di sotto, in soggiorno. Brittany e Jeanette stavano sedute sul divano. Brittany stava su Facebook, mentre Jeanette a fare i suoi compiti di matematica. Brittany alzò lo sguardo e vide Simon.
“Yo, bella, Simon. Cos’hai?”, chiese lei.
“AAAAAAAAAAAAAAAAARGH! BASTA! BASTA!”, gridò lui saltando sul divano e nascondendosi sotto un cuscino. Brittany e Jeanette lo guardarono come se fosse pazzo.
“Strano…”, mormorò Brittany prima di tornare al suo PC. Jeanette fissò il cuscino tremante.
“Tutto a posto, Simon?”, chiese preoccupata. Simon sbirciò attentamente da sotto al cuscino.
“Ehm, sì… è solo che… ehm…”, balbettò lui provando a spiegare il suo strano comportamento. “Ho avuto un incubo qualche minuto fa, Jeanette. Ho sognato che tutti gridavano ‘BELLA!’ e la mia testa è… ehm… esplosa”. Jeanette lo fissò per qualche secondo prima di sogghignare.
“Simon, penso che hai visto troppi video dell’ “arancia rompiscatole” su Youtube ”, disse lei con un sorriso.
“Ah, già! Troppo divertente!”, disse Brittany ridendo. “Ricordi quando infastidisce la mela o quell’episodio con Babbo Natale o-“
“Brittany!”, la richiamò Jeanette. Brittany smise di parlare e guardò la sorella.
“Cosa c’è?”
“Non interromperci!”, disse Jeanette fermamente.
“E va bene…”, mormorò Brittany. “E che cavolo, i secchioni non hanno senso dell’umorismo”
“Ti abbiamo sentito!”, replicarono Simon e Jeanette all’unisono. Poi se ne accorsero e si guardarono. Mentre arrossivano, si grattarono la nuca del loro collo.
“Beh, ad ogni modo… ehm…”, balbettò Jeanette. “Ho bisogno di aiuto su una domanda, Simon”, disse puntando ai fogli della sua insegnante di matematica.
“Certo, sarò lieto di aiutarti”, replicò Simon uscendo da sotto al cuscino. Jeanette gli sorrise. Ma mentre Simon andava verso Jeanette, un angolo del cuscino lo fece cadere su Jeanette.
Simon si trovò a guardare negli occhi viola di Jeanette. I due chipmunk realizzarono ben presto che le loro labbra si erano accidentalmente toccate. Simon si alzò velocemente e ruppe quel bacio accidentale, imbarazzato come un pazzo.
“Oh mio Dio. Mi… mi dispiace, Jeanette”, disse Simon, sentendosi un idiota. Ma Jeanette, invece di prenderlo a schiaffi, gli sorrise timidamente.
“È tutto a posto, Simon”, disse lei con una voce seducente. “E poi mi è piaciuto molto”. Poi Jeanette chiuse gli occhi ed iniziò a dirigere il suo volto verso quella di Simon.
‘Oh mio Dio!’, pensò Simon. ‘Sembra che voglia baciarmi davvero!’. Poi le labbra di Jeanette incontrarono quelle di Simon. Il chipmunk in blu fu preso alla sprovvista all’inizio, ma poi si rilassò e si godette il momento.
I due chipmunk si avvolsero l’uno con le braccia dell’altro e resero il loro bacio più intenso. Simon accarezzò la schiena liscia di Jeanette, mentre le dita di Jeanette giocavano con la pelliccia del collo e dei capelli di Simon.
“Ehi, ma andate da qualche altra parte voi due!”, mormorò Brittany. Ma loro non la sentirono nemmeno. Alla fine, dopo un intero minuto di bacio appassionato, i due si allontanarono, ansimando per la mancanza di aria.
“Wow”, si limitò a dire Jeanette.
“È stato… meraviglioso”, disse Simon, ansimando. Poi si schiarì la voce.
“Quindi… ehm… per quella domanda che dicevi?”
“Ah, già!”, replicò Jeanette a voce alta. “Me ne stavo quasi per dimenticare”. Prese i fogli dei suoi compiti e la sua matita, e Simon iniziò a darle una mano con piacere.
Simon sorrise. Era al settimo cielo per aver appena avuto una fidanzata così bella come Jeanette. Ma era soprattutto sollevato che tutto quel fatto di “BELLA!” era stato solo un sogno.
Qualche minuto dopo il cellulare di Simon squillò. Simon lo prese ed inarcò un sopracciglio quando vide che il numero era privato.
“Chi è, Simon?”, chiese Jeanette curiosa.
Simon alzò le spalle e rispose alla chiamata. “Pronto?”
“BELLAAAAAAAAAAAAA!”. La voce apparteneva ad Alvin
“AAAAAAAAAAAAAARGH!”

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