ANGELO CUSTODE

INTRODUZIONE DELL’AUTORE:
Non so cosa mi sia preso nel voler scrivere questa storia, ma dovevo in qualche modo tirare fuori questa idea dalla mia mente. L’intera trama è basata sul punto di vista di Brittany, e sulla versione cartoon. Ed ora leggetela, se volete e se ci riuscite.



Settembre 2045.
Una fredda mattina di autunno. Il cielo era di un grigio chiaro, gli alberi stavano oscillando leggermente per il vento, ed il posto era completamente silenzioso. Sembrava quasi un film dell’orrore, dal silenzio che c’era. Ero nella mia macchina con i miei bambini. Già, bambini…
Dio, non mi ero mai accorta che il tempo passa così velocemente. Ormai ho 50 anni, e i miei 4 figli sono cresciuti. Beatrice ha 25 anni, Ryan 24, William 23 e Jasmine 22. Durante gli anni io e mio marito abbiamo avuto ben 4 figli, e non sto scherzando affatto. Mi sembra solo ieri che ho saputo di essere incinta della mia prima figlia, Beatrice.
William stava guidando, mentre Beatrice era seduta sul sedile accanto al guidatore. Ryan, Jasmine ed io stavamo invece seduti dietro. Guardai Beatrice per un attimo e sospirai. Gli occhi color nocciola di Beatrice incontrarono i miei colore del ghiaccio, e seppi in un istante a cosa stesse pensando. Chiusi i miei occhi per un paio di secondi prima di riaprirli ed allungare la mia mano per prendere la sua. Il resto del viaggio andò completamente in silenzio. Guardai fuori dal finestrino, verso l’orizzonte, senza condividere una parola tra me e i miei figli. Alla fine la macchina si fermò.
“Siamo arrivati, mamma”, disse William.
Battei una volta le palpebre, ispezionando e riconoscendo l’ambiente familiare circostante. Guardai i miei bambini, prima di sorridere loro debolmente ed annuire con la testa. Uscimmo dalla macchina, anche se tutti con molta esitazione. Jasmine mi raggiunse, e mi tenne vicina. Sospirai profondamente mentre tenevo un braccio attorno alla vita della mia figlia minore.
“Avete i fiori?”, chiesi dopo un respiro profondo.
William annuì e prese un mazzo di fiori dalla macchina. “Sì, mamma. Eccoli qui”
Le sorrisi prima di guardare i cancelli davanti ai quali stavamo. Io, Beatrice, Ryan, William e Jasmine fissammo quei cancelli bianchi per quello che sembrò una intera vita.
I cancelli del cimitero.
Beatrice mi guardò. “Mamma, tutto a posto?”
La guardai ed annuii. “Sì, tesoro. Non preoccuparti per me. Adesso entriamo”
Noi 5 camminammo oltre i cancelli con delle emozioni forti, ma fragili. Mi sono sempre chiesta come un posto così tranquillo come questo potesse farmi rivivere tutti i dolori che sono stata costretta a passare. Come il resto della mattinata, rimanemmo in silenzio, continuando a camminare tra il prato erboso e le vie cosparse di ciottoli, mentre venivamo accarezzati dal vento freddo. Dopo ciò che sembrò un’eternità, arrivammo alla tomba che cercavamo.
Appena arrivati, ci fermammo subito. Lasciai andare Jasmine di malavoglia, mentre i miei occhi ispezionavano la tomba che stava davanti a noi. Nonostante l’abbia già vista centinaia di altre volte, sentii ancora una volta arrivare dei nodi in gola, e distolsi subito lo sguardo prima che delle lacrime potessero cadere. Sentii qualcuno che piangeva leggermente, che identificai subito dopo come Beatrice. Si girò, e lasciò andare la sua tristezza sul petto di Ryan. Ryan sospirò e chiuse gli occhi, avvolgendo sua sorella con un braccio. Era sempre terribile vedere i miei bambini piangere, soprattutto per un motivo come quello per cui eravamo venuti al cimitero.
“Mamma…”, sussurrò William. Notai che anche lui stava piangendo. Ma alla fine prese un respiro profondo e mi passò il mazzo di fiori. “Vuoi farlo tu?”
Annuii debolmente mentre prendevo il mazzo di fiori dalle mani di mio figlio. Guardai a lato, e notai Jasmine un mezzo metro più lontana. Nonostante stesse con la testa bassa, vidi che aveva il volto rosso e rigato di lacrime. Lasciai passare un minuto abbondante prima di trovare la forza di fare ciò che stavo per fare. I miei figli mi guardavano tra le lacrime.
Presi un altro profondo respiro prima di inginocchiarmi davanti alla tomba. Per l’ennesima volta in 5 anni, lessi le parole che erano incise sulla lastra di marmo.
‘Alvin Seville
* 27 gennaio 1995 – † 30 giugno 2040
Il miglior fratello, padre e marito che si possa desiderare
Sarai sempre nei nostri cuori
Non ti dimenticheremo mai
Con amore, il nostro angelo’
Chiusi gli occhi mentre posavo il mazzo di fiori sulla tomba marmorea di mio marito. Già, sono passati ben 5 anni dalla morte prematura di Alvin. Alvin Seville, il mio migliore amico, mio marito, il padre dei miei figli, l’unico uomo che io abbia mai amato – morto. Sentivo come l’aria era stata costretta ad uscire fuori dai miei polmoni. Iniziai a singhiozzare tra le mie mani, e potei udire pianti provenienti dai miei bambini dietro di me.
Il mio cuore si contorse, sentendo l’agonia e il dolore tornare. Ma tutto quello che potei fare fu piangere. Mi sentivo anche peggio di quando persi mia madre, Beatrice Miller, circa 7 anni fa. E, da allora, ho sempre desiderato non sentire mai più quelle stesse emozioni. Ma adesso, inginocchiata di fronte alla tomba di mio marito, con i miei figli dietro di me, il dolore divenne un milione di volte superiore.
Ma dovevo essere forte. Per me stessa, per Alvin, per i miei figli.
“Ciao, Alvin…”, sussurrai. Raggiunsi ogni picco di dolore quando dissi il suo nome.
Presi una pausa molto lunga, sentendo l’agonia raggiungere dei livelli mai visti dentro il mio petto.
Chiusi gli occhi. “Siamo noi, Alvin. Siamo tutti qui. I nostri bambini sono qui con me. Ci manchi tantissimo”, dissi io, con una voce che diventava sempre più devole ad ogni parola. “Ti amiamo tantissimo”
Mi fermai di nuovo, provando ad essere forte. Ma semplicemente non potei. Ho sempre odiato arrendermi, ma il quel momento, pronunciare il nome di mio marito mi fece sentire debole più che mai. Scossi la testa e mi alzai lentamente dal terreno. Mi girai, e guardai i miei figli in lacrime. Feci cenno ad uno di loro di prendere il mio posto davanti alla tomba. Beatrice, la mia primogenita, annuì e si pose davanti alla tomba di suo padre, sospirando.
Beatrice guardò la tomba in basso, prima di chiudere gli occhi. Si asciugò le lacrime con un dito e si inginocchiò. Aprì gli occhi qualche istante dopo, e seguì con la punta dell’indice destro le parole scavate nel marmo.
“Ciao, papà…”, sussurrò Beatrice.
Dietro di lei, William e Jasmine iniziarono a singhiozzare in silenzio. Ryan chiuse gli occhi, mentre una sola lacrima gli scese dal viso. Distolsi lo sguardo da questa scena, incapace di guardare i miei figli piangere per il loro padre. Mi uccide da profondo.
“Sono Beatrice. Ryan, William e Jasmine sono qui con me”, disse per poi sospirare profondamente. “Ci manchi tantissimo, papà”
Nonostante fosse durissimo, riuscii a girarmi verso i miei bambini. Se solo Alvin avesse potuto vedere quanto i suoi figli fossero cresciuti, sarebbe stato il padre più fiero del mondo.
Rimase in silenzio per qualche momento, prima di riprendere a parlare. “Sai, Alexander mi ha posto quella domanda circa 10 mesi fa”, disse lei, riferendosi al suo fidanzato da 5 anni. “E 3 mesi fa ho scoperto di essere incinta. Beh… forse 4”
Non potei fare a meno di sorridere alla mia primogenita.
“È un maschio”, sussurrò Beatrice. “Lo chiamerò come te, papà. Sarà il mio piccolo Alvin”
Delle lacrime scorsero sulle mie guance.
“E ti prometto che gli dirò ogni cosa su suo nonno, come egli è stato, ed è ancora, il padre migliore del mondo”, sussurrò Beatrice.
Guardai verso il terreno erboso che ondeggiava sotto i miei piedi. Sebbene siano passati 5 anni, non dimenticherò mai. Non dimenticherò mai quel momento quando, la sera del 30 giugno 2040, Simon e Theodore sono venuti a casa mia per dirmi che Alvin, mio marito, era morto. Alvin sarebbe dovuto tornare a casa quella sera, ma da quello che ho capito era scoppiata una lite tra due persone. E Alvin, insieme a qualche altro, era accorso per separarle. Ma uno di loro aveva una pistola e, dopo aver premuto il grilletto, ferì tre persone e ne uccise una. E, quando seppi che quell’unica persona uccisa era Alvin… non riuscivo a crederci.
Non c’erano parole su questo mondo per descrivere la quantità di lacrime che ho pianto, quanto io abbia gridato in agonia ed incredulità, quanto io abbia pianto per ore ed ore dopo aver saputo che Alvin aveva perso la sua vita.
FLASHBACK – 5 anni prima
“NO!”, gridai io. “Mio Dio, Theodore! DIMI CHE NON È VERO!”
Delle lacrime scorsero per il viso di Theodore. “Non sai quanto lo voglia poter dire, Britt!”, esclamò lui con debolezza.
“Dio, no, non sta succedendo”, gridai con la mia faccia nascosta dalle mani. Guardai Simon, che sembrava addolorato tanto quanto Theodore. “Simon, ti prego. Dimmi che non è vero…”
“NON POSSO, BRITTANY!”, esplose lui all’improvviso. “È morto”
“NO! NON È MORTO!”, urlai io. “ALVIN È-“
“TI ASPETTI FORSE CHE LUI POSSA TORNARE A CASA STASERA, BRITT?”, urlò Simon, puntando la soglia della porta con un dito. “NOSTRO FRATELLO, TUO MARITO, È MORTO!”
Senza sapere quello che stessi facendo, allargai all’improvviso un braccio, facendo cadere un vaso su un tavolo all’ingresso, e lo feci rompere in mille pezzi. Non riuscivo a trovare nulla da dire. Iniziai a sentire dolore in un modo in cui non avevo mai sentito prima. La sensazione era indescrivibile. Mi uccideva dal profondo. E vedendo quanto ero piena di incredulità, come una parte di me era morta, Simon e Theodore scoppiarono in lacrime. I miei pianti diedero loro una ragione in più per credere che Alvin fosse morto.
Come diavolo avrei fatto a spiegarlo ai miei figli? Beatrice e Ryan andavano al college, mentre William e Jasmine ancora alla scuola superiore. Ma come avrei fatto a spiegare che loro padre era morto? E alla loro età, poi? Mi sentii ancora più male solo a pensarci. Ma, prima che potessi dire niente, udii una voce.
“Mamma?”, mi chiamò Beatrice.
Guardai verso la porta della cucina. Beatrice, Ryan, William e Jasmine stavano lì, assonnati e spaventati allo stesso tempo. Erano le vacanze estive, quindi i miei due figli più grandi erano venuti a casa. Li guardai, sapendo che quell’estate sarebbe stata terribile per loro.
“Zio Simon? Zio Theodore? Cosa sta succedendo?”, chiese Ryan, mentre i suoi fratelli e sorelle stavano accanto a lui.
Corsi verso i miei giovani figli e li strinsi tra le mie braccia. Come glielo avrei detto? Strinsi la presa su di loro, non volendoli lasciar andare, non volendo dire loro che il loro papà era morto.
“Mamma, mi stai spaventando. Cosa succede?”, chiese William.
Ma piansi ancora di più. Alla fine riuscii a sciogliere l’abbraccio ed a guardare nelle loro facce. Tutti loro si guardarono confusi prima che Jasmine parlasse.
Jasmine guardò nei miei occhi. “Mamma, cosa succede?”, mi chiese.
La guardai per un po’. E, mentre guardai i suoi occhi color nocciola, mi ricordai degli occhi color nocciola di Alvin. Scossi la testa, incapace di formulare pensieri sensati. Feci cenno loro di andare dai loro zii mentre io corsi di sopra, nella mia stanza, e mi gettai sul letto. Non riuscivo a respirare. Non avevo la forza per dirlo ai miei bambini. Ma avevo abbastanza forza per poter udire ciò che Simon e Theodore dicevano loro di sotto.
“Beatrice, Ryan, William, Jasmine…”, sentii Simon iniziare. “Ascoltatemi, okay? Vostro padre vi vuole un mondo di bene, e voi siete il suo mondo. Quindi, non azzardatevi a pensare che vi ha lasciati intenzionalmente. Ma-“
“Lasciati? Cosa vuoi dire, zio Simon? Dov’è nostro padre?”, chiese Ryan.
“Vostro padre… non tornerà”, rispose Simon, con una voce debole.
“Cosa? E perché?”, chiese William.
Non ci fu risposta, ma solo i deboli pianti di Simon. Poi udii Theodore schiarirsi la voce. “Ragazzi, vostro padre… se n’è andato”
“Andato?”, chiese Jasmine. “D-dove è andato?”
“Jasmine…”, iniziò Theodore. “Vostro padre non tornerà”
Ci fu qualche secondo di silenzio prima che potessi udire i singhiozzi della mia primogenita. “No… ti prego, no…”, sussurrò Beatrice.
Theodore prese un respiro profondo. “Ragazzi, mi dispiace, ma vostro padre è-“
Mi coprii le orecchie, non volendo sentire l’orribile parola che poneva fine a quella frase. Qualche secondo dopo, il mio dolore aumentò ancora quando sentii altre tre voci di pianto aggiungersi a quella di Beatrice. Chiusi gli occhi e singhiozzai, sapendo che i miei figli avevano appena saputo che il loro papà era morto…
FINE FLASHBACK – 5 anni dopo
“Mamma?”, sentii dire Jasmine. “Tutto a posto?”
Tornai alla realtà. Guardai i miei figli, che mi stavano tutti fissando. Non so per quanto tempo sono stata a pensare. Ma adesso, tutti e quattro stavano seduti davanti alla tomba di Alvin. Tutti avevano delle lacrime sul viso.
Annuii prima di sospirare. “Sì, tutto a posto. Non preoccupatevi”
Ryan sospirò tra sé e sé, prima di guardare le sorelle e poi me. “Andrà tutto bene, mamma. Lo prometto”
Annuii di nuovo. “Lo so”, sussurrai.
“Papà sarò sempre con noi”, disse dolcemente William.
Gli sorrisi leggermente. “Sì, lo so”
“Papà ti amava moltissimo, mamma. Lo sappiamo per certo”, disse Beatrice.
Battei le palpebre una volta. “Amava anche voi, più di quanto avreste potuto immaginare”
Beatrice, Ryan, William e Jasmine si alzarono sorridendo e vennero da me, avvolgendomi con le loro braccia, mentre io facevo lo stesso. Non c’erano parole per dire quanto volevo bene i miei figli. I miei bambini significano il mondo intero per me. Anche se adesso sono adulti, rimarranno sempre i miei bambini. Non solo perché appartengono a me, ma appartenevano anche ad Alvin. E sebbene Alvin non sia più tra noi, potrò sempre vederlo negli occhi dei miei figli.
Sciolsi l’abbraccio per guardarli. Mi spezza il cuore quanto somiglino ad Alvin. Ma, in un modo o nell’altro, sono certa che Alvin vivrà per sempre con me e con i miei bambini. Non ci lascerà mai. Non fino a che la nostra famiglia rimarrà forte ed unita come ora. In quel momento era l’unica cosa che poteva confortarmi: il fatto che il legame che ci unisce è indistruttibile.
Sorrisi e sospirai. “So che ve lo dico quasi ogni giorno, ma voi assomigliate tantissimi a vostro padre. Ogni giorni, lo posso vedere in voi”
Beatrice sorrise. “Sarebbe stato così fiero di te, mamma. Noi quattro non avremmo potuto fare niente senza l’aiuto tuo e di papà”
Sorrisi di nuovo mentre asciugai una lacrima dal suo viso. “Vostro padre sarebbe stato fiero di voi. Di tutti voi”
Mi sorrisero tutti dopo averlo detto, e poi seguì il silenzio. Potevo benissimo dire che i miei figli erano ancora distrutti per la morte di Alvin. 5 anni o no, li condizionava ancora.
Sospirai. “So che papà vi manca molto. E so che la nostalgia sarà impossibile da ignorare. Ma, quando avevo 18 anni, quando capii che Alvin era l’unico per me, vostra nonna mi disse che, se ami qualcuno, lo devi lasciar andare”
I miei figli non dissero nulla per un po’, poi parlò William. “Ma non possiamo lasciarlo andare. Non possiamo ancora accettare il fatto che papà è morto”
Sospirai e chiusi gli occhi. Sapevo benissimo cosa stavano provando i miei figli, e mi sentivo allo stesso modo quando mia madre morì. Anche se sono passati 7 anni dalla sua morte, mi manca con tutto il cuore. Ma le sue parole mi hanno fatto imparare ad accettare che ora lei si trova in un posto migliore.
“Lo so, e vi capisco”, sussurrai, guardandoli. “Ma appunto perché voi amate vostro padre, dovete lasciarlo andare al più presto. Qualche volta fa male lasciar andare coloro che ami, ma dovete farlo. Almeno una parte”
Ryan sospirò ed annuì. “Hai ragione, mamma”
Beatrice annuì lentamente e guardò a lato, come se potesse scoppiare in lacrime di nuovo. “Dopotutto, ora papà è in un posto migliore”
Sorrisi. Era come se i miei figli potessero leggermi nel pensiero. Assomigliavano tantissimo a me e ad Alvin, più di quanto avessi mai pensato.
Abbracciai i miei figli un’altra volta, riprendendo a piangere senza un motivo preciso. Forse era perché voglio loro un bene del mondo. O ancora perché eravamo riuniti davanti alla tomba di mio marito. O qualunque altra cosa vogliate. Ma, a parte tutto, sentii come se Alvin fosse tra noi in quel momento.
Jasmine sospirò mentre Beatrice, Ryan e William le stettero accanto. Stettero tutti davanti alla tomba di Alvin. “Ti vogliamo bene, papà. Ci saremo sempre l’uno per l’altro, come abbiamo promesso”, disse Jasmine.
Poi Ryan si girò ed allungò il suo braccio verso di me. Sorrisi mentre presi la mano di mio figlio. Mi prese con loro 4, mettendomi al centro con lui alla mia destra e Jasmine alla mia sinistra.
Ryan sospirò. “Sei stato il miglior padre che si possa desiderare. Quando sarò un padre, saprò da chi devo prendere esempio”. Poi si fermò per un attimo e riprese. “Ed io, Beatrice, Jasmine e William ti promettiamo che ci prenderemo cura di nostra madre, allo stesso modo in cui tu ti sei preso cura di noi”
“Rimarremo sempre una famiglia, papà, indipendentemente da dove tu o noi siamo”, sussurrò William.
“E, soprattutto, non ti dimenticheremo mai e poi mai”, concluse Beatrice.
Iniziai a piangere in silenzio, toccata nel profondo dalle parole dei miei figli.
Jasmine poi si girò verso di me. “Ti vogliamo un mondo di bene, mamma”, disse lei.
Iniziai a piangere ancora di più. “Vi voglio bene anche io”, dissi io, guardando tutti loro. “Ognuno di voi. Non dimenticatelo mai”
“Andiamo a fare visita a nonna Beatrice per un po’”, disse William sorridendo.
Io sorrisi ed annuii. “Certo, andate”
I quattro mi diedero tutti un bacio sulla guancia e si avviarono verso la tomba di mia madre. Sorrisi mentre vidi i miei bambini allontanarsi. Anche se hanno tutti più di venti anni, li tratto con lo stesso amore di quando andavano alla scuola primaria. Non solo sono fratelli e sorelle, ma sono anche migliori amici. E mi fa esplodere di gioia quel solo pensiero.
Guardai Beatrice che si mise a braccetto con William, e Ryan che mise un braccio attorno a Jasmine. Erano fratelli e sorelle, ma anche amici come lo siamo ancora io, Jeanette, Eleanor, Simon e Theodore. Ed era incredibile il modo in cui loro quattro si volevano bene, si proteggevano a vicenda. Ero così fiera di loro, perché so che le cose rimarranno tali anche dopo il giorno che io non sarò più su questa terra.
Continuai a guardarli fino a quando non raggiunsero la tomba di mia madre. Sanno ogni cosa su di lei: come fosse una nonna strepitosa, e come li amasse per i nipoti che erano. Fa male pensare che mia madre sia morta senza avere la possibilità di vederli crescere così tanto, insieme al figlio di Simon e Jeanette e ai gemelli di Theodore ed Eleanor.
E Dave? Beh, su di lui c’è da sire solo che è il nonno più fortunato del mondo. E i miei bambini, insieme ai loro cugini, lo amano tantissimo.
Dopo un po’, mi inginocchiai di nuovo davanti alla tomba di Alvin. Sorrisi mentre toccai le scritte sul marmo. Indipendentemente da tutto, il mio cuore continuerà a battere solo per lui. Sarà la mia vita, il mio cuore, la mia stessa anima. Come gli ho promesso 25 anni fa, il giorno del nostro matrimonio, lo amerò con ogni parte del mio corpo.
Sospirai. “Ti amo, Alvin”, sussurrai, chiudendo gli occhi. “Come ti ho promesso, ci sosterremo sempre a vicenda”
Una promessa che ho mantenuto e manterrò per il resto della mia vita.
“Mi manchi. Mi manchi, ogni giorno di più”, sussurrai prima di guardare a terra. Passarono alcuni minuti prima che parlassi di nuovo. “C’è un posto dentro di me dove io conservo il tuo cuore, la tua anima e ogni singola tua parola. Un posto dove tu rimarrai per sempre”
Chi avrebbe mai detto che avrei conosciuto qualcuno a cui dire addio sarebbe stato così difficile? Fino a quando non ho iniziato il primo anno di college, io ed Alvin eravamo pronti a strapparci gli occhi a vicenda. È davvero incredibile il potere che ha l’amore. Un legame che non può separare due persone, neanche da morte.
In fondo, cos’è l’amore? È solo un sogno. Un sogno dal quale non ti vuoi mai svegliare.
Toccai l’erba con il palmo della mano. “È dura da credere che siamo stati sposati solo per 20 anni prima che tu morissi, e che ci siamo conosciuti per 45 lunghissimi anni”, sussurrai prima di fermarmi. “Ma tu sarai sempre con me, ed io con te”
Deglutii e toccai uno dei fiori che facevano parte del mazzo che avevo lasciato sulla lastra di marmo.
“Beatrice, Ryan, William e Jasmine sono cresciuti tantissimo, a dispetto dei 5 anni. Ma manchi loro molto, Alvin. Manca loro il loro papà”. Presi un respiro profondo. “E mi manca mio marito”
Notai che la mia voce stava diventando sempre più debole. Chiusi gli occhi prima di fissare il suo nome sul marmo.
Passarono alcuni minuti. Alzai lo sguardo e lo diressi verso il nulla. Tutto ciò che vedo e che sento mi ricorda di Alvin, e so anche perché. Ho passato quasi ogni momento della mia vita con lui. Fa male, non lo nego, ma mi senti come se Alvin non se ne sia mai andato.
“Manchi a tutti. Simon, Theodore, Jeanette ed Eleanor”, dissi io. “Ma va tutto bene. Passiamo del tempo come la famiglia che siamo. Ma non è la stessa cosa senza di te. Non lo sarà mai”
Mi venne un brivido di freddo per il vento.
“Anche i tuoi nipoti stanno bene”, dissi io. “Ma manchi anche a loro. Manca loro lo zio Alvin”
Credetemi se vi dico che, per quanto provassi a sorridere, stavo morendo dall’interno.
“Tuo nipote Oliver è entrato nel Massachusetts Institute of Technology di Boston, e sta facendo un master”, dissi, riferendomi al figlio di 23 anni di Simon e Jeanette. “È un grande obiettivo per lui. Ne siamo tutti fieri”
Il figlio di Simon e Jeanette, Oliver, ha seguito le orme dei suoi genitori. È intelligente tanto quanto lo erano loro due da giovani. Lui e William avevano sempre una sorta di rivalità-amicizia, vedendo come erano i due più intelligenti della famiglia. Qualche volta scherzavamo dicendo che William poteva essere il secondo figlio di Simon e Jeanette. Ma William e mio e di Alvin, sebbene lui ed Oliver siano i cervelli di famiglia.
“Ivan e Natalie aiutano Theodore ed Eleanor con il loro ristorante”, dissi, riferendomi ai due gemelli di Theo ed Ellie di 21 anni. “Scherziamo ancora dicendo che Natalie è anche meglio dei suoi genitori in cucina. Mentre Ivan è il miglior informatico che conosca”
Stetti in silenzio per un paio di minuti prima di riprendere a parlare. “Manchi anche a Dave, Alvin. Ma se la passa bene. È ancora in salute per un uomo sulla ottantina, sebbene stia iniziando a cedere un po’”, dissi e sospirai. “Ma la casa di riposo se ne sta prendendo cura in modo eccellente. Jeanette, Eleanor, Simon, Theodore ed io gli facciamo visita qualche volta, e così anche i ragazzi”
Sorrisi tra me e me, pensando a quanto unita fosse la nostra famiglia. Ma nonostante ciò sapremo sempre che la famiglia non sarà mai più completa senza Alvin. E anche se sono passati 5 anni dalla sua morte, tutti ne sono ancora colpiti. Ma la nostra connessione come una famiglia è ciò che ci spinge ad andare avanti.
Per tutti questi anni, ho cercato il motivo della mia esistenza. Ma MAI E POI MAI mi sarei aspettata che quel motivo fosse proprio accanto a me. Il ragazzo con il quale ho passato quasi ogni momento della mia vita, il mio migliore amico.
Ho cercato per anni e anni, ma tutto ciò di cui avevo bisogno era Alvin.
Prima che Alvin morisse, ci eravamo promessi di non abbandonarci mai, ed essere uniti fino alla fine dei nostri giorni. E la morte di Alvin mi ha dato un motivo in più per mantenere in vita quella promessa. Dopotutto, non passerà molto tempo fino a che lascerò questo mondo e mi riunirò definitivamente a lui. E, da quel momento, nessuno potrà mai più separarci.
Ma per ora, il mio compito è proteggere la mia famiglia e i miei bambini, come avrebbe voluto Alvin.
Crescendo, mi sono innamorata del mio migliore amico, e contemporaneamente mio peggior rivale. Siamo cresciuti insieme, abbiamo attraversato qualunque cosa insieme, ci siamo sposati, ed abbiamo avuto 4 splendidi bambini. E porterò la sua eredità con me, per sempre. Farò ogni cosa in mio potere per mantenere Alvin vivo nei nostri cuori.
Perché per me, lui è ancora tra noi. Anche se il suo corpo si trova chiuso in una bara di legno sotterrata sotto una lastra di marmo, e la sua anima ci sta guardando orgogliosa dall’alto, lui vivrà per sempre su questa terra. L’ho amato ieri, lo amo oggi e lo amerò domani, fino alla fine della mia vita.
Come Alvin mi aveva detto quando ci fidanzammo, non ci potrà mai essere una fine al legame che ci unisce.
Durante gli anni in cui ho conosciuto Alvin, ho passato molte più cose che ogni altra persona abbia passato. Siamo cresciuti odiandoci a morte da primo momento che ci siamo messi gli occhi addosso. Abbiamo passato la scuola primaria e superiore come migliori amici. Persino il college, durante il primo anno del quale ho capito che ero innamorata di lui. E, per quanto avessi provato a negarlo, la sensazione era lì. Ero incredibilmente ed incondizionatamente innamorata di lui.
In quei primi mesi del college, però abbiamo iniziato ad allontanarci l’uno dall’altro. Avevamo entrambi una paura terribile di farci del male a vicenda che ci siamo quasi persi. Ma alla fine la verità venne a galla, e capimmo che in fondo non c’era alcun motivo per cui aver paura di farci del male. Non c’era alcun motivo per cui aver paura di amare.
Eravamo innamorati l’uno dell’altra così tanto che avremmo rischiato di non essere mai insieme.
Sono passati 50 anni da quando ho messi piede su questa terra, 45 anni da quando ho conosciuto Alvin, 32 anni da quando ho capito di esserne pazzamente innamorata, 25 anni da quando ci siamo sposati ed infine 5 anni da quando mi ha lasciato per andare in un posto migliore.
Ma, senza ‘se’ e senza ‘ma’, il mio amore per lui non morirà mai. Semmai crescerà di giorno in giorno.
Sospirai ancora una volta prima di lanciare un’occhiata al cimitero. Sorriso quando vidi i miei figli, i figli di Alvin, attorno alla tomba di mia madre. Poi guardai le nuvole sopra di me, mentre mi scendeva una lacrima dal viso.
Da qualche parte sopra di me, sapevo che mia madre ed Alvin mi stavano guardando, sorridendomi.
Poi guardai la tomba di Alvin un’ultima volta e sospirai.
“Promettimi che mi aspetterai. Ci rivedremo prima o poi, te lo prometto. Ti amo tantissimo, Alvin, con ogni parte del mio corpo, mente ed anima”
Alvin è stato ogni cosa per me, e lo sarà per sempre. Ha fatto più cose per me e per la mia famiglia di quante ne possiate mai immaginare. Sarà sempre il mio nemico di infanzia, il mio migliore amico di adolescenza, il mio fidanzato, marito, il mio cuore, anima, l’altra metà di me stessa.
In poche parole, sarà sempre il mio angelo custode.

Commenta l'articolo!

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: