UN HALLOWEEN SPAVENTOSAMENTE DIVERTENTE

INTRODUZIONE DELL’AMMINISTRAZIONE ALEX: La fan fiction che vi presento qui è la vincitrice del concorso di Halloween 2011.
Una storia un po’ lunga, ma scritta molto bene e ricca di divertentissime situazioni!
Non vi anticipo la trama, godetevi la lettura!


26 ottobre 2011

Era una sera tranquilla, molto tranquilla dal momento in cui Alvin non aveva ancora combinato uno dei suoi soliti guai. I Chipmunks e le Chipettes erano in salotto a chiacchierare, mentre Dave era in cucina a preparare la cena. Sorrideva mentre i sei chipmunks ridevano, scherzavano e si divertivano. Questo lo rendeva felice. Ad un certo punto, però, impallidì quando udì una frase detta da Alvin e il conseguente discorso che ne è derivato.
<< Ricordate lo scorso Halloween come ci siamo divertiti? >>
<< Certo che ce lo ricordiamo, Alvin! Inoltre mi sono fatto una bella scorpacciata di caramelle e cioccolata andando in giro a dire “dolcetto o scherzetto?”! Peccato che il giorno dopo era già finita! >> esclamò Theodore.
Eleanor si mise a ridere, mentre gli altri lo guardarono male.
<< Theodore, come puoi pensare sempre a mangiare? Non ti da la nausea dopo un po’? >> ribatté Simon. Theodore scosse la testa.
<< Comunque… La parte più bella di quella serata è stata il travestimento! Che risate! Soprattutto quando abbiamo provato a mascherare Al da fantasma… Dimmi: era il lenzuolo che era troppo piccolo o eri tu che avevi mangiato troppo il giorno prima?>> scherzò Simon prendendo in giro Alvin come di consueto.
Brittany si voltò verso il fidanzato e sorrise.
<< Forse dovremmo festeggiare così anche quest’anno, non credete? >>
<< Sì, l’idea mi piace. Però questa volta non mi vestirò da strega… L’anno scorso, sorelline, mi avete conciato in un modo orribile! Facevo ridere, sembravo la befana, altro che la “terribile strega”! >> affermò Jeanette appoggiando la testa sulla spalla di Simon.
Tutti si misero a ridere. Sì, tutti tranne Dave. Lui fu sconvolto dalla notizia.
Ogni anno, ad Halloween, la famiglia Seville aveva sempre festeggiato con un buon cenone, e passando poi la serata raccontandosi a vicenda delle storie di paura, al buio, seduti per terra su dei comodi cuscini. Invece, l’anno precedente, i sei chipmunks avevano deciso di cambiare un po’; avevano infatti deciso di fare il giro di tutte le case di mezza città, travestiti da fantasmi, streghe, vampiri, chiedendo dolci ad ogni persona e facendo scherzi a tutti quelli da cui non ricevevano niente. Fino a qui niente di male, insomma, in fin dei conti lo fanno tutti. Il problema è arrivato quando Alvin si è fatto venire in mente di far travestire anche Dave. I fratelli erano d’accordo con lui, quindi hanno cercato in soffitta un abito che gli calzasse perfettamente… Bhè, un costume l’hanno trovato… Un costume da zucca. I Chipmunks hanno provato di tutto per farlo sembrare spaventoso ma… Quando lo hanno presentato alle Chipettes come “la malvagia zucca della notte” loro sono scoppiate a ridere.
<< Ragazzi… Ma come lo avete conciato! Il costume è ridicolo, per non parlare del trucco! >> disse Jeanette.
<< Ricordatemi di non farmi mai fare il make-up da voi tre! >> ironizzò Brittany.
In effetti le ragazze non avevano tutti i torti. Il costume da zucca consisteva in un’imbottitura nella zona che andava dalla vita al petto, facendo “ingrassare” Dave di almeno cinque volte la sua misura originale. Per non parlare del copricapo! Era una specie di cappellino arancione e tondo, di cui la cosa più assurda erano quelle cose verdi che avrebbero dovuto rappresentare le foglie, che dall’estremità giungevano addirittura sul viso, impedendo al povero Dave di vedere bene. La cosa davvero terribile, però, era che Alvin trovava la “zucca” inespressiva, perciò si fece prestare da Brittany qualche trucco e mise sugli occhi di Dave – che inutilmente tentava di ribellarsi – dell’ ombretto arancione sulle palpebre e del mascara nero sulle ciglia. Come tocco finale aggiunse sulle guance del fondotinta della stessa tonalità dell’ombretto. Restituì i cosmetici alla sua ragazza e fece uscire Dave dal bagno. Il motivo delle risate da parte delle ragazze dovrebbe essersi capito… Questo è stato il peggior Halloween che Dave abbia mai festeggiato in tutta la sua vita. L’umiliazione vera e propria è stata dover uscire e sentire le prese in giro e i ghigni dei passanti ogni volta che lo vedevano, e notarlo non era poi così difficile…
Dave non aveva nessuna intenzione di rivivere quella terribile esperienza, dalla festa di Halloween voleva solo un po’ di brivido e di divertimento allo stesso tempo…
La cena era pronta e tutti corsero a tavola.
<< Ragazzi… >> disse timoroso Dave.
<< Quest’anno per Halloween avevo intenzione di raccontarvi una storia bellissima, ricca di avventura e mistero… Molto spaventosa! Che ne dite? >>
<< No Dave. In realtà abbiamo deciso di fare quello che abbiamo fatto lo scorso anno! >> gli rispose Alvin.
<< Ma a dir la verità… A me sembra una cosa per… diciamo… bambini piccoli! E ormai voi siete grandi per andare a svaligiare le case degli altri di dolci! Non credete anche voi? >> ribatté Dave tentando di distoglierli dalla loro idea.
<< Può darsi. Ma che importa? L’anno scorso ci siamo divertiti tantissimo! >> rispose a sua volta Eleanor.
<< Va bene, va bene… >> rinunciò momentaneamente Dave.
Dopo cena tutti si misero sul divano a vedere un film dell’orrore. Le Chipettes stavano abbracciate ai loro rispettivi compagni per la paura che quel film le provocava. Dave non stava seguendo il film, poiché era troppo impegnato a cercare un modo per far cambiare idea ai sei chipmunks… Come avrebbe potuto fare? Pensò tutta la notte e trovò la soluzione: doveva semplicemente organizzare qualcosa, magari coinvolgendo Toby e Claire, che avrebbe spaventato i suoi “figli” e che li avrebbe portati a rinunciare alla loro serata… Magari qualcosa che potesse nello stesso tempo divertirlo…
Il giorno dopo preparò di corsa la colazione ai ragazzi, li fece alzare buttandoli praticamente giù dal letto, poi li accompagnò a scuola, passò a prendere Toby e insieme andarono a casa di Claire. Lì raccontò loro quello che aveva in mente.
<< Un’idea bizzarra… >> affermò Claire.
<< Ma geniale! Divertente per noi e… spaventosa per loro! >> aggiunse Toby.
<< Dobbiamo seguire alla lettera quello che vi ho appena detto e non farci scoprire… Sveleremo solo alla fine il nostro gioco… Non riesco nemmeno ad immaginare la faccia che faranno! >> esclamò Dave.
<< Ok, allora diamo inizio alle prove! Dobbiamo essere pronti per la notte delle streghe! >> disse Claire. Dave e Toby approvarono con un clamoroso “sì!”.
Alle tre Dave andò a prendere i ragazzi a scuola che in macchina discutevano della “bellissima” sorpresa che li aveva fatto oggi a scuola la loro professoressa di matematica: una verifica a sorpresa.
<< Ragazzi… Non vorrei interrompervi, ma… >>
<< No, Dave, per favore, non cominciare così. Non è andata poi così male, lo giuro! >>
<< Alvin! Non mi riferivo alla verifica! Volevo dirvi che in questi giorni vi dovrò lasciare spesso a casa da soli… >> rispose l’uomo.
<< E perché? >> gli chiesero tutti in coro.
<< Eh… perché… ecco… sì, devo andare da zia Jackie che non sta molto bene e quindi… >>
<< Ah, se è per questo veniamo anche noi! >> gli rispose Al prontamente.
<< No, Alvin. Non se ne parla. >>
<< Perché no? Ci fa piacere vedere zia Jackie!
<< Alvin… la zia Jackie ha bisogno di riposo e con te intorno è impossibile riposarsi… >>
<< Potremmo anche farci una bella scorpacciata di popcorn! >>
<< ALVIN!!!!!! >> gridò Dave.
<< Ho detto BASTA! >> continuò.
<< Uffi! E va bene… Sciupafeste! >> rispose deluso Alvin.
Nell’attesa di arrivare a casa, Brittany gli prese la mano e si appoggiò dolcemente a lui, poi le sue sorelle fecero lo stesso con i rispettivi fidanzati.
I giorni successivi passarono velocemente e Halloween non tardò.

31 ottobre 2011
<< Ragazzi, la zia Jackie si sta riprendendo, ma preferisco andare comunque a controllare, non si sa mai… >> disse Dave ai chipmunks che, ovviamente, erano allo scuro del suo piano.
<< Va bene, Dave. Ci vediamo dopo. >> gli rispose Simon.
<< Ricorda che devi essere qui in tempo per il travestimento! >>
<< Certo, Alvin. Certo… >> rispose Dave.
Uscì di casa, arrivò al parcheggio e salì in macchina.
<< Eh no, miei cari. Io vi voglio bene, ma questa volta non sarò il vostro “zuccone”! >> pensò.
Giunse a casa di Toby, dove Claire lo stava aspettando.
<< Ciao Dave! Toby è andato a prendere gli ultimi costumi che ci occorrono e poi saremo pronti per andare… dimmi una cosa… non ti sembra un po’ troppo… crudele? >>
<< No, non è crudele… Vedrai che quando sapranno che siamo stati noi tre ad organizzare tutto, si faranno anche loro quattro risate! >> rispose Dave.
In quel momento entrò Toby.
<< Ciao Dave! Direi che ora siamo pronti per partire! Una domanda: ma credi che riusciranno i ragazzi ad arrivare dall’altra parte della città? >>
<< Ma certo! Non sono mica stupidi! Un taxi e hanno risolto! >>
<< Ok, ok… Andiamo allora! >> esclamò Claire.
Passò circa un’ora, in casa Seville era tutto a posto, fino a quando Simon guardò l’orologio.
<< Ehi! Sono già le 18:43! >>
<< Che cosa?! E Dave non è ancora arrivato?! Non è possibile! Gli avevo detto di non fare tardi! >> continuava ad urlare Alvin. Tutti gli altri lo guardavano perplessi.
<< Vedi di calmarti, arriverà. Piuttosto, mettiti qui seduto insieme a noi e finiamo di vedere questo film! >> gli disse Simon.
<< E se dovesse fare tardi? >> ribatté Alvin.
<< Non lo so. L’unica cosa che so è che se adesso non vieni e non la smetti, il costume da zucca lo metto a te! >> ribatté il fratello.
<< Oh no! La zucca assolutamente no! >>
<< E allora smettila, Alvin. Stiamo cercando di vedere in pace questo film, se non ti dispiace… >>
Alvin si mise a sedere sul divano tra Theodore e Brittany, Simon tirò un sospiro di sollievo, però poco dopo suonò il campanello.
<< Alvin, potresti andare ad aprire? >> chiese Simon.
<< Va bene… Ma perché sempre io? >>
Tutti continuarono a guardare il film mentre Alvin andò ad aprire.
<< Chi è? >> chiese.
<< Se è uno scherzo non è divertente! >> disse sempre più innervosito.
Dopotutto Alvin non aveva tutti i torti, dato che alla porta non c’era nessuno. Però si accorse che al posto di una persona c’era una lettera… La prese.
<< Sì, però potevano anche darcela di persona! >> sbuffò Alvin mentre apriva la lettera.
Quando l’aprì e la lesse, lanciò un urlo.
<< ALVIN! >> gridarono per lo spavento gli altri, correndo da lui.
Alvin era paralizzato.
<< Si può sapere che ti è preso? >> gli chiese Simon.
<< Ci hai fatto prendere un colpo! >> ribatté Brittany.
Alvin non disse una parola, ma riuscì a muovere il braccio per porgere la lettera a suo fratello maggiore, il quale la lesse. Anche Simon sbiancò. La lettera, infatti, diceva:

“Abbiamo rapito vostro padre, Dave.
Se volete riaverlo, dovete venire a liberarlo, ma vi avverto…
Dovrete fare i conti con la morte in persona!”

Consigliere Fantasma

<< Che cosa? >> gridarono Theodore e le Chipettes dopo che Simon lesse ad alta voce il messaggio.
<< Alvin, Theodore! dobbiamo assolutamente andare a liberare Dave! >> esclamò Simon.
<< Aspettate, ragazzi. Dave ha fatto molto anche per noi ed è giusto che noi vi accompagniamo! >> disse coraggiosamente Eleanor.
Brittany e Jeanette annuirono.
<< Se volete andare, noi siamo felici di venire con voi! >> aggiunse Brittany.
<< E se volete andare, io sono felice di aspettarvi a casa! >>
<< Alvin! >> gridarono tutti insieme.
<< Che ho detto?! E se dovessero venire a rubare in casa? >> provò a difendersi.
<< Alvin, sarebbe un gesto eroico il tuo ma… davvero vuoi rimanere a casa da solo nella notte di Halloween, nella quale, dice la leggenda, i morti ritornano dall’oltretomba per venire sulla Terra e fanno in modo che qualcuno, entro la fine dell’anno, li raggiunga nel loro mondo? >> lo terrorizzò Simon.
<< Bhè, forse… Vado a prendere la giacca e vi raggiungo! Ecco, diciamo che Dave ha bisogno di tutti noi messi insieme! >> affermò Alvin.
Tutti scoppiarono a ridere, Alvin andò a prendersi qualcosa da mettersi addosso per il freddo, mentre Simon andò in bagno, frugò nei cassetti e prese qualche oggettino al volo. Poi tornò indietro.
<< Ecco. Prendete questi. Potrebbero servirci nella lotta contro il nemico. >>
<< Ehi, questo è il mio profumo! >> osservò Brittany.
<< Certo… Il nostro nemico sicuramente si spaventerà vedendoci armati con del profumo, delle spazzole per capelli e delle spille! >> ironizzò Alvin.
<< Su questo Al ha ragione. A cosa possono servirci delle spille? >> chiese Theodore.
<< Non lo so, ma al momento del bisogno ogni cosa può servire, anche la più banale! >> disse Simon ai due fratelli.
<< Se lo dici tu! >> ribatterono insieme mentre attaccarono la spilla alla maglietta.
<< Forza, adesso andiamo. Dobbiamo liberare Dave! >> disse Eleanor.
<< Sì! >> risposero tutti insieme, tranne Alvin ovviamente, che era terrorizzato.
<< Aspettate un attimo, ragazzi! >> li interruppe Alvin mentre stavano uscendo di casa.
<< Che cosa c’è ancora, Al? Dave potrebbe essere in pericolo! >> disse Simon stando sull’uscio di casa.
<< Qualcuno di voi sa dove dobbiamo andare? Il biglietto non diceva nulla riguardo al luogo! >>
<< Alvin ha ragione. Non possiamo andare senza sapere dove tengono Dave! >> confermò Brittany.
<< Dobbiamo cercare degli indizi! >> disse Jeanette.
<< Questo potrebbe essere utile? >>
<< Che cos’è, Eleanor? >>
<< Sembra un sigillo… >> rispose la chipette.
<< Potrebbe essere la risposta a quello che stiamo cercando! >> esclamò Simon.
<< Ok, ma… tu sai a chi appartiene questo sigillo? >>
<< No, Britt. Forse però il taxista che ho chiamato lo sa! >>
<< Sì, ma dovrebbero essere dei rapitori poco furbi per farsi scoprire così in fretta! >> disse Jeanette.
<< Ragazzi, dobbiamo provarci. Se così non fosse… proveremo qualcos’altro! >> ribatté Simon.
Nel frattempo il taxista, che era fuori ad aspettarli, suonò il clacson e i sei chipmunks uscirono.
<< Scusi? Mi sa dire se qui da queste parti esiste un edificio o un’azienda che ha come marchio questo disegno? >> chiese Jeanette al taxista.
<< Sì… Bhè, è un’azienda ormai abbandonata… Cade praticamente a pezzi… È dall’altra parte della città. >> disse l’uomo.
<< Potrebbe condurci lì? >>
<< Certamente. >>
I sei chipmunks salirono in macchina speranzosi di trovare Dave in quel vecchio edificio. Giunti a destinazione, pagarono il taxista e lo ringraziarono.
Tirava un’aria gelida e il vento fischiava… Sembrava quasi un fantasma. I Chipmunks, trascinando Alvin, si avvicinarono al portone, Theodore lo spinse e si aprì. Da lontano, fecero segno alle Chipettes di raggiungerli. Si riunirono, erano spaventatissimi, ma si fecero coraggio ed entrarono. La prima cosa che notarono fu l’immensità della prima stanza, sembrava quasi un palazzo reale. C’era un tappeto per terra, pieno di polvere, e in fondo alla stanza si scorgevano due scale, che portavano però sullo stesso pianerottolo. Il silenzio regnava in quella sala enorme, l’unica cosa che si sentiva era il battere dei denti di Alvin.
<< Vuoi piantarla? >> disse Brittany al fidanzato.
<< No-non sto fa-facendo n-niente! >> rispose.
Brittany sospirò, mentre proseguivano verso le scale cercando di trovare Dave. Ad un certo punto però, si sentirono dei rumori, sembravano quasi delle pentole. No, non sembravano, erano due pentole che scesero giù dal pianerottolo sopra di loro. Sbattevano tra di loro provocando un fastidioso rumore. Il problema era che sopra di loro non c’era nessuno, e che quindi le pentole erano animate.
<< Ma com’è possibile?! >> chiese Eleanor.
<< Che siano vive? >> ribatté impaurito Theodore.
<< Ma dai, ragazzi! Non diciamo sciocchezze! Alvin smettila di agitarti! Ci sarà sicuramente qualcuno che vuole spaventarci! >> rispose prontamente Simon.
<< E se Theodore avesse ra-ragione? >> chiese sempre più terrorizzato Alvin.
<< Alvin, adesso basta! Ti prometto che non succederà nulla! Parola di fratello maggiore! >> cercò di tranquillizzarlo Simon.
<< Non mi sono mai fidato di te, però… credo che questa volta lo farò. Per convenienza… >> rispose.
<< Ah! E quello cos’è?!?! >> gridò Brittany.
Si girarono e videro per alcuni secondi due sagome: una nera ed una bianca. Poi scomparvero nel nulla.
<< Forza! Non facciamoci intimidire da quei due buffoni! Ve lo ripeto, vogliono solo farci paura! >> disse Simon, incredulo a quello che aveva appena visto.
<< Sarà. Se è come dici tu, ci stanno riuscendo alla grande… >> disse Theodore.
<< Anche io ho paura, ma dobbiamo assolutamente trovare Dave. Costi quel che costi! >>
<< Giusto, Jeanette! Allora? Chi è con noi? >> chiese Simon.
<< Siamo tutti con voi! >> esclamò Brittany.
<< Senti, parla per te! >> disse Alvin.
<< Hai ragione. Riformulo la frase: io e Alvin siamo con voi! >>
<< Non vale. Così non vale. Io non ci voglio venire!!! >>
<< Non mi vorrai lasciare da sola! >>
<< Che bel ricatto… >>
<< Non è un ricatto. È un dato di fatto! >>
<< Ok, adesso basta voi due. Non abbiamo tempo da perdere! >> esclamò Eleanor. Tutti, meno Alvin, annuirono.
Presero le scale a sinistra e salirono sul pianerottolo. Da qui, poi, c’era una specie di grotta. Era buia e spaventosa, ma i sei entrarono lo stesso.
<< Che schifo! È pieno di ragni e insetti! >> urlò Brittany.
<< Bhè, ti ricordo che è un posto abbandonato… >> le rispose la sorella maggiore.
<< Che importa? Fa schifo comunque! >> ribatté.
Incontrarono insetti di ogni tipo, tanto che le ragazze quasi si rifiutarono di proseguire.
<< Guardate, ragazzi! Una luce! Forse è l’uscita! >> gridò Alvin.
<< Speriamo! Sono piena di ragnatele ovunque! Che schifo! >> rispose Brittany.
<< Andiamo a vedere! Sbrighiamoci però! >> aggiunse Eleanor.
Corsero verso la luce ma ebbero una grande delusione.
<< Macché… Non è altro che una sorgente d’acqua… >> disse Simon facendosi prendere dallo sconforto.
<< Una sorgente in una vecchia azienda? Simon, com’è possibile?! >> disse Theodore confuso.
<< Non lo so, Theo. Non ne ho la minima idea… Questo posto è pieno di sorprese… >> rispose.
<< La domanda è un’altra: come facciamo a proseguire? >> chiese Jeanette.
<< Potremmo saltare su quelle rocce là in fondo! >> propose Brittany.
<< Sono molto alte e molto appuntite, ma possiamo riuscirci. >> aggiunse Simon.
Brittany provò per prima a saltare le sette rocce. Arrivò alla quarta, ma poi…
<< Attenta, Brittany! >> urlò Alvin preoccupato. Brittany si fermò e lo guardò.
<< Che c’è adesso? >>
<< Pi-pi-pi… >> provò ad avvertirla Alvin, ma il cuore gli batteva a mille per la paura e la bocca era paralizzata.
<< Pi-pi-pi che cosa, Alvin?! Parla! >> aggiunse Simon, cominciando ad agitarsi.
<< Pi-pi-pipistrelli! >> urlò Alvin terrorizzato.
Brittany si girò e si ritrovò faccia a faccia gli animali. Prima urlò, poi si agitò e cadde dalla roccia.
<< Brittany! >> gridarono le sorelle non badando ai pipistrelli che giravano intorno a loro.
<< Ragazzi! Tiratemi fuori! L’acqua è congelata! Ho paura! >> rispose la chipette.
<< Alvin, dobbiamo fare qualcosa! >> urlò Simon al fratello.
<< Ma non mi dire! Che cosa faccio, mi butto, così congeliamo entrambi? >> rispose.
<< Potremmo andare tutti e tre sulle rocce e poi… >> Theodore provò a parlare, ma venne interrotto dalla povera Brittany che stava ibernando in acqua.
<< Fate quello che volete… ma fatelo! Vi prego! Alvin, tirami fuori! >> urlò.
<< Ok, Brittany! Resisti ancora un attimo! >> le rispose il fidanzato.
I Chipmunks saltarono fino alla quarta roccia cercando di allontanare i pipistrelli, poi Alvin si chinò e, tenuto dai fratelli, si sporse.
<< Dai, Brittany! Afferra la mia mano! >> gridò Alvin.
<< Non ci arrivo! >> gli rispose.
<< Alvin, fai in fretta! Non riusciremo a tenerti per molto! >> gli gridò Theodore.
Alvin si sporse ancora un po’ e Brittany, non senza fatica, riuscì ad aggrapparsi. Alvin la tirò su e tentò di scaldarla stringendola a sé, mentre Simon e Theodore scacciavano i pipistrelli dalle loro teste. Intanto Eleanor e Jeanette li raggiunsero.
<< Stai bene sorellina? >> chiese Jeanette a Brittany, la quale annuì.
<< Bene, allora possiamo andare avanti… >> disse Theodore.
<< Basta che questi insopportabili animali ci lasciano in pace! >> aggiunse Alvin.
Saltarono tutti e sei anche le restanti tre rocce e poi ripresero la strada nella grotta. Qui dentro c’erano ancora più insetti di prima, la cosa buona però, era che i pipistrelli erano rimasti alla sorgente e fortunatamente non li avevano seguiti. Finalmente trovarono l’uscita, ma qui tornò il panico.
<< Ehi, adesso la strada si divide in tre sentieri! >> esclamò Simon.
<< Sì. E su ogni sentiero c’è un… un… fantasma o quello che è, insomma… Sono identici a quelli del grande salone, con una cappa ! >> disse impaurito Theodore.
<< Sembrano uomini incappucciati, più che fantasmi… >> affermò Simon.
<< A sinistra ce n’è uno bianco, a destra uno nero e in centro uno… che colore è quello, marrone? >> aggiunse Alvin.
<< Sì, è marrone. Guardate! Stanno scappando! Dobbiamo necessariamente dividerci. Solo una delle strade porterà a Dave, quindi… >> disse Jeanette.
<< Ma che ho fatto io per meritarmi un Halloween così?! >> sbuffò Alvin.
<< Sì, dobbiamo dividerci. Allora, io e Jeanette andiamo in centro, Theodore ed Eleanor a sinistra, Alvin e Brittany a destra. >> disse Simon.
<< No, aspettate. Perché noi da quello nero? >>
<< Che cosa cambia, Alvin? >> gli chiese Simon.
<< Cambia. Il nero è un colore triste… ed è anche brutto. >> disse.
<< Smettila… Piuttosto, dividiamoci le armi che ci siamo portati… >> propose Simon.
<< Sapessi che armi… >> ribatté Alvin.
<< Vuoi piantarla? >>
<< Bhè, Simon… Non sono certo delle armi decenti… >>
<< Tu per sbaglio hai mai visto delle pistole in casa? >>
<< Adesso basta, ragazzi! La smetterete mai di litigare voi due? >> li rimproverò Eleanor.
<< Forza, dacci queste “armi”… >> disse Brittany che, in questo caso, era d’accordo con Alvin.
<< Allora… io e Jeanette prendiamo il profumo, a Theodore ed Eleanor diamo le spazzole e ad Alvin e Brittany le spille. >> disse Simon scocciato dal comportamento di Alvin.
<< Perché a noi le cose più inutili? >> chiese sottovoce Alvin alla fidanzata. Brittany lo guardò e alzò le spalle come per dire << non lo so >>.
Passarono circa cinque minuti e le tre coppie si decisero ad intraprendere i tre sentieri.
<< Non consumatemelo tutto, mi raccomando! È il miglior profumo che ho! >> urlò Brittany a Simon e Jeanette, che annuirono soltanto.
Simon e Jeanette proseguirono sempre dritto, però si fermarono quando scorsero un tempio, o qualcosa del genere, in fondo alla piccola stradina.
<< Ehi, Simon! Guarda lì in fondo! >> esclamò Jeanette.
<< Sì, l’ho visto anch’io. Sembra un antico tempio greco! Perché non andiamo a vedere? >> chiese il chipmunk.
<< Certamente! >> rispose lei.
Iniziarono a correre verso la costruzione, ma l’uomo incappucciato vestito di marrone si pose davanti a loro.
<< Mi sa che abbiamo un problema, Jeanette… >>
<< Simon… Io ho paura! >>
<< Non preoccuparti. Restami vicino e non ti accadrà niente. >>
L’uomo fece qualche passo avanti, mentre la coppia indietreggiò.
<< Non passeeereete di qui! Mai! Io, custoode del tempio là dieeetro, impediiirò il vostro passaaaggio! Ah ah ah! Uh ah ah! >> disse l’uomo, parlando come un fantasma cercando di spaventare Simon e Jeanette, ma non ci riuscì più di tanto.
<< Scusi, buon uomo, ma quella sembrava tutt’altro che una risata malvagia! O no, Jeanette? >>
<< Già. >> si limitò a rispondere la chipette.
<< Non impooorta! Non vi farò paaassaare e neemmeeeno tornaaare indieetro! >> ribatté l’uomo, fallito nel suo intento.
<< Ah davvero? >> disse Jeanette.
<< Scusi… Dovrei chiederle una cosa… Potrebbe però abbassarsi un attimo? Sa, ho un po’ di mal di gola e preferisco non urlare… >> disse Simon.
<< Che cos’hai in mente, Simon? >> chiese a bassa voce Jeanette.
<< Shhhh! Tranquilla… >> le rispose.
L’uomo, ingenuamente, si chinò e Simon spruzzò nei suoi occhi il profumo di Brittany.
<< Che ingenuo! Mai fidarsi troppo! >> esclamò Simon mentre l’uomo incappucciato si disperava tra urla e lamenti e Jeanette rideva.
<< Ci vediamo! >> urlò Jeanette correndo verso il tempio insieme a Simon.
L’uomo diede l’impressione di essere scappato.
<< Speriamo che non ritorni… >> disse Simon.
<< E se dovesse farlo, invece? >> chiese la chipette.
<< Non pensiamoci ora. Dobbiamo cercare una strada che ci porti da Dave. La leggenda racconta che gli spiriti maligni degli individui morti l’anno precedente fanno ritorno dall’Ade la notte di Halloween, e se qualcuno sulla Terra dovesse sparire, allora potrebbe essere portato dalle anime vaganti nell’altro mondo. >> spiegò Simon. Jeanette era terrorizzata.
<< A-allora muoviamoci! Dave potrebbe aver bisogno d’aiuto! >> esclamò.
Simon annuì e proseguirono verso l’antica costruzione in pietra.
<< Dubito che questo edificio ormai decadente una volta sia stato un’azienda… Prima una sorgente d’acqua e adesso addirittura un tempio. >> disse Jeanette.
<< Concordo con te. Ci sono troppe cose strane qui dentro… Ehi, guarda Jean! Sembra un’incisione, un’incisione nella colonna! >>
<< Hai ragione! Ma non si capisce cosa c’è scritto… >>
<< Già, è carica di polvere e terra, ci vorrebbe un po’ d’acqua… >>
<< Non abbiamo dell’acqua, ma abbiamo il profumo di Britt! Se lo rovesciamo sulla scritta avremo lo stesso effetto! >>
<< Sì, ma… tua sorella ci ucciderà… >>
<< Non ti preoccupare di questo, le diremo che eravamo in pericolo! >>
<< Come vuoi… >>
I due rovesciarono la boccetta contenente il profumo, poi Simon strofinò la scritta con il suo maglione e lesse il messaggio:

“Se passar voi volete, la pietra diversa trovar dovete.”

<< La pietra diversa?! Ma che vuol dire? >> chiese Jeanette alquanto sbigottita.
<< Mmm… Non so… Proviamo a guardarci intorno. >> le rispose il chipmunk.
Passarono alcuni minuti e i due stavano ancora cercando qualcosa che assomigliasse ad una pietra. Jeanette, però, ebbe un colpo di genio.
<< Simon! Non dobbiamo cercare una pietra, ma nella pietra! >>
<< Che intendi dire? >>
<< Ho trovato! Guarda questa parte del tempio, sembra avere degli strani disegni al riflesso della luce! >>
<< È vero. Sembrano zucche… E per confonderci, dello stesso colore del tempio… Ma cosa dobbiamo fare? >>
Jeanette non rispose, però provò a sfregare quegli strani graffiti e… Un bagliore li avvolse, impedendo loro di vedere cosa successe. Quando aprirono gli occhi, infatti, non trovarono più il tempio ma solo una scritta che diceva ironicamente << complimenti >> nel momento forse peggiore della loro vita. La coppia si accorse anche di un messaggio che si pose davanti a loro. Sembrava scritto da una mano tremante, con del sangue. Jeanette si rifiutò di guardare e Simon si limitò a leggere:

“Fate in fretta… O il vostro Dave morirà!!!”

Consigliere Fantasma

<< Sempre questo Consigliere Fantasma… >> disse sospirando la chipette.
<< Secondo me è qualcuno che vuole spaventarci. Insomma, sarebbe un perfetto scherzo di Halloween! >> affermò Simon.
<< Può darsi. Ma dimentichi che Dave davvero non si è fatto più vivo. >> ribatté Jeanette.
<< Già… Comunque, ora possiamo proseguire! >> esclamò lui.
Così i due continuarono sulla strada che si era aperta a loro dopo quella forte luce.
Sul sentiero di sinistra, intanto, Theodore ed Eleanor erano a dir poco terrorizzati. Sulla loro strada, infatti, sembrava quasi di trovarsi in una giungla; per superare il sentiero dovevano oltrepassare tre ponti sospesi, non molto stabili. Dopo ogni ponte c’era una piattaforma, e sulla prima Theodore ed Eleanor riuscivano perfettamente a vedere l’uomo incappucciato. Era vestito tutto di bianco, aveva un’aria minacciosa, sembrava aspettarli con impazienza. Come se non bastasse, di sottofondo si sentivano molti rumori, uno più agghiacciante dell’altro: specialmente si sentivano versi di animali selvatici come lupi e orsi, e ululi di fantasmi.
I due chipmunks erano immobilizzati dalla paura, non sapevano cosa fare, ma Eleanor prese per mano Theodore e lo convinse a proseguire.
<< Theo, forza! Non possiamo permetterci di perdere tempo! Potrebbero fare del male a Dave! >>
<< Hai ragione, ma… ma io ho paura! >> le rispose.
<< Anche io ho paura! Cosa dobbiamo fare? Tirarci indietro e rischiare la vita di Dave solo perché una terrificante notte delle streghe? >> cercò di tranquillizzarlo.
Lui, con la sua solita insicurezza, scosse la testa e proseguì insieme alla compagna. Arrivarono al primo ponte e, uno per volta, lo attraversarono.
<< Eleanor… Qu-qui sotto c’è il vuoto totale! >>
<< Ho visto anch’io… Dobbiamo fare attenzione alle corde, non devono assolutamente spezzarsi altrimenti… >>
<< Non dirlo, per favore! Non dobbiamo nemmeno pensare che potrebbe finire così! >>
La chipette annuì e i due proseguirono verso l’uomo incappucciato, ma notarono che egli stava scappando. Anzi no, non stava scappando. Si stava solo recando alla seconda piattaforma. I due, sempre più confusi e agitati, oltrepassarono anche il secondo ponte che, a differenza del primo era molto meno stabile e cigolava di continuo. Giunsero anche alla seconda piattaforma, ma l’uomo fantasma raggiunse anche questa volta la piattaforma successiva, la terza ed ultima.
<< Ma che cosa fa? Ci prende in giro? >> pensò Eleanor ad alta voce.
<< Non lo so. Quello che so è che sono ancora più scosso di prima. >> le rispose Theo.
<< Sì, anch’io. Non sto capendo più niente… Forza, non esitiamo ad andare avanti. >>
<< Ok… >> sospirò il chipmunk.
I due, timorosi, continuarono tenendosi per mano. Non si erano accorti, però, che il terzo ponte, all’altra estremità, stava per spezzarsi. Infatti, non appena Eleanor fece il primo passo, il ponte crollò e la chipette rimase sospesa solo grazie alla mano di Theodore.
<< Theodore, lasciami o cadrai anche tu! Almeno uno di noi deve trovare Dave! >> gridò la sventurata Eleanor.
<< Non ci penso nemmeno! Sarò anche un fifone, ma tu sei la mia ragazza e certo non ti lascerò cadere! Quindi, tieniti forte! >> gridò lui.
<< Oh Theo… Per favore! Non voglio che tu… >> Eleanor non fece in tempo a finire la frase che Theodore, con tutta la forza che aveva in corpo, cominciò a tirarla su. Eleanor, sana e salva, lo abbracciò forte, ma poi le venne un dubbio.
<< Theo… Ora come facciamo ad attraversare? >>
<< Io un’idea ce l’avrei ma… è troppo pericoloso! >>
<< Dai, parla! Come potremmo fare? >>
<< Ecco… l’unico modo è utilizzare il ponte che si è spezzato come liana! Se ci fai caso, si è rotto solo da quella parte, di qua è ancora appeso, di conseguenza… >>
<< Hai perfettamente ragione, Theo! Sei un genio! È molto rischioso ma dobbiamo provarci. >>
Theodore deglutì mentre Eleanor si appese alle corde del ponte e iniziò a dondolarsi cautamente, aiutandosi spingendo le zampe contro la parete di pietra. Non appena arrivò all’altra estremità, si lanciò contro il muro. Theodore chiuse gli occhi per non guardare, ma in realtà non aveva nessun motivo per preoccuparsi, dato che Eleanor riuscì ad afferrare un enorme masso che, fortunatamente, era molto stabile.
Theodore tirò un sospiro di sollievo.
<< Forza Theo! Ora tocca a te! >>
<< Che cosa?! Sei impazzita?! Io non sono capace, e ho anche paura! >>
<< Non ti preoccupare, rilassati e andrà tutto bene! Ecco, ci siamo. Sta arrivando la “liana”! Salta! >>
Theodore saltò e per poco riuscì ad aggrapparsi al ponte che ormai era solo un ammasso di corde. Anche lui giunse dall’altra parte e saltò. Fu la chipette a prenderlo al volo.
<< Visto? Ce l’hai fatta! >> esclamò Eleanor.
<< Eh già… >> le rispose atterrito il chipmunk.
<< Theo, guarda! Adesso quella specie di fantasma non scappa, ma viene dritto verso di noi facendo degli strani versi! >>
<< Ely, possiamo tirargli dietro una spazzola che ci ha dato Simon! >>
<< Proviamo… >>
I due lanciarono contro l’uomo-fantasma una spazzola ed egli per evitarla cadde giù dal precipizio. Eleanor e Theodore superarono la terza piattaforma e guardarono giù: l’uomo con la cappa non era caduto, era riuscito ad aggrapparsi al bordo con le mani. I due chipmunks però non esitarono e andarono avanti per la loro strada.
<< Ce l’abbiamo fatta, Theodore! >>
<< Sì… adesso speriamo di ritrovare i miei fratelli e le tue sorelle… >>
<< Prima o poi dovremo pure rincontrarli! Oh Theo, l’uomo incappucciato si è rialzato, ma non ci sta seguendo. Sta scappando! >>
<< Bhè, così sembra… >>
<< E dai! Un po’ di speranza e di positività! >>
<< Ok, ok… >>
I due continuarono e intanto, nel sentiero di destra, Alvin e Brittany si trovavano in una stanza enorme, ricca di quadri e opere d’arte. Il loro sembrava quasi il percorso più bello e tranquillo, fino a quando però cose strane cominciarono ad accadere.
<< Britt! Guarda lì! Quel quadro s-si muo-muove! >>
<< Alvin… Per favore! Non diciamo sciocchezze! >>
<< Pe-perché n-non ti gi-giri? >>
Brittany si girò e iniziò ad urlare. Alvin aveva ragione: c’erano una miriade di quadri che volavano… da soli.
<< Al, com’è possibile? >>
<< Lo chiedi a me? Come faccio a s-saperlo! >>
<< Dobbiamo per forza passarci attraverso! Dietro di loro c’è una porta, potrebbe essere la via di fuga! >>
<< Ok, Britt. Tu va’. Io torno indietro per… >>
<< No, Alvin! Tu vieni con me. Se tu non fossi con me e mi succedesse qualcosa? >>
<< Se ti succedesse qualcosa e io non ci fossi, non avrei nessuna colpa o responsabilità! >>
<< Ah!!! Ma che bel fidanzato che sei! Grazie mille! Va bene, allora. Vattene! tanto non ho bisogno di te! >>
<< Dai! Adesso non esagerare! Ok, verrò con te! >>
<< Ok… ma smettila di tremare e di battere i denti! >>
Alvin prese per mano Brittany e insieme cominciarono a correre tra i quadri. Alvin prese qualche botta in testa, ma alla fine giunsero alla porta.
<< Ecco! Siamo arrivati alla porta sani e salvi! >> esclamò Brittany soddisfatta.
<< Salvi ok, sani un po’ meno… >> rispose Alvin.
<< Uffa! Quante storie per qualche bernoccolo! >>
<< Certo! Dici così perché tu non ti sei fatta niente altrimenti… >>
<< Ok, basta così. Andiamo avanti adesso… >>
<< Ma perché nessuno mi fa mai finire di parlare? >>
<< Perché parli troppo, Al. Ora apri questa porta e andiamocene da qui al più presto! >>
Il chipmunk aprì la porta e al suo interno trovarono un’altra galleria. Questa era ancora più sporca e decadente delle altre due. C’erano animali dappertutto e di ogni tipo: ragni, scorpioni, scarafaggi, lucertole, rane e addirittura serpenti. Brittany era più terrorizzata dagli animali che dalle cose impossibili che accadevano attorno a loro.
Arrivarono alla fine del tunnel e, dopo aver aperto un altro portone, questa volta molto più grande e pesante, giunsero in una sorta di cortile. Era infatti all’aperto, aveva un cipresso piantato su un piedistallo al centro e la luna splendeva sopra di loro, illuminando tutta la piazzetta.
I due chipmunks si avvicinarono al cipresso e Brittany lesse un messaggio inciso su una tavola di pietra.

“Avete intrapreso il sentiero peggiore…
Siete riusciti a giungere fin qui, ma ora farete i conti con me!”

Consigliere Fantasma

<< È firmata dallo stesso che ha scritto la lettera che hai trovato tu a casa. >>
<< Sì, ma… Quel coso nero che si intravede lì in fondo… Non sarà… >>
<< Io sonoooo il Coooonsiiglieeeeeree Fantaaaaasmaaaaaaa! Non vi faaarooò viveeere a luuungooo! Aaaaaahhhh! >>
<< Mamma mia, quanto sei brutto! >>
<< Questo è tutto quello che sai dire, Alvin? >>
Intanto il Consigliere si avvicinava a loro.
<< No… So anche dire “Aiuto!!!” >> urlò Alvin talmente terrorizzato da nascondersi dietro Brittany.
<< Alvin! Dovrei essere io a saltarti in braccio in questo momento! >> lo riprese Brittany.
Brittany si staccò Alvin di dosso, quindi lui si allontanò terrificato dall’idea di poter essere ucciso dal Fantasma. Perciò Brittany era rimasta sola e mentre cercava di convincere Alvin a raggiungerla, il Consigliere le piombò alle spalle, la prese con una mano e la strinse forte. Lei si dimenava cercando invano di liberarsi. Alvin stava lì a guardare preoccupato e sempre più sconvolto.
<< Alvin! Per favore, sto quasi soffocando! Aiutami! >> urlò la povera chipette.
<< Ehm… mi dispiace Brittany ma io non posso affrontare un gigante così… vedrai che farete amicizia… >> le rispose Alvin facendo finta di andarsene e nascondendosi dietro ad un cespuglio.
<< Alvin! Ti ho mai detto che ti odio?! >> urlò Brittany ormai rassegnata al destino che le spettava.
Alvin intanto pensava a cosa avrebbe potuto fare per salvare la sua ragazza dalle mani di quell’uomo-fantasma, ma sembrava non avere niente in testa. Tentava di ragionare mentre sentiva la disperazione e i lamenti di Britt sempre più deboli, perciò si convinse del fatto che avrebbe dovuto impegnarsi per trovare una soluzione se voleva rivedere viva la sua fidanzata. Alla fine la trovò. Piano piano e zitto zitto si avvicinò alle spalle del nemico, che non lo vide e che di conseguenza continuò a stringere Brittany rendendola inerme. Alvin tirò fuori le tre spille che gli aveva dato suo fratello e ricordando le sue parole le infilzò nella pelle del Consigliere Fantasma provocandogli un tremendo dolore. Cominciò ad urlare, lasciò cadere Brittany sul cemento e scappò via.
Alvin fissava la fuga del nemico, invece Brittany si alzò e diede un bacio sulla guancia al suo compagno.
<< Ti ho mai detto che ti amo? >> gli disse stringendolo forte.
<< Po-possiamo tornare indietro? >> le rispose Alvin.
<< Alvin, ti credevo più coraggioso… >> sospirò Brittany.
<< Evidentemente ti sbagliavi… >> disse lui. Poi tentò di correggersi.
<< E poi non è che ho paura, è che… >>
<< Buh! >>
<< Ah!!! Cos’è?! >> urlò Alvin.
Brittany si mise a ridere vedendo come Alvin è saltato in aria per lo spavento.
<< Simon?! Cosa ci fai qui?! >> chiese Alvin innervosito.
<< Cosa ci fai tu qui? >> ribatté Simon.
<< Ma che vuoi?! Io e Brittany abbiamo proseguito verso destra come Sua Maestà ha ordinato! >>
<< Non fare lo spiritoso! E comunque non è possibile, dato che io e Jeanette abbiamo seguito il sentiero centrale! >>
Alvin e Simon continuavano a litigare, alle due ragazze stava venendo una crisi di nervi e ad un certo punto Brittany li interruppe.
<< Ragazzi! Smettetela per favore! >>
<< Mia sorella ha ragione! Piuttosto, cerchiamo di capire… Simon, se io e te siamo andati dritto, loro invece hanno proseguito verso destra e ci siamo incontrati qui, vuol dire che le due strade erano unite e che l’unica via giusta è quella che hanno intrapreso Ely e Theo… o mi sbaglio? >>
<< No, Jeanette, non ti sbagli… quindi ora diamoci una mossa che voglio tornare a casa, mettermi a dormire e svegliarmi domani mattina convinto di aver fatto solo un terribile incubo. >>
<< Sì, Alvin, ma prima dobbiamo trovare Dave! >>
<< Ma come ha fatto a farsi rapire?! E per quale motivo poi dovrebbero rapire una persona come lui?! >>
<< Oh mamma mia Al, quante domande! Non lo so! L’unica cosa che so è che dobbiamo trovarlo, perché lui farebbe qualsiasi cosa per noi ed è giusto che ricambiamo il favore se ne ha bisogno! >>
<< Va bene, hai ragione Simon… Andiamo allora! >>
Alvin e Brittany tornarono indietro accompagnati da Simon e Jeanette. Intanto chiacchieravano.
<< Ehi, ragazzi, il profumo di Britt che fine ha fatto? >> chiese per curiosità Alvin.
<< Eh… Ecco Britt! Questo è tuo… >>
Jeanette porse alla sorella la boccetta vuota e lei si mise a urlare.
<< AH! IL MIO PROFUMO!!!!!!!!!!!!!!!! >> si disperò Brittany mentre gli altri tre chipmunks si tappavano le orecchie.
<< Io ti avevo avvisato Jeanette. Te l’avevo detto che si sarebbe arrabbiata. >> disse Simon alla sua ragazza.
<< Che bello! È la prima volta che qualcuno non urla “ALVIN!!!”! >> esclamò Al sentendosi per la prima volta davvero innocente.
<< Si può sapere cosa ne avete fatto del mio profumo?! >>
<< Bhè, Britt, eravamo nei guai e il tuo profumo ci è stato molto d’aiuto! >>
<< Sì, Jeanette ha ragione. Non potevamo fare altrimenti… >>
<< Ok, basta così, per favore! Ne ho avuto abbastanza per oggi! >>
I quattro chipmunks continuando a chiacchierare e cercando di tirar su di morale Brittany tornarono finalmente al punto di partenza, ma qui ebbero l’ennesima delusione: qualcuno aveva sbarrato con dei cancelli il sentiero di sinistra.
<< E ora? >> chiese Brittany.
<< Non possiamo fare altro che tornare a casa e aspettare che i nostri rispettivi fratelli tornino a casa vittoriosi. >> provò di nuovo a corromperli Alvin.
<< Alvin! Non ti sopporto più! Allora, o proviamo a scavalcare i cancelli o cerchiamo un’altra strada. Che cosa proponete voi, ragazze? >>
<< Io suggerirei di iniziare cercando una via alternativa, se poi non dovessimo trovarla torneremo qui. >> suggerì Jeanette.
<< Ok, io sono d’accordo. E voi? >> chiese Brittany rivolgendosi ai ragazzi, che annuirono soltanto.
I quattro tornarono indietro attraversando nuovamente la grotta, la sorgente piena di pipistrelli e l’altra grotta ancora. Alla fine si ritrovarono nel grande salone nel quale avevano avuto a che fare con le due pentole animate.
Simon, Jeanette e Brittany proseguivano nella direzione opposta alla strada che avevano preso inizialmente, mentre Alvin mirava al portone dal quale erano entrati, ma il suo piano fallì miseramente quando la sua fidanzata se ne accorse e lo prese sottobraccio. Giunsero in una stanza piena di nebbia, si vedeva a fatica, ma riuscirono lo stesso a intravedere una piccola porticina. Si avvicinarono ad essa, l’aprirono ed entrarono. Una volta dentro cominciarono a sudare; infatti faceva caldissimo, la temperatura sfiorava i 30°, mentre fuori ce n’erano appena 14°. Si rendevano conto del fatto che quel caldo era insolito e fuori luogo, ma non esitarono a proseguire. Incontrarono un’altra caverna e anche questa riuscirono ad oltrepassarla senza problemi. La vera complicazione arrivò alla fine del tunnel, quando videro cosa c’era al di fuori. Avevano tutti gli occhi fuori dalle orbite e Alvin aveva una gran voglia di svenire. Tutto era fuoco intorno a loro. C’erano delle pietre nella lava che, saltandoci sopra, avrebbero permesso ai chipmunks di superare l’ostacolo, un po’ come nella sorgente d’acqua. C’era un grosso dilemma però: tra una pietra e l’altra si innalzavano geyser di lava, perciò era molto difficile e pericoloso affrontare la situazione.
<< Alvin, dobbiamo farlo io e te. Non possiamo rischiare che succeda qualcosa alle ragazze. >>
<< E perché non vai da solo? Non capisco, perché devo venire anch’io? >>
<< Alvin, non ricominciamo. Vieni e basta. >>
<< Uffi, e va… va bene. >>
<< Ragazzi, prudenza per favore. >> disse preoccupata Jeanette.
<< Sì, state attenti. >> ribadì Brittany, altrettanto nervosa e angosciata.
Le due chipettes stavano a guardare mentre i loro compagni saltavano sulla prima roccia, poi sulla seconda e sulla terza. Saltando sulla quarta, Simon quasi scivolò ma venne preso in tempo dal fratello. Andando verso l’ultima roccia, fu invece Alvin a rischiare di venir bruciato vivo. Infatti, quando ha saltato dalla quarta alla quinta, si è alzato il geyser che lo ha sfiorato, bruciacchiandogli un po’ la coda. Infine riuscirono a superare anche l’ultima roccia e ad arrivare sulla terra ferma. I due fratelli fecero segno alle ragazze di aspettare un attimo lì ferme, mentre loro controllavano che dietro la porticina al loro fianco ci fosse davvero un’altra via d’uscita. Pareva proprio di sì, dal momento in cui i due intravidero Theodore ed Eleanor.
<< Theodore! Theo! >> urlarono a pieni polmoni Simon ed Alvin.
Theodore si girò e quando li vide, li salutò con un gesto della mano e poi insieme ad Eleanor corse verso di loro.
<< Fratellini, che bello rivedervi! >> esclamò Theodore teneramente.
<< Anche per noi è bello rincontrarvi, ragazzi! >> disse Simon abbracciando il fratellino.
<< Bene, allora possiamo proseguire! >>
<< Certamente, Theodore! >>
<< Ma, Simon… >>
<< Alvin, vedi di non ricominciare! >>
<< Non ci stiamo dimenticando qualcuno? >>
<< Oh accipicchia, è vero! >>
Alvin e Simon tornarono nella grotta piena di lava, dove avevano lasciato le loro ragazze.
<< Ehi, venite da sole o dobbiamo venire lì a prendervi? >> chiese Alvin.
<< Per chi ci hai preso? Andiamo Jeanette! >>
<< No, aspetta un attimo… >>
Jeanette non riuscì a finire la frase che Brittany se la trascinò dietro. Nel giro di pochi secondi avevano già raggiunto i compagni, senza nemmeno un graffio, o una scottatura.
<< La prossima volta fai andare loro, saranno femmine ma sono molto più brave di noi, almeno in questo campo! >>
<< Ok, Alvin… >> rispose Simon che ormai era rimasto senza parole, non sapeva più cosa rispondere al fratello.
<< Adesso possiamo veramente andare! >> esclamò Eleanor dopo aver salutato le sue sorelle.
Tutti risposero con un fragoroso << sì! >>.
La strada non si divideva fortunatamente, quindi i sei chipmunks, finalmente di nuovo uniti, proseguirono sempre dritto fino a quando non si ritrovarono davanti ad un enorme portone. Era impossibile da aprire per uno solo di loro, quindi spinsero tutti insieme e con molta fatica riuscirono a farlo scricchiolare un po’ e ad aprirlo. Appena entrarono iniziarono ad urlare, tremare e farsi prendere dal panico, dato che la stanza era popolata dai tre uomini-fantasma che avevano tentato di bloccarli la strada precedentemente.
Questi tre avevano in mano dei coltelli, erano spaventosi. Uno di loro, quello vestito di marrone per l’esattezza, si avvicinò ai sei piccoli chipmunks, dei quali cinque riuscirono a fuggire, mentre uno di loro venne fermato dall’uomo. Lo sfortunato era Alvin che, quando l’uomo-fantasma impugnò il coltello come se stesse per attaccare, l’unica cosa che riuscì a fare fu accucciarsi per evitare di guardare la sua fine in faccia. Anche gli altri chipmunks si rifiutarono di guardare, specialmente i fratelli e Brittany. Forse era proprio Britt la più spaventata in quel momento, addirittura da scoppiare in lacrime.
Nessuno guardava, ma ad un certo punto tutti sentirono una risata che suonava familiare.
<< Sono morto, vero? Sono già in Paradiso? >> continuava a ripetere Alvin, terrorizzato.
<< No, Alvin. Sei vivo, tranquillo! >>
<< Ma questa voce… >> azzardò Simon, scoprendosi gli occhi.
L’uomo-fantasma si tolse il travestimento.
<< DAVE?!? >> esclamarono tutti sbalorditi e increduli.
<< Sì, ragazzi, sono io! E gli altri due “fantasmi” non sono altri che Toby e Claire! >>
<< A-aspetta… che cos’è questa storia?! >> chiese alzandosi da terra Alvin, alquanto indispettito.
<< Per una volta sono d’accordo con Al… noi credevamo che tu fossi stato rapito! >> esclamò Simon.
<< Sì, e siamo stati noi a farvelo credere! >> rispose l’uomo.
<< Che cosa?! >> esclamarono tutti e sei.
<< Ma perché lo hai fatto Dave? Ci siamo spaventati moltissimo! >>
<< Lo so, Theo, lo so… però l’ho fatto per… diciamo… vendetta, ecco. Vendetta non è una bella parola, e io non sono affatto un tipo vendicativo, ma quest’anno ho voluto cambiare i programmi. Quando ho sentito che volevate festeggiare la notte di Halloween come l’anno scorso, ho subito coinvolto Toby e Claire per aiutarmi a farvi cambiare idea. >>
<< Scusa Dave, ma io non riesco a capire… Perché ti dava fastidio il fatto che noi festeggiassimo la notte delle streghe come l’anno scorso? >> chiese Brittany avvicinandosi ad Alvin e riprendendosi dallo shock.
<< Ragazzi, forse avrei dovuto parlarvene prima, però si tratta in ogni caso dell’umiliazione subita l’anno scorso quando mi avete conciato da zucca. Insomma volevo vivere meglio Halloween quest’anno, e direi che sono riuscito nel mio intento! >>
<< Ma quindi avete organizzato tutto voi? Anche le cose più assurde che c’erano qui dentro? >> chiese Jeanette che non credeva, come del resto tutti gli altri, alle sue orecchie.
<< Sì, abbiamo organizzato tutto noi e ci siamo anche divertiti parecchio! Ragazzi, dovremmo rifarlo l’anno prossimo, che ne dite? >> affermò Dave rivolgendosi a Toby e Claire.
<< Oh, sì! >> esclamarono insieme i due.
<< Oh, no!!!!!!!!!!! >> urlarono i sei chipmunks fuggendo da quello stanzone.
<< Ragazzi! Stavo scherzando! >> esclamò Dave voltandosi verso i due “colleghi”.
Infine, tutti e tre scoppiarono in una fragorosa risata.
<< Bhè, allora… buon Halloween a tutti! >>

Annunci

Commenta l'articolo!

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: