UN AMORE DENTRO L’UOVO

INTRODUZIONE DELL’AMMINISTRATORE ALEX: Questa Fan fic è la storia vincitrice del concorso di pasqua 2012!
Con l’avvicinarsi del giorno di pasqua e con la preoccupazione di trovare un regalo idoneo per Brittany, Alvin dovrà fare i conti con i suoi sentimenti e trovare il coraggio di dichiararle il suo amore.



Era una bella domenica di primavera: il sole era caldo e splendente come non mai, c’era un leggero venticello che rinfrescava le idee e… sei chipmunks dormivano tranquillamente nei loro letti. E si sa: quando si può dormire a lungo è sempre una bella giornata.
Dave, invece, era sveglio e se ne stava tutto solo nel soggiorno, stava lavorando ad una nuova canzone e aveva bisogno di un po’ di pace per concentrarsi, quindi fu proprio questo il motivo per il quale lasciò dormire i suoi figli più del solito.
All’incirca verso le 10, Simon si svegliò e, rendendosi conto dell’ora, svegliò anche i suoi fratelli.
<< Ragazzi… ragazzi! Svegliatevi! Sono le 10 di mattina! >>
Alvin e Theodore si svegliarono di colpo.
<< Le 10? Da quando Dave ci fa dormire così a lungo? >>
<< Non ne ho la più pallida idea, Theo. È strano. >>
<< Potrebbe essere uscito… >> disse Alvin sbadigliando.
<< Mmm… non so, solitamente ci sveglia prima di uscire. >> rispose Simon.
<< E se gli fosse successo qualcosa? >> chiese Theodore preoccupandosi come al solito.
<< Sentite, andiamo a vedere e finiamola qui, ok? >> disse Alvin.
I due fratelli annuirono e, senza notare che anche le ragazze si stavano svegliando, corsero in soggiorno per controllare cosa stesse facendo Dave. Lo trovarono seduto al tavolo intento a scrivere.
<< Dave…? >> dissero tutti insieme i tre fratelli.
<< Ah, buongiorno ragazzi. Vi siete svegliati, finalmente… >>
<< Scusa, ma… perché ci hai lasciato dormire così tanto? >> chiese Simon.
<< Infatti! Solitamente ci butti giù dal letto! Ci stavamo preoccupando… >> continuò Alvin.
<< Calmi, ragazzi. Va tutto bene. Sto scrivendo una nuova canzone e mi serviva un po’ di tranquillità, così vi ho lasciato dormire… però ora penso sia il caso di svegliare le ragazze, dovete fare colazione prima che arrivi mezzogiorno… >> disse Dave.
<< Buongiorno, ragazzi. >> disse Brittany appena varcò la porta del soggiorno.
<< Oh, le ultime parole famose… >> disse Alvin.
<< Come? >>
<< Oh, niente. Allora, Britt, dormito bene? >>
<< Sì, ma… da quando ti interessa? >>
<< Uffa… una volta che cerco di essere gentile mi rimproveri comunque! >>
<< Non ti ho rimproverato. Mi sono solo stupita del tuo comportamento, tutto qui. >>
<< Basta! La finirete mai voi due? >> urlò Simon.
<< Possiamo fare colazione? >> chiese Theodore.
<< Sì. Iniziate a sedervi, intanto io preparo. >> rispose Dave.
I Chipmunks e le Chipettes si misero a tavola e iniziarono a parlare tra di loro: Simon e Jeanette raccontarono a tutti l’esperimento di scienze che dovettero fare il venerdì precedente a scuola, poi Eleanor parlò del libro di cucina che aveva visto in un negozio qualche giorno prima, mentre Theodore continuava a mormorare frasi del tipo “Mi fai venire fame!”. Brittany ascoltava, non sembrava però essere molto partecipe. Alvin, invece, era assorto nei suoi pensieri… pensava al piccolo battibecco che aveva avuto poco prima con Brittany. Dopotutto, anche lui si era stancato dei continui litigi e discussioni con la chipette, anche perché sapeva di provare qualcosa per lei… cosa fosse questo sentimento, però, non lo sapeva.
Il filo dei suoi pensieri venne interrotto dalla voce di Dave, che nel frattempo aveva portato in tavola la colazione e si era accomodato.
<< Alvin?! ALVIN! >>
<< Eh? Ah, sì. Ci sono. >> rispose il chipmunk.
<< A cosa stavi pensando? >>
<< Oh, niente di importante… >>
<< Ok, io invece volevo parlarvi della domenica di Pasqua… è stato organizzato un concerto. Nessun problema, vero? >>
<< No! >> esclamarono tutti insieme i sei chipmunks.
<< Bene… allora, adesso io vado a fare la spesa, voi state qui e cercate di stare tranquilli, ok? >>
<< Sì, Dave. Fidati di noi. >> rispose Simon.
<< Sarò di ritorno in un paio d’ore. Mangeremo un po’ più tardi del solito, dato che sono le 10:30 e stiamo facendo colazione… >>
<< Ma che problema c’è? Possiamo benissimo mangiare subito dopo la colazione! >> esclamò Theodore con lo stomaco che, dopo una ricca colazione, brontolava ancora, in cerca di cibo, cibo e ancora cibo.
<< Che cosa?! Sei impazzito?! Io sto scoppiando! >> disse Alvin.
<< Già, neanch’io ne posso più. >> confermò Brittany.
<< Theodore mangeremo per le 14:00… >> disse Dave mentre si preparava per uscire.
<< E va bene… >> sussurrò Theodore.
Poco dopo, Dave uscì di casa e i Chipmunks e le Chipettes rimasero a casa da soli.
<< Ragazzi, noi andiamo a vedere un po’ di TV… voi venite? >> chiese Jeanette.
<< Certo, arriviamo subito. >> rispose Simon.
Le Chipettes si sedettero sul divano e iniziarono a guardare un film, poco dopo furono raggiunte da Simon e Theodore. Alvin, invece, se ne stava seduto al tavolo, non riusciva a togliersi quel battibecco dalla testa. Lui e Brittany avevano passato litigi di gran lunga più gravi di questo che, in confronto ad altri, sembrava quasi insignificante, eppure aveva colpito Alvin profondamente.
Cercava di trovare il modo di smettere di litigare con Brittany e di capire cosa provava davvero per lei: semplice cotta adolescenziale o vero amore.
Ad un certo sentì una strana sensazione di stanchezza, come se la testa gli stesse per scoppiare, quindi si alzò e, senza dire una sola parola, se ne andò in camera. I suoi fratelli e le ragazze si accorsero di questo strano comportamento e si fecero qualche domanda.
<< Si può sapere che gli prende oggi? >> si chiese Simon a voce alta.
<< Può essere che si sia offeso per come gli ho risposto prima di metterci a tavola? >> chiese Brittany iniziando a preoccuparsi.
<< No, non credo. Gli hai sempre risposto peggio di come gli hai risposto prima, quindi non vedo che motivo avrebbe per comportarsi così. >> rispose Simon.
<< Simon, che dici se proviamo a parlargli? Magari ci dirà qualcosa. >> propose Theodore.
<< Sì, hai ragione Theo. Voi continuate tranquille a vedere la TV, noi torniamo tra poco. >>
Detto ciò, i due chipmunks scesero dal divano e si diressero verso la loro camera. Quando entrarono videro Alvin sdraiato sul suo letto, immobile, assorto di nuovo nei suoi pensieri. Lo raggiunsero e si sedettero accanto a lui.
<< Alvin, che ti succede? >> chiesero i fratelli.
<< Niente, perché? >> rispose.
<< Come niente?! Non parli, non ridi, non scherzi…>> disse Simon.
<< …sparisci dalla circolazione come se niente fosse, ti chiudi in camera da solo! >> continuò Theodore.
<< Ragazzi… va tutto bene! Smettetela di preoccuparvi! >> rispose Alvin.
<< Ma… >>
<< Niente “ma”, Theo… smettiamola di insistere. Se non vuole parlarcene non sono problemi nostri! >> disse Simon con un tono un po’ amaro.
<< Simon, non prendertela, per favore. Il fatto è che non ho voglia di parlarne, tutto qui. >> disse Alvin.
<< Ok, Alvin, ok… >> rispose Simon.
Rimasero tutti e tre in silenzio per qualche minuto, finché Simon non parlò.
<< Cambiando argomento… stavo pensando alla domenica di Pasqua… che ne dite di regalare qualcosa alle Chipettes? >>
<< E per quale assurdo motivo?! Non è Natale o il loro compleanno, ma Pasqua! >> si lamentò Alvin.
<< Beh, ci si scambia uova di… >> provò a dire Simon, che però venne interrotto.
<< Cioccolato! Sì, cioccolato! Evviva! >> esclamò Theodore.
<< Sì, va bene, Theo… tornando al nostro discorso, secondo me è una bella idea. E poi, Alvin, potrebbe essere l’occasione giusta per parlare con Brittany… >> disse Simon.
Alvin spalancò gli occhi. Come diamine faceva suo fratello a sapere quello che stava pensando pochi minuti prima?
<< Di che cosa parli?! >> chiese Alvin cercando di nascondere la verità.
<< Alvin, non sono stupido, lo sai… io e te litighiamo sempre, eppure ci basta un solo sguardo per capirci al volo… e io ho capito che ti sei innamorato di Brittany, ma non hai il coraggio di dirglielo perché dato che non passa giorno senza una discussione hai paura che lei non ricambi i tuoi sentimenti… ho indovinato? >> spiegò Simon.
Alvin non rispose, ma Simon capì di aver ragione quando il fratello abbassò la testa.
<< Alvin… sono sicuro che lei ricambia ciò che tu provi per lei, devi solo trovare il modo e il momento giusto per parlargliene… e credo che quello che ho in mente io ti potrà aiutare. >> continuò ad incoraggiarlo Simon.
<< Va bene… non mi resta altra scelta, hai capito ogni cosa ormai… >> disse Alvin rassegnato.
<< Ok, dobbiamo trovare un’idea originale per le uova delle ragazze… e anche dei regali carini da metterci dentro… >> disse Simon.
<< A me è venuta in mente una cosuccia, ma ve la dirò a tempo debito. >> disse Theodore.
<< E dai, Theo! >>
<< No, vi dico solo che vi aiuterò io a fare le uova con il cioccolato. Poi ci rimarrebbe solo da comprare dei bei regalini per le Chipettes, perché la carta delle loro uova possiamo benissimo prenderla al negozio davanti alla scuola. L’altra volta ci sono entrato e ho visto delle carte regalo molto carine! >>
Alvin e Simon spalancarono gli occhi e rimasero a bocca aperta. Non avevano mai visto il loro fratellino così intraprendente.
<< Wow… >> si limitò a commentare Alvin.
<< Theo, sei un genio! Hai proprio ragione! >> si congratulò Simon.
<< Eh eh… grazie. >> rispose Theodore arrossendo un po’.
<< Abbiamo due settimane di tempo… cosa prendiamo alle ragazze? >> chiese Alvin.
<< Beh, non so. Sicuramente dei regali individuali, perché il pensiero deve venire dal profondo del nostro cuore. >> disse Simon.
<< Ah, per favore! Da quando sei così sdolcinato?! Queste frasi smielate mi fanno rabbrividire! >>
<< E dai, Alvin! In qualche modo devi far colpo su Brittany, no? >>
<< Così no di certo! >>
<< Va bene, va bene! >>
In quel momento qualcuno bussò alla porta.
<< Avanti! >> esclamarono i tre fratelli.
<< Sono io. Alvin, posso parlarti? >> era Brittany a parlare.
<< Certo, vi lasciamo soli. >> disse Theodore.
<< Alvin, vai e fatti valere, mi raccomando! >> disse Simon facendo l’occhiolino al fratello, il quale lo fulminò con lo sguardo e gli diede una leggera gomitata.
<< Sì, va bene! Però tu, nel frattempo, fammi il favore di imparare a stare zitto! >>
Simon e Theodore uscirono dalla stanza ridendo, intanto Brittany salì sul letto di Alvin.
<< Che cosa voleva dire? >>
<< Oh, niente… lascia stare. >>
<< Ok… Alvin, volevo solo chiederti se il motivo del tuo cambiamento d’umore era dovuto in qualche modo a come ti ho risposto poco prima della colazione. Sai, non mi piace vederti così abbattuto… >>
Ad Alvin suonarono strane le parole di Brittany, non tanto per quello che volevano dire, ma semplicemente perché l’intonazione della voce resero la chipette dolce e premurosa. Solitamente Brittany era parecchio scontrosa nei confronti di Alvin, probabilmente a causa dei loro caratteri molto simili, ma in questo caso si era fermata a riflettere sulla possibilità di aver sbagliato, e tutto ciò fece sorridere il chipmunk in rosso.
<< Figurati, Britt. Quel battibecco era niente in confronto ad altri litigi veri e propri. Puoi stare tranquilla, davvero… >>
<< Sei proprio sicuro di stare bene? >>
Alvin annuì e Brittany si sentì subito meglio. Stettero a guardarsi per un po’, poi la chipette ruppe il silenzio.
<< Grazie… >>
<< Per cosa? >>
<< Non lo so, sentivo solo il bisogno di dirtelo. >>
<< Ah, ok. Ehm… prego, allora. >>
Brittany si fece scappare una risatina, poi Alvin continuò a parlare.
<< Che dici, torniamo dagli altri? >>
<< Sì, andiamo. >>
Tornarono in soggiorno dagli altri, e videro che stavano preparando un gioco in scatola.
<< Ehi, ragazzi! Vi unite a noi? >> chiese Jeanette.
<< Cosa state facendo? >>
<< Beh, Alvin, Dave ci ha lasciato Monopoli lì per terra affinché noi potessimo giocare quando lui non c’è. Allora, giocate oppure no? >>
<< Io sì! >> esclamò Brittany.
<< Beh, se proprio volete perdere gioco anch’io! >> disse Alvin.
<< Ehi, la partita non è ancora cominciata! Vedremo solo alla fine chi è il vero campione! >> rispose Simon.
<< Va bene, allora fatti sotto! >>
Cominciarono a giocare e finirono soltanto quando Dave tornò a casa.
<< Ragazzi, sono tornato! Ehi, ma dove siete? >>
Dave si guardò intorno grattandosi la testa per la confusione, poi li trovò sul tavolo a giocare.
<< Adesso sì che la partita è finita, e io ho vinto! Vuoi spendere qualche parola a riguardo, Simon? >>
<< Alvin, hai vinto solo perché non mi sono concentrato abbastanza, se l’avessi fatto allora… >>
<< “Allora” cosa? Avresti vinto tu? Sì, sì, certo. Le classiche parole di uno che non sa perdere! >>
<< Attenzione, Alvin! Non commettere l’errore di confondere me con te! >>
<< Cosa vuoi dire con questo? Forse stai dicendo che io non so perdere?! >>
<< Esattamente, proprio co… >>
<< BASTA! >>
<< Dave, c’era bisogno di urlare in questo modo? >>
<< Sì, perché sono appena tornato e mi avete già fatto venire un incredibile mal di testa! >>
Ci fu qualche minuto di silenzio, poi Alvin iniziò a riporre il materiale del gioco nella scatola, Brittany si mise ad aiutarlo, Theodore ed Eleanor andarono in cucina per aiutare Dave con la preparazione del pranzo, Simon e Jeanette andarono in camera per prendere i loro libri e cominciare a fare i compiti.
<< Quali sono i libri che ti servono, Jean? >> chiese Simon.
<< Tutti questi. >> rispose Jeanette indicando una pila di libri, poi provò a prenderli ma li fece cadere.
<< Aspetta, ti aiuto. >>
Simon e Jeanette si chinarono per raccogliere i libri, ma i loro sguardi si incrociarono e quindi si sorrisero. Nella magia del momento non si accorsero di aver dimenticato un libro proprio di fianco all’armadio, perciò tornarono in salotto e si misero a studiare.
Brittany andò in cucina per prendere qualcosa da bere, e intanto Alvin andò in camera per rilassarsi un po’. Qualche minuto dopo la chipette in rosa entrò in camera e vide Alvin per terra mentre giocava a solitario con le carte.
<< Ehm… scusami, Alvin, ma… chi te lo fa fare? >>
<< Non ne ho idea. Probabilmente è che non ho niente da fare e quindi mi sto intrattenendo con la prima cosa che ho trovato. E tu che stai facendo? >>
<< Sono venuta a prendermi un golfino, ammetto che ho un po’ fred… AHHH! >>
<< Brittany! >>
Brittany inciampò e Alvin corse a prenderla. La tenne stretta tra le braccia, e lei lo ringraziò arrossendo.
<< Grazie, Alvin… >>
<< Si può sapere come hai fatto? >>
<< È tutta colpa di questo stupido libro! Perché Jeanette non è mai attenta a dove lascia le cose?! >>
<< Beh, solitamente Jeanette è molto ordinata. >>
<< Sì, ma spesso capita che si dimentichi le cose qui e là… comunque, non importa. Vado a riportarle questo libro su “Il trasporto di materia con elementi di reattoristica chimica”… >>
Ci fu una breve pausa di silenzio, nella quale Alvin e Brittany si scambiarono uno sguardo nel tentativo di capire cosa volesse significare il titolo di quel libro, ma rinunciarono ben presto.
<< …Accidenti. E io che mi lamento di aver letto “Il brutto anatroccolo”! >>
Alvin si mise a ridere, e stette a guardare come Brittany si diresse verso la porta per tornare in soggiorno.
<< Dai, Alvin, fermala e dille quello che provi veramente per lei! >> disse il chipmunk tra sé e sé cercando di trovare il coraggio.
<< Ehm… Brittany? >>
<< Sì, Alvin? >>
<< Ecco, c’è una cosa che dovrei dirti… >>
<< Certo, dimmi tutto. >>
<< Beh, vedi… è che… >>
<< Ragazzi, a tavola! >>
Incredibile ma vero: Alvin era sul punto di dire a Brittany quello che provava per lei, ma Dave lo interruppe. Evidentemente, dev’essere proprio quella cosa che viene chiamata “sfortuna”.
<< Arriviamo, Dave! Quindi, Alvin… cosa dovevi dirmi? >> chiese Brittany.
<< Oh, niente, è che… hai dimenticato il tuo golfino. >> mentì Alvin.
<< Oh, giusto! Che sbadata! >>
Detto ciò, Brittany prese il golfino e raggiunse gli altri in cucina. In camera, invece, Alvin stava seduto per terra, appoggiato all’armadio, demoralizzato più che mai.
<< Ma è possibile che sia così sfortunato?! È inutile, forse dovrei rinunciare. Non sono bravo con certi discorsi. E sei poi lei non dovesse ricambiare i miei sentimenti? Farei solo una gran figuraccia… >> pensò.
<< Alvin? Non vieni a mangiare? >> chiese Brittany, che era tornata indietro per capire perché Alvin non l’avesse seguita.
<< Ah, sì… sì, vengo subito… >> rispose il chipmunk ancora deluso.
<< C’è qualcosa che non va? >> chiese ancora Brittany avvicinandosi a lui.
<< No, Brittany. Va tutto bene. >> rispose Alvin stufo di tutte queste domande.
Così si alzò dal letto e andò in cucina, seguito da Brittany che era rimasta un po’ perplessa.
Durante il pranzo parlarono tutti ad esclusione di Alvin, che stava ancora pensando al suo fallimento di qualche minuto prima, e di Brittany, che guardava la sua controparte maschile chiedendosi il motivo del suo strano comportamento.
La giornata, poi, passò velocemente per Alvin, dato che si chiuse in camera e dormì praticamente tutto il giorno. Si rifiutò addirittura di cenare, così i suoi fratelli e Dave cominciarono a insospettirsi ma, per evitare di discutere e litigare, non indagarono oltre.
<< Alvin, alzati. Dobbiamo andare a scuola! >> urlò Simon per farsi sentire dal fratello.
<< Ok, ok… non c’è bisogno di strillare. >> disse Alvin alzandosi dal letto.
<< Fai in fretta, non dobbiamo arrivare in ritardo anche questa volta. >>
Simon andò in cucina e si sedette a tavola, poco dopo arrivò anche Alvin che si unì agli altri per fare colazione. Quando ebbero finito presero i loro piccoli zainetti e Dave li accompagnò a scuola. Arrivarono proprio nel momento in cui suonò la campanella, quindi ognuno si precipitò nella propria classe.
All’intervallo Simon e Theodore andarono nella classe di Alvin e videro che stava parlando con la professoressa di matematica, la quale lo trattenne per qualche minuto e poi lo lasciò andare.
<< Che cosa ti ha detto? >> chiese Simon.
<< Niente di particolare, ho preso miracolosamente un 8 nella verifica. >> rispose Alvin quasi con indifferenza.
<< E come hai fatto? >> chiesero i due fratelli contemporaneamente.
<< Ve l’ho già detto… i miracoli ogni tanto accadono. >> rispose nuovamente Alvin.
<< Sarà contento Dave! Comunque, hai portato i tuoi risparmi? Alvin, dimmi che ti sei ricordato che oggi, dopo la scuola, dobbiamo andare a prendere la carta regalo per le uova delle ragazze! >> disse Simon.
<< Sì, mi sono ricordato… >>
Simon e Theodore tirarono un sospiro di sollievo, fino a quando però Alvin non continuò a parlare.
<< …Ma a questo proposito vorrei dirvi una cosa… non voglio più farlo. >>
<< Che cosa?! E per quale motivo? >> chiese incredulo Simon. Il giorno prima era riuscito a convincerlo, ora perché aveva deciso di abbandonare tutto?
<< Perché non mi va. Non voglio fare una figuraccia con Brittany. >> rispose Alvin.
<< Non farai alcuna figuraccia, Alvin! Anzi, io credo che Brittany rimarrà colpita dal regalo che le farai! >> disse Simon.
<< Certo, come no! Lo dici solo perché vuoi che faccia il regalo a Brittany! >>
<< Non è vero. Io lo dico per aiutarti. Cosa vuoi che me ne importi se Brittany riceve il regalo oppure no?! A me piace Jeanette, e per questo le farò un regalo, ma se tu non vuoi dare niente a Brittany, accomodati! >>
Il silenzio cadde di nuovo tra loro, fino a quando il più piccolo dei tre non parlò.
<< Alvin… noi non vogliamo costringerti a fare un regalo a Brittany, però sarebbe la cosa più giusta da fare, dato che ti piace… >>
<< È proprio questo il problema! Ieri ho provato a dirle che mi piace, ma Dave mi ha interrotto e mi sono sentito malissimo per non essere riuscito nel mio intento! >>
<< Quindi è per questo che ieri sei rimasto chiuso in camera per tutto il giorno? >> chiese Simon, e Alvin annuì.
Passò ancora qualche minuto di silenzio, poi Alvin venne convinto di nuovo dalle parole di Simon.
<< Ascoltami, non è colpa tua se sei stato interrotto… riuscirai a trovare il momento perfetto per dirglielo, davvero. Alvin, tu sei uno tosto, non ti arrendi mai… perché dovrebbe essere diverso questa volta? >>
<< Hai ragione, non mi sono mai arreso e di certo non lo farò questa volta! >>
<< Adesso sì che ti riconosco! >> disse Simon, mentre Theodore abbracciò Alvin.
<< Va bene, adesso dovremmo dirigerci verso le nostre classi, la campanella sta per suonare… Simon, ora abbiamo scienze insieme? >>
<< Sì, Alvin. Dopo dobbiamo anche pensare a cosa dire alle Chipettes quando vedranno che non andremo a casa con loro. >>
<< Ci inventeremo qualcosa al momento. Forza, Simon, muoviamoci! >>
Detto ciò, Alvin e Simon salutarono Theodore e si diressero verso la loro classe.
La giornata scolastica passò in fretta con Alvin che faceva tutto tranne che stare attento, e con Simon che invece prendeva mille appunti. Si riunirono tutti e sei e si avviarono verso l’uscita, dove Dave li stava aspettando.
<< Ragazzi, voi non venite? >> chiese Brittany.
<< No, dobbiamo fare una cosa prima di tornare a casa. Saremo di ritorno tra un po’. >> rispose Alvin.
<< Non volete che venga a prendervi in macchina quando avete finito? >> chiese Dave.
<< No, non ce n’è bisogno. A dopo! >> disse Simon.
Così in un attimo i tre chipmunks sparirono dalla vista delle ragazze e di Dave. E in un attimo si trovarono davanti all’entrata di articoli da regalo.
<< Cosa stiamo aspettando? >> chiese Alvin, facendo cenno ai suoi fratelli di entrare.
Così fecero. Entrarono nel negozio e Theodore li condusse nel reparto della carta da regalo, e poi ognuno scelse quella adatta per la corrispettiva chipette. Dopo scelsero anche dei nastrini con cui legare la carta, e Alvin prese anche un coniglietto di peluche da attaccare all’uovo di Brittany. Quando ebbero pagato, uscirono dal negozio e si diressero verso la cioccolateria, dove entrò prima Simon, e poi Alvin mettendo le mani davanti agli occhi di Theodore per impedirgli di vedere tutto quel cioccolato che lo avrebbe fatto impazzire.
<< Simon, prendi tu il cioccolato per fare le uova alle ragazze mentre io trattengo Theodore… a Brittany piace il cioccolato al latte. >> disse Alvin.
<< Ok, allora… per Brittany del cioccolato al latte, per Jeanette del cioccolato fondente e per Eleanor? >> chiese Simon.
<< Cioccolato bianco. Mmm… che profumino che c’è qui dentro! >> disse Theodore.
Alvin continuò a trattenere Theodore, mentre Simon chiese gentilmente alla commessa di dargli il cioccolato che sarebbe servito loro per creare delle bellissime uova di Pasqua, poi pagò e finalmente tornarono a casa.
<< Siamo tornati! >> esclamò Alvin.
<< Bentornati, ragazzi! Dove siete stati? >> chiese Jeanette curiosa.
<< Da nessuna parte… >> disse Alvin.
<< Che cosa vuol dire “da nessuna parte”?! >> chiese retoricamente Brittany.
<< Beh, in nessun luogo interessante… vero, Alvin? >> disse Simon.
<< Sì, questo volevo dire… >> confermò Alvin.
<< Ah, va bene… >>
Le Chipettes guardarono i ragazzi andare in cucina e chiudere la porta, così cominciarono ad insospettirsi.
<< Non si comportano in modo strano ultimamente? >> chiese Brittany.
<< Sì, direi proprio di sì. >> rispose Eleanor.
<< Ma che cosa dobbiamo fare? È inutile parlarne, tanto non ci diranno niente! >> disse Jeanette.
<< Hai ragione. L’unica cosa che possiamo fare è aspettare e vedere se viene a galla qualcosa… >> aggiunse Brittany.
Intanto in cucina…
<< Dave? >>
<< Sì, ragazzi? >>
<< Ci servirebbe una mano. >> disse Alvin.
<< Per che cosa? >> chiese Dave.
<< Dovremmo fare dei regali alle ragazze. >> continuò a spiegare Simon.
<< Ok, ho capito… quindi avete bisogno che io vi aiuti a trovare qualcosa che sia adatto alle loro dimensioni… giusto? >> disse Dave.
<< Esatto! Puoi aiutarci? >> chiese Theodore.
<< Ditemi che regali avete in mente e al resto penserò io. >>
Iniziarono a parlare e a discutere sul da farsi, poi ognuno dei ragazzi espresse le proprie opinioni e Dave prese appunti.
<< Va bene, abbiamo finito. Che cosa avete in quel sacchetto? >> chiese l’uomo ai suoi figli.
<< Abbiamo preso della carta regalo per incartare le uova per le ragazze, che faremo con il cioccolato che abbiamo comprato dopo essere usciti da scuola! >> spiegò Simon.
<< Oh, ora capisco. Quindi, cosa aspettate a mettervi subito al lavoro? >> chiese Dave.
Detto ciò, Theodore spiegò ai fratelli cosa fare per creare delle belle e deliziose uova di cioccolato. Con l’aiuto di Dave finirono in un’oretta e mezza.
<< Bene, ecco pronte le nostre uova! >> esclamò Theodore.
<< Volevi dire delle ragazze! >> disse Simon.
<< Ragazzi, qui è avanzato un po’ di cioccolato… che si fa? >> chiese Alvin.
<< Alvin, non sai che idea grandiosa mi hai dato! >> urlò il fratello minore.
Theodore prese il cioccolato al latte avanzato e chiese a Dave di accendere il fornello, per poi scioglierlo. Quando si sciolse lo mise dentro ad un utensile di cucina usato quasi sempre per i dolci.
<< Che cos’è quell’affare? >> chiese Alvin.
<< Questa è una sac à poche, Alvin. Ora ti faccio vedere a cosa serve. >>
Theodore prese la sac à poche e scrisse su una metà dell’uovo di Eleanor, quello al cioccolato bianco, “Con affetto, Theodore”. I due fratelli rimasero a bocca aperta…
<< Wow… è davvero incredibile… >> disse Alvin.
<< È la cucina moderna, Alvin. >> rispose Theodore.
<< Alvin, potresti approfittarne per scrivere qualcosa… >> disse Simon facendosi capire da entrambi i fratelli.
<< No, almeno non sull’uovo. Theo, limitati a disegnare un cuore e a scrivere il mio nome… mi conoscete, io non sono così… così… >>
<< Romantico, sdolcinato, eccetera eccetera? Sì, lo sappiamo. >> disse Simon.
<< Ora andiamo di là, non vorrete che le ragazze si insospettiscano, vero? >> disse Dave.
<< No, certo che no. Hai ragione, andiamo. >> rispose Simon.
Così andarono di là in salotto e iniziarono a chiacchierare tutti insieme per passare il tempo.
I giorni passarono velocemente e non ci fu nessun accenno alla domenica di Pasqua, fino a quando, ovviamente, non arrivarono i regali che Dave aveva fatto costruire.
<< Wow, sono bellissimi! >> esclamò Theodore stupefatto.
<< Già, sono meglio di come me li immaginavo. >> disse Simon.
Alvin non parlò, stette solamente a fissare il regalo che qualche giorno dopo avrebbe dovuto dare a Brittany.
<< Come reagirà? E se non dovesse piacerle? >> pensò il chipmunk in rosso.
<< Sta’ tranquillo, Alvin. Andrà tutto bene… >> disse Simon.
<< Ma cosa fai? Mi leggi nella mente? >> chiese Alvin sempre più stupito, mentre Simon gli sorrise.
<< Alvin? Sei qui? >>
Brittany entrò improvvisamente in cucina, mentre i ragazzi nascosero di fretta e furia i regali.
<< Sì, Britt. Che succede? >> rispose Alvin.
<< Posso parlarti un momento? >> chiese la chipette.
<< Ehm… certo. >> rispose Alvin passando il suo regalo a Simon, in modo che Brittany non potesse vederlo.
<< Io vado da Eleanor e Jeanette, devo far vedere loro una cosa… >> disse Dave.
Mentre Dave andò in soggiorno dalle due chipettes rimanenti, Alvin e Brittany andarono in camera per parlare.
<< Ecco, Alvin… volevo chiederti una cosa… >> cominciò a parlare Brittany.
<< Sì, puoi chiedermi tutto quello che vuoi… o quasi. >> rispose il chipmunk.
<< Volevo chiederti… settimana scorsa volevi davvero dirmi che avevo dimenticato il golfino? >>
Alvin rimase di pietra per un momento. Questo forse voleva significare che la chipette aveva intuito qualcosa.
<< Beh… ecco… >>
<< Voglio la verità, Alvin… per una volta sii sincero! >>
<< Ok, ok. Beh, no… volevo dirti una cosa molto più importante… >>
Si capiva benissimo che Alvin era imbarazzato, ma Brittany lo lasciò parlare.
<< Diciamo che… ecco… >>
<< Ah, Brittany!!! Eccoti qui, finalmente!!! Devi assolutamente vedere una cosa!!! >>
Alvin fu interrotto di nuovo, da Eleanor questa volta, la quale arrivò urlando e prendendo la sorella per un braccio.
<< Aspetta un momento, Eleanor! >> disse Brittany alla sorella, dato che stava parlando con Alvin.
<< Si tratta dei vestiti per il concerto che terremo allo Staples Center la domenica di Pasqua! >> esclamò Eleanor.
<< Ah, vestiti! Scusami, Alvin, ma non posso proprio perdermeli! >>
Detto ciò, Brittany seguì la sorella e Alvin tornò dai fratelli, deluso per la seconda volta.
<< Allora? >> chiesero Simon e Theodore all’unisono.
<< Niente, meglio lasciar perdere… >> rispose Alvin.
<< Ok… ah, ragazzi! Mi stavo quasi dimenticando! Non abbiamo lasciato qualcosa in sospeso? >> chiese Theodore.
<< È vero! Dobbiamo mettere i regali dentro le uova e chiuderle! >> disse Simon ricordandosi.
<< Facciamolo in fretta, però. Voglio andare a sdraiarmi. >> disse Alvin ancora amareggiato per quello che era successo pochi minuti prima.
Allora i tre fratelli si misero all’opera, e in mezz’ora ognuno aveva già messo dentro la sorpresa e chiuso l’uovo unendo le due metà. Infine, incartarono le uova e le legarono con i nastrini.
<< Sono bellissime! >> esclamarono Alvin e Simon.
<< Sì, e fidatevi: sono anche deliziose! >> aggiunse Theodore.
I tre chipmunks erano soddisfatti del loro lavoro, ormai finito, quindi si concedettero un po’ di riposo fino all’arrivo di Pasqua, che non tardò.
<< Ragazzi, svegliatevi! >> era la squillante voce di Dave.
<< Ma è domenica! >> si lamentò Alvin gettandosi addosso le coperte.
<< Sì, ma è Pasqua! E tra un po’ arriverà anche Claire per pranzare con noi, quindi andate a prepararvi! >> disse Dave.
Quindi i sei chipmunks scesero dai loro letti e si andarono a preparare, poi fecero colazione e qualche ora dopo, come promesso da Dave, arrivò Claire.
<< Ciao, Claire! >> esclamò Dave, salutandola con due baci sulla guancia.
<< Ehi, Claire! Come stai? >> chiese Alvin.
<< Molto bene, Alvin. E voi? >> chiese la donna di rimando.
<< Anche noi tutto bene… >> rispose Simon.
<< Se vogliamo accomodarci per mangiare, il pranzo è pronto. >> disse Dave.
<< Volentieri! >> rispose Claire.
Si misero tutti a tavola e mangiarono in allegria, anche se ogni tanto Brittany guardava Alvin, e si sentiva un po’ in colpa per come lo aveva lasciato da solo in camera per vedere dei vestiti. A lui, però, sembrava essere tutto passato.
Dopo pranzo giunse il momento di scambiarsi le uova. Fu Simon a cominciare.
<< Ecco, Jeanette. Questo è per te. Spero che ti piaccia… >>
<< Wow! Già l’incarto è stupendo! Un bellissimo blu elettrico con delle strisce viola… i miei due colori preferiti! >>
<< Beh, la vera sorpresa è all’interno… >> disse Simon.
<< Oddio! Simon è meraviglioso! Grazie mille! >> esclamò Jeanette abbracciandolo dalla gioia. Infatti Simon le aveva regalato una pallina di quelle che si comprano a Natale, con la neve, solo che dentro c’era una foto di loro due insieme abbracciati… un bel pensiero.
<< Sono contento che ti piaccia… >> disse Simon.
<< Grazie! >> esclamò Jeanette dando un bacio sulla guancia a Simon.
Poi toccò a Theodore.
<< Tieni, Ellie. L’ho fatto con le mie mani apposta per te… >>
<< Oh, grazie Theo! >> esclamò Eleanor quando ricevette un uovo di un bel verde brillante con i pois di color verde scuro. Impazzì letteralmente, però, quando vide la sorpresa al suo interno. Era un piccolo orsetto di peluche con un cuoricino che diceva “Ti voglio tanto bene”. In più c’era anche una retina piena di cioccolatini.
<< Oh, Theo! Anch’io ti voglio tanto bene! >> disse la chipette gettandosi tra le braccia dell’amico.
<< Allora ti piace? >> chiese Theodore.
<< Certo che sì! Grazie mille! >> rispose Eleanor dando anch’ella un bacio sulla guancia alla sua controparte.
Giunse quindi il momento di Alvin.
<< Ehm… Britt? >>
<< Sì, Alvin? >>
<< Questo è per te… >>
<< Oh, Alvin! È bellissimo! >>
<< Beh, sono contento che ti piaccia… ora, scusami ma devo andare un attimo in camera… sai, ho dimenticato una cosa. Tu apri pure, tranquilla. >> disse Alvin, sempre più preoccupato per la reazione di Brittany quando vedrà la vera sorpresa.
<< Sei sicuro? Io preferirei aprirlo con te accanto. Insomma, me l’hai regalato tu… >> disse Brittany.
<< Oh, non ti preoccupare… aprilo pure, perché ci metterò un po’ a tornare… >>
<< Ok… >>
Alvin corse via e si chiuse in camera. Era spaventatissimo, ma al tempo stesso sollevato.
<< Gliel’ho dato… ormai è fatta. Non posso più tornare indietro… avrò fatto la cosa giusta almeno? >> pensò.
Tornando in soggiorno, Brittany stava per aprire il suo uovo, rosa scintillante con dei brillantini rossi. Prima sfilò il nastrino e appoggiò sul tavolo il coniglietto di peluche, sorridendo. Infine scartò l’uovo e rimase stupefatta nel vederlo. Sorrise di nuovo non appena notò il cuore disegnato con il cioccolato bianco, però la curiosità la stava divorando: voleva sapere cosa c’era all’interno. Non aspettò un minuto di più e aprì l’uovo. Dentro trovò una bellissima collanina d’oro con un ciondolo a forma di cuore, al cui interno c’era scritta, con dei brillanti, la lettera A. Un regalo piuttosto prezioso ma, in fondo, è così che piacciono i regali a Brittany, no?
La chipette era felicissima e aveva stampato sulle labbra un sorriso sgargiante. Prese la collana e il peluche in mano, stava per appoggiarli sul mobiletto di fianco al divano quando le cadde qualcosa, sembrava un piccolo bigliettino. Si chinò a raccoglierlo, lo aprì e lo lesse…
“Ti amo”. Questo era ciò che diceva il bigliettino. Brittany rimase di sasso per qualche secondo, ma poi si riprese. Era contentissima che Alvin avesse, in un modo o nell’altro, finalmente ammesso di amarla… insomma, aveva intuito che lui dovesse dirle qualcosa di davvero importante, e sapeva anche che lei provava un forte sentimento per il chipmunk in rosso. Peccato solo che in quel momento così magico Alvin si fosse nascosto chissà dove.
<< Allora, ragazzi? Adesso che avete finito di scambiarvi uova e regali, possiamo andare allo Staples Center. Prima dello spettacolo dovete prepararvi per bene e fare qualche prova generale. Il concerto comincia alle 20:00 e sono già quasi le 17:00, quindi sbrighiamoci! >> disse Dave.
<< Va bene, Dave. >> era Alvin, che aveva sentito tutto.
Quando varcò la porta del soggiorno cercò di evitare lo sguardo di Brittany… aveva paura, molta paura, ma sapeva di non poter evitare la chipette per sempre.
<< Ok, ragazzi. Iniziamo ad andare in macchina, allora. >> disse Dave.
Uscirono tutti dal salotto e stava per farlo anche Alvin, ma qualcuno lo fermò prendendolo per mano. Lui si girò e si trovò Brittany di fronte.
<< Non mi devi dire niente? >> chiese dolcemente la chipette.
<< Beh, credo di sì. Prima, però, devo fare una cosa. Aspettami qui. >> disse Alvin.
Brittany lo lasciò andare e guardò attentamente ogni suo movimento. Volete sapere cosa fece Alvin? Dopo tutte le volte che era stato interrotto nel tentativo di spiegare a Brittany ciò che provava per lei, si diresse verso la porta del soggiorno e chiuse a chiave. Brittany non riuscì a trattenere una risatina. Alvin tornò da lei e la prese per mano.
<< Britt, io… ecco… insomma, non sono bravo con questi discorsi, quindi credo che andrò subito al sodo… Brittany, ti amo. >> disse coraggiosamente Alvin, arrossendo un po’.
Brittany sorrise, ma non si limitò solo a questo… no, perché poco dopo lo baciò dolcemente sulle labbra, lasciandolo di stucco. Si staccò dopo qualche secondo, notando che era molto imbarazzato.
<< Ti amo anch’io, Alvin… >> disse la chipette accarezzandogli la guancia.
<< Non stai scherzando, vero? >> chiese Alvin stupito.
<< Certo che no, perché dovrei? Sei importante per me, lo sei sempre stato da quando ti conosco, e lo sarai sempre… >> rispose Brittany sorridendo.
A questo punto fu Alvin ad avvicinarsi a Brittany e a baciarla. Questa volta fu un bacio più intenso e più duraturo anche se…
<< Alvin, sei qui dentro? Sei tu che hai chiuso a chiave?! Alvin, aprimi! Ho dimenticato la giacca che devo indossare stasera sul palco! >> Simon iniziò a bussare alla porta come un pazzo, e ciò fece separare Alvin e Brittany. Per un momento, i due fissarono la porta, poi si guardarono e sorrisero. Infine si scambiarono un altro bacio veloce e si abbracciarono.
<< Visto? Se non avessi chiuso la porta a chiave ci avrebbero interrotti di nuovo… >> sussurrò Alvin.
<< Hai ragione… questa volta li hai anticipati, fortunatamente… >> disse Brittany sorridendo.
<< Mi rimane solo una cosa da chiederti… Brittany, vuoi essere la mia fidanzata? >>
La chipette sprizzava gioia da tutti i pori, era felicissima.
<< Oh, Alvin! Certo che sì!!! >> esclamò Brittany saltando in braccio al suo fidanzato.
I due si scambiarono un altro bacio veloce, poi Alvin aprì la porta e fece entrare il fratello maggiore. Simon evitò di parlare, anche perché aveva capito cos’era successo, quindi si limitò a recuperare la sua giacca e raggiungere gli altri in macchina, cosa che Alvin e Brittany avevano già fatto.
Arrivarono allo Staples Center, si prepararono e fecero qualche prova poi, giunto il momento, entrarono in scena. Cantarono diverse canzoni, tutte bellissime, ma sicuramente la più bella fu l’ultima, bensì “I’ll be there for you”, non solo per le bellissime parole della canzone, ma anche per quello che fece Alvin.

So no one told you life was gonna be this way
Your job’s a joke, you’re broke, your love life’s D O A
It’s like you’re always stuck in second gear
When it hasn’t been your day, your week
Your month or even your year but

A questo punto Alvin andò dietro le quinte e prese Brittany, o meglio, la sua ragazza per mano e la condusse sul palco. Così continuò a cantare guardandola negli occhi.

I’ll be there for you, when the rain starts to pour
I’ll be there for you, like I’ve been there before
I’ll be there for you, ‘cause you’re there for me too

You’re still in bed at ten and work began at eight
You’ve burned your breakfast so far things are going great
Your mother warned you there’d be days like these
But she didn’t tell you when the world
Has brought you down to your knees that

I’ll be there for you, when the rain starts to pour
I’ll be there for you, like I’ve been there before
I’ll be there for you, ‘cause you’re there for me too

No one could ever know me, no one could ever see me
Since you’re the only one who knows what it’s like to be me
Someone to face the day with, make it through all the rest with
Someone I’ll always laugh with
Even at my worst, I’m best with you, yeah

It’s like you’re always stuck in second gear
When it hasn’t been your day, your week
Your month, or even your year but

I’ll be there for you, when the rain starts to pour
I’ll be there for you, like I’ve been there before
I’ll be there for you, ‘cause you’re there for me too

I’ll be there for you
I’ll be there for you
I’ll be there for you, ‘cause you’re there for me too

Quando la canzone finì, il pubblico andò in delirio, mentre Alvin continuò a guardare Brittany in quei suoi magnifici occhi.
<< Ti amo, Brittany… e ti amerò per sempre. >> le disse dopo averle baciato la mano.
Brittany gli sorrise, non impedendo alle lacrime di rigare il suo viso, dato che sapeva che erano di gioia.
<< Anch’io ti amo, Alvin… nessuno ci separerà… mai. >>
E fu così che cominciò l’incantevole storia di Alvin e Brittany. Quest’anno la Pasqua aveva portato ad unirli, chissà se il prossimo anno si formerà qualche altra coppia…

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